SABATON: il nuovo “The Last Stand” traccia per traccia e intervista alla band!

Pubblicato il 17/06/2016

Speciale a cura di Fabio Polo

A due anni dall’uscita di “Heroes”, gli svedesi Sabaton tornano “al fronte” con un nuovo album intitolato “The Last Stand”, disponibile a partire dal 19 agosto 2016 per Nuclear Blast Records. La band, molto conosciuta per affrontare rigorosamente tematiche di guerra ed eventi bellici storici, si presenta nuovamente con un’immagine di copertina molto forte, disegnata anche questa volta da Peter Sallai, che ci permette di fare un viaggio nel tempo dagli ultimi e recenti conflitti mondiali fino a quelli di epoche passate, tra episodi in cui pochi valorosi soldati hanno resistito fino all’ultimo in condizioni di inferiorità numerica. I suoni, come al solito nitidi e molto potenti, sono stati ancora una volta curati dal leader di Hypocrisy e Pain, nonchè noto produttore, Peter Tagtgren. Entusiasti di un ciclo che si sta avviando a conclusione e che gli ha permesso di scalare le classifiche di mezza Europa, i Sabaton hanno accolto noi di Metalitalia.com presso la sede della Nuclear Blast Records, per ascoltare assieme l’anteprima del nuovo lavoro. Ne abbiamo approfittato per scambiare anche qualche parola con Joakim Brodén e Pär Sundström, rispettivamente cantante e bassista della band, e menti trainanti sin dagli esordi.

“THE LAST STAND” TRACCIA PER TRACCIA

 

sabaton - the last stand - 2016

“The Last Stand”
Data di pubblicazione: 19 agosto 2016
Etichetta: Nuclear Blast Records

 

1. SPARTA

Il disco inizia con un tributo ai guerrieri di Sparta e ci catapulta ai tempi della battaglia delle Termopili, la storico scontro dove 300 guerrieri spartani cercarono di fronteggiare un esercito di 800.000 persiani. Questa è forse una delle più epiche “last stand” della storia e traccia perfetta per iniziare questo disco. I Sabaton ci immergono subito nel campo di battaglia con dei cori che raffigurano l’esercito spartano che si dà coraggio nell’ultima resistenza. Possiamo sentire le navi persiane che attraccano e la marea di guerrieri che è pronta all’assalto. Gli spartani però non ci stanno e, intonando “Sparta will never surrender!”, travolgono l’ascoltatore con un ritornello grandioso. Il brano è subito molto diretto e potente, con le tipiche tastiere epiche che caratterizzano i Sabaton.

2. LAST DYING BREATH

In questo brano viene raccontata la storia della difesa di Belgrado da parte dell’armata Serba durante la prima guerra mondiale, prendendo come spunto il discorso del Maggiore Gavrilovic ai suoi soldati. Anche qui c’è l’utilizzo di tastiere molto dirette e imponenti, il basso distorto e cadenzato accompagna l’ascoltatore nel campo di battaglia, come fosse un esercito in marcia. Il ritornello si concentra sulle parole  “Until your last dying breath”, l’ordine del Maggiore al suo esercito. Una canzone che rimane in mente al primo ascolto.

3. BLOOD OF BANNOCKBURN

Ci si immerge nel tra le brughiere della Scozia con cornamuse e rullanti a marcia per descrivere la difesa del castello di Sterling da parte dell’esercito scozzese contro le forze inglesi. L’episodio è avvenuto nel 1314 , 9 anni dopo l’esecuzione di William Wallace, ed è stato un evento fondamentale per l’indipendenza scozzese. Il brano è molto ritmato e più veloce dei primi due con un ritornello facile ed orecchiabile. I cori potenti danno perfettamente l’idea dei soldati che difendevano disperatamente la fortezza.

4. DIARY OF AN UNKNOWN SOLDIER

Questa traccia è un introduzione al pezzo seguente, con la lettura del diario di un soldato americano che ricorda la battaglia delle Argonne del 1918 in Francia. In prossimità del fronte nemico, la disperazione di quei momenti è comunque attuale, si riesce a sentire l’eco della guerra. La voce del soldato è accompagnata prima da dei cori, poi si aggiungono delle tastiere e ci si aggancia quindi alla canzone seguente.

