Davvero intrigante l’ EP d’esordio dei pugliesi Vitales Exsequiae, che riescono a fondere insieme il gothic death doom tipico dei primi My Dying Bride con un progressive debitore di una band quale i Porcupine Tree (o, per rimanere in ambito maggiormente estremo, degli Opeth), senza dimenticare la lezione impartita dalla scena dark italiana. La band è composta da Marco Squillino che si occupa di voce e chitarra, coadiuvato da Marco Carbotti alla seconda chitarra, da Luca Zecca alle tastiere e dalla sezione ritmica che vede Vito Surgo al basso e Antonio Leggieri al drum kit. Dicevamo che i ragazzi riescono a suscitare un certo interesse in virtù di un songwriting che rifugge le banalità e cerca sempre soluzioni intriganti e, tutto sommato, personali. Ottimo il lavoro di tastiera di Zecca, capace di creare atmosfere orrorifiche grazie a delle impostazioni dei suoni che devono più di qualcosa al maestro Claudio Simonetti. Marco Squillino si destreggia più che bene dietro al microfono, pur essendo dotato di un growl non esageratamente potente. La traccia di apertura è quella maggiormente votata al doom death novantiano, teso continuamente alla ricerca di soluzioni crepuscolari e di melodie “cimiteriali”; la successiva “Requiem For A Dream” offre spunti darkeggianti mutuati direttamente dai seventies, mentre “Pale Morning, Then The Void” è il brano che risente maggiormente dell’influenza degli Opeth (e, in minima parte, degli Edge Of Sanity), anche grazie a quello stacco acustico e progressivo a metà traccia che è una soluzione che Åkerfeldt e soci utilizzano spesso e volentieri. In chiusura troviamo la lunga e doomy “Shallow Flower”, dove il singer dimostra una certa dimestichezza anche con le clean vocals. Fa decisamente piacere ascoltare un prodotto così ben fatto, sia a livello musicale che di packaging e di produzione; auguriamo quindi ai Vitales Exsequiae di riuscire ad ottenere un contratto discografico, anche se ci permettiamo di consigliare loro di prendersi il dovuto tempo in fase di composizione del nuovo materiale, in modo che possa essere all’altezza di questo soddisfacente “A Short Lived Hope”.
Informazioni Album
Durata: 00:29:53
Disponibile dal: //2009
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Tracklist
1. The Anatomy Of Ineptitude
2. Requiem For A Dream
3. Pale Morning, Then The Void
4. Shallow Flower