SUMMONING – Old Mornings Dawn

SUMMONING – Old Mornings Dawn

I Summoning, ormai l’abbiamo imparato sulla nostra pelle, sfoderano gli album con molta parsimonia tanto che negli ultimi undici anni ne hanno registrati solamente due. Il capolavoro “Oath Bound” del 2006 (album per il quale possiamo dire mea culpa, per averlo sottovalutato su queste stesse pagine in sede di recensione non avendone allora compreso pienamente il valore di livello assoluto, e meritando esso probabilmente due voti in più rispetto ai 7/10 ricevuti!) reclamava un successore e finalmente le due menti geniali di Silenius e Protector hanno deciso di dargli un degno erede. “Old Mornings Dawn” già soltanto con il nome riesce a rievocare il mondo incantato della Terra di Mezzo, il mondo in cui i Summoning dovrebbero vivere. Dopo le dichiarazioni di guerra dei popoli della Terra di Mezzo per dominare sul mondo inventato da Tolkien pronunciate su “Oath Bound”, con il nuovo album si ritorna alla quiete dopo la tempesta. Un mondo apparentemente tranquillo ma nel cui grembo germina qualcosa di purulento, un disagio che di giorno in giorno si fa sempre più grande e pericoloso. Le atmosfere a dir poco magiche dei Summoning hanno come sempre la forza di farvi vivere un’esperienza in un mondo da sogno a pieno contatto con la Natura e le sue forze, i suoi pericoli. La quiete che si respira nei brani di “Old Mornings Dawn” è precaria, lo si sente nell’aria fredda che scende giù dai pendii di “Caradhras”, brano dal sapore celtico. E’ vero, ci sono migliaia di gruppi che hanno utilizzato come background l’immaginazione di Tolkien per la loro ispirazione, ma per i Summoning il discorso è sempre stato diverso, loro sono gli unici in ambito extreme metal ad aver ricreato musicalmente gli aspetti più sinistri e maestosi della Terra di Mezzo, meglio persino di quanto sia riuscito a fare un grande compositore come Howard Shore. I Summoning sono assolutamente unici, non c’è un gruppo che suoni allo stesso modo, hanno creato un modo nuovo di intendere il black metal. Forse inizialmente il black metal di Burzum può esser stato un buon motivo d’ispirazione, ma già con il secondo album “Minas Morgul” i due austriaci hanno scelto un modo nuovo di fare black metal: un frammisto di poesia, potenza evocativa, atmosfere sospese, assenza di ritmi. Se ancora non li conoscete, comprate a scatola chiusa la loro discografia (potete al massimo tralasciare il debut album, perché non indicativo dello stile tipico dei Summoning creato già sul lavoro successivo) e non dimenticate naturalmente di questa loro ennesima grandiosa creazione artistica. Chissà cosa sarebbero i Summoning se solo disponessero di suoni più professionali e al passo con i tempi, ma i fan ormai sono abituati alle loro sonorità e poco importerà se “Old Mornings Dawn” è registrato leggermente peggio di “Oath Bound”: del resto la musica dei Summoning è rivolta a una piccola nicchia che può considerarsi fortunata per essere riuscita ad entrare in empatia con un gruppo extraterrestre. Dal punto di vista stilistico il nuovo album si pone a metà strada tra “Stronghold” e appunto l’ultimo “Oath Bound”, ma crediamo che sia uscito al momento giusto perché in qualche modo porta avanti lo stile della band austriaca verso nuove possibili piccole aperture. Per il momento una novità, se così si può chiamare, è la presenza di alcuni cori (alcuni dei quali da brivido) in diversi brani e non soltanto nella canzone di chiusura come invece avveniva negli ultimi album. Grazie a Silenius e Protector, anche nel 2013 possiamo vivere delle emozioni fantastiche. Basta chiudere gli occhi e saper ascoltare…



Informazioni Album

Durata: 01:04:28

Disponibile dal: 05/06/2013

Etichetta: Napalm Records

Distributore: Audioglobe

Tracklist

1. Evernight

2. Flammifer

3. Old Mornings Dawn

4. The White Tower

5. Caradhras

6. Of Pale White Morns And Darkened Eves

7. The Wandering Fire

8. Earthshine


Link

Ultimi contenuti correlati

Consulta l'archivio per: SUMMONING

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.