5. THE LOST BATTALION

Qui c’è il vero racconto della battaglia, durante la quale, di 500 soldati entrati nella foresta delle Argonne, solo 194 ne uscirono illesi. Il battaglione perduto (The Lost Battalion) è il nome dato alle 9 compagnie del corpo d’armata statunitense rimasto completamente bloccato dalle forze tedesche per una settimana, prima di venire liberato dagli alleati. Questo è un brano un po’ più articolato dei precedenti, c’è un botta e risposta tra la voce principale e i cori, ma rimane comunque diretto e marziale, a metà tra una “Carolus Rex” e una “Uprising”. Per tutto il pezzo ci sono delle grosse parti corali accompagnate dalle tastiere. “Far from their land as they made their stand!…”. Essendo già stato edito come primo singolo, ve lo riportiamo di seguito:

 

6. RORKE’S DRIFT

Questo è invece il tipico brano in vecchio stile Sabaton. Ci sono più influenze power metal ed è decisamente più veloce, con una martellante doppia cassa. Un riff di chitarra introduce la canzone, i cori sono sempre ben sostenuti. Il brano è dedicato alla battaglia di Rorke’s Drift del 1879 in Sudafrica, tra il Regno unito e i guerrieri Zulu. Un numero di circa 3000-4000 guerrieri Zulu attaccò una unità britannica di soli 150 soldati. Sono enunciate quindi le imprese di questi valorosi soldati inglesi barricatisi dentro l’avamposto per tutta la notte, perdendo solamente 17 compagni nell’attacco. I cori che pronunciano “Zulus attack!” ci danno l’idea dell’allerta che stava vivendo l’esercito britannico.

7. THE LAST STAND

Il brano che dà il titolo all’album è la storia di 189 impavidi soldati delle Guardie svizzere che nel 1527 sacrificarono la loro vita per difendere Papa Clemente VII e la Basilica di San Pietro a Roma dall’invasione di Carlo V. Il brano inizia con il suono di alcune campane, si aggiungono in seguito delle tastiere e delle chitarre molto ritmate. Il ritornello è molto diretto e battagliero, peculiarità piuttosto ricorrente in tutto l’album. Solenne il solo centrale, prima accompagnato da archi e poi nuovamente sottolineato dalle tastiere. C’è uno special con dei cori a rima, che ci danno l’idea di come le Guardie svizzere stessero lottando allo stremo delle loro forze contro il nemico, “In the name of God!”.

8. HILL 3234

Ecco un altro brano con forti influenze power metal, con ritmiche veloci e batteria molto presente. Non tutte le ultime resistenze sono avvenute decine, centinaia, o migliaia di anni fa. In questo brano ci troviamo di fronte a quello che è successo nel 1988 sulla Collina 3234, durate l’invasione sovietica dell’Afghanistan. 39 soldati sovietici si trovarono a difendere la cima della collina, attaccati da circa 200 mujaheddin in uno scontro durato tutta la notte. La mattina dell’8 gennaio, oltre 200 mujaheddin persero la vita mentre nello schieramento nemico solo 6 soldati furono feriti a morte. I cori marziali permettono anche qui di immaginare la situazione: “Stand! Hold your ground!”(mantieni la posizione, ndr); ripete la canzone con cori massicci, un ordine che ti viene dato fino a quando non sarai colpito a morte! Si percepisce l’ansia e la frenesia della guerra.

9. SHIROYAMA

La battaglia di Shiroyama nel 1877 segna la fine dell’era dei samurai con una ultima resistenza che è rimasta famosa nella storia. Guidati nella ribellione da Saigo Takamori, gli ultimi 500 samurai resistettero sul monte Shiroyama per una lunga battaglia, e solo 40 uomini sopravvissero. Inizialmente si percepiscono dei rumori ambientali che accompagnano l’ascoltatore nel campo di battaglia. Il brano è più lento e ritmato, con una strofa semplice ed incisiva. C’è un bel bridge che carica bene il ritornello, che risulta in seguito semplice e catchy. Le tastiere utilizzate nel brano ricordano un po’ quelle che si usavano negli anni 80′.  Il solo di chitarra in cui viene utilizzato un effetto di flanger è efficace per dividere in modo interessante le strofe. Uno dei brani migliori dell’album.

10. WINGED HUSSARS

Durante l’assedio di Vienna del 1683, l’impero ottomano, con una armata di 140.000 soldati, aveva circondato la città e stava per distruggerne tutte le difese con una serie di bombe piazzate sotto i muri di protezione. Il brano racconta gli eventi e l’epicità con cui la coalizione cristiana chiamata “Lega Santa”, sotto il comando del Re Giovanni III di Polonia, riesce ad accorrere in tempo per salvare la città. Questi valorosi furono in seguito chiamati Winged Hussars (Ussari alati, ndR). Il brano riporta allo stile di “Carolus Rex”, con un ritmo più lento e ritmato. I cori sono sempre presenti e danno sostegno alla canzone.

