SECTIONING DEATH – Pt. 14

A cura di Luca Pessina

Abbiamo mantenuto la promessa! Sectioning Death torna nuovamente sulle pagine di Metalitalia.com entro la fine del 2012 (o del mondo intero, se i maya ci azzeccano). Ecco a voi tre nuove interviste ad altrettante band underground che ultimamente ci hanno favorevolmente colpito. L’ultimo appuntamento dell’anno ci riserva chiacchierate con i Bastard Saints – realtà death-grind lombarda ormai storica, che è finalmente riuscita a pubblicare il proprio debut album quest’anno su The Spew/Punishment 18 Records – con gli Eroded, altro gruppo nostrano fautore di un old school death metal senza compromessi e, infine, con i cechi Hypnos, formazione in attività già da svariati anni, nella quale militano ex membri degli storici Krabathor. Un buon mix di diversi approcci alla materia death metal che ci auguriamo riesca a incuriosirvi e a tenervi compagnia in questi giorni di pseudo-festività.

Only death is real!

N.B. Tutte le interviste saranno sempre disponibili anche nel nostro archivio interviste.

 

BASTARD SAINTS – Un Nome, Una Garanzia

Intervista a cura di Claudio Luciani

Benché la loro militanza nell’underground italiano sia lunga e conferisca loro automaticamente la qualifica di band storica, i Bastard Saints da Varese giungono solo quest’anno all’esordio su lunga durata, “The Shape Of My Will”. Noi di Metalitalia.com, sempre attenti a ciò che di (musicalmente) buono il nostro paese ha da offrire, abbiamo ascoltato e recensito l’album, apprezzandolo tanto da spingerci a scambiare due chiacchiere con Andrea Marino, cantante del gruppo, per farci raccontare di quale gestazione il disco è stato protagonista e, magari, addentrarci un po’ più a fondo nella storia del gruppo, arrivando a dettagliare il rapporto con i fan e, più generalmente, con la scena estrema italiana.

VOI SIETE UNA BAND STORICA DELL’UNDERGROUND ESTREMO ITALIANO: RACCONTERESTE LA VOSTRA STORIA AI LETTORI DI METALITALIA.COM? CI POTETE SPIEGARE LA SCELTA DEL VOSTRO MONICKER?
“I Bastard Saints si formano a Varese, verso la fine del 1997. Durante gli anni abbiamo cambiato più volte la line-up, ma non abbiamo mai smesso di suonare, facendo date sia in Italia che all’estero il più possibile. Siccome siamo sempre stati appassionati di musica estrema, abbiamo deciso di mettere su un gruppo per fare pezzi nostri e suonarli dal vivo. Siamo passati da suonare in una cantina di un nostro amico a varie sale prove tra Varese-Como-Milano fino ad averne una tutta nostra dove poter registrare e suonare i nostri pezzi anche con amici. Il nostro nome è preso da una canzone e anche EP dei Sinister ed è stato scelto per il suo impatto che rispecchia in qualche modo la musica che suoniamo”.

ABBIAMO ASCOLTATO “THE SHAPE OF MY WILL” E LA PIU’ FORTE IMPRESSIONE CHE NE ABBIAMO TRATTO E’ CHE, PER QUANTO SIA IL PRIMO VOSTRO LP, DI TUTTO SI TRATTI FUORCHE’ DI UN CANONICO ALBUM D’ESORDIO, VISTO CHE I PEZZI MOSTRANO TUTTI UNA PROFONDA LAVORAZIONE. CI RACCONTERESTE I PASSI DISCOGRAFICI CHE VI HANNO CONDOTTO FIN QUI?
“I pezzi di questo disco non sono nuovi. Il disco è stato registrato a fine 2008 ed ha visto la luce solo nel 2009 come promo di tre pezzi; oltretutto, i brani registrati erano una prima scelta dei pezzi composti dopo il nostro MCD ‘La Uno Bianca’, quindi quello che tu hai notato è corretto: negli anni i pezzi sono stati più volte riarrangiati rispetto a quando li abbiamo suonati nel 2004. Purtroppo in quel periodo abbiamo avuto un sacco di problemi che ci hanno impedito di registrare e di entrare in sala prove con discontinuità. Ad ogni modo, questi intoppi ci hanno permesso di perfezionare i pezzi e completarli”.

