ZAO – The Well-Intentioned Virus

Pubblicato il 06/12/2016 da
voto
8.0
  • Band: ZAO
  • Durata: 00:42:16
  • Disponibile dal: 09/12/2016
  • Etichetta:
  • Distributore:

Per l’ennesimo nuovo inizio della loro carriera, gli Zao decidono di fare tutto da soli. Di nuovo un quintetto grazie al confortante ritorno di Russ Cogdell alla chitarra ritmica, gli statunitensi si affidano ad una totale auto-produzione/promozione per questo sospirato comeback, che giunge a ben sette anni dall’uscita del precedente “Awake?”. Preceduto dal singolo/EP “Xenophobe”, “The Well-Intentioned Virus” è un album che rievoca pienamente il prestigio della formazione: seguendo il protocollo che ha reso grandi lavori come “Where Blood and Fire Bring Rest”, “Liberate Te Ex Inferis” o il più recente “The Fear is What Keeps Us Here”, i compositori Daniel Weydant e Scott Mellinger alternano ferocissime schegge a momenti più elaborati e progressivi. Praticamente un gioco da ragazzi se hai la voce da cantore apocalittico del primo e l’antologia di riff e battiti del secondo. Da sempre i Nostri si sono distinti per la proposizione di un suono dall’incedere tragico, sovente poggiato su una costruzione nervosa del più riottoso metal e hardcore anni Novanta e la sferza tagliente del noise-rock. Negli anni il gruppo si è anche concesso parentesi molto ariose, se non addirittura orecchiabili, a volte con risultati oggettivamente un po’ ambigui. “The Well-Intentioned Virus”, pur presentando l’ormai consueta dose di clean vocals, è invece un’opera straordinariamente compatta: le canzoni mostrano un’eccellente vena creativa, un combinato nitido e frenetico di riff, incatramato da una visione avvilente e al tempo stesso apocalittica dell’attualità. Su “The Weeping Vessel” e “Haunting Pools”, ad esempio, troviamo persino inediti accenni a Morbid Angel e Gojira, per due delle composizioni più pesanti dell’intero repertorio della band. Evidentemente gli Zao hanno ancora qualcosa da dire e ce lo dicono a loro modo, aggredendo, snervando e martellando, disseminando il disco di una miriade di spunti di riflessione. Tanto basta per dare respiro a un genere negletto come il metal-core di oggi. Weydant, ormai perfettamente calato nel suo ruolo di messia tormentato, non si rassegna al tempo che avanza e a testa china continua a urlare versi che ti si schiantano in testa e ci rimangono nonostante spesso sia impossibile segnalare la presenza di un ritornello. Generalmente vigila una quiete surreale, nelle tracce, esposta e scardinata da deviazioni acide che, periodicamente, prendono il sopravvento. Il cantato di Weyandt sembra un filo più controllato rispetto alle opere precedenti, e questo paradossalmente dona più intensità alla performance vocale, che si intreccia in maniera formidabile con quella degli altri musicisti. Le melodie centrifugate della suddetta “The Weeping Vessel”, i flussi tritaossa di “Broken Pact Blues” e ancora le cadenze epiche di “I Leave You In Peace” sono i passaggi più ispirati di un disco che, a conti fatti, risulta essere una delle prove più convincenti della discografia degli Zao. Il gruppo ci ha da sempre abituato ad improvvisi arresti e a conseguenti uscite di scena, anche dopo periodi particolarmente fortunati; vista anche l’età ormai non più verde, non possiamo che augurarci che un disco del genere possa fare da guida per un finale di carriera costellato da pubblicazioni più regolari e – perchè no? – da una popolarità finalmente crescente.

TRACKLIST

  1. The Weeping Vessel
  2. A Well-Intentioned Virus
  3. Broken Pact Blues
  4. Jinba Ittai
  5. Apocalypse
  6. Xenophobe
  7. Haunting Pools
  8. Observed/Observer
  9. The Sun Orbits Around Flat Earth Witch Trials
  10. I Leave You In Peace
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