11. THE LAST BATTLE

Anche in questo brano la semplicità viene premiata, ma con begli accordi e un ritornello molto orecchiabile; forse ci troviamo di fronte al brano più immediato del disco. La canzone è anche molto breve. Si parla di una battaglia avvenuta nelle montagne del Tirolo in Austria il 5 maggio 1945, dopo la caduta del Terzo Reich. I soldati tedeschi della Wehrmacht e l’esercito statunitense unirono le forze per combattere gli squadroni delle SS. Il castello di Itter fu difeso con una grande resistenza da 30 soldati contro i 150 delle SS fino all’arrivo degli alleati.

INTERVISTA A JOAKIM BRODEN e PAR SUNDSTROM

sabaton - live milano alcatraz - 2015

CIAO JOAKIM E PÄR, PRIMA DI PARLARE DEL NUOVO DISCO VI VA DI RACCONTARCI UN PO’ COME STA ANDANDO QUESTA L’ULTIMA PARTE DEL TOUR DI “HEROES”?
Pär: “Abbiamo avuto una discussione l’altro giorno a riguardo di quando finirà il ciclo di ‘Heroes’ e abbiamo deciso che il ciclo finirà ad agosto con l’arrivo del nuovo album e quindi stiamo ancora supportando con grande entusiasmo questo disco, seppur sia già iniziata la promozione di ‘The Last Stand’. C’è ancora della vita in questo album e ci teniamo a mostrarla ai fan che verranno a sentirci nei prossimi concerti! ‘Heroes’ è stato il più grande successo dei Sabaton, ci ha portato in un sacco di posti nuovi e ci ha permesso di aprire nuove strade, manca ancora del tempo ma siamo sicuri che ‘The Last Stand’ farà un lavoro magnifico!
Joakim: “In questo ultimo periodo abbiamo passato un mese e mezzo in studio. Sono sempre molto nervoso prima dell’uscita di un disco, perché si resta sempre in studio un sacco di tempo, si ragiona sulle tracce, si cerca di fare al meglio il proprio lavoro ma poi bisogna indovinare quali sono i brani che piaceranno di più ai fan. A volte ti capita di scrivere un pezzo e pensi che sia il brano più bello mai scritto… poi però due anni dopo ti trovi a dire ‘sono proprio stanco di suonarla questa (ride, ndR)”.

PARLIAMO DEL TITOLO DELL’ALBUM, “THE LAST STAND” CHE COSA SIGNIFICA PER VOI?
Pär: “‘Heroes’ era un concept album che parlava di eroi, una tematica perfetta per i Sabaton. Questo nuovo album è la perfetta continuazione di ‘Heroes’, ci ha permesso di essere più liberi nella storia, di non focalizzarci solo su alcune persone ma di viaggiare proprio nel tempo. Qui ci sono molti esempi di ultime resistenze, di ultime battaglie sul fronte, in cui piccoli gruppi di persone hanno fatto la differenza”.

ANCHE QUESTA VOLTA VI SIETE AFFIDATI A PETER TÄGTGREN COME PRODUTTORE DEL VOSTRO ALBUM. DOPO “CAROLUS REX” E “HEROES”, QUESTO E’ IL TERZO ALBUM CHE REALIZZATE ASSIEME.
Joakim: “Bisogna dire che in realtà Peter è stato nei dintorni fino dal primo giorno dei Sabaton, perché i primi dischi li abbiamo registrati dal fratello Tommy, che ha lo studio affianco al suo. Già quella volta lui si fece vedere e ci diede dei validi consigli e quindi si può dire che è un amico da tanto tempo. Inoltre è stato presente più volte nei dischi seguenti, ad esempio in ‘Coat of Arms’, dove ci ha registrato le batterie però poi non ha potuto partecipare al mix perché era in tour. La cosa figa di lui è che comunque continua ad avere il ruolo di produttore, dicendoci cose del tipo: ‘Hey ferma tutto, cos’è questa roba?!'”.
Pär: “Per noi non è più di un tipo che abita dalle nostre parti, perché in fondo ci conosciamo da veramente tanto tempo! Lavorare da lui è diventata una cosa naturale, quando lo incontriamo si crea una situazione che definirei familiare: non c’è nessuna pressione nelle registrazioni perché conosce tutto di noi e noi di lui, è veramente semplice lavorare assieme. E poi… ormai abbiamo fatto parecchie feste insieme!”.
Joakim: “Lo studio è a circa 45 minuti di auto da casa mia, e dopo aver registrato di solito andiamo a casa sua che è in mezzo ai campi e facciamo una grigliata, beviamo un po’ di vino…insomma, è una situazione veramente gradevole per lavorare! Con lui non c’è il bisogno di stare a guardare l’orologio durante le registrazioni. Se qualcuno ha degli impegni, ad esempio andare a prendere i bambini a scuola, lui è molto tranquillo e si lavora fino a quando si riesce. Un giorno si può finire alle 16 e un altro giorno si può finire alle 22… non ci sono proprio orari!”.

