Gli Strangedz vengono dalla provincia di Grosseto e “Lieto Fine” è il loro primo disco. Propongono un hardcore in linea con la tradizione italiana degli anni 80 (un nome su tutti: Negazione), attualizzato secondo criteri sonici à la Skruigners: le soluzioni adoperate sono quindi principalmente classiche, in virtù del fatto che oggigiorno è assai difficile, se non improbabile, “andare oltre” stilisticamente, specie per quello che riguarda un genere così codificato; certamente è preferibile adottare connotati sicuri, articolati con proprietà, piuttosto che lanciarsi in arditi – e spesso banali – crossover. Durante l’ascolto di “Lieto Fine” è possibile rendersi conto di come le composizioni siano concise, cariche di groove e in qualche modo orecchiabili, cosa che non guasta in un panorama statico e congestionato come l’hardcore “mid-italiano” di oggi: a confermarlo ci sono esempi di discreto songwriting come “Un Numero” e “H.O.P.E.”. Ciò che rende maggiormente riconoscibili gli Strangedz è l’uso del basso, tale da portarsi dietro perfino la chitarra, risultando motore – non solo ritmico – di tutto l’album e, talvolta, autore di piccoli gustosi accorgimenti, come alcune linee memori dei Black Sabbath (!). I testi sono in italiano (eccezion fatta per “Until The End”) e volti al sociale, con la particolarità di non abbandonarsi ai soliti cliché di schieramento, evitando critiche sterili e scontate, proponendo piuttosto un punto di vista su cui riflettere; non mancano, comunque, momenti di maggior “divertissement” come “Nancy”, possibile hit radiofonica del disco, che fa coppia con “Inferno”, sicuramente il pezzo di maggior impatto di tutto l’album. Per quanto riguarda la produzione si può dire che – considerando il budget limitato del gruppo – è stato fatto un buon lavoro. In conclusione, è onesto dire che gli Strangedz non inventano niente e che la loro prestazione non è esente da “stecche esecutive” (che fanno parte in qualche misura del gioco, trattandosi di hardcore), ma hanno comunque proposto un prodotto più che dignitoso: di strada se ne deve ancora fare, qualche ingenuità va superata, ma l’inizio è certamente positivo.
Informazioni Album
Durata: 00:20:42
Disponibile dal: 01/04/2011
Etichetta: Rusty Knife
Distributore:
Tracklist
1. Genus Morte Digna
2. Lieto Fine
3. Un Numero
4. Suicida Incosciente
5. Until The End
6. Nancy
7. Basta
8. Inferno
9. Cosa Rimane
10. H.O.P.E.
11. A Testa Alta