SECTIONING DEATH – Pt. 10

PLAYING SOMETHING DEAD…

Introduzione a cura di Luca Pessina

Dopo aver dato ampio spazio alla scena nostrana e quella mediterranea nelle ultime “puntate”, Sectionig Death torna a esplorare l’underground death metal nordeuropeo con questo trittico di nuove interviste. Il primo nome della lista è quello dei Wojczech, gruppo tedesco devoto a un death-grind vecchio stampo che è letteralmente esploso con l’ultimo “Pulsus Letalis”, uscito per la sempre più affidabile Selfmadegod Records. Poi vi proponiamo i Repuked, quartetto anch’esso alfiere di sonorità care alla vecchia scuola del genere (in questo caso svedese), ma venate di punk e forti di un’attitudine rozzissima e “in your face”. A chiudere, la realtà più moderna del lotto, ovvero i danesi The Cleansing, che con un paio di album si sono fatti segnalare come validi seguaci di band come Immolation ed Hate Eternal, pur puntando qua e là anche su soluzioni più atmosferiche ed elaborate. Tre bei biglietti da visita per chiudere l’estate all’insegna di un vero marasma sonoro, in attesa che Sectioning Death ritorni con un grandissimo colpo a inizio autunno! Rimanete sintonizzati!

N.B. Tutte le interviste saranno sempre disponibili anche nel nostro archivio interviste.

 

WOJCZECH – La Forza Sta Nel Nome…

Intervista a cura di Claudio Luciani

Dovreste conoscere già i Wojczech, apparsi sulle nostre pagine verso il finire dell’anno scorso: il loro ‘Pulsus Letalis’ è stato Hot Album, ed ha testimoniato come il grind possa mantenere vivo il suo fascino anche senza volgere lo sguardo (stilistico) troppo in avanti: l’ovvio implicito è che vada affrontato con passione, la stessa che traspare dai ricordi di Heinrich, il batterista del gruppo, quando si tratta di presentare il vissuto di una band che emerge dall’underground tedesco.


SAPPIAMO CHE LA VOSTRA BAND E’ ATTIVA SIN DA META’ ANNI NOVANTA: POTRESTE RACCONTARCI QUALCOSA DI QUEGLI ANNI?
Heinrich: “Eravamo tutti più giovani, magri e non capivamo granché di tecnica ed equipaggiamenti. Alcune cose erano più facili, altre più difficili. Organizzare i tour era più semplice, ma il vero esperto di questo è Stephan, io non ci penso molto. A pensarci bene, mi piacerebbe risuonare alcune nostre vecchie canzoni. La situazione relative alla sala prove era una delle cose più difficili che ricordo. Iniziammo con un’altra band (Stephan ed io), di nome ‘The Jack of all Trades’. Anche altri due amici nostri facevano parte di quella band (Stefan B. alla chitarra – poi al basso nella black metal band ‘Persophone’ – e Heiko alle tastiere): quattro giovanotti con strumenti e amplificatori in 9 metri quadri! Quella stanza era il garage dei genitori di Stephan! La isolammo con lanavetro, pannelli di polistirene e coperte per risparmiare le orecchie dei vicini. Immaginate cosa significhi appiccicare la lanavetro sulle pareti e sul soffitto: ho avuto un’intera settimana di ‘divertimento’ con tutti quei microscopici frammenti nella pelle. Dopo riuscimmo ad avere un’altra sala prove a Rostock, la città dove viviamo adesso. Era una parte di un grosso palazzo chiamato ‘Clubhouse of the Neptune Dockyard’. C’era una ‘Disco Dance Bullshitparty’ ogni finesettimana con tonnellate di finti semiricchi e persone in forma e ben vestite. A volte, dopo le prove, riuscivamo a sgattaiolare dentro ed ubriacarci. Tutte le volte che andavo a pisciare i buttafuori mi guardavano come fossi un cane rognoso a causa dei miei calzoni di tuta calanti, della mia maglietta lercia e dei miei capelli lunghi e sudici. Infine siamo riusciti a trovare una sala prove nel JAZ, dove ancora oggi è”.

PRESENTATE ‘PULSUS LETALIS’ AI NOSTRI LETTORI E INVOGLIATELI AD ASCOLTARLO!
H: “E’ il nostro ultimo album. E’ stato registrato dal nostro amico Pierre nel salotto di Andy and Pierre e mixato a Berlino nei Soundlab Studios da Harris Johns, Andy e me. Ascoltatelo, cazzo!! O anche no…”.

