THE FLIGHT OF SLEIPNIR – Saga

THE FLIGHT OF SLEIPNIR – Saga

Non si fermano mai David Csicsely e Clayton Cushman, meglio noti come The Flight Of Sleipnir. Dopo avere pubblicato tre album di notevolissima caratura che andavano ad esplorare il versante del doom più vicino al black ed al folk, lasciando trapelare anche degli spunti psych di livello assoluto, ritornano oggi alla carica con il nuovo “Saga” che amplifica ulteriormente la componente più eterea e delicata della loro proposta. Non aspettatevi svolte epocali o brusche sterzate verso melodie stucchevoli: il duo del Colorado sa ancora far male con una certa cognizione di causa, ma in questo nuovo lavoro ha voluto dare ampio spazio al folk a stelle e strisce, quello che da Townes Van Zant in giù ha influenzato ed influenza tutt’ora una miriade di band, non solo in ambito heavy. Il risultato finale è un album in bilico tra intimismo e voglia di estremo, senza sottovalutare una certa epicità di fondo che non sarebbe dispiaciuta al Neil Young più cupo e disperato dei mid seventies. Abbiamo citato nomi piuttosto distanti dall’universo metal propriamente inteso, ma “Saga” resta un platter heavy al 100%, dato che rimangono intatte le sfuriate black provenienti dal passato remoto del duo (pensiamo ai tempi degli Acheronian Dirge) ed il tutto è inserito in strutture tipicamente US doom, sulla falsariga dei The Gates Of Slumber. Csicsely e Cushman, oltre a dividersi voci e strumentazioni, si occupano anche dell’artwork (il primo) e della produzione (il secondo), in modo tale da avere un completo controllo su tutta la filiera musicale. Dopo un prologo che farebbe invidia agli Agalloch, i The Flight Of Sleipnir ci deliziano subito con una delle composizioni migliori, ovverosia “Reaffirmation”, che fa larghissimo uso di strumentazione acustica ed ha un marcato flavour country, unito però ad un mood molto cupo che rimanda addirittura ai Katatonia dell’ultimo periodo. Anche la successiva “Reverence” è delicata ed eterea ed il finale anticipa l’inizio di “Harrowing Desperation”, dove la potenza cresce e si inizia a sentire anche l’influsso del black metal, anche se per ora quasi soltanto a livello vocale. “Heavy Rest The Chains Of The Damned” è molto simile ai brani di apertura, forse perfino troppo, dato che a tratti pare di sentire una reprise di “Reaffirmation” in chiave più maschia. L’album prosegue con “Judgement”, mid tempo doom black piuttosto possente anche se poco articolato; “Demise Carries With It A Song” è la traccia più veloce ed estrema del lotto, sebbene viva di sbalzi umorali che alla fine la riportano in territori prettamente doom. La sublimazione di “Saga”, la traccia simbolo, è però “The Mountain”, completamente acustica, delicata, oscura e addirittura senza batteria, quasi a voler enfatizzare la propria diversità. Sul finale il tonnellaggio si alza, grazie alla composita “Hour Of Cessation”, vicina al passato recente della band e a “Beneath Red Skies”, distorta ed epica come non mai. “Epilogue” ci congeda in maniera degna dal lavoro, che ci riconsegna una band in grandissima evoluzione e pronta a rimettersi in gioco album dopo album. Magari “Saga” non piacerà ai die hard fan del combo: fin troppo arioso e melodico a tratti, con la componente estrema leggermente sacrificata sull’altare del folk. A nostro parere, invece, qui Csicsely e Cushman toccano il loro zenit creativo, osando senza paura di sbagliare. Lavoro con qualche difettuccio e magari troppo lungo, ma nel complesso strepitoso.



Informazioni Album

Durata: 01:00:32

Disponibile dal: 15/02/2013

Etichetta: Eyes Like Snow

Distributore:

Tracklist

1. Prologue

2. Reaffirmation

3. Reverence

4. Harrowing Desperation

5. Heavy Rest The Chains Of The Damned

6. Judgment

7. Demise Carries With It A Song

8. The Mountain

9. Hour Of Cessation

10. Remission

11. Beneath Red Skies

12. Epilogue


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  • furiousfucker

    bravi bravi lo sto ascoltando ora.. sono forti!