SONISPHERE, BLACK SABBATH, SYSTEM OF A DOWN e gli eventi estivi: intervista ad Andrea Pieroni di Live Nation

Quella che sta per arrivare sarà un’estate densa di eventi, con meno festival ma con tantissime band protagoniste di date da headliner. In pochissimi mesi passeranno sul suolo italico: Iron Maiden, Megadeth, Ghost B.C., Rammstein, System Of A Down, i riuniti Coal Chamber, Korn, Limp Bizkit, Slayer e tanti altri per culminare con l’attesissima data dei Black Sabbath a dicembre. Dietro tutto questo c’è quello che ormai possiamo considerare un veterano del settore, ovvero Andrea Pieroni, Managing Director di Live Nation Italia che puntualmente, come ogni anno, ci concede un’intervista per toglierci qualche curiosità…

live nation - logo - 2012

PARTIAMO SUBITO CON QUELLO CHE NON C’È. NIENTE GODS OF METAL QUEST’ANNO. COME MAI ? RITORNERÀ I PROSSIMI ANNI ?
“Il mercato italiano è quello che è, piccolo. E l’estate italiana tutto sommato è molto corta. Si riduce a due mesi soltanto, giugno e luglio, perché agosto è consacrato alle vacanze e settembre è un mese che tradizionalmente non vede in giro grosse metal band. Pertanto proporre due grossi festival a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro non ha senso. Il pubblico si divide e nessuno ne beneficia. Né noi promoter che perdiamo soldi, né gli artisti che suonano di fronte a poca gente e nemmeno il pubblico che si trova in location pensate per un certo numero di persone e dove invece ce ne sono molte meno, perdendo quindi quella magia, quell’atmosfera particolare che è parte integrante di un festival. GODS OF METAL è certamente un brand importante, sul quale stiamo investendo dal 1997, per cui non è assolutamente nelle nostre intenzioni farlo morire. Il festival tornerà. Al momento non so dirti se sarà nel 2014 o più tardi, ma sicuramente tornerà. Diciamo che dopo sedici anni di onorata carriera era giusto che il vecchio Gods si prendesse un periodo di vacanza. Quando tornerà, sarà un’edizione come si deve”.

IN COMPENSO TORNA IL SONISPHERE, CON UN BILL DI TUTTO RISPETTO MA ASSOLUTAMENTE SENZA BAND ITALIANE. COME MAI ?
“Con Sonisphere, che è un marchio paneuropeo, abbiamo un accordo per diversi anni. E, anche in questo caso, il festival si farà quando ci saranno tutte le condizioni ottimali per farlo. Quest’anno si è verificata la congiunzione astrale disponibilità IRON MAIDEN-disponibilità di un grosso spazio a Milano nello stesso giorno. Un’occasione che non potevamo farci sfuggire. Gli IRON MAIDEN mancano da Milano dal 2006, portano lo show “Maiden England”, credo che nessun metal kid possa mancare ad uno show di questo tipo. Per quanto riguarda le band italiane, in realtà sono presenti gli Amphitrium che, forse pochi lo sanno, ma si sono da poco esibiti all’House of Blues di Los Angeles incendiando la platea. Sono forti. Purtroppo il tempo a disposizione e la voglia di dare alle band la possibilità di un’esibizione cospicua in termini temporali non ci ha permesso di aggiungere altre band italiane”.