LA GERMANIA E’ PIUTTOSTO FAMOSA PER LA SUA SCENA METAL: POTRESTE DESCRIVERCI LA SCENA ESTREMA TEDESCA? CI CONSIGLIERESTE QUALCHE GRUPPO DEGNO DI NOTA?
H: “Davvero? So che ci sono moltissime band: alcune mi piacciono, altre di più. Non c’è bisogno di consigli, solo di supportare le band che vi piacciono, andare ai loro concerti o organizzarne se avete abbastanza energie. Vabbè…provate comunque a sentire: CYNESS, ATTACK OF THE MAD AXEMAN, BAD LUCK RIDES ON WHEELS……e uuuhhm…conoscete i KREATOR? (affatto…, ndA)”.

COME MAI AVETE SCELTO ‘WOJCZECH’? E’ IL NOME DI QUALCUNO?
H: “E’ una storia noiosa che ho raccontato troppe volte. Potete trovare risposte (probabilmente differenti) in altre nostre interviste che trovate in rete. Solo questo: è un nome di origine polacca, è una sorta di scherzo che avevamo l’abitudine di fare e che alla fine non fa nemmeno più ridere. E’ un nome assai poco ortodosso che probabilmente ci suonava bene…Non mi è mai piaciuto ma nemmeno avevo idee migliori. E’ anche un soprannome che ti danno una volta e non te ne liberi più. C’era un generale polacco, ai tempi della cortina di ferro, che si chiamava Wojczech Jaruzelski, ma non ci sono grandi relazioni tra noi e lui”.

ABBIAMO APPREZZATO PARECCHIO IL VOSTRO ULTIMO ALBUM PER VIA DEL SUO APPROCCIO CLASSICO: A VOLTE ABBIAMO AVUTO L’IMPRESSIONE DI ASCOLTARE UNA SORTA DI INCROCIO TRA I VENOM E IL CLASSICO SOUND HARDCORE. PENSI CHE LA NOSTRA AFFERMAZIONE E’ VICINA ALLA REALTA’?
H: “Mi fa piacere che apprezziate l’album; io non l’ho mai vista in quel modo, ma trovo sia un’interessante punto di vista, e spero che mi consideriate un batterista migliore di Abaddon. Generalmente non faccio confronti tra la nostra musica e quella altrui, non perché consideri chissà quanto speciali o particolari i Wojczech: semplicemente non ci penso. La nostra musica è influenzata da un sacco di cose, come per esempio la musica che ascolto, ma non ascolto i Venom da un bel po’ ”.

CI SONO, SECONDO TE, SEGNI EVIDENTI DI EVOLUZIONE DALL’ALBUM PRECEDENTE A QUESTO?
H: “Direi di sì. Secondo me le canzoni sono più compatte, contengono più blastbeat e sono più metal. E’ un album tecnicamente migliore del precedente, le canzoni sono più complesse. Alcune di esse sono state registrate mentre avevo il metronomo nelle cuffie, cosa probabilmente normale per le altre band, ma una vera rivoluzione per dei cazzoni come noi. Il metronomo aiuta a suonare in modo più preciso, ma limita un poco l’atmosfera selvaggia e caotica, affossa la dinamica e l’agilità: io non sono abituato a suonare canzoni con un clic, al massimo lo faccio per esercitarmi. Il suono dell’album non è sporco come su ’Sedimente’ “.

ABBIAMO APPREZZATO ANCHE LA PRODUZIONE GREZZA: LA VOLEVATE COSI’ O E’ SOLO DOVUTA AD UN BUDGET LIMITATO?
H: “E’ interessante che la consideri grezza: come ho detto prima, per me è pulita, comparata a ‘Sedimente’ (chissà se ha mai sentito un disco dei Rush?, ndA). Il nostro budget è piuttosto basso, ma non penso che il suono sarebbe stato molto differente nel caso avessimo avuto più soldi. A me piace il suono dell’album, spacca ed è molto potente, solido… Forse la batteria è un po’ sottorappresentata, specialmente i cymbals, ma questo è anche colpa mia: sono stato seduto tutto il tempo accanto a Harris Johns mentre mixava le canzoni. La colpa è dei chitarristi, perché suonano sempre troppo alti! (ride, ndA). Abbiamo assai poco tempo per mixare, a causa di grossi problemi con la fottuta DHL. Ho spedito un harddisk con tutte le tracce preeditate e tagliate a Harris prima che Andy ed io andassimo al suo studio, così che Harris potesse già avere un impressione sul nuovo materiale ed iniziare a lavorarci, ma gli idioti della DHL non sono stati capaci a trovare l’indirizzo per tre volte!!! Andy ed io abbiamo dovuto prenderci da soli l’harddisk dai magazzini generali della DHL fuori Berlino, dopo tre giorni di guerra telefonica col servizio clienti della DHL. Fortunatamente avevo portato a Berlino un harddisk di backup con il materiale non ancora editato, ma non abbiamo potuto lavorare su tutte le canzoni, solo su quelle per l’album”.

