Dovessimo descrivere con un’immagine l’orizzonte di vedute dei Tristema dovremmo utilizzare un quadro dell’oceano, in quadrato dalla cima di un faro, che si estende in tutte le direzioni. Tale è infatti l’ampiezza dello spettro compositivo di questa sorprendente band campana, dedita ad un rock pieno di sfumature e sapori diversi, dal pop all’elettronica, dal rap al blues passando anche per il rock duro e il metal alternativo. Sembra tutto molto strano? Il fatto è che non si limita a sembrarlo, lo è. Lo stile dei Tristema in questo secondo loro album ingloba tutto quanto citato in precedenza e anche altro, creando una mistura originale di suoni rockeggianti che, partendo da una base che ricorda spesso e volentieri i Negramaro, aggiunge a piccole dosi diversi elementi, creando un mosaico di dodici pezzi tutti diversi tra loro. Troviamo infatti un interessante accostamento tra rap e rock nella sociale “La PenisolaCheNon C’è” con la partecipazione straordinaria del combo rap Fuossera; le atmosfere da musical della delicata “L’Eclisse”, arricchita da un duetto vocale maschile/femminile, ci stupiscono solo due brani dopo, e poi possiamo ancora citare le commistioni tra elettronica e blues della singolare “L’impercorribile”… In tutta questa descrizione si nota che di metal, come lo intendiamo di solito, ce ne è proprio poco, ma questo non ci scoraggia nell’ascolto di “Dove Tutto E’ Possibile”, del quale preferiamo apprezzare appunto la varietà stilistica e la innegabile capacità di creare accostamenti di gran spessore lavorando con ingredienti diversi. Fortemente progressivi, ma nella mentalità, non nei suoni o nella musica, i Tristema rappresentano nella scena musicale attuale un caso abbastanza raro, una band nella quale avviene il quasi totale abbattimento delle barriere musicali, nella cui proposta musicale tutto viene mischiato assieme, asservito ad una forma canzone e alla melodia finale, in un gioco di scatole cinesi dove possiamo trovare Muse, Queen, Renga e pop italiano tutti l’uno di fianco all’altro, senza stonare. Chiudiamo questa recensione segnalando la partecipazione di un Daniel Gildenlow sempre più lontano dai lidi metal, impegnato in questo frangente nell’interpretazione delle frasi in lingua inglese presenti sulla canzone “L’Assenza”, nella quale supponiamo (ma non siamo in possesso di note sul disco in grado di confermarcelo) suoni anche il vibrante assolo finale, così simile nello stile agli assoli che troviamo su “Remedy Lane” dei Pain OF Salvation. Un bel disco, consigliato a tutti coloro che pensano che l’ampiezza di vedute musicali sia un pregio e non soltanto un ennesimo modo di non essere ‘true’. Da segnalare inoltre la bellissima copertina ad opera dell’artista spagnolo Felideus, con il suo immaginario alla “Alice Nel Paese delle Meraviglie” più distorto.
Informazioni Album
Durata: 00:41:57
Disponibile dal: 06/07/2012
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Tracklist
1. Dove Tutto E’ Possibile
2. L’Impercorribile
3. L’Assenza (feat. D. Gildenlöw)
4. Nel Silenzio
5. Maryland
6. La Penisola Che Non C’è (ft. Fuossera)
7. Vortice
8. L’Eclissi
9. Constanze
10. Gli Spazi Della Mente
11. Immagini Riflesse
12. L’Istante