  • http://www.facebook.com/buzz82 Davide Buzzi

    Il mio è già in preorder dal 22 aprile…. e se qualcuno ha dato solo 7 a oath bound è perchè ha sbagliato mestiere… magari si troverebbe meglio a recensire radiohead o u2. ASSOLUTAMENTE grandiosi a prescindere.

  • http://www.facebook.com/galilee.mater Galilee Mater

    Eh si perché i Radiohead sono notoriamente una band di basso profilo artisto e easy listening.

  • http://www.facebook.com/buzz82 Davide Buzzi

    ops…. scusami se ho toccato i tuoi gruppi preferiti. vuoi metterci anche i daft punk o fatboy? o ti trovi meglio con Atoms for Peace o R.E.M.?

  • http://www.facebook.com/galilee.mater Galilee Mater

    Tutt’altro direi, ma certe frasi campate per aria, tanto per dar fiato alle trombe, si potrebbero evitare.
    La prossima volta al posto di radiohead e U2, chessò mettici appunto i REM e Bruce Springsteen, oppure i Prodigy e i The Muse, oppure gli Arctic Monkeys e i Rancid.
    In ogni caso W i Summoning, loro si…

  • kroky78

    Vidmar, ma dai? Avevi messo 7 a Oath Bound, strano… Ti sei accorto che metti 7 al 90% della roba che recensisci? Dai proprio l’ impressione di non ascoltarli nemmeno i dischi, scrivi quattro righe di circostanza e metti un bel 7, così son tutti contenti. Quella volta però ti è scappato il discone che avrai forse ascoltato 15 minuti in macchina e che meritava 9… Ahiahi! Devo dirti che di disconi che meritavano 9 e a cui hai dato i tuoi miseri 7 o 7,5 ce n’ è a pacchi: vogliamo parlare di Antithesis of Light? Oppure di Om? O ancora Kenose e Fas? E sto scrivendo i primi che mi vengono in mente…Almeno non dire “possiamo dire mea culpa” usa il singolare e prenditi le tue responsabilità!

  • cernunnos01

    kroky78 sulle critiche ai voti dei singoli album non dico niente perchè ognuno ha i suoi gusti ed è giusto che sia così, puoi criticare il sottoscritto per quello che scrive anche su ogni recensione e va benissimo così, ma ho le palle piene di persone che si nascondono dietro a nickname e che si permettono di dire frasi senza alcun fondamento come “avrai forse ascoltato 15 minuti in macchina”. Dato che leggi molte recensioni magari ti sarai anche accorto che non parlo mai al singolare quindi non farmi la paternale sulle responsabilità perché sono più di dieci anni che in fondo ad ogni recensioni metto il mio nome e cognome. Ora ti starò ancora più sulle palle e mi sta benissimo così. La prossima volta se vuoi andare sul personale magari firmati con il tuo nome, gli ultras da tastiera proprio non li sopporto. Grazie. Puoi anche scrivermi in privato una mail, sul sito c’è da una decina d’anni. Sarebbe bello ogni tanto vedere dei commenti che si riferiscono all’album o alla band, per fare dei complimenti a degli artisti che spesso ci regalano grandi emozioni, o per spiegare meglio agli altri lettori le caratteristiche dell’album in questione, di integrare la recensione etc ma invece sembra che a te interessi solo quello che fa il recensore di turno, bah. Contento tu… Paolo Vidmar