CHE TIPO DI RELAZIONE AVETE CON LA VOSTRA ETICHETTA? VI SENTITE SUPPORTATI NELLA GIUSTA MANIERA?
H: “Non abbiamo grandi contatti con Carol / Selfmade God, lo vediamo ogni tanto ai festival a vendere dischi con la sua distro. Ci sentiamo comunque ben supportati da lui, che ha fatto la completa distribuzione e promozione dei nostri ultimi due album”.

PENSIAMO CHE ANCHE VOI SIATE GRANDI APPASSIONATI DI MUSICA ESTREMA: QUALI SONO LE BAND CHE PREFERITE? DA QUALI VI SENTITE PIU’ INFLUENZATI? QUALI GRUPPI ASCOLTATE DI PIU’ IN QUESTO PERIODO?
H: “Si, siamo dei grandi appassionati! Parlando di me, posso dirti che ascolto molta musica, non solo estrema, la quale mi influenza in una misura che non ti so dire. Mi sento particolarmente influenzato da altri batteristi, come il mio eroe di tutti i tempi Derek Roddy. Fare una lista delle band che mi piacciono sarebbe inopportuno: di recente ascolto un sacco di metalcore cristiano come Norma Jean e Underoath, ascolto i Ravencult dalla Grecia e… sono particolarmente eccitato per l’ultimo album dei Morbid Angel! ”.

IL GRINDCORE E’ UN GENERE MUSICALE OSTILE E GARANTISCE POCHE GRATIFICAZIONI ECONOMICHE: POTETE DIRCI SE RIUSCITE A VIVERE CON LA VOSTRA MUSICA O AVETE DEI LAVORI? SE SI, QUALI?
H: “Suonare grindcore non ci mantiene: io lavoro come assistente sociale, aiutando persone fisicamente o intellettualmente handicappate ad affrontare la vita quotidiana. Andy ha un piccolo servizio catering che fornisce cibo vegano ai festival, prende un sussidio di disoccupazione ed ha fatto un corso da insegnante di sport d’acqua, sicché è anche uno skipper. Danilo ha la sua distro e vende molti dischi su Ebay; anche lui prende un sussidio di disoccupazione, oltre a fare stampe da file. Il lavoro di Stephan è simile al mio, ma diversamente da me ha frequentato un corso di studi per farlo. Lavora coi bambini, dà loro lezioni di chitarra, organizza eventi per una compagnia chiamata ‘Istituto per l’Educazione Sociale’ ”.

CHE TIPO DI RELAZIONE AVETE COI VOSTRI FANS? VI PIACE STARE IN CONTATTO CON LORO TRAMITE LA RETE, ETC?
H: “Sfortunatamente non siamo al corrente di nessun fan. C’è sempre qualcuno ai nostri show cui piacciamo, cosa che apprezzo, abbiamo anche amici in giro in tutto il mondo che apprezzano la nostra musica, ma non ci risulta di avere fan. Se ce ne fosse qualcuno, per favore ci scriva: ci può contattare via myspace, anzi, fanculo myspace! Contattateci via e-mail: frams_drift@yahoo.de. Risponderemo!”.

AVETE INTENZIONE DI FARE UN TOUR PER PROMUOVERE IL VOSTRO ALBUM? VERRETE IN ITALIA?
H: “Abbiamo fatto un tour nel nord, est e occidente europeo durante l’autunno del 2010 con Weekend Nachos. Speriamo anche di tornare in Italia, buttate un occhio”.

NOI SPERIAMO DAVVERO DI VEDERVI PRESTO, CI PIACEREBBE DAVVERO VEDERE COME FUNZIONANO LE VOSTRE CANZONI DAL VIVO. PRIMA DI FINIRE L’INTERVISTA VOLETE LASCIARE UN SALUTO AI NOSTRI LETTORI? GRAZIE!
H: “Grazie per l’interesse. Stateci bene! Horns up Guys!”.

