TWINTERA – Lines

TWINTERA – Lines

Un disco veramente interessante questo “Lines” dei veneti Twintera. ‘Interessante’ è proprio l’aggettivo più calzante che ci viene in mente, più di ‘bello’, ‘eccezionale’ o simili, proprio perché è quello più adatto a descrivere la sensazione di attenzione e curiosità che il suo ascolto suscita. Ma  cosa comporta dire che un album è interessante? Pensandoci bene, soprattutto quando consideriamo le motivazioni che solitamente ci spingono a dare insufficienze a dischi scialbi e ripetitivi, possiamo dire che la capacità di un disco di fornire all’ascoltatore degli input sempre diversi ed inattesi  sia un buon metro per misurarne il grado di interesse. Questo non vuol essere garanzia di un disco oggettivamente bello, però è sicuramente un buon punto di partenza, che ci rassicura del fatto di non star parlando del solito album scontato e derivativo. Comunque sia, relativamente al punto di vista appena esposto, non ci facciamo problemi a dirvi che i Twintera sono una delle band più sorprendenti che abbiamo incontrato negli ultimi tempi. Assolutamente eclettici e imprevedibili, i cinque ragazzi di Verona hanno come loro punto forte proprio una proposta musicale estremamente ibrida e anticonvenzionale, una sorta di heavy metal dalle forti connotazioni melodiche, che però inserisce ad ogni canzone input e sapori diversi, provenienti dalle fonti più disparate. Così, inseriti su questa base così classicamente metal, possiamo trovare senza soluzione di continuità brani dai chiari influssi thrash tanto quanto canzoni influenzate dal glam dei Motley Crue, il tutto alternato a brani più pesanti, qualche accenno di hard rock e passaggi dal sapore più progressivo. Descritto così, il rischio di considerare “Lines” come un album frammentario e fastidiosamente troppo eterogeneo è concreto, ma vogliamo riservarci il resto della recensione proprio per spiegarvi che, a conti fatti, anche se questo disco non è certo catalogabile come un capolavoro, è sicuramente un prodotto sensato, con un capo e una coda, che fa di questa così atipica proposta proprio il suo punto forte. Prendiamo quindi ad esempio la quarta traccia “On The Edge Of…”: la descrizione più calzante che ci viene è che è un pezzo thrasheggiante, vagamente somigliante ai Pantera nel suo sbilenco riffing darrelliano. Certo, questa traccia sembrerebbe centrare poco con la precedente “Where We Land”, sempre trashy, ma decisamente più dinamica e meno inchiodata al riff portante, così come quasi nulla ha a che spartire con la successiva “Oversight”, ballad emozionale dai forti sapori progressivi (in questo brano è presente un cammeo di Englund degli Evergrey). Ma, sentendole più volte, in realtà, qualcosa sembra unirle. Può essere un’inconsapevole e un po’ nascosta tendenza a cucire le melodie in un modo simile su delle ritmiche anche molto diverse, oppure in un certo ‘marchio’ che avvertiamo a livello tecnico e dei suoni nel guitarworking di Zanoni e Al Pia, ma comunque in tutti i pezzi che abbiamo elencato c’è un ‘quid’ che le rende degne figlie della stessa penna. E così succede anche con i momenti ancora più stravaganti, come quelli presentatici dal simpatico rock alla ZZ Top di “Cool 18” o dalle influenze ancora diverse di “Run!”. Alla fine dell’ascolto, il nostro parere sull’album è che alcune canzoni ci sono piaciute più di altre, e magari in esso non abbiamo trovato il pezzo che ascolteremmo un milione di volte, ma nel suo complesso è globalmente molto interessante. Appunto, siamo tornati alla nostra tesi iniziale. Altro da dire non abbiamo, se non che “Lines” va ascoltato con grande apertura mentale, come quella richiesta per l’ascolto di band innovatrici come i Coheed & Cambria. Voi fatelo, e questo disco vi riserverà ben più di una sorpresa.



Informazioni Album

Durata: 00:50:25

Disponibile dal: 11/12/2012

Etichetta: (logic(il)logic)

Distributore: Andromeda

Tracklist

1. 71389

2. By Hand Of Justice

3. Where We Land

4. On The Edge Of…

5. Oversight

6. Cool 18

7. Run!

8. Burning Heart

9. Waves

10. Killing Your Feelings

11. Bunch Of Motherfuckers


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