UN ALTRO ASPETTO CHE ABBIAMO APPREZZATO DEL VOSTRO ALBUM E’ LA SUA INTRINSECA VARIETA’ E CI DOMANDAVAMO SE SI TRATTASSE DI UNA PRECISA SCELTA STILISTICA: COSA POTETE DIRCI AL RIGUARDO?
“Sì, l’album ha molte variazioni di tempo, riff, armonici e in qualche maniera abbraccia più stili, ma non è assolutamente una scelta forzata. Questo è quanto più ci aggrada mentre componiamo e arrangiamo i pezzi: gira tutto intorno al death metal più pesante e quello che ci interessa maggiormente è farlo nel modo più violento e schizzato”.

VI VA DI RACCONTARCI UN PO’ IL PROCESSO COMPOSITIVO CHE SEGUITE?
“Il processo compositivo nasce quasi esclusivamente nella nostra sala prove. Non ci sono troppi studi o meditazioni preliminari, ci piace l’azione per l’azione: si suona e vediamo cosa va e cosa no”.

QUALE ASPETTO DELLA COMPOSIZIONE MUSICALE VI COINVOLGE E INTRIGA MAGGIORMENTE?
“Come dicevo prima: suonare e provare i nostri pezzi, rifarli più volte e vedere che impatto hanno dal vivo o in registrazione. Quest’unico aspetto”.

IN CHE MODO IL VOSTRO PROCESSO COMPOSITIVO SI RELAZIONA AL VOSTRO MODO DI PERCEPIRE LA REALTA’ CHE VI STA INTORNO?
“Come dicevo, il nostro processo compositivo è agire a detrimento dell’essere. Quindi la realtà in quel preciso istante non è veramente consistente [?, ndR]”.

IN CHE RAPPORTI SIETE CON LA SCENA ITALIANA? STIAMO PARLANDO DI TUTTO, DALLE ALTRE BAND ALL’ORGANIZZAZIONE DEI CONCERTI: VORRESTE DIRE QUALCOSA IN PARTICOLARE?
“Con i gruppi di un tempo siamo sempre più o meno in contatto. Con il passare del tempo non è diventato più facile suonare dal vivo: non sempre si riesce a condividere il palco, ma quando accade è un divertimento unico”.

POSSIAMO IMMAGINARE CHE SIATE DEGLI APPASSIONATI DI MUSICA, IN GENERALE: QUALI SONO I GRUPPI CHE VI HANNO “SEGNATO” IN QUALCHE MODO?
“Questa è una domanda ostica: rispondervi è impossibile. Ascoltiamo molta musica e la maggior parte in campo estremo, ma non escludiamo a priori nessun’influenza da generi che non siano prettamente il nostro. I gruppi che ci hanno ‘segnato’ sono molti: scadere in un listone sarebbe noioso”.

GENERALMENTE IL DEATH METAL E’ UN GENERE OSTICO E NON CONCEDE GRANDI LUSSI ECONOMICI: VOI RIUSCITE A VIVERE DELLA VOSTRA MUSICA OPPURE AVETE UNA QUALCHE OCCUPAZIONE PARTICOLARE?
“Quello che ci sostenta economicamente è l’industria, dove lavoriamo ogni giorno”.

CHE RAPPORTI AVETE CON I VOSTRI FAN?
“Con l’avvento di Facebook è molto più semplice avere contatti sia in Italia che all’estero: una volta che suoni in qualche posto si riesce spesso ad avere corrispondenze molto interessanti, in tempi brevi. Cosa invece, molto più lenta e macchinosa prima con la lettera. Nonostante tutto, ci mancano parecchio flyer cartacei e le videocassette dei concerti”.

AVETE IN PROGETTO DI PROMUOVERE “THE SHAPE OF MY WILL” CON UN TOUR?
“Fare dei propri e veri tour con gli impegni lavorativi è impensabile, quindi puntiamo a fare più singole date o mini tour possibili sfruttando i voli aerei. Abbiamo una data proprio questo sabato, con i nostri amici Hateful e Sickening, dalle parti di Bologna: chi è interessato, visiti pure il nostro sito per ulteriori informazioni. Questa sarà la prima data con il nostro nuovo chitarrista Andrea Serrao, che è entrato a fare parte del gruppo questo autunno perché avevamo bisogno di due chitarre per ispessire maggiormente il nostro suono”.