 

REPUKED – Insano Conato

Intervista a cura di Claudio Luciani

E’ noto a chiunque segua certe sonorità che la Svezia è da sempre terra di death metal: da quei gruppi che hanno fatto la storia di un genere, tipo Entombed e Grave, a quelli che portano avanti il discorso in maniera quanto meno moderna – ma personale – la scena è sempre andata avanti. In tutto questo panorama non è mai mancato lo spazio per la tradizione e per chi, con passione, ha scelto di portarla avanti come i Repuked, che hanno dalla loro tanta ortodossia quanto una buona dose di vitalità.


CIAO, POICHE’ QUESTA E’ LA VOSTRA PRIMA INTERVISTA CON METALITALIA.COM, POTRESTE PER FAVORE DIRCI QUALCOSA SULLA BAND? QUANDO E’ NATA? COME VI SIETE INCONTRATI?
“Ci siamo incontrati in una toilette abbandonata, vomitando e pisciando abbiamo subito sentito di avere qualcosa in comune e fondammo i Repuked nell’estate 2007, con il bisogno di suonare del death metal sporco e cattivo.”

PRESENTATE IL VOSTRO ALBUM AI NOSTRI LETTORI E INVOGLIATELI AD ASCOLTARLO!
“Beh, prima di tutto noi non sappiamo suonare e abbiamo scritto tutte le canzoni da soli. Non abbiamo la possibilità di affittare uno studio e quindi abbiamo registrato l’album tutto da noi. Volevamo solo catturare l’atmosfera fottutamente marcia che viviamo giornalmente e trasformarla in suoni vivi. Pervertopia nasce così, suonatelo forte e diventate tutt’uno con la nostra malattia!”.

TUTTI SAPPIAMO CHE QUELLA SVEDESE E’ SEMPRE STATA UNA SCENA DEATH IMPORTANTE: DI SICURO TUTTI CONOSCONO LE BAND STORICHE, POTRESTE PERO’ INDICARCI QUALCHE NOME INTERESSANTE? NON STIAMO PARLANDO DI GRUPPI TIPO AEON, PREFERIREMMO PIUTTOSTO AVERE UN CONSIGLIO SU QUALCHE BAND EMERGENTE DALL’UNDERGROUND!
“Ok, provate a sentire i nostri amici Morbus Chron, che sono probabilmente ciò che di meglio la Svezia ha da offrire. Provate anche con i Plaguebearer, Necroskank, Saturnalia Temple, El Camino, Gloomy Sunday, Pyramido. Non sono solo death metal bands, ma insomma sticazzi (trad. di ‘Not only death metal bands mentioned but what the hell, sorry’, ndR)”.

ABBIAMO ASCOLTATO ‘PERVERTOPIA’ (CHE CI E’ PIACIUTO MOLTO!) E L’IMPRESSIONE PRINCIPALE CHE NE ABBIAMO TRATTO E’ CHE VI PIACE COMBINARE LA VOSTRA ‘ANATOMIA’ SVEDESE CON QUALCHE FASCINAZIONE AMERICANA VECCHIO STILE, TIPO AUTOPSY E REPULSION: CONCORDATE?
“Si, decisamente: siamo grandi fans di ‘Acts Of The Unspeakable’, ‘Mental Funeral’ e ‘Shitfun’; anche gli Abscess sono un’altra grande influenza. I Repulsion ci ispirano invece per l’accezione grind della nostra musica! Queste bands sono ancora superiori, le migliori in ciò chef anno, così è ovvio che, pur non potendo paragonarci a loro, non possiamo trovare miglior influenza se non presso i migliori. Ci fa piacere che ti sia piaciuto il nostro disco, è sempre una bella cosa da sentire!”.

TUTTE LE VOSTRE CANZONI HANNO UNA STRUTTURA SEMPLICE E NON ECCEDONO NEI CAMBI DI TEMPO O ALTRE FINEZZE TECNICHE: E’ UNA SCELTA BEN PRECISA O SEMPLICEMENTE IL MODO PIU’ SPONTANEO IN CUI RIUSCITE AD ESPRIMERVI?
“Siamo noi a volerlo, così possiamo ubriacarci tranquillamente quando andiamo a suonare le canzoni dal vivo. Essere sobri durante uno show è piuttosto noioso, io voglio sempre bere birra quando vado ai concerti. E comunque si: non siamo certo I musicisti più tecnici possibile, eheh, quindi perché provare ad essere qualcosa che non si è”.

