UNITED NATIONS – The Next Four Years

UNITED NATIONS – The Next Four Years

Nel 2008 gli United Nations, ovvero Geoff Rickly dei Thursday, Lukas Previn degli Acid Tiger e Daryl Palumbo dei Glassjaw (tra gli altri, i dettagli esatti della lineup sono da sempre avvolti dal mistero), avevano riscosso un buon successo di pubblico e critica col loro primo omonimo album, una trascinante miscela di post hardcore, punk e screamo con la quale i Nostri omaggiavano varie fasi del loro background musicale. Si poteva pensare che, come molti progetti paralleli, United Nations potesse rimanere una one shot band, anche a causa degli ovvi problemi di omonimia con l’organizzazione intergovernativa (che non a caso fece rimuovere a suo tempo la pagina Facebook del gruppo). Tuttavia, non è stato così. L’EP “Never Mind the Bombings…” nel 2010 ha fatto capire che i ragazzi avevano ancora qualcosa da dire e ora questo nuovo secondo disco, pubblicato senza troppi squilli di tromba, arriva a proporci un’altra manciata di pezzi irresistibili. Ora coadiuvato, sempre fra gli altri, dalla sezione ritmica dei Pianos Become The Teeth – il bassista Zac Sewell e il batterista David Haik – Geoff Rickly, la vera mente del progetto, smonta definitivamente l’impressione di trovarsi al cospetto di una realtà “di passaggio” o che confeziona musica tanto per fare: “The Next Four Years” è lucido, concreto e assolutamente brillante. Forse per controbilanciare la sua recente entrata nei No Devotion, nuova band degli ex Lostprophets di cui probabilmente si parlerà tantissimo, Rickly con gli United Nations torna all’attacco con l’album più feroce e “underground” della sua carriera. Se il debut mescolava vari generi di ascendenza hardcore-punk in maniera divertente e un po’ sconclusionata, “The Next…”, al contrario, è disco compatto e coerente; un pugno in faccia dalla prima all’ultima canzone, nel quale formule post hardcore e screamo vecchia scuola vengono rivisitate in una chiave intensissima. La spiazzante opener “Serious Business”, col suo attacco in blast-beat e lo screaming senza compromessi di Rickly, chiama in causa persino i Deafheaven, ma ci vuole poco affinchè l’anima più hardcore-punk del frontman torni a galla, sotto forma di una struttura asciutta e di altre strofe più slabbrate. La conferma che “The Next…” sia lavoro magnetico e spigliato arriva già con la successiva “Meanwhile On Main Street”, composizione dall’incedere più vorticoso e dalle melodie insinuanti; da qui in poi la tracklist finisce solo per regalare una piccola perla dopo l’altra, da “Revolutions At Varying Speeds” alla clamorosa “Stole The Past”, tracce nelle quali i vecchi Thursday incontrano Envy, Pg.99 e La Quiete, per poi sperimentare insieme l’impeto dei succitati Deafheaven. Conciso eppure sofisticato sotto tanti aspetti, “The Next Four Years” è un album che sorprenderà e soddisferà senz’altro gli ascoltatori più esigenti, sia del filone “post” che di quello extreme metal. Personalità, apertura mentale e un songwriting acuto e a dir poco disinvolto: gli United Nations ridanno lustro al concetto di side-project.



Informazioni Album

Durata: 00:29:42

Disponibile dal: 15/07/2014

Etichetta: Temporary Residence

Distributore:

Tracklist

1. Serious Business

2. Meanwhile On Main Street

3. Revolutions At Varying Speeds

4. False Flags

5. United Nations Find God

6. Between Two Mirrors

7. Fuck The Future

8. Stole The Past

9. United Nations Vs. United Nations

10. F#A#$

11. Music For Changing Parties


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  • ieoooh

    sorpresone! non avevo sentito nulla a riguardo di un nuovo album! ascolto assicurato, l’ep never mind ecc era una bomba..le prime due canzoni sono di una classe infinita

  • Bitter And Then Some

    ottima recensione per un validissima band.