LUNARSEA: ‘Hundred Light Years’ traccia per traccia!

A cura di Riccardo Plata

“Route Code Selector”, uscito nel 2009 per Punishment 18 Records, ha lanciato definitivamente i romani Lunarsea nel firmamento del melodic death metal italiano, spazzando via l’ancora acerbo debutto “Hydrodynamic Wave” e mettendo in mostra muscoli pompati tanto dallo swedish death svedese quanto dal metalcore tedesco, il tutto con un tocco tricolore che non guasta. Forti di un’intensa attività live di spalla, in Italia e all’estero, ai grandi nomi della scena e non solo (Dark Tranquillity, Darkane, Rage, Impaled Nazarene, Orphaned Land, Insomnium, The Haunted, Primal Fear, Nightrage, Firewind…), e dopo un via vai dietro al microfono (con il posto di Filippo Palma, uscito nel 2010 e rientrato nel 2012, temporaneamente occupato da Daniele Biagiotti), i Nostri si sono cimentati nel terzo full-length con un concept album ‘spaziale’, sotto ogni punto di vista. “Hundred Light Years”, registrato ai Outersound Studios da Giuseppe Orlando e masterizzato ai Finnvox Studios, verrà pubblicato dalla Punishment 18 Records il prossimo 15 Maggio. Per saziare l’appetito dei fan più impazienti, Metalitalia.com vi presenta in anteprima un track-by-track esclusivo di quello che si preannuncia come l’album della definitiva conferma per gli alfieri del melodic death capitolino… Buona lettura!

Lunarsea - Hundred Light Years - 2013

LUNARSEA
Filippo Palma –
Voce
Fabiano romagnoli –
Chitarre e tastiere
Emiliano Pacioni –
Chitarrre
Cristian Antolini –
Basso e voce
Alfonso Corace –
Batteria

HUNDRED LIGHT YEARS
Data d’uscita: 15 maggio 2013
Etichetta: Punishment 18 Records
Web: www.lunarsea.it

 

01. PHOSTUMOUS (01.36)
Una breve intro strumentale apre l’album con note delicate di pianoforte, subito subissate da una tempesta di chitarre distorte e batteria terremotante, un sintetico ma efficace climax a introdurre quello che ci aspetta nelle tracce a seguire.

02. 3 PIECES OF MOSAIC (04.15)
Batteria sparata a mille, riffing swedish death e harsh vocals: le tre tessere del mosaico sonoro dei Lunarsea si incastrano subito alla perfezione, scatenando un effetto headbanging stemperato da orchestrazioni mai invadenti e da un utilizzo moderato delle clean vocals a supporto dei ritornelli. Decisamente un buon inizio, in odore di primi Dark Tranquillity ma con la forza d’urto degli attuali Heaven Shall Burn.

03. NEXT AND FUTURE (04.19)
Atmosfere spaziali e un riffing epico, al limite del power, aprono il pezzo, prima di esplodere in una tempesta sonora squarciata solo dai lampi melodici delle chitarre. Buona l’interpretazione del singer Filippo Palma, efficace nell’alternanza growl e scream, così come l’operato delle due asce di Fabiano Romagnoli e Emiliano Pacioni, i cui continui duelli in fraseggi e armonizzazioni rappresentano il valore aggiunto del pezzo.

04. IANUS (05.32)
La malinconia sembra cedere il passo all’allegria nella quarta traccia, un up tempo di stampo finlandese – scuola Insomnium – con una ritmica saltellante decisamente contagiosa soprattutto in sede live, ed un utilizzo più variegato del comparto vocale, che spazia dalle clean vocals ad un ritornello epico. Da segnalare il lungo, forse un po’ troppo, assolo finale, prima della quiete affidata ad un delicato arpeggio, degna chiusura di una traccia camaleontica e sicuramente destinata a consumare le suole sotto il palco.