ABBIAMO ANCHE APPREZZATO IL VOSTRO SONGWRITING, CHE – BENCHE’ SEMPLICE E CHIARO – MOSTRA PERSONALITA’, ASPETTO CHE CONSIDERIAMO NECESSARIO PER CHIUNQUE INTENDA CONSIDERARSI UN ARTISTA: CHE CI POTETE DIRE AL RIGUARDO?
“Grazie di nuovo: noi proviamo a mischiare il più possibile. Non vogliamo fare canzoni noiose, così mettiamo molti ingredienti molesti nel nostro songwriting. Sentiamo che si sta iniziando a suonare esattamente come volevamo. Tuttavia siamo ancora all’inizio della nostra carriera che speriamo sia lunga, magari lunga come il mio pene, che è veramente lungo (bella pe’ te…, ndR)”.

CI SONO IN PARTICOLARE DUE CANZONI CHE CI HANNO BEN IMPRESSIONATO: ‘PERVERTOPIA’, PER I SUOI RIFF PUNK, E ‘…FUCKING SOMETHING DEAD’, PER LE SUE PARTI LENTE. POTRESTE DIRCI QUALCOSA DI PIU?
“Pervertopia è la title track, così ci siamo sentiti di renderla rappresentativa di tutto l’album. Un po’ di roba catchy, lenta e veloce, frantic solos (From Vlad in Necrowretch) e testi osceni. Abbiamo fatto anche un video di quel pezzo, che è su youtube. ‘…Fucking something dead’ è invece il nostro tribute agli Autopsy, in cui credo sia chiaro che la loro influenza sia ancor più evidente, tipo passaggi più doom e screaming pazzoide: i Repuked si sono Reifertizzati”.

POSSIAMO ASSUMERE CHE SIATE DEGLI APPASSIONATI FAN DELL’HEAVY METAL: QUALI SONO LE VOSTRE BAND PREFERITE? QUALI QUELLE CHE VI ISPIRANO DI PIU’?
“Tonnellate di punk, crust, doom e death. Alcune bands che ci piacciono e non sono state menzionate: Herätys, Nödvärn, Anatomia, Necrowretch, Herpes, Coffins, Haemophagus, Bonesaw, Godphobia, Ramessess, Drug Honkey, Sons of Otis, Livstid etc etc.”.

IL DEATH METAL E’ UN GENERE MUSICALE OSTILE E DA’ POCHE SODDISFAZIONI ECONOMICHE: POTRESTE DIRCI SE RIUSCITE A VIVERE DELLA VOSTRA MUSICA O AVETE DEI LAVORI? QUALI EVENTUALMENTE?
“Tutti noi abbiamo dei lavori, e non abbiamo guadagnato niente dai Repuked. In sostanza viviamo dando via roba a prezzi economici, poiché non ci interessano i soldi ma, semplicemente, amiamo la merda (traduzione letterale di: ‘we just love the shit’, ndR). Lavoriamo tutti presso dei magazzini ed è divertente, facciamo abbastanza soldi da permetterci di ubriacarci, comprare dischi, andare ai concerti e continuare a suonare”.

CHE TIPO DI RAPPORTI AVETE COI VOSTRI FAN? VI PIACE TENERVI IN CONTATTO CON LORO VIA INTERNET ETC.?
“Haha, non so se davvero abbiamo dei fan. Eravamo tutti abituati, comunque, ad avere contatti via Myspace, ma poi hanno fottuto tutto e quindi adesso usiamo Facebook. Abbiamo contatti con gente e altri gruppi cui sembra piacere la nostra stessa musica e ci piace scambiare qualche pensiero. In generale dico sempre che se a qualcuno piace la nostra musica, è come un bonus”.

FARETE UN TOUR PER PROMUOVERE IL DISCO? VERRETE IN ITALIA?
“Arrgh, Lo vorrei. Ma vedremo che si potrà fare, sperando che il futuro ce lo permetta. I tour costano un sacco di soldi, ma speriamo di poter presenziare a qualche festival: ad ogni modo sarebbe divertende venire in Italia e vomitarci sopra merda!”.