E’ ARRIVATO IL MOMENTO DEI SALUTI: VOLETE DIRE QUALCOSA IN PARTICOLARE AI NOSTRI LETTORI?
“No, se non di lasciare i nostri contatti e di ordinare il nostro materiale. Grazie mille per l’intervista e il tuo interessamento a Bastard Saints”.

Marino Andrea
Via Azzare, 3
21045 Gazzada (Varese)
Italy

bastardsaints@gmail.com

BASTARDSAINTSITALIA su facebook e su myspace

http://www.youtube.com/bastardsaintsITALIA

 

ERODED – Epitaffio Di Sangue

A cura di Luca Pessina

Gli italiani Eroded sono fieri portabandiera di un sound death metal tradizionale, che affonda le proprie radici nella vecchia scuola scandinava e nordeuropea. Dopo due demo ben accolti e una compilation, il gruppo piemontese è riuscito a dare alle stampe il proprio debutto ufficiale quest’anno su Konqueror Records. “Engravings Of A Gruesome Epitaph” ha messo in mostra valide doti di songwriting e altrettanto buone potenzialità che speriamo possano essere messe pienamente a frutto nel prossimo futuro. Purtroppo ora la band è alle prese con alcuni problemi di lineup, ma, come illustrato dai Nostri nell’intervista che segue, non vi è nessuna intenzione di tirare i cosiddetti remi in barca…

BENVENUTI SU METALITALIA.COM! PER INTRODURRE LA BAND AI NOSTRI LETTORI, VI ANDREBBE DI PRESENTARVI E DI RIASSUMERE LA VOSTRA STORIA?
“Gli Eroded nascono nel 2003 per volere di N., il quale proveniva da altri progetti black metal, tra i quali Mortuary Drape; all’epoca la lineup era composta da altri membri che nel giro di pochi mesi abbandonano la band. Solo alla fine del 2004 si ritrova la giusta solidità a livello di formazione con l’ingresso da parte di Kalyos alla voce e da parte mia (Lorenz S.) alla chitarra; a seguire viene concepito e registrato il nostro primo demo ‘Banner Of The Unrest Exile’ nel 2005. Nell’estate del 2006 abbiamo inciso il nostro secondo demo ‘Test The Grace Infliction’, ristampato, insieme a ‘Banner…’ in CD per Konqueror Records nel 2010. Nel 2012 vede la luce ‘Engravings Of A Gruesome Epitaph’, il nostro album di esordio, dopo una gestazione di un paio d’anni”.

“ENGRAVINGS…” È IL VOSTRO PRIMO ALBUM: VI ANDREBBE DI DESCRIVERNE NEI DETTAGLI LA GENESI? QUANDO E DA CHI SONO STATI COMPOSTI I BRANI?
“La genesi di ‘Engravings…’ è piuttosto travagliata: a seguito della pubblicazione di ‘Test The Grace Infliction’ nel 2006, abbiamo iniziato la stesura del materiale per l’album, lavoro che ci ha portato alla fine del 2009; tempi duri sono iniziati poco prima dell’ingresso in studio per la registrazione del disco, quando Luca e Giulio, rispettivamente chitarra e basso, hanno lasciato la band per divergenze personali; inoltre, a seguito della defezione di Kalyos alla voce già dal 2008, eravamo già privi di un importante elemento. Essendo stata già prenotata la sala d’incisione a metà 2010, io e N. ci siamo ritrovati a doverci sobbarcare l’onere di incidere tutti gli strumenti ed arrangiamenti in due; Kalyos, nel frattempo reintegratosi nella band, ha richiesto un po’ di tempo per riscrivere liriche e linee vocali, facendoci pertanto giungere ai primi del 2011 e, infine, nel 2012 per la pubblicazione. Tutti i brani sono stati composti da me e N. e arrangiati insieme in saletta”.

QUALI SONO GLI ELEMENTI CHE SECONDO VOI NON DEVONO ASSOLUTAMENTE MANCARE IN UN BRANO DEGLI ERODED?
“Le componenti fondamentali di qualunque death metal band degna di questa etichetta: impatto, pesantezza e armonie oscure; a mio avviso, senza queste caratteristiche, non potremmo dire che suoniamo death metal”.

IL VOSTRO SOUND PUO’ ESSERE INDUBBIAMENTE DESCRITTO COME DEATH METAL VECCHIA SCUOLA, SIETE D’ACCORDO? QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI INFLUENZE? ENTOMBED, ASPHYX…?
“Siamo sicuramente legati a tutte le band storiche che hanno contribuito a consolidare questo genere musicale e l’etichetta ‘old school’, per quanto abusata in questi ultimi mesi, non ci dispiace. Le influenze musicali sono indubbiamente da rintracciare in tutto il vecchio death metal, ma principalmente scandinavo e finlandese: vecchi Demigod, Abhorrence, Grave, Nihilist… interpretati alla nostra maniera”.

È ABBASTANZA FACILE NOTARE COME NEGLI ULTIMI TEMPI LA SCENA DEATH METAL ABBIA PARTORITO TANTISSIME BAND DEDITE A SONORITÀ VECCHIO STAMPO. QUALI SONO SECONDO VOI I MOTIVI DIETRO LA RINASCITA E LA NUOVA “ESPLOSIONE” DI QUESTO SOUND ORIGINARIAMENTE NATO NEI PRIMISSIMI ANNI ’90?
“Come per altri filoni del metal quali black metal, doom metal, ecc si tratta di una ciclicità che interessa quasi tutti i generi; molte band della prima ora sono ritornate negli ultimi anni e tante altre nuove realtà affiorate un po’ ovunque, alcune delle quali notevolissime, altre che scimmiottano i soliti clichè. Inoltre, molti mostri sacri suonano tuttora, incuranti di trend e compromessi”.

COSA CI DITE INVECE DELLA SCENA ITALIANA? COME LA GIUDICATE? È FACILE MUOVERSI ALL’INTERNO DI ESSA? AVETE CONTATTI CON QUALCHE GRUPPO IN PARTICOLARE?
“Penso che nel nostro paese abbiamo un buon numero di band validissime, ma che hanno uno scarso riscontro per un certo fenomeno di diffidenza da parte dell’estero, oltre a band ormai affermate e che, invece, hanno un riscontro maggiore fuori dai confini italiani che non qui a casa nostra. Purtroppo vedo che non è molto facile muoversi in questo ambito, dal momento che troppo spesso chi lavora dietro a promozione e organizzazione di eventi, è concentrato prioritariamente a curare interessi personali, non affrontando con la serietà necessaria il lavoro che dovrebbe svolgere, anche se sembra che negli ultimi tempi qualcosa in meglio si stia muovendo, a livello sempre puramente underground. Siamo in ottimi rapporti, da anni ormai, con band quali Mortuary Drape, Black Flame, Voids Of Vomit, Profanal, Antropofagus, ecc che stimiamo sia umanamente che come musicisti”.

SUONERETE LIVE PER PROMUOVERE “ENGRAVINGS…”? QUANTO È IMPORTANTE LA DIMENSIONE LIVE PER GLI ERODED?
“La dimensione live, per noi, è molto importante: una sorta di rituale durante il quale poter sublimare tutta la rabbia creativa che abbiamo profuso durante la composizione della nostra musica. Purtroppo, a causa dei problemi di line up che si stanno protraendo sino ad oggi, abbiamo rinunciato momentaneamente a suonare dal vivo; trovare nuovi elementi affiatati da inserire, possibilmente, a tempo piano nella band non è affatto facile. Il death metal è vera devozione, e solo in pochi vi si affiancano con dedizione e motivazione concreta, specialmente in una piccola città di provincia come Alessandria”.

QUALI DISCHI O CANZONI VI HANNO INDOTTO A DIVENTARE DEI “METALLARI” IN PRIMO LUOGO?
“Ti rispondo fulmineo: Iron Maiden – ‘Seventh Son Of A Seventh Son’, Deep Purple – ‘In Rock’, Sepultura – ‘Schizophrenia’ e Obituary – ‘Cause Of Death’; senza queste band seminali non sarei riuscito mai ad incanalare in musica la vena di ribellione che mi animava sin dall’adolescenza”.

STATE GIA’ PENSANDO A DEL NUOVO MATERIALE? CI SARANNO DELLE SVOLTE DAL PUNTO DI VISTA STILISTICO? QUALI?
“A seguito della pubblicazione e promozione di ‘Engravings..’, ci siamo presi un periodo di pausa anche per portare avanti progetti musicali diversi; per questo motivo, non abbiamo ancora composto nuovo materiale, se non solo alcune idee sommarie. Il nostro sound rimarrà sempre legato a sonorità death metal tradizionali; la nostra concezione di musica attraverso Eroded è questa, ci viene naturale così. Naturalmente, con l’esperienza, siamo certi di poter dar forma alle nostre idee in modo sempre più incisivo ed efficace”.

SUONATE ANCHE IN ALTRE BAND? GLI ERODED SONO UNA PRIORITA’ OPPURE UN PROGETTO DA PORTARE AVANTI NEI RITAGLI DI TEMPO?
“Dal momento che come Eroded siamo momentaneamente in stand by, N. sta suonando anche in un’altra band che propone uno stile lontano dai canoni death metal e heavy in genere; personalmente, da poco tempo, sto collaborando ad un nuovo progetto black metal che unisce sonorità similari a Katharsis e Supremacy con degli innesti maziali; il materiale composto fin’ora è di qualità, e contiamo entro la prima metà del 2013 di effettuare la nostra prima registrazione”.

QUALI OBIETTIVI VI SIETE FISSATI COME ERODED? QUALI SONO LE VOSTRE AMBIZIONI ORA CHE IL VOSTRO DEBUT ALBUM È STATO PUBBLICATO? DOVE VEDETE LA BAND DA QUI A CINQUE ANNI?
“Ci auguriamo, durante il 2013, di risolvere i nostri problemi di formazione e suonare live; pochi concerti, possibilmente con band underground italiane ed estere dedite seriamente alle sonorità che proponiamo noi; suonare sempre e ovunque, spesso in condizioni pietose e prive di senso logico (ad esempio accozzaglie di gruppi tra loro troppo distanti musicalmente) non fa per noi. Da qui a 5 anni mi vedo sempre attivo e motivato nel fare ciò che desidero, e sicuramente con almeno un altro album degli Eroded pubblicato”.

QUAL È, PER CONCLUDERE, L’ASPETTO MIGLIORE DEL FAR PARTE DEGLI ERODED?
“Convogliare in musica la propria rabbia, dar vita al caos che pervade il nostro animo, in modo spontaneo e nel modo che ci risulta più naturale”.

GRAZIE MILLE PER L’INTERVISTA! LE ULTIME PAROLE FAMOSE?
“Grazie per lo spazio concessoci! Always on the ancient path!”.

 

HYPNOS – Pronti Per Ripartire

A cura di Claudio Giuliani

Ripartire da capo. È quello che hanno scelto di fare gli Hypnos, combo proveniente della Repubblica Ceca nato da una costola dei Krabathor, gruppo fra i migliori dell’Europa dell’Est quando ancora la loro terra si chiamava Cecoslovacchia. Dopo una pausa durata diversi anni, Bruno, il leader, ha rimesso in piedi il gruppo e dato alle stampe “Rabble Manifesto”, un concentrato di death metal vecchia scuola che ha riscosso fin da subito i nostri favori. Abbiamo quindi cercato di capire cosa è successo nel corso di questi anni e abbiamo trovato anzitutto un musicista disponibile e molto umile che, dopo due decadi, si ritrova a dover praticamente ripartire da zero con l’entusiasmo di un giovane che ha ancora la voglia di migliorarsi. Questo è quanto ci ha dichiarato.

E INSOMMA, DOPO SETTE ANNI SIETE TORNATI CON “RABBLE MANIFESTO”. VUOI RACCONTARCI COSA È SUCCESSO NEL FRATTEMPO?
“Ci siamo presi una pausa da gennaio del 2006 perché ho avuto dei problemi personali e ho capito che non ce l’avrei fatta a coniugarli con le esigenze della band. Ma la storia è partita nell’estate del 2005, quando il batterista e membro fondatore Pegas lasciò il gruppo. Rimasi quindi senza la forza necessaria per mandare avanti la band. Necessitavo di una pausa dopo vent’anni di attività come musicista e, inoltre, all’epoca ero nel mezzo di problemi personali riguardo alla casa dove vivevo. Stavo inoltre affrontando un divorzio. Nel 2009 richiamai Pegas per sapere se gli andava di fare qualche prova. Mi disse di sì, e tanto bastò per far ripartire il fuoco dentro di noi. Ora siamo freschi e carichi di energia per fare la musica che ci piace e questo album ne è la prova”.

SIETE SODDISFATTI QUINDI DEL RISULTATO FINALE DI “HERETIC COMMAND”? VORRESTI CAMBIARE QUALCOSA ORA, A POSTERIORI?
“Non cambierei niente. L’album è sempre un’istantanea del tempo in cui lo si crea ed è quindi un bene lasciarlo così com’è. Inoltre penso sia la pubblicazione più professionale a cui abbia mai partecipato; tutti i membri del gruppo hanno fatto un grande lavoro, l’album suona in maniera fantastica e anche in futuro penso che procederemo in questa maniera. Abbiamo inoltre completato una squadra ottima che include anche gli ingegneri del suono che ci hanno aiutato nel conseguire i nostri traguardi. La nostra idea di reclutare il norvegese Børge Finstad per l’operazione di missaggio è stata eccezionale: questo ragazzo ha fatto un ottimo lavoro!”.

NELLA NOSTRA RECENSIONE ABBIAMO SCRITTO CHE L’ALBUM È UN LAVORO ENORME E TETRAGONO DI DEATH METAL NELLA SUA FORMA PIÙ PURA, UN LAVORO CHE BILANCIA GLI ARRANGIAMENTI MELODICI SU UNA TRACKLIST MOLTO VARIEGATA. È UNA DESCRIZIONE SBAGLIATA DELLA VOSTRA MUSICA?
“Sai… migliaia di persone, migliaia di opinioni. Comunque è piacevole sentire che a qualcuno piace quello che fai, e quindi è per me gratificante ascoltare i tuoi complimenti, una delle ragioni che ci spingono ad andare avanti per raggiungere risultati ancora migliori. Questo album è come un debutto per noi, una sorta di primo passo che doveva ricordare a noi stessi chi eravamo e permetterci di trovare la quadra attorno al nostro team: membri del gruppo, etichetta, ingegneri del suono, grafici e via dicendo. Tutti questi elementi hanno dato il meglio di loro per gli Hypnos e il risultato è molto soddisfacente. Posso inoltre dire che, ora che la squadra è fatta, i risultati futuri saranno di livello ancora superiore”.

“INVERTED” È UNA DELLE NOSTRE PREFERITE DELL’ALBUM. PERCHÉ L’AVETE SCELTA PER IL VIDEO PROMOZIONALE?
“La mia politica in tema è quella di usare la seconda traccia dell’album come video promozionale. La canzone che apre il disco è sempre una schiacciasassi e quindi, seguita da un video, lo diventa ancora di più. ‘Inverted’ ha un bel coro e un testo molto forte. Mentre la scrivevo sapevo già che ne avremmo tirato fuori un videoclip”.

SU “EXTREMELY DARK DAYS” LE PARTI VOCALI SONO PRATICAMENTE IN STILE BLACK METAL. È STATA UNA SCELTA OPPURE AVETE AVUTO QUALCHE OSPITE SU QUESTA CANZONE?
“Volevamo avere ospiti, eravamo in trattativa con Martin Van Drunen e Peter Wiwczarek ma sfortunatamente nessuno dei due ha potuto partecipare. Tutte le parti vocali sono mie e su ‘Extremely Dark Days’ c’è volutamente un tono black metal. Volevo farla in questa maniera, diabolica e malata. Siamo molto influenzati dal black metal e credo che questa passione possa facilmente riscontrarsi qua e là sul disco”.

SEI SODDISFATTO DEI PRIMI RESPONSI DEGLI ADDETTI AI LAVORI, MEDIA, FAN E MAGAZINE IN MERITO ALLA PUBBLICAZIONE DI “HERETIC COMMANDO”?
“Dovrei essere soddisfatto perché le recensioni sono molto positive, mediamente prendiamo otto punti su dieci. Ma ad essere onesti – e io non lo sono – mi aspettavo ancora di meglio e spero di raggiungere questo risultato con il prossimo album. Ho capito che siamo una piccola band proveniente dall’est Europa che torna dopo una lunga pausa. Ci sono inoltre tante band straordinarie in giro per il mondo, specie in Polonia. La strada per far capire alla gente che siamo un gruppo meritevole della loro attenzione è lunga e, di certo, dobbiamo lavorare molto per migliorare il nostro stile”.

E DELLA PROMOZIONE DELL’ALBUM COSA CI DICI?
“Apprezzo ciò che stiamo ottenendo dalla Einheit Produktionen. Sono un’etichetta piccola, molto underground, ma lavorano duramente per avere successo nel mercato. Li ringrazio per aver creduto in noi. Spero di ripagare presto la loro fiducia iniziando con delle buone vendite. Sono felice di essere sotto contratto con loro, lavorano come dei robot venti ore al giorno, una cosa che noi non saremmo mai stati capaci di fare, credimi”.

RICORDO CHE SUONASTI UNA VOLTA A ROMA CON I KRABATHOR, FORSE IL 1998. ORA AVETE POSSIBILITÀ DI ANDARE IN TOUR?
“Era il tour con i Cannibal Corpse, giusto (sì, ndR)? Ricordo quello show (al Frontiera di Roma, ndR), palco grande, posto molto ampio. Sul tour penso che oggi non ci siano i presupposti. Costa molto e noi abbiamo dei lavori stabili e quotidiani. Speriamo di raggiungere l’Italia per qualche show nei weekend, sarebbe bello. Ma più realisticamente avremo possibilità di fare tour dopo che avremo pubblicato il prossimo album, quando saremo più conosciuti, quindi”.

OGGI I SOLDI PER I GRUPPI ARRIVANO SOLO DAI TOUR. C’E’ IL FENOMENO NOTO COME “PAY TO PLAY”, VIA UNICA PER LA PROMOZIONE DELLE BAND MINORI. COSA NE PENSI E COSA FARESTI SE FOSSI IN UNA BAND ALL’ESORDIO?
“È un affare: prendere o lasciare. Ma già venti anni fa si adottavano cose del genere e personalmente non ci ho mai visto nulla di male. È la legge del mercato, i migliori e i più forti sopravvivono. È una lotta. Inoltre il mercato sta cambiando molto e quindi bisogna ingegnarsi per trovare nuove opportunità di sopravvivenza. Si tratta di una sfida per tutti e io accetto questo regole. Da giovane avrei fatto la stessa cosa: suonare musica di qualità cercando di diffonderla il più possibile nel mondo. Ora, di fatto, siamo una band piccola e quindi come un gruppo giovane cerchiamo di farci conoscere”.

VUOI SPIEGARCI IL DOPPIO TITOLO DELLE CANZONI?
“Penso che spieghi meglio l’idea dietro il messaggio. Voglio essere capito e aiutare gli ascoltatori a cogliere il messaggio dietro la canzone. In tal senso il sottotitolo aiuta”.

CHE DIFFERENZA C’È NEL SUONARE DEATH METAL DA QUARANTENNE?
“Non è la stessa cosa rispetto a quando si era giovani ma non ti saprei dire se sia meglio o peggio. È come giocare a calcio. Quando hai diciotto anni sei pieno di energia e vuoi spaccare il mondo, segnando da ogni posizione – niente è impossibile a quell’età. A trentacinque o quarant’anni hai scarpe di prima qualità e tanta esperienza, sai come usare la tua potenza e come coglierne appieno la potenzialità. Entrambe le strade sono quindi una specie di magia che mi piace ancora molto, di fatto sono ancora qui”.

VIVIAMO NELL’EPOCA DELLE REUNION. CI SONO POSSIBILITÀ PER RIVEDERE I KRABATHOR ASSIEME?
“Niente è impossibile e quindi penso che l’idea non sia campata in aria. Ma se dovesse accadere, sarebbe senza di me in formazione. Io oggi vivo per gli Hypnos e voglio dedicare tutte le mie energie a questo gruppo. Voglio dedicarmi mentalmente solo a questa band. Attualmente non mi interessa poi questa reunion, è la band di Christopher e io non conosco i suoi piani”.

QUALCHE RIMORSO PER LO SPLIT?
“No, per niente. Quando ho deciso di lasciare i Krabathor ho realizzato che dovevo accettare questa decisione. Ho vissuto tredici anni straordinari nel gruppo con i miei migliori amici e un anno non tanto buono. Conservo ricordi meravigliosi. Sono felice di essere passato di lì – passo importante per la mia carriera – e lo sono ora con gli Hypnos. Sono in pace, nessuna rabbia e nessun rimorso”.

QUALCOS’ALTRO DA DIRE?
“Grazie per l’intervista e per aver cercato gli Hypnos. Chi vuole scoprirci può cliccare sul sito www.hypnos-cz.com. E, ovviamente, potrete ascoltare e scaricare il nostro album ‘Heretic Commando’. Chi ne sarà impressionato comprerà il CD di sicuro e guadagnerà inoltre una stretta di mano da me. Statemi bene, speriamo di vederci in Italia presto”.



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