CI SEMBRA ANCHE CHE IL FESTIVAL ABBIA DIMENSIONI RIDOTTE RISPETTO ALL’EDIZIONE PRECEDENTE: C’E’ UN MOTIVO PRECISO?
“Se ti riferisci ai giorni, è vero. Infatti sarà di un solo giorno. Il motivo principale sta nel fatto che, in un momento di difficoltà per tanta gente nel nostro paese, abbiamo preferito creare un evento di un solo giorno per non gravare troppo sulle tasche dei metal kid. Ci rendiamo conto che i prezzi dei biglietti hanno raggiunto livelli molto alti per un’economia piuttosto povera come quella italiana, quindi un festival di due giorni avrebbe scoraggiato molta gente. Non è solo il prezzo del biglietto, sono anche tutte le altre spese che una persona da fuori Milano deve affrontare: pesano molto, se non di più. Un’edizione di un giorno solo, più snella, dove proponiamo due giganti del metal come Iron Maiden e Megadeth, accompagnati da altre due grandi band come Mastodon e Ghost B.C., oltre a tre nuove promesse, ci sembra un bill di tutto rispetto e più adatto al momento storico che stiamo vivendo nel nostro paese. Due o tre giorni di concerti con decine e decine di band, e un prezzo del biglietto commisurato all’esborso economico, non avrebbero funzionato. Al momento posso dire che i fatti ci stanno dando ragione. Abbiamo già venduto quasi 30.000 biglietti e contiamo di arrivare a 40.000 per il giorno dello show. Di questo passo è di gran lunga il festival di maggior successo in Italia degli ultimi dieci anni, alla pari con il Gods del 2005, che, guarda caso, vedeva i Maiden nelle vesti di headliner”.

DAI PRIMI EVENTI ALL’ARENA DI RHO, CHE OSPITERA’ LA MAGGIOR PARTE DEGLI EVENTI ESTIVI, CI SONO STATI DEI MIGLIORAMENTI SULL’OSPITALITA’ DELLA LOCATION (PIU’ OMBRA E ACQUA). CI SARANNO ALTRE NOVITA’ QUEST’ANNO ?
“Quest’anno a Rho faremo tre grandi concerti, in ordine cronologico: Green Day, Iron Maiden e System Of A Down. Tre grandi band che necessitano di grandi spazi “all standing”. Cerchiamo sempre di imparare dalle esperienze precedenti e quindi di migliorare sia la fruibilità delle location sia per il pubblico che per gli artisti. Detto questo, permettimi però di dire che sull’Arena di Rho sono stati dati giudizi eccessivi, a mio avviso, in certi frangenti. E’ vero, è uno spazio sul cemento e questo, in caso di sole cocente, è un lato negativo. In caso di pioggia, però, è un fatto ampiamente positivo. Ricordo ancora il Gods 2007 all’Idroscalo, quando il giorno dei Motley si svolse sotto una pioggia torrenziale. Ovviamente l’area era piena di fango, puoi immaginare, quasi ventimila persone su un prato… In quel caso fummo attaccati perché appunto l’area era piena di fango. Oppure ricordo il Sonisphere in Svizzera. Lì non c’era il fango: c’erano le cascate del Niagara di fango! Per non parlare dei grandi festival del nord, da Glastonbury a Reading eccetera. In molte nazioni europee festival e concerti si svolgono sul cemento. Il Primavera Sound di Barcellona, che l’anno scorso ha vinto tutti i premi possibili e immaginabili come miglior festival europeo, si svolge in un’area industriale né più né meno come quella di Rho. Il See Rock festival in Austria (con i Maiden) è sul cemento. Rock Am Ring è sul cemento. Ne potrei citare decine. Inoltre l’arena di Rho è facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo di trasporto. La fermata della metro è attaccata alla fiera, la stazione ferroviaria a qualche centinaio di metri, l’uscita autostradale idem. In più, a livello organizzativo, lavorare sul cemento è più veloce e più economico e ciò ci permette di non gravare troppo sul prezzo del biglietto. Ricordo infatti che l’ultimo show dei Maiden da headliner con i soli Labyrinth di supporto, agosto 2010 a Villa Manin a Codroipo, location sull’erba, aveva un biglietto a 60 euro. Qui abbiamo Maiden + Megadeth + Mastodon + Ghost B.C. + altre tre band, allo stesso prezzo, 60 euro. Per cui capisco chi si lamenta per via del cemento, però credo che si debba anche essere obiettivi e guardare tutte le facce della medaglia, non solo una. In ogni caso, ripeto, anche quest’anno miglioreremo la fruibilità dell’arena”.