SPERIAMO DI VEDERVI PRESTO LIVE, CI PIACEREBBE VEDERE COME LA VOSTRA MUSICA RENDE DAL VIVO. PRIMA DI FINIRE L’INTERVISTA, VOLETE LASCIARE UN SALUTO AI NOSTRI LETTORI? GRAZIE!
“Ma certo! Abbiamo uno split con gli Haemophagus in uscita su No Posers Please records, il cui artwork è opera di Rafal Kruzcyk. E pure un EP su Slap Bet Records di Singapore. State ‘storti’ e vomitatevi addosso tutti i giorni (trad. di ‘Stay sick and puke yourself everyday!’, ndR). Saluti da Rob dei Repuked!”.

 

THE CLEANSING – Luci Spettrali

Intervista a cura di Luca Pessina

Con i danesi The Cleansing ci addentriamo in territori death metal particolarmente decadenti. Con un paio di full-length, il quintetto ha messo in mostra buone doti compositive che, almeno ultimamente, ruotano attorno alla ricerca di un buon compromesso fra violenza e atmosfera, alla maniera di realtà celebrate come Immolation o certi Morbid Angel. Certo, questi nomi al momento restano su ben altri livelli di eccellenza, ma ciò non toglie che i ragazzi di Copenaghen stiano riuscendo a farsi segnalare come una delle band più in forma dell’attuale scena danese e a confezionare materiale che, se si segue con attenzione il genere, merita un’ascoltatina. È il simpatico frontman Toke Eld a fare gli onori di casa in questa breve chiacchierata…

RISPETTO AL DEBUT ALBUM “POISONED LEGACY” LA VOSTRA MUSICA È MATURATA, O PERLOMENO SI È FATTA PIÙ VARIA… SEI D’ACCORDO?
“Sì, sicuramente è migliorato l’affiatamento all’interno della band. Quando abbiamo composto ‘Poisoned Legacy’ suonavamo assieme da relativamente poco tempo, mentre ora abbiamo più esperienza e devo dire che ci sentiamo più maturi come band”.

OGGI IL SOUND SEMBRA BEN BILANCIATO FRA BRUTALITÀ E ATMOSFERA. È QUALCOSA CHE AVETE DELIBERATAMENTE CERCATO DI OTTENERE?
“Credo che si sia trattato di un processo naturale… non ci fermiamo mai a pensare come debba suonare un nostro album. O almeno così non è stato per ‘Feeding The Inevitable’. Suppongo che la direzione stilistica sia stata dettata dal nostro tipo di attitudine: nessuno di noi vuole suonare nella maniera più brutale possibile. Ci piace variare. È come preparare un buon pasto… generalmente è bello avere un po’ di tutto, no?”.

MA PENSI CHE LE PARTI ATMOSFERICHE POSSANO TROVARE MAGGIOR SPAZIO IN FUTURO O AVERE PIÙ RISALTO? MI È PIACIUTO L’ESPERIMENTO DI “HOUR OF DECADENCE”…
“Per ora è difficile da dire… siamo ancora agli inizi della composizione di nuovo materiale. Potrebbe essere più aggressivo, più veloce, più lento, più melodico… chi lo sa?! In ogni caso, cercheremo di personalizzare ulteriormente il nostro stile, in modo da renderlo effettivamente The Cleansing”.

QUAL È IL VOSTRO BACKGROUND MUSICALE? CON QUALI BAND SIETE CRESCIUTI E CHI VI ISPIRA OGGI?
“Siamo tutti cresciuti con Morbid Angel, Deicide, Malevolent Creation, Death, Suffocation. Tutti i classici. Ed è ciò che ascoltiamo ancora oggi, più o meno. Ci piacciono anche gruppi un po’ più recenti come Hate Eternal, Decapitated e Behemoth, ma è difficile dire quali siano effettivamente le nostre vere influenze. Andreas e Jeppe non ascoltano sempre le stesse cose. Andreas ama gli Hate Eternal come me, ma non credo che Jeppe ne vada pazzi. Adoro gli ultimi due dischi degli Origin, ma Andreas e Jeppe non li ascoltano. Tutto sommato, cerchiamo di non porci limiti sia in materia di ascolti che in sede di ispirazione, in modo da non rendere i The Cleansing una semplice copia di qualcun’altro”.