IL DISCO NUOVO, CHE ABBIAMO APPENA ASCOLTATO IN ANTEPRIMA, HA UNA PRODUZIONE MOLTO SIMILE AI DUE PRECEDENTI “CAROLUS REX” E “HEROES”, PENSATE CHE QUESTO SIA UN ALBUM DIRETTO E CHE COLPIRA’ LA GENTE?
Pär: “Sicuramente! (ride) A parte gli scherzi, il tempo lo dirà! Ma è un album veramente diretto, alcune canzoni sono veramente corte e semplici. Quando ascolti l’album senti comunque dei brani molto diversi e ognuno esce fuori in modo diverso”.
Joakim: “Ad essere sincero io questo album non lo voglio sentire per un po’, perché l’ho già ascoltato 200 volte e adesso è giunta l’ora di suonarlo (ride, ndR)”.

DA UN PAIO DI ANNI LA VOSTRA LINE UP E’ DIVENTATA STABILE. QUESTO HA INFLUENZATO MOLTO IL PROCESSO COMPOSITIVO E DI REGISTRAZIONE DEL DISCO?
Pär: “Certamente, è stato tutto più facile. Di sicuro nel fatto che ci conosciamo meglio e che abbiamo una buona atmosfera all’interno della band. Conoscerci ha reso le registrazioni più tranquille e semplici”.

CI RACCONTATE DI UN PO’ DI COME AVETE FATTO A SELEZIONARE QUESTI PARTICOLARI EVENTI DI GUERRA PER LE VOSTRE CANZONI?
Joakim: “Sicuramente esistono molte altre battaglie importanti con storie che amiamo, ma che magari non sono di interesse per le nostre canzoni. Leggendo le guerre nella storia ci siamo trovati di fronte a battaglie che ci hanno entusiasmato, di persone particolari ed eventi che magari conoscono in pochi. Ci siamo trovati di fronte al bisogno di portare al tempo attuale queste storie e di legarle quindi a dei brani”.
Pär: “Nel corso degli anni abbiamo raccolto tante storie e poi ci abbiamo ragionato. Abbiamo quindi scelto quelle che ci colpivano di più. Ad ogni modo noi componiamo partendo dalla musica e cerchiamo innanzitutto di capire a che cosa si collega la musica che creiamo. Iniziamo quindi a cercare il possibile tema nella libreria delle tante idee che abbiamo e colleghiamo musica e tema. A volte è stato facile, a volte è invece veramente difficile”.
Joakim: “E’ vero, a volte una musica e un episodio sono semplicissimi da collegare, non hai alcun dubbio. Riesci a vedere l’immagine della canzone finita nella tua testa”.

LA COPERTINA DEL NUOVO ALBUM, ANCHE QUESTA COME LE DUE PRECEDENTI, E’ STATA FATTA DA PETER SALLAI. INSOMMA, ANCHE IN QUESTO CASO SQUADRA VINCENTE NON SI CAMBIA…
Pär: “L’idea era rappresentare le diverse guerre di cui cantiamo, e Pet ha saputo rappresentare al meglio la nostra idea con una splendida immagine. A dire il vero abbiamo chiesto anche ad altra gente di lavorare alla copertina ma abbiamo scelto l’artwork di Pet, perché era proprio quello che volevamo”.
Joakim: “Se hai un’idea vincente e un buon team, non contano le persone ma conta che ognuno faccia bene la sua parte! Non importa se sei un membro della band, se scrivi le canzoni, se sei il produttore o se sei chi fa le copertine: avere lo stesso team che lavora bene è sempre un vantaggio! Per quello che riguarda Peter, siamo andati da lui con un’idea e lui ha saputo trasformarla in un’idea ancora migliore. Fino a quando abbiamo attorno gente che può trasformare le nostre idee e renderle migliori, perché dovremmo cambiare?”.

PER “HEROES” AVETE CREATO UNA COPERTINA DIVERSA PER L’EDIZIONE LIMITATA, AVETE INTENZIONE DI FARNE UNA SPECIALE ANCHE PER L’EDIZIONE LIMITATA DI “THE LAST STAND”?
Pär: Sì, questa edizione limitata sarà veramente diversa dall’edizione normale perché sarà modellino di carro armato! In particolare abbiamo scelto il nostro carro armato nazionale (quello svedese, ndR) e riprodotto in miniatura. Questo carro armato conterrà il CD e quindi… non ci serviranno altre grafiche!”.

