THEE JONES BONES – Stones Of Revolution

THEE JONES BONES – Stones Of Revolution

Incuriositi dalla copertina del precedente full length “Electric Babyland”, che de facto rappresenta un iconico tributo al mastodontico doppio LP “Electric Ladyland” inciso nel 1968 da Jimi Hendrix, ci avviciniamo con entusiasmo al suono caldo e colorato dei nostrani Thee Jones Bones. Purtroppo, le nostre aspettative vengono parzialmente deluse da questo “Stones Of Revolution”, quarto capitolo discografico inciso dalla band bresciana, che prosegue con indubbia tenacia e coerenza la propria carriera iniziata nel lontano 2001 e rimasta (volutamente) ancorata nel più fumoso underground nazionale. Per circa un’ora veniamo catapultati alla fine degli stimolanti e avanguardistici anni’60, periodo nel quale il torbido rock’n'roll coniato dagli Stones più ‘bluesy’ narrava con cinismo e disincanto la fine della Summer Of Love, inglobando nel suo nucleo la malinconia e l’asprezza del blues più ruvido. Difatti, un paio di episodi come “Weekly In Love” e “Woody’s Walk” sembrano fuoriuscire dalla penna dall’accoppiata Jagger/Richards, ma al contempo sono privi di quel guizzo geniale che ha consegnato alla storia la band londinese. L’incedere groovy arricchito dai fiati in “Help Me” rimanda al passionale suono nero inchiostrato dai The Black Crowes, mentre “Everything” è una ballata che sembra estrapolata dal songbook dei Bad Company più classici. Il problema principale di “Stones Of Revolution” risiede nel songwriting, oltremodo derivativo e, nonostante troviamo qualche spunto interessante sparso qua e là, appare nel suo complesso incostante e altalenante. Un episodio bucolico ed introspettivo come “Free”, fallisce l’obiettivo di catturare le nostre emozioni più recondite, risultando fiacco nel suo incedere e monocromatico nella sostanza, a causa di una certa ripetitività di fondo del tema portante. Non bastano un paio di brani aggressivi come “Alright For You” e “Out Of Sync” per far risalire le quotazioni di un lavoro controverso, a tratti prolisso, penalizzato da una produzione incolore e dalla rivedibile performance del frontman Luca Ducoli. Buone le intenzioni, meno il risultato. Peccato.



Informazioni Album

Durata: 00:58:36

Disponibile dal: 27/02/2012

Etichetta: Il Verso Del Cinghiale

Distributore: Goodfellas

Tracklist

1. Free

2. Alright For You

3. Out Of Sync

4. All For The Money

5. Help Me

6. Lost Cause

7. Leave This City

8. Everything

9. Thinkin' About

10. Weekly In Love

11. Woody's Walk


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