  • kroky78

    Paolo Vidmar, avevo proprio pensato di mandarti una mail privatamente, ma ho visto che nessun redattore riporta un contatto personale, intendevi info@metalitalia.com? La prossima volta farò così. La battuta dei 15 minuti in macchina è stata volutamente provocatoria, non penso realmente che tu faccia così(!) volevo suscitare una reazione non avendo per l’appunto altri contatti. Comunque sia tu stesso dici di aver ampiamente sottovalutato Oath Bound per qualche ragione e una di queste potrebbe essere l’ ascolto distratto. È pur vero che in certi casi si arriva a comprendere il valore di un album dopo molti ascolti, cosa che forse mal si concilia con le tempistiche del più grosso sito metal italiano; è anche vero che ognuno ha i suoi gusti, ma secondo me non può sminuire gravemente quelli che sono normalmente considerati dei manifesti nei loro generi perché si preferiscono altre sonorità. Tu mi dirai: sì ma il fatto che un album diventi un masterpiece nel suo ambito lo si scopre dopo qualche anno. Vero, ma secondo me un recensore con esperienza pluriennale deve
    accorgersi quando un album ha le caratteristiche per diventare una pietra
    miliare. Dei quattro esempi che ho citato forse solo Kénose dei Deathspell
    Omega poteva ricevere un voto nella media, perché si tratta “solo” di un ep (ma comunque non è un motivo valido) e perché si tratta effettivamente di un disco di transizione tra il black metal ortodosso della prima fase e quello del tutto personale e senza paragoni che è venuto dopo. Ma per gli altri tre obbiettivamente dei voti mediocri non si spiegano, col senno di poi li valuteresti alla stessa maniera? Non ne sono convinto. Ne approfitto quindi per chiederti (spero che vorrai rispondere) come mai tra i 20 voti numerici disponibili i tuoi sono quasi sempre incentrati sul 7, ma soprattutto mi risulta incomprensibile la discordanza che spessissimo si riscontra tra la parte descrittiva ed il voto riassuntivo delle tue recensioni. Ad esempio in quella di Antithesis… avevi dato una descrizione azzeccatissima del sound del disco, il pathos era quello giusto, pareva anche che gli stessi tributando il valore che si meritano, ormai sono delle icone nel death/doom e alla fine quell’ improbabile 7, ma perché?? Ribadisco che non si possono tirare in ballo i gusti personali, se ti fai un giro in rete non troverai mai una recensione sotto l’ 8, ma sono molto spesso attorno al 9. Concludo
    dicendoti che non mi stai sulle palle e spero nemmeno io a te, dal momento che ho cercato di spiegarmi meglio che ho potuto, ma che hai un metro di giudizio che mi risulta incomprensibile. Per il discorso della firma, dal momento che sono registrato pensavo che il problema non sussistesse, comunque nessun problema.
    Filippin Gabriele.

  • Bosj

    “Chissà cosa sarebbero i Summoning se solo disponessero di suoni più professionali e al passo con i tempi…”
    È molto facile: non sarebbero i Summoning.
    E leggere un commento del genere da un redattore che “da più di dieci anni in fondo ad ogni recensione mette nome e cognome” mi fa pensare che, forse, non era proprio la persona più adatta a recensire un lavoro del genere.
    Questo non vuole essere un insulto a te, Paolo, ma solo una constatazione, anche sulla base della tua “ammissione di colpa” circa la valutazione e la “non piena comprensione” di Oath Bound.
    E adesso mi aspetto il solito campanilismo redazionale di difesa del commilitone a spada tratta, ma poco male.

  • cernunnos01

    Ciao Gabriele, a volte dare i voti non è così facile e può benissimo essere che possa sbagliarmi nel farlo. Il voto dovrebbe essere un indicatore di quello che si è detto nella recensione, un aiuto a cristallizzare un giudizio. Io cerco di mantenermi volutamente basso con le votazioni perché se sono un utente e leggo dieci recensioni con voto 10/10 allora non so più quale album meriti acquistare e considerati i tempi non tutti si possono permettere di comperare tutti gli album che ricevono un’ottima votazione e che quindi si presume siano dei capolavori o poco via. Evito se posso di dare voti come 2/10 o 3/10 perché mi sembrano piuttosto ingenerosi. Il voto 7/10, secondo me, lo riceve un album discreto/buono che non farà rimpiangere chi lo acquisterà. Poi ovviamente un 7/10 dato ad un gruppo emergente ha un peso diverso ed è figlio di una valutazione diversa rispetto ad un 7/10 dato ad un gruppo storico. Forse con i Summoning all’epoca sono stato troppo severo dato che sono tra i miei gruppi preferiti, dai quali spesso pretendo l’impossibile. Per quanto riguarda invece la discordanza tra la parte descrittiva ed il voto riassuntivo delle recensioni può essere che sia una mia mancanza e lacuna. Spero prima o poi di colmarla, grazie anche all’aiuto delle critiche costruttive come le tue. Paolo Vidmar

