THE COFFEEN – You Must Be Certain Of The Coffeen

THE COFFEEN – You Must Be Certain Of The Coffeen

Non sappiamo ancora se questi The Coffeen rappresentino una band vera e propria od una sorta di divertissement di Andrea Giuliani, proprietario della Moonlight Records, che naturalmente pubblica anche questo debut album. Facciamo questa premessa in quanto ci pare che “You Must Be Certain Of The Coffeen” sia una sorta di contenitore dentro il quale Giuliani e soci buttano le loro più grandi passioni musicali senza seguire un senso logico. Spazio quindi allo stoner ed al punk, innanzitutto, ma anche al doom propriamente inteso, al post metal e ad una certa verve darkeggiante declinata alla maniera fumettosa e punk dei Misfits; il tutto tenuto insieme da una sorta di “sbattimento di cazzo melvinsiano” (definizione presa pari pari dalla pagina Facebook della band). I sei brani qui presenti spaziano quindi senza soluzione di continuità all’interno del mare magnum descritto poc’anzi, con risultati a volte buoni, altre volte meno. Discreta l’opening track “Zombies For Breakfast”, appesa tra la pesantezza polverosa dei Saint Vitus, la cupezza dei Bauhaus e l’adrenalinica vitalità dei Misfits. Il terzetto dimostra di sapersi muovere piuttosto bene su coordinate punk dark, divertendo e divertendosi, sebbene a tratti paiano una controfigura degli Afi. La successiva “FistFuck Rising” é un semplicissimo stoner rock settantiano che scorre via quasi tutto su di un paio di riff blues rock che sono quanto di più abusato la musica abbia offerto fino ad oggi. Brano lungo, volutamente lineare, e noioso già dal primo ascolto. “Satan Is POP” approfondisce il lato più heavy della proposta della band, andando a parare a metà strada tra i Black Flag ed i Mastodon più rockeggianti, mentre “Zombie’s Bar” é uno slow tune settantiano stuprato da lente e sporche aperture doom tutto sommato ben riuscito. “The Coffeen” gioca con i cliché (“Italians Do It Better” recita il testo, tra le altre cose) ma si risolve in un heavy stoner all’acqua di rose con un chorus che – pur rimanendo in mente sin dal primo ascolto – risulta fin troppo banale e facilotto, sorta di estrema semplificazione del primo Danzig. In conclusione, ecco arrivare “When The Telephone Doesn’t Ring”, midtempo heavy-doom che mette in mostra una rocciosità non indifferente, ma che non riesce mai ad affondare il colpo. Molto buono e vario il lavoro di Matteo Folegatti alla sei corde, di gran lunga l’elemento migliore dei The Coffeen; discreta la sezione ritmica, mentre le voci alternano passaggi cupi e darkeggianti ad altri più energici ma anche meno riusciti. Ottima la produzione, buoni un paio di spunti misfitsiani, ma per il resto “You Must Be Certain Of The Coffin” é un lavoro senza ombra di dubbio divertente ma anche dozzinale e non particolarmente riuscito. Vedete voi se accontentarvi o meno.



Informazioni Album

Durata: 00:31:17

Disponibile dal: 15/04/2013

Etichetta: Moonlight Records

Distributore:

Tracklist

1. Zombies For Breakfast

2. FistFuck Rising

3. Satan Is POP

4. Zombie's Bar

5. The Coffeen

6. When The Telephone Doesn't Ring


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  • http://www.facebook.com/matteo.folegatti Matteo Folegatti

    va beh dai, grazie per i complimenti.