I Wreck And Reference sono una enigmatica band californiana dedita ad uno stravolgimento quasi di stampo intellettualoide e avanguardistico del black metal. Succede spesso nell’estremo ovest americano che il black metal diventi una sorta di cavia da laboratorio, e i Wreck And Reference ne sono un esempio lampante. Sarà il sole californiano, in totale antitesi con il setting della vecchia scuola scandinava, a creare fenomeni simili, fatto sta che qua di regole seguite se ne vedono poche e di appigli stilistici convenzionali ancora meno. La proposta dei Nostri sfrutta un black metal scarno, regresso e disperato tipicamente made in USA (ma senza dimenticare la lezione di Tormentor, primi Bathory e Burzum), e dunque assimilabile al verbo di Xasthur, Leviathan e Krieg, e lo drappeggia poi con pennellate costanti di vecchio industrial sia albionico (sotto il segno degli Scorn) che germanico (sopratutto quello semi-improvvisato degli Einstürzende Neubauten) e di no wave indemoniato di chiara derivazione swansiana e foetusiana. Il tutto viene poi benedetto dall’alto dal sacro lume di Glenn Branca, come se il musicista di New York abbia specificatamente commissionato a questa band una interpretazione in chiave black metal del suo operato più drammatico e cinematografico degli anni Ottanta. L’immagine d’insieme è dunque un quadro confuso, storto, ambiguo, grottesco e astratto, ma non certo carente di colore ed espressività. I synth e le tastiere impazzite sposano bene i blast beat e le chitarre secche e raspose creando uno scenario agghiacciante ma avvolgente. Le molte sezioni spoken word e chiaramente improvvisate frammentano bene il lavoro evitando che si ammalloppi e offrono degli interessanti squarci sonici, come delle finestre alternative per guardare il lavoro da prospettive tutte diverse offrendo umori diversi e sensazioni alternative. Ci piace questo gusto della sperimentazione e la totale mancanza di timore che caratterizza i Wreck And Reference. Quando non si ha paura di sbagliare, non si ha neanche nulla da perdere, e il risultato finale, anche se non sempre facilmente assimilabile, è comunque permeato da una onestà è spontanetà praticamente dilaganti, che rendono il lavoro in fin dei conti molto sostanzioso ed incombente. Prodotto interessantissimo.
Informazioni Album
Durata: 00:42:36
Disponibile dal: 14/05/2012
Etichetta: Flenser Records
Distributore:
Tracklist
1. Spectrum
2. Nausea
3. The Solstitial
4. Inverted Soul
5. Cannot
6. I Am A Sieve
7. Obedience
8. Winter
9. Stage Collapse
10. Edifice of Silt