THAW – Thaw

THAW – Thaw

I Thaw sono una oscura band black metal polacca e questo che stiamo per presentarvi è il loro debutto omonimo, della cui pubblicazione si è fatta carico la nostra Avantgarde Music. Come il nome stesso della band suggerisce, i Nostri sono autori di una sorta di “scongelamento” del black metal; di uno smussamento dei suoi vertici stilistici grazie al quale la band ha potuto elevare la propria gittata stilistica al di sopra degli stilemi più familiari e prevedibili del genere. Anche se il termine “post-metal” non è propriamente applicabile alla proposta dei nostri, vista la loro fierissima e fedelissima apparetenenza alla frangia più vecchia scuola del genere, i Nostri hanno comunque saputo sviluppare una proposta black metal moderna, poliedrica e molto lungimirante, che è intelligentmente stata in grado di tirare in ballo altri generi per diversificarsi, colorarsi di umori diversi dal solito e personalizzarsi ulteriormente senza rinnegare le proprie radici di maligna e violenta intransigenza. Parliamo dei tanti elementi hardcore che a cadenze regolari si fanno più o meno ovvi in tutto il lasso del disco, come delle tante suggestioni psichedeliche e space rock che striano verticalmente il fulcro centrale del disco fatto di dura roccia metallica – o come anche di una subdola attitudine post-punk e shoegazing sempre capace di creare degli intermezzi più riflessivi davvero interessanti e dall’appeal altamente intimista. Se dunque la perizia dei Thaw nel travalicare sapientemente i restrittivi confini del black metal per abbracciare e includere altri generi è pregevole e molto intelligente, i Nostri non si dedicano mai però a fusioni vere e proprie – come abbiamo per esempio visto nel caso dei Wolves In The Throne Room o degli Altar Of Plagues – quanto piuttosto a un lambire stilistico, ad un evocare senza citare direttamente che crea un piacevole senso di ambiguità e di sfuggente e intricante fascino. Se “Kiara” dunque, per esempio, sorprende nel suo astrattissimo e flebile scorrere strumentale in radure di shoegaze lavico e post-punk ultraterreno, “Ancestors”, “Dvivine Light” e “Hunted Party” sono tre staffilate black metal che arrivano alle orecchie come uno sciame di rasaoi e lasciano pochissimo, se non alcun, spazio a interpretazioni stilistiche di sorta. Qui sono band come i Primordial, gli Emperor e i Gorgoroth a dominare la danza dei rimandi e delle allusioni, e c’è spazio per veramente poco altro. “World Grave” e la conlusiva “Under The Slag Heap” invece stupiscono per il loro ambiguo approccio ad un doom-sludge funereo e introverso e, pur rappresentando dei momenti a sè nel disco (l’ultima può addirittura ricordare i Sunn O))) ), ne espande gli orizzonti dei Nostri in ambito black-doom senza però appunto mai scardinare il fulcro stilistico centrale del lavoro fatto di puro e nero metallo. Un debutto molto interessante, dunque, che ci ha mostrato una band giovane e appena debuttante, ma già intenta ad esplorare le possibilità del black metal piùttosto che solamente a pensare alla pura e semplice esecuzione dello stesso. Un inizio insomma ben più che convincente.



Informazioni Album

Durata: 00:42:58

Disponibile dal: 19/03/2013

Etichetta: Avantgarde Music

Distributore: Audioglobe

Tracklist

1. The Gate

2. Ancestors

3. Divine Light

4. Kiara

5. World's Grave

6. Hunted Prey

7. Under the Slag Heap


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