THAW – Thaw

Pubblicato il 05/05/2013 da
thaw - thaw - 2013
voto
7.0
  • Band: THAW
  • Durata: 00:42:58
  • Disponibile dal: 19/03/2013
  • Etichetta: Avantgarde Music
  • Distributore: Audioglobe

I Thaw sono una oscura band black metal polacca e questo che stiamo per presentarvi è il loro debutto omonimo, della cui pubblicazione si è fatta carico la nostra Avantgarde Music. Come il nome stesso della band suggerisce, i Nostri sono autori di una sorta di “scongelamento” del black metal; di uno smussamento dei suoi vertici stilistici grazie al quale la band ha potuto elevare la propria gittata stilistica al di sopra degli stilemi più familiari e prevedibili del genere. Anche se il termine “post-metal” non è propriamente applicabile alla proposta dei nostri, vista la loro fierissima e fedelissima apparetenenza alla frangia più vecchia scuola del genere, i Nostri hanno comunque saputo sviluppare una proposta black metal moderna, poliedrica e molto lungimirante, che è intelligentmente stata in grado di tirare in ballo altri generi per diversificarsi, colorarsi di umori diversi dal solito e personalizzarsi ulteriormente senza rinnegare le proprie radici di maligna e violenta intransigenza. Parliamo dei tanti elementi hardcore che a cadenze regolari si fanno più o meno ovvi in tutto il lasso del disco, come delle tante suggestioni psichedeliche e space rock che striano verticalmente il fulcro centrale del disco fatto di dura roccia metallica – o come anche di una subdola attitudine post-punk e shoegazing sempre capace di creare degli intermezzi più riflessivi davvero interessanti e dall’appeal altamente intimista. Se dunque la perizia dei Thaw nel travalicare sapientemente i restrittivi confini del black metal per abbracciare e includere altri generi è pregevole e molto intelligente, i Nostri non si dedicano mai però a fusioni vere e proprie – come abbiamo per esempio visto nel caso dei Wolves In The Throne Room o degli Altar Of Plagues – quanto piuttosto a un lambire stilistico, ad un evocare senza citare direttamente che crea un piacevole senso di ambiguità e di sfuggente e intricante fascino. Se “Kiara” dunque, per esempio, sorprende nel suo astrattissimo e flebile scorrere strumentale in radure di shoegaze lavico e post-punk ultraterreno, “Ancestors”, “Dvivine Light” e “Hunted Party” sono tre staffilate black metal che arrivano alle orecchie come uno sciame di rasaoi e lasciano pochissimo, se non alcun, spazio a interpretazioni stilistiche di sorta. Qui sono band come i Primordial, gli Emperor e i Gorgoroth a dominare la danza dei rimandi e delle allusioni, e c’è spazio per veramente poco altro. “World Grave” e la conlusiva “Under The Slag Heap” invece stupiscono per il loro ambiguo approccio ad un doom-sludge funereo e introverso e, pur rappresentando dei momenti a sè nel disco (l’ultima può addirittura ricordare i Sunn O))) ), ne espande gli orizzonti dei Nostri in ambito black-doom senza però appunto mai scardinare il fulcro stilistico centrale del lavoro fatto di puro e nero metallo. Un debutto molto interessante, dunque, che ci ha mostrato una band giovane e appena debuttante, ma già intenta ad esplorare le possibilità del black metal piùttosto che solamente a pensare alla pura e semplice esecuzione dello stesso. Un inizio insomma ben più che convincente.

TRACKLIST
  1. The Gate
  2. Ancestors
  3. Divine Light
  4. Kiara
  5. World's Grave
  6. Hunted Prey
  7. Under the Slag Heap
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