05. SONIC DEPTH FINDER (04.50)
Attacco strumentale con in evidenza il tentacolare drumming di Alfonso Corace e il basso di Cristian Antolini, per un mid-tempo caratterizzato nella prima metà da un utilizzo di clean vocals non sempre perfettamente a fuoco, doppiate poi da una fulminea ripartenze in sesta marcia (quella con scritto ‘swedish death nitro’). Non il brano migliore del lotto, ma un modo per tirare un po’ il fiato ed apprezzare a fondo l’ottimo operato della sezione ritmica.

06. AS SEAWED (07.27)
Malinconia e incazzatura: sono questi gli elementi dominanti della lunga “As Seawed”, perennemente in bilico tra esplosioni metalcore, sulla scia dei Maroon più potenti, e rallentamenti sinistri, per effetto delle sovraincisioni vocali del singer, qui dannatamente efficace in tutti gli stili, dal growl/scream alle clean vocals urlate e sussurate; apprezzabili anche gli interventi ai tasti d’avorio di Emanuele Casali (DGM, Astra) e Martin Minor nel bridge incrociato chitarra / tastiera, e nel fade-out di piano, ulteriore valore aggiunto di un pezzo di non facile assimilazione ma da annoverare dopo qualche ascolto tra i migliori dell’album.

07. PRO NEBULA NOVA (04.35)
Dopo la sperimentazione della traccia precedente, “Pro Nebula Nova” ci riporta su coordinate più vicine al Gothenburg sound, ma non potremmo chiedere di meglio: le mitragliate ritmiche partorite dal tentacolare Alfonso Corace non laciano un attimo di respiro alla zona plantare, mentre le chitarre gemelle e il ruggito del singer accompagnano il movimento rotatorio del collo, la cui tensione è stemperata solo da un velo di tastiere in sottofondo. Goduria pura per tutti gli amanti dello swedish death più tecnico e potente.

08. APHELION POINT (04.48)
Di nuovo spazio agli esperimenti sull’ottava traccia, “Aphelion Point”, dove le consuete mazzate made in Sweden, qui imbastardite con ritmiche di stampo nu-core, vengono stemperate da cori agrodolci, arrangiamenti orchestrali in primo piano e addiritura un ‘assolo’ di violino all’altezza del bridge, opera di Tim Charles (Ne Obliviscaris), seguito da un altrettanto efficace solo di Fabiano Romagnoli.

09. PALINDROME ORBIT (04.49)
Un breve spoken, sullo stile ‘poetico’ dell’ultimo Vision Divine, ci introduce verso l’orbita palindroma, ovviamente con il tachimetro (e il metronomo) impostato a velocità smodata. Drumming tellurico, scale fulmicotoniche, cori incendiari e mareggiate di orchestrazioni si fondono alla perfezione in una tempesta perfetta di elementi sonori, senza nulla aggiungere a quanto fatto sentire in precedenza ma confermando l’ottimo stato di forma della band.

10. EPHEMERIS 1679 (05.10)
Atmosfere epiche ancora più marcate sono quelle che caratterizzano la traccia conclusiva, “Ephemeris 1679″, a partire dalla maestosa apertura sinfonica che fa da preludio ad un climax strumentale giocato sulla classica antitesi potenza – melodia, qui al suo apice per effetto delle numerose clean vocals e dei riusciti innesti orchestrale. Manca forse quel tocco magico che ci aveva fatto innamorare di “Subspace Transition”, ma la closing track suggella nel migliore dei modi un album ‘spaziale’ sotto ogni punto di vista.

Lunarsea - Band - 2013



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  • f.k

    ragazzi non è “secco” (Daniele Biagiotti) ad aver inciso le parti vocali nell’album, è stato licenziato e rimpiazzato nuovamente da Filippo Palma nel novembre 2012. Palma ha registrato le linee vocali “death” mentre le “clean” sono eseguite da Cristian Antolini. basta fare un giro sulla loro pagina Fb e scorrere un pochino

  • f.k

    ..

  • http://www.facebook.com/riccardo.plata Riccardo Plata

    Hai ragione, grazie per la dritta, purtroppo il sito ufficiale della band, da cui ho preso le info sulla line-up, non era aggiornato in questo senso… :|