TODAY IS THE DAY – Sadness Will Prevail

TODAY IS THE DAY – Sadness Will Prevail

Nel 2002 Steve Austin era già un musicista pienamente realizzato. Pienamente. Ha una band di grindcore evoluto che sta al top della scena, i Today Is The Day appunto, con i quali ha già pubblicato cinque album splendidi; é uno scopritore di talenti riconosciuto (Lamb Of God, Converge e molti altri), un produttore già piuttosto richiesto sia in ambito metal che hardcore. Nel 2002 Steve Austin ha già uno status tale che in molti al suo posto pagherebbero per avere. Eppure é proprio in quell’anno che i Today Is The Day danno alla luce l’allucinante “Sadness Will Prevail”, che ad oggi é ancora apice di una carriera incredibile e diremmo addirittura di una scena – quella noisecore, se ci passate il termine – che ha finalmente trovato il proprio “Sgt. Pepper”. Il lavoro é un mastodonte insostenibile, agghiacciante, disturbante, snervante, fuori da ogni logica commerciale e rischiosissimo anche artisticamente. Eppure stupendo. “Sadness Will Prevail” é il suicidio messo in musica, il parto abortito di una mente superiore, é Trent Reznor sotto metanfetamina, é dissoluzione pura, paranoia, annebbiamento dei sensi, paralisi e poi morte. Dolorosa, ineluttabile. Austin racchiude il peggio di sé in un mostro sonoro di due ore e mezza: tutto ciò che non ha trovato spazio nei Today Is The Day fino a quel momento e che mai più ne troverà in futuro viene evacuato in “Sadness Will Prevail”. Ad aiutare e a sostenere il mastermind in questa impresa improba, troviamo il bassista Chris Debari e il drummer Marshall Kilpatrick, nonché una pletora di ospiti deluxe, comprendenti Kris Force e e Jackie Gratz (già al lavoro con i Neurosis), Mark Morton dei Lamb Of God e i folli Seth Putnam (Anal Cunt) e Wrest (Leviathan). Due cd, X e Y, dove musica e rumore, austerità e sperimentalismo trovano la loro sublimazione ed il loro punto d’incontro. Trentadue brani che presi singolarmente non possono dire nulla, ma che ascoltati consecutivamente generano smarrimento e perfino disgusto. Grindcore, noise, hardcore, psichedelia durissima, sludge, dark gothic: tutto si fonde nel lavoro e perde la propria identità, uscendone però rafforzato. I campionamenti di Austin e Wrest punteggiano e guidano lo scempio sonoro, caratterizzando fortemente i vari brani; la sezione ritmica é un impressionante muro di nonsense, le chitarre fanno sembrare gli Unsane delle educande. Tutto é volto a fare male, dall’iniziale “Maggots And Riots”, passando per le false sinuosità di “Death Requiem” ed arrivando alla pazzesca “Never Answer The Phone”. Tutto é spigolo appuntito, scheggia di vetro, frammenti di bombe a grappolo. Tutto sanguina e tutto muore, senza speranza. La tristezza prevarrà. Non c’é più nulla da dire, la recensione andava necessariamente fatta in maniera volutamente visionaria, senza dettagliare. Come si fa d’altronde a spiegare asetticamente un capolavoro nichilista ed anarchico di due ore e trenta, sapendo che il suo ascolto ha fatto nascere una miriade di band e – per fortuna – ne ha fatte morire altrettante? Ascoltate, se ne avete il coraggio.



Informazioni Album

Durata: 02:33:04

Disponibile dal: 03/09/2002

Etichetta: Relapse Records

Distributore: Audioglobe

Tracklist

1. Maggots And Riots

2. Criminal

3. Distortion Of Nature

4. Crooked

5. Butterflies

6. Unearthed

7. The Descent

8. Death Requiem

9. Christianized Magick

10. Voice Of Reason: Vicious Barker

11. Face After The Shot

12. The Ivory Of Self-Hate

13. The Nailing

14. Mistake

15. Invincible

16. Aurora

17. Sadness Will Prevail

18. You Gotta Give A Man A Mile (japanese bonus track)

19. Myriad

20. Spaceship

21. Flowers Made Of Flesh

22. Your Life Is Over

23. Control The Media

24. Vivicide

25. Miasma

26. Times Of Pain

27. Breadwinner

28. Friend

29. Never Answer The Phone

30. I Live To See You Smile

31. Sadness Will Prevail Theme

32. The Good Life (japanese bonus track)


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  • Simone Picciau

    È la prima volta che vedo assegnare il voto massimo ad un album su queste pagine!!! Corro ad ascoltare

  • Bitter And Then Some

    si vede che leggi poco questo sito. Di 10 ne sono stati assegnati un po’, anche ultimamente.

  • Bitter And Then Some

    Disco immenso. Geniali, schizzati,folli, annichilenti. Questo lavoro , oltre ad essere il mio preferito dei Today, è anche uno dei miei preferiti di sempre. “Criminal” è il pezzo che preferisco, ma è veramente riduttivo fermarsi a questa canzone.
    A tutti gli amanti di sonorità estreme consiglio caldamente l’ ascolto perchè siete di fronte a uno dei migliori album devastanti usciti fino adesso.

  • Simone Picciau

    Rettifico: un’altra volta che avevo visto assegnare 10 era per Terror Propaganda dei Craft! Di altri non ricordo

  • Bitter And Then Some

    carcass – necroticism
    kyuss – blues for the red sun
    neurosis – souls at zero
    entombed – left hand path
    satyricon – rebel extravaganza (quest ultimo è anche recente)
    chissà quante altre ne ho saltate

    p.s. mi ricordo al 100% di un 10 a slaughter of the soul degli at the gates, ma hanno rettificato il voto in 9,5.
    Comunque il voto è solo un numero, queste perle bisogna ascoltarle a priori

  • Simone Picciau

    Concordo con l’ultima frase