INVECE, A LIVELLO LIRICO, COME VI MUOVETE? QUALI SONO LE VOSTRE FONTI DI ISPIRAZIONE?
“Ci sono tante cose che mi influenzano… divoro film e amo leggere libri. Ultimamente mi sto appassionando di pseudo-archeologia grazie alle opere di Graham Hancock. Amo le sue teorie. Però devo dire che i miei testi sono per lo più di natura personale. Senza scendere nei dettagli di ogni pezzo, il tema principale del disco è la perdita umana, sia a livello fisico che spirituale. Non credo che l’umanità stia progredendo come dovrebbe… stiamo sprecando il nostro potenziale. Trascorriamo troppo tempo a dichiarare guerre e a rovinare questo pianeta. Che progressi abbiano fatto dalla notte dei tempi? A livello scientifico siamo ancora degli infanti e su quello politico sembriamo degli uomini delle caverne, che si colpiscono a vicenda con un bastone. Intendiamoci, io non ho chissà quale piano per cambiare le cose, ma nessuno mi vieta di lamentarmi dell’attuale situazione (ride. ndR)!”.

OGGIGIORNO SUONARE LIVE È VITALE PER PROMUOVERE UNA BAND E RENDERE LA PROPRIA PROPOSTA DISPONIBILE AL PUBBLICO. AVETE DEI PROGRAMMI IN TAL SENSO?
“Questa è probabilmente la nostra più grande debolezza. Non suoniamo live abbastanza. Abbiamo degli show in Danimarca previsti per l’autunno, ma stiamo ancora lavorando a un vero e proprio tour. Purtroppo ci manca il supporto”.

E AVETE ALTRO IN CANTIERE?
“Per il momento i nostri sforzi sono concentrati sulla dimensione live. Ovviamente vogliamo anche comporre un altro album, che sia migliore dei precedenti, ma ora cercheremo di suonare dal vivo soprattutto”.

LA SCENA METAL DANESE, PUR ESSENDO DI DIMENSIONI RIDOTTE, SEMBRA SEMPRE IN BUONA FORMA. È SOLO UNA MIA IMPRESSIONE O È EFFETTIVAMENTE COSÌ?
“Sì, hai ragione, la qualità delle band è piuttosto alta e c’è un’ottima atmosfera… siamo una comunità molto affiatata. Il successo di un gruppo come i Volbeat sta aprendo diverse porte alla nostra realtà… non apprezzo la loro musica, ma li rispetto enormemente”.

E COSA MI DICI RIGUARDO ALLA SCENA ITALIANA? CONOSCI E APPREZZI QUALCHE BAND?
“Hour Of Penance e Fleshgod Apocalypse… direi che basti citare queste! Siamo grandi fan!”.

DIMMI UN MUSICISTA O UNA BAND CHE ADORI E CHE SECONDO TE MERITEREBBE MAGGIOR FORTUNA…
“Domanda difficile! Forse gli Annihilator… sono un grande fan, ma penso che non abbiano mai riscosso il successo che meritano. Album come ‘Set The World On Fire’ e ‘Alice In Hell’ sono dei veri classici. Il mio gruppo preferito però sono i Dissection e credo che chiunque debba ascoltare ‘Storm Of The Light’s Bane’ almeno una volta nella vita!”.

SIAMO ALLA FINE! GRAZIE PER L’INTERVISTA…
“Grazie a voi! Cercateci su Facebook, stay metal e tutte quelle cose lì (ride, ndR)!”.



Ultimi contenuti correlati

Consulta l'archivio per: REPUKED, THE CLEANSING, WOJCZECH

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.

  • gleen

    Bella intervista. Bravo Claudio L. saluti a te e a Luca P.
    Ci sono altre puntate di questa Zona Death Underground, dato che è la 10pt? Me le sono per caso perse!!
    cmq di questi 3 gruppi mi hanno incuriosito i Repuked con questa frase qui:

    ” Ci siamo incontrati in una toilette abbandonata, vomitando e pisciando abbiamo subito sentito di avere qualcosa in comune e fondammo i Repuked nell’estate 2007, con il bisogno di suonare del death metal sporco e cattivo. ”

    Bello!

  • http://www.metalitalia.com Luca Pessina

    Cerca in archivio… certo che ce ne sono altre 9, va avanti da un paio d’anni, non siamo balzati alla 10 direttamente… eheh..

  • Claudio Luciani

    Grazie Gleen, cerca che trovi le altre sezioni!

  • Claudio Luciani

    E poi, tra l’altro, i Repuked spaccano!