  • cernunnos01

    ciao Bosj, non credo che una produzione con suoni migliori snaturi necessariamente il sound di un gruppo se il lavoro viene fatto in maniera intelligente. A me solitamente piace il cantato che si fonde con la musica, ma a volte mi piacerebbe sentire in modo chiaro i Summoning quando cantano, non pretendo un volume esagerato come su “Minas Morgul”, ma almeno una via di mezzo… Anche i synth (con qualche soluzione diversa e qualche suono migliore specialmente per la base ritmica) non è detto che riescano a stravolgere il sound della band, in fin dei conti tutto sta nella bravura del gruppo a non rovinare il proprio trademark con la produzione. Ovvio che nessuno si immagina i Summoning con i suoni industrial! La controprova al momento comunque non c’è e nessuno sa cosa potrebbe accedere. Tranquillo non ho bisogno che mi ‘difenda’ qualcuno della redazione e non saprei da chi/cosa dato che stiamo solo argomentando su una band. Ciao. Paolo Vidmar

  • kroky78

    Avevo intuito che la tua è una sorta di prudenza calcolata e che tendi a prediligere -e premiare- gli album con una buona vena melodica, ti leggo dai tempi di Grind Zone (R.I.P?). Ti faccio notare però che appiattendo i voti nella media disorienti i lettori come lo faresti mettendo sempre voti altissimi. Io ragiono con i voti scolastici, 7 è discreto, buono è 8, 9 ottimo e 10 è l’ eccellenza. Tu consideri in certi casi già 7 o 7,5 come buono, ma potrebbe essere effettivamente solo discreto. La cosa più bella dei numeri è che non sono interpretabili, però così facendo lo diventano. Naturalmente la musica è una forma d’ arte e non può essere valutata univocamente, anzi ognuno di noi percepisce un album a modo suo ed e difficile trovare due persone che hanno la stessa identica idea del valore artistico di un opera, e già questo complica molto la faccenda. Secondo me dare il giusto peso ai voti numerici (coerentemente col metro di giudizio di ognuno) può aiutare a dare un’ idea accettabilmente chiara a tutti di quanto sia buono un disco. Quindi penso che “tenersi volutamente basso” sia sostanzialmente sbagliato. Per contro si può star certi che quando dai un voto dall’ 8 in su si tratta di un disco da avere assolutamente. Per esempio devo ringraziare te per aver scoperto i Necrophobic, ho comprato The Third Antichrist qualche giorno dopo aver letto la tua recensione e quella la sottoscrivo in pieno.

  • Bosj

    Ero prevenuto io circa le “difese” redazionali, su un altro sito capita spesso, ma noto con piacere che non è questo il caso.
    Capisco il tuo discorso riguardo il miglioramento dei suoni, ma non lo condivido: il sound “summoning-iano” è proprio basato su determinate scelte stilistiche di cui la produzione fa parte. E anzi, trovo che la scelta (oggi ancor più coraggiosa che in passato) di mantenere determinate sonorità sia effettivamente uno dei punti di forza dell’operato dei due. Punti di vista.

  • GodTech

    Distogliendomi dalle polemiche, vorrei semplicemente dire che quest’album è davvero una figata, forse il migliore che ho ascoltato in tutto il 2013 fino ad ora… lo preferisco addirittura al precedente, che a suo tempo non avevo trovato così eccezionale come alcuni lo descrivono.