TREES OF ETERNITY – Hour Of The Nightingale

Pubblicato il 29/11/2016 da
voto
8.0
  • Band: TREES OF ETERNITY
  • Durata: 01:02:44
  • Disponibile dal: 11/11/2016
  • Etichetta: Svart Records
  • Distributore: Audioglobe

Avremmo voluto parlare del primo full-length dei Trees Of Eternity come dello splendido primo tassello di una lunga storia; avremmo voluto ascoltarlo più e più volte, immaginando quante altre storie ci avrebbe potuto raccontare la splendida voce di Aleah Stanbridge. Invece si è messo di mezzo il destino, il karma, una qualche divinità, il caso, quel che preferite, e Aleah se n’è andata quest’anno, portata via dal cancro e, così, “Hour Of The Nightingale” si è trasformato in una triste e bellissima elegia. I Trees Of Eternity nascono dall’incontro di Aleah e del chitarrista Juha Raivio degli Swallow The Sun, a cui poi si aggiungono il batterista dei Wintersun Kai Hahto e i fratelli Fredrik e Mattias Norrman (October Tide, ex-Katatonia). Il risultato di questo fortunato sposalizio è un album elegante, struggente, con quella rara capacità di ferire e di curare nello stesso momento. La loro proposta parte dal gothic doom e vive di chiaroscuri e contrasti: riff monolitici si intrecciano a delicati arpeggi e alla voce sussurrata di Aleah, le note avvolgono l’ascoltatore, lo rapiscono e lo trasportano in un paesaggio notturno dove piccole luci rifulgono nel buio e la natura domina incontrastata. E’ l’ora dell’usignolo, l’ora prima dell’alba, quando ancora il sole non si vede ma già nel cielo s’inizia ad intravedere un chiarore. Dieci composizioni, tutte di qualità elevatissima, che vanno fruite nella loro completezza, come un flusso di coscienza, senza pause, per un’immersione vera nell’universo creato da questi artisti. La band sfrutta al meglio tutte le potenzialità del genere: la lentezza del doom favorisce il progressivo e ipnotico sprofondare in una vera e propria trance, le sfumature gotiche si sposano alla perfezione con l’immaginario al tempo stesso scuro e fiabesco narrato nelle composizioni, mentre la delicatezza e la leggiadria di Aleah colpiscono dritto al cuore, senza aggredire, ma scivolando fra le difese dell’animo e arrivando nel profondo. Sarebbe ingeneroso estrapolare pochi episodi selezionati, sebbene chi vi scrive sia rimasto letteralmente folgorato dalla sognante malinconia della title track, ma non possiamo concludere senza citare almeno due pezzi. Il primo, “Condemned To Silence”, vede Mick Moss degli Antimatter duettare con Aleah in una perfetta simbiosi, le loro voci a fare l’uno il contraltare dell’altra, in uno scambio di emozioni semplicemente perfetto. Il secondo brano, invece, posto in chiusura, si intitola “Gallows Bird” e vede la partecipazione di Sua Maestà Nick Holmes: nei nove minuti di durata, i Trees Of Eternity si scuriscono ulteriormente, abbandonando la luce in favore dello sguardo, senza speranza, rivolto al patibolo, quasi un segno della tragedia imminente. Non sappiamo se Juha Raivio vorrà mantenere in vita questa creatura, nonostante la perdita subita; forse sarebbe meglio lasciare che questa pagina si chiuda così, immutata e perfetta per sempre.

TRACKLIST

  1. My Requiem
  2. Eye of Night
  3. Condemned to Silence
  4. A Million Tears
  5. Hour of the Nightingale
  6. The Passage
  7. Broken Mirror
  8. Black Ocean
  9. Sinking Ships
  10. Gallows Bird
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