IN GENERALE QUEST’ANNO CI SONO MENO FESTIVAL E PIU’ DATE “SINGOLE”. UNA SCELTA VOLUTA O FIGLIA DEI TEMPI CHE CORRONO E DELLE ABITUDINI DEL POPOLO MUSICALE ITALIANO ?
“Diciamo che è stata una concomitanza di vari fattori. Molto ha anche influito la scelta di concentrarsi su un festival di un solo giorno. Giocoforza siamo praticamente stati obbligati a ragionare in termini di singoli show per tutte le altre band. I mesi di giugno e luglio sono tradizionalmente pieni di band che vanno in tour, appunto perché sono i due mesi in cui si concentrano la maggior parte dei festival europei. E’ chiaro che noi, avendo un solo festival a disposizione, per giunta di un solo giorno, con sette posizioni disponibili, abbiamo poi dovuto programmare con le date singole l’attività live di tutte le altre band”.

NON C’E’ IL RISCHIO CONCRETO CHE CON TUTTE QUESTE DATE SINGOLE IL PUBBLICO SIA OBBLIGATO TROPPO SPESSO A UNA SCELTA?
“Ormai il mercato italiano è pieno di concerti ogni giorno dell’anno, in questo senso non ha niente da invidiare ai mercati del nord Europa. Per cui il rischio c’è, ma è un rischio che esiste in qualunque momento dell’anno. Con l’avvento delle nuove tecnologie, nella maggior parte dei casi, il pubblico non è più settario come lo era negli anni ’80 e ’90. Non esiste più la categoria ‘metallaro’, ‘punk’, ‘dark’, eccetera. Negli anni ’80, se ascoltavi i Maiden mai e poi mai avresti ascoltato i Cure, e viceversa. E quindi non saresti mai andato ad un loro concerto. Oggi non è più così. La maggior parte del pubblico ascolta tutto e vede di tutto. Recentemente abbiamo fatto due concerti di Paul Kalkbrenner, uno dei maggiori esponenti della scena elettronica berlinese, quindicimila persone a data. Ti assicuro che ho visto centinaia e centinaia di persone con magliette dei Metallica, Maiden, Rammstein e Slipknot, tanto per citare i primi quattro nomi che mi vengono in mente. Poi, esiste anche un a parte di pubblico fondamentalista, ma si tratta una nicchia. La maggioranza ormai ha sdoganato i generi. Ascolta tutto. Pertanto il rischio che il pubblico debba scegliere c’è, ma non è limitato al fatto di selezionare cosa vedere tra Slayer e Korn, bensì cosa vedere tra Slayer, Korn, Muse, Radiohead, Skunk Anansie, Rammstein, David Guetta e Armin Van Buuren. Siamo in un mercato globale, dove la comunicazione e la fruizione della musica è velocissima. Pensare di controllare e in qualche maniera calmierare il mercato semplicemente facendo due festival invece che uno, è un’utopia che ormai non risponde più alle logiche moderne”.

COME MAI E’ STATO RIESUMATO IL “FLAME FEST” ?
“Inizialmente è partito tutto da un’idea dell’agente inglese con cui abbiamo pianificato il cast del festival, e con cui avevamo già collaborato per le scorse edizioni. Potendo contare su una rosa di gruppi che rientravano perfettamente nei generi proposti dall’evento in passato ci siamo detti ‘perché no?’. Poi si è consolidata in noi la voglia di poter sviluppare un evento che, seppur di minore entità rispetto al fratello maggiore Gods of Metal, potesse dare buona visibilità a band nuove e/o di culto”.

CON TUTTA PROBABILITA’ IL FLAME FEST E’ IL VOSTRO ESPERIMENTO PIU’ AUDACE DEL 2013 PER L’ETEROGENEITA’ DELLA PROPOSTA: IL PUBBLICO ITALIANO SARA’ PRONTO ?
“Bisogna sfatare questa leggenda per cui il pubblico italiano è settoriale: gli italiani sono i primi ad affollare i festival stranieri, notoriamente eterogenei. Per cui non si può, secondo me, tessere le lodi dei festival stranieri in termini di proposta musicale variegata e poi aver timore di proporre la stessa formula sul suolo italico. Solo qui pensiamo di dