SODOM: “Decision Day” traccia per traccia

Pubblicato il 26/07/2016

A cura di Luca Pessina

Pur avendo fatto registrare meno colpi di scena di quella dei colleghi Kreator, la parabola dei Sodom ha comunque saputo regalare apprezzabili svolte nello sviluppo della “trama” e conseguenti spunti di discussione. Una decina di anni fa, ad esempio, i Sodom davano l’idea di essere una band piuttosto stanca, che pareva avviarsi verso un finale di carriera senza grandi sussulti, contenta di quanto ottenuto (soprattutto grazie all’imprescindibile materiale degli anni Ottanta) e sicura del supporto praticamente incondizionato di legioni di fan in tutto il mondo. Oltre ogni aspettativa, un disco come “In War and Pieces” – concepito con l’aiuto del famoso produttore Waldemar Sorychta (Grip Inc., Moonspell, Samael) – è però riuscito a consegnarci un gruppo di nuovo relativamente affamato ed ambizioso: improvvisamente i Sodom hanno provato a prendere le distanze dall’etichetta di cavernicoli del thrash, aggiornando lievemente la loro proposta e ritrovando un songwriting fresco ed efficace. Il successivo “Epitome of Torture” a posteriori può essere visto come un tentativo non completamente riuscito di replicare in fretta e furia la formula di “In War…”, ma l’imminente “Decision Day” sembra avete tutte le carte in regola per riportare il terzetto sulla cosiddetta retta via. Alla regia Cornelius Rambadt (già batterista di Onkel Tom) ha rimpiazzato Sorychta, ciò nonostante l’opera sembra essere ispirata da quello stesso entusiasmo e da quella brama che avevamo riscontrato nel fortunato disco del 2010. Da non sottovalutare, inoltre, il parziale recupero di una cattiveria più smaccata e old school, oltre a qualche flirt con il mondo extreme metal, ravvisabili soprattutto nell’acre screaming del leader Tom Angelripper, qui protagonista di una delle sue performance più velenose di sempre. Insomma, “Decision Day” mescola vari registri, ma, come avrete modo di notare, non pecca assolutamente di scarsa compattezza. Come ormai da tradizione, vi proponiamo nel seguente track by track le nostre prime impressioni “a caldo”, mentre vi diamo appuntamento a fine agosto per la recensione vera e propria di questa nuova prova in studio dei leggendari thrasher tedeschi.

I Sodom suoneranno con Dark Tranquillity, Demolition Hammer e molti altri al Metalitalia.com Festival 2016 in programma per il 10 settembre al Live Music Club di Trezzo sull’Adda. Info e biglietti su www.metalitalia-festival.com.

 

sodom - decision day - 2016

SODOM – “Decision Day”
Data d’uscita: 26 agosto 2016
Etichetta: SPV/Steamhammer

Tom Angelripper – basso, voce
Bernemann – chitarra
Makka – batteria

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01. IN RETRIBUTION (06:14)

“Decision Day” parte con il botto. Se “My Final Bullet”, apripista di “Epitome Of Torture”, aveva concesso qualcosa alla melodia nel ritornello, “In Retribution” guarda decisamente altrove. La voce di Tom Angelripper si presenta più acida che mai e il chorus, pur memorizzabile, emana da subito genuina ostilità, riuscendo persino a riallacciarsi con certe istanze del passato remoto dei tedeschi. Molto ispirato il riffing di Bernemann, che parte da classiche formule thrash nella strofa per poi avvitarsi in modo avvincente all’altezza del suddetto ritornello, e solidissima la prova di Makka alla batteria. Già da questo episodio si può inoltre apprezzare il notevole lavoro svolto in sede di produzione: i suoni sono chiari ma al tempo stesso caldi e pungenti. Insomma, un pezzo thrash metal di ottima fattura, sotto ogni punto di vista.

02. ROLLING THUNDER (04:22)

I Sodom non mollano la presa e picchiano duro anche con la successiva “Rolling Thunder”. Già alla seconda traccia si ha l’impressione che la band abbia recuperato l’energia e lo smalto dei suoi migliori momenti. Alla regia non c’è un Waldemar Sorychta – produttore abile nell’inserire spunti più moderni e nel sottolineare la vena melodica di ogni band con cui è solito collaborare – ma i Sodom di “Decision Day” sembrano comunque avere fatto tesoro di alcuni dei suoi insegnamenti. Il lavoro di chitarra è possente e brutale, idem la voce (Angelripper ruggisce con innata cattiveria sul chorus), ma la rotondità della produzione riesce a conferire al tutto un che di orecchiabile. Davvero contagioso il riff portante di questo “Rolling Thunder”, ma occhio anche ai break acustici nella parte centrale e nella coda, tanto inaspettati quanto perfetti ora per mettere ulteriormente in risalto la potenza delle parti thrash, ora per donare personalità al brano. Qui prendiamo definitivamente coscienza della nuova verve che anima il trio.

03. DECISION DAY (04:03)

Una notevolissima tripletta iniziale si chiude con la title track, canzone – digressioni acustiche a parte – abbastanza simile alla precedente nella struttura, ma forte di un bel ritornello arioso e “cantabile”, sorretto da un riffing più agile del solito. Come già era accaduto per alcune tracce incluse nelle ultime due prove in studio, a tratti vengono alla mente i Kreator di album come “Violent Revolution” e “Enemy Of God”, filtrati ovviamente tramite la consueta urgenza di marca Sodom.

04. CALIGULA (04:01)

Sentimenti contrastanti per “Caligula”: l’incipit affidato al solito caliginoso basso di Tom Angelripper e il conseguente uptempo dalle reminiscenze motorheadiane allettano riportando alla mente quella tradizione Sodom di pezzi ruvidi e sfrenati dall’indole rock’n’roll; il ritornello, tuttavia, smorza almeno un po’ gli entusiasmi, eccedendo in pomposità. Immaginatevi un alticcio Angelripper a dirigere un coro per invocare il leggendario despota romano. Il risultato è troppo ampolloso e si resta dell’idea che la canzone avrebbe forse funzionato meglio nel progetto Onkel Tom.

05. WHO IS GOD? (04:35)

L’incipit di “Who Is God?” ricorda vagamente qualcosa di “M-16”, ma poi il pezzo si sviluppa su coordinate più attuali, mescolando a livello chitarristico l’elasticità della title track di questo album con la velenosità dell’opener “In Retribution” su un solido tappeto di doppia cassa. Il grido di Angelripper sospeso sul chorus farà scuola, ma il vero protagonista di questo brano è probabilmente il buon Bernemann, che a cinquantatre anni sembra stia vivendo una vera e propria seconda giovinezza. Davvero ammirevoli i ricami e gli assoli sparsi qua e là nelle trame, così come la spigolosità del riffing, in alcuni passaggi vicino a certi spunti degli ultimi Exodus.

06. STRANGE LOST WORLD (04:59)

Il midtempo a tratti baldanzoso di “Strange Lost World” prende un po’ le distanze dal carico di perfidia espresso dagli episodi precedenti, rivelandosi utile per tirare il fiato e per tornare ad esplorare certe formule catchy inizialmente sperimentate su “In War And Pieces”. Il bridge e il conseguente ritornello si presentano infatti piuttosto elaborati per gli standard introdotti nella prima parte di “Decision Day”: Angelripper rispolvera qua e là il cantato, Bernemann lavora di cesello e Makka si comporta di conseguenza, risparmiando la sua tipica esuberanza. Un episodio tutto sommato gradevole, dal chorus cantabile, ma senza esagerare. Una buona dimostrazione di autocontrollo.

07. VAGINAL BORN EVIL (05:15)

I toni tornano a farsi cupi con “Vaginal Born Evil” (titolo fantastico!), brano che parte come un mid-uptempo di classica tradizione thrash per distendersi su un ritornello ben studiato, in grado di apparire tanto rude quanto anthemico. Se questo brano verrà riproposto in concerto, Angelripper verrà sicuramente doppiato da centinaia di fan all’altezza del chorus! Un plauso, tuttavia, va ancora a Bernemann, bravo nel decorare con vari soli e lead uno svolgimento altrimenti abbastanza nella norma; in generale, anche nei passaggi più concreti e conservatori, si ha l’impressione che il gruppo abbia più idee e brio rispetto al recente passato.

08. BELLIGERENCE (04:00)

Uno degli episodi più tirati e, al contempo, più esemplificativi dello stile del disco. Ad accelerazioni vorticose e serratissime, con un Makka assolutamente sugli scudi, si contrappongono un assolo di chitarra placido e melodico, rallentamenti sibillini e un break acustico mozzafiato. Ad un primo ascolto rimarrà in mente soprattutto il chorus – ovvero il titolo del pezzo urlato senza sosta da Angelripper, un classico trademark dei Sodom – ma le successive fruizioni sveleranno alcune interessanti sfumature anche in questa traccia particolarmente feroce.

09. BLOOD LIONS (03:17)

Il registro non cambia di molto rispetto a “Belligerence”: il brano più corto del lotto non poteva che rivelarsi una selvaggia scorreria thrash, con Makka instancabile dietro le pelli, vera garanzia di intensità. Di nuovo un chorus molto semplice, ma l’efficacia anche questa volta non è in discussione. “Blood Lions” è uno di quei pezzi in cui i Sodom giocano in casa, ma tocca ripeterci: resta piuttosto netta la sensazione di avere davanti una formazione più ispirata e coinvolgente rispetto a quella che aveva registrato “Epitome Of Torture”.

10. SACRED WARPATH (05:34)

Riproposizione del singolo pubblicato nel 2014. “Sacred Warpath” dalla sua uscita è diventato un appuntamento inamovibile nei concerti del gruppo ed è quindi logico che quest’ultimo abbia deciso di includerlo anche in un full-length ufficiale, in modo da concedergli ulteriore visibilità e importanza. Uno dei pezzi più ambiziosi, strutturati ed emotivi del recente repertorio Sodom. Di seguito la versione originale.

11. REFUSED TO DIE (04:27)

In questa parte finale di “Decision Day” la band sembra procedere per abbinamenti. Dopo due tracce serrate è arrivata l’epica “Sacred Warpath” e “Refused To Die” segue grosso modo la scia di quest’ultima, pur puntando maggiormente sull’impatto. Un sample luciferino e un breve arpeggio di chitarra acustica aprono le danze, ma la scena viene subito rubata da un solido attacco di doppia cassa e da un chorus molto ficcante e velenoso, immediatamente in grado di imprimersi nella mente dell’ascoltore. C’è più groove del solito in questo episodio, soprattutto all’altezza del ritornello, ma i Sodom riescono comunque a mantenersi a debita distanza da tendenze troppo moderne. Una chiusura energica e memorabile.

sodom - band - 2016

 

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