Amanti delle sonorità settantiane, drizzate bene le orecchie perché la Black Widow ha immesso sul mercato l’album che fa per voi. Siete pazzi per gli Uriah Heep ed il loro hard elegante ma sanguigno? Adorate i Black Widow ed il loro sound a metà strada tra l’esoterismo e le colonne sonore dei seventies? Idolatrate tutta la scena progressive italiana che proprio in quegli anni imperversava con i suoi artisti migliori? Allora non potete lasciarvi sfuggire “Supersonicspeedfreaks”. Nati dalle menti di Mirko Zonca, Mirko Bosco e Frankie Brando, ai quali si è aggiunto il singer Ricky Dal Pane, i Witche’s Brew danno alla luce un lavoro che sotterra il già buon esordio “White Trash Sideshow”, in virtù di un lotto di brani trascinanti, quasi perfetti nel loro incedere e suonati da musicisti esperti e capacissimi, in grado di infondere un feeling pazzesco in ogni singola nota. Le prime due tracce sono addirittura superlative: “Vintage Wine” è un lungo hard blues psichedelico lungo il quale si incontrano e si scontrano ruvidezze elettriche e trip acidissimi post sessantottini, miscelati ad un certo flavour progressive che viene pienamente a galla in un finale dove fa la propria apparizione anche un sax, suonato dal mitico Nik Turner degli Hawkwind. La successiva “What’d You Want From Me” è dichiaratamente votata al verbo dei primissimi Uriah Heep, tanto che i Nostri legano il brano ad una versione di “Gipsy” letteralmente da urlo! Naturalmente il tutto viene rivisto nella particolarissima ottica del terzetto, a cavallo tra hard rock e soul blues. Impossibile arrivare in fondo riuscendo a stare fermi. Un arpeggio dal flavour a stelle e strisce apre “Children Of The Sun”, che ben presto si evolve in un hard doom con tanto di flauto – suonato anch’esso da Turner – in bella vista a creare atmosfere “blackwidowiane”. Interessanti anche gli inserti di synth, piuttosto semplici ma capaci di spostare immediatamente verso un immaginario kraut fino ad ora assente dalla produzione del combo. “Make Me Pay” appesantisce le ritmiche, la chitarra di Bosco si fa più pastosa e stoner ed alla voce troviamo in veste di guest il buon Steve Sylvester, che in progetti come questi ci sguazza come un pesce in acqua. Il brano però – pur essendo valido nel complesso – manca della magia che aveva contraddistinto quanto sentito fino ad ora, forse troppo pendente verso un mood heavy che sacrifica le altre componenti del sound dei Witche’s Brew. In “Tell Me Why” le chitarre arrivano a citare anche la NWOBHM, mischiandola con un hard blues caldo e suadente, vagamente debitore di David Coverdale. “Magic Essence” potrebbe essere considerata una versione più metallica dei Rival Sons, mentre la conclusione è affidata a “Supersonic Wheelchair”, in alcuni frangenti non distante da istanze hard rock ottantiane. Nulla da dire su “Supersonicspeedfreaks”: tra brani straordinari ed altri leggermente meno riusciti, i Witche’s Brew dimostrano come il carisma ed il feeling siano le basi più solide sopra al quale costruire del sano e riuscito rock, di qualsiasi matrice esso sia. Ottimi.
Informazioni Album
Durata: 00:52:07
Disponibile dal: 15/01/2013
Etichetta: Black Widow
Distributore: Masterpiece
Tracklist
1. Vintage Wine
2. What'd You Want From Me
3. Children Of The Sun
4. Make Me Pay
5. Tell Me Why
6. Magic Essence
7. Supersonic Wheelchair

