SVART CROWN – Profane

SVART CROWN – Profane

Questo nuovo disco degli Svart Crown potrebbe rappresentare una sorpresa per chi da anni conosce i transalpini solo come una buona death-black metal band. Sino ad oggi, il quartetto aveva infatti per buona parte celato il fascino oscuro, psichedelico e, per certi versi, sperimentale che è invece rintracciabile in questi dieci nuovi brani. Due tour – uno europeo e uno statunitense – di spalla agli Ulcerate devono evidentemente aver lasciato il segno sui Nostri, che con “Profane” si ripresentano con un sound rinnovato, pieno di riverberi, sorretto spesso e volentieri da un riffing di chitarra ipnotico e da melodie sfumate. L’approccio, nonostante tutto, rimane death metal, ma il tutto suona più ambiguo e trasversale, ora rifuggendo le vecchie inclinazioni/tentazioni black per abbracciare qualcosa di più marcatamente torbido e pesante. L’appeal sperimentale, quasi liturgico, di alcuni segmenti del lavoro non impedisce però che nei suoi passaggi chiave sia comunque presente una concreta componente “classica” – leggi varie strizzate d’occhio a Immolation e Morbid Angel – che conferisce alla proposta un tocco di digeribilità e di immediatezza certamente superiore a quello in dote agli Ulcerate (che comunque rimangono ovviamente inarrivabili per personalità e visionarietà). Nel loro piccolo mondo, gli Svart Crown stanno tentando di fabbricare nuovi scenari senza rinunciare alle formule-totem della tradizione death, esplorando le varie possibilità che questo genere musicale da sempre è in grado di offrire. Dopo due album sì buoni ma convenzionali, per il gruppo di Nizza pare essere arrivato il momento di osare e questi primi risultati fanno senz’altro loro onore. Forse la quasi contemporanea uscita del nuovo lavoro degli Immolation potrebbe offuscare questi sforzi, ma chi vive di pane e death metal, anche e soprattutto nella sua accezione più cupa e disturbante, oggi deve certamente segnarsi il nome Svart Crown e questo loro “Profane”.



Informazioni Album

Durata: 00:43:16

Disponibile dal: 22/04/2013

Etichetta: Listenable Records

Distributore: Audioglobe

Tracklist

1. Manifestatio Symptoms

2. Genesis Architect

3. Intern . Virus . Human

4. In Utero: A Place Of Hatred And Threat

5. Until The Last Breath

6. Profane

7. The Therapy Of Flesh

8. Venomous Ritual

9. Ascetic Purification

10. Revelatio: Down Here Stillborn


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  • Bitter And Then Some

    l’ immobilismo stilistico glielo faccio pesare , eccome. Senza contare che hanno abusato fin troppo di certi riff triti e ritriti. Spero che in futuro possano innovarsi a dovere

  • http://www.facebook.com/alberto.biffi Alberto Biffi

    Ai miei tempi (aaaaaaaaanni fa!), si scriveva sulla lavagna il nome dei bravi e dei cattivi. Ora dovremmo fare la stessa cosa distinguendo le band che possono “permettersi” di evolvere e quelle alle quali invece è possibile restare immobili ed immutate nei secoli dei secoli (amen). Se gli AC/DC scrivono lo stesso disco per 30 anni sono OK, se questi ragazzi che cmq hanno sempre mantenuto uno standard elevatissimo non si discostano poi molto da quello che in fondo è il LORO marchio di fabbrica, tanti che si incazzano. Bho! Concordo al 100% con la rece di Luca: finchè mantengono standard tali, chissenefrega se non “evolvono” diventando super sayan ad ogni disco?

  • http://twitter.com/gfhc_92 費海音

    Non è un genere dove è semplice sperimentare. E’ sempre un grande rischio, quindi finchè tirano fuori roba di questa qualità a me va bene. Il disco è la solita mazzata sui denti, a me gasa parecchio.

  • MirkoMetal

    visti dal vivo la settimana scorsa ad un club a pistoia… MARCISSIMI!