PARLANDO INVECE DI TOUR, CON “HEROES” AVETE INSISTITO PARECCHIO IN NORD AMERICA, COME STA ANDANDO LA VOSTRA MUSICA IN GIRO PER IL MONDO?
Pär: “Molto spesso ci hanno consigliato di non andare in alcuni Stati, perché facciamo un genere che non viene ascoltato, magari in quegli Stati ascoltano solo black metal, ma noi non siamo persone che si arrendono facilmente (ride, ndR). Così abbiamo cercato di insistere il più possibile, coprire tutto il mondo con i nostri concerti, in modo da riuscire a mostrare che pian piano le cose si riescono a fare. Con ‘Heroes’ per la prima volta abbiamo fatto più di 100 concerti in Nord America e siamo proprio soddisfatti di questo tour”.
Joakim: “Io non voglio smettere di suonare tra 5 anni, voglio continuare almeno fino a quando avrò 50 anni! Quindi stiamo cercando di seguire quelle che sono tutte le possibilità, senza farci sfuggire niente. Ci sono Stati in giro per il mondo in cui dieci anni fa non si poteva suonare, adesso le cose stanno cambiando e la musica è in continua evoluzione. Vogliamo continuare ad ampliare le nostre possibilità e ci stiamo provando in tutti i modi”.

E PER QUEL CHE RIGUARDA L’ITALIA?
Pär: “Ritorniamo in Italia quest’anno al Sonisphere Festival, finalmente con uno spettacolo intero ad un grande evento. Non abbiamo mai fatto grossi concerti in Italia, l’ultima volta è stato al Gods of Metal di parecchi anni fa”.
Joakim: “Quella volta però ci hanno fatto scendere dal palco a mezzogiorno!”.

TUTTE LE BAND HANNO DEL MERCHANDISE CLASSICO, MA VOI INVECE AVETE INIZIATO AD AVERE DELLE IDEE PIU’ ORIGINALI, PRIMA CON LE BANDIERE E POI CON I VOSTRI OCCHIALI DA SOLE PERSONALIZZATI… COME VI E’ VENUTA IN MENTE QUESTA IDEA DI MARKETING?
Joakim: “A dire la verità, questa idea non è venuta proprio da noi, è stata la gente che ha iniziato a cercarci e a chiederci di avere i nostri occhiali. Hanno iniziato a scriverci, dopo i concerti ci chiedevano dove potessero trovare gli occhiali e così ci è venuto in mente di realizzarli. Abbiamo fatto contenti i nostri fan, era quello che volevano”.

C’E’ QUALCHE POSTO IN GIRO PER IL MONDO IN CUI VI PIACE SUONARE DI PIU’?
Joakim: “Est e Europa meridionale sono sicuramente i posti in cui mi piace suonare di più! La gente è pazza! Ma anche in America del sud abbiamo trovato un pubblico molto caldo… personalmente mi piace molto anche la Scozia”.
Pär: “Io penso che anche la Svezia sia fantastica per noi. Non per tutte le band, ma per noi lo è di sicuro. Il pubblico è comunque molto diverso da Stato a Stato e questo dipende molto anche da quanti anni facciamo tour da quelle parti. In Svezia la gente che ci ascolta è veramente di tutte le età, in Germania il pubblico è generalmente più vecchio, in Polonia o Bulgaria il pubblico è invece più giovane. Personalmente mi piace vedere la gente giovane ai concerti perché, se continuano a seguirti, sei sicuro che saranno poi dei buoni fan… sono giovani quindi speri che non debbano morire nei prossimi anni (ride, ndR)!”.
Joakim: “Ci piace suonare in tutti gli Stati, a volte però ci sono capitate situazioni poco professionali a causa di organizzatori maldestri. Quindi eviteremo sicuramente di lavorare con loro nel futuro”.

C’E’ QUALCOSA CHE VOLETE AGGIUNGERE PER I VOSTRI FAN A RIGUARDO DEL NUOVO ALBUM?
Pär: “I nostri fan lo riconosceranno subito come un album dei Sabaton, anche se le canzoni sono molto diverse tra di loro, ma gli piacerà!”
Joakim: “Sicuramente! Mi piace questo album perché è molto vario, non ti annoi per niente quando lo ascolti. Ci vediamo in Italia!”

sabaton - live milano Pär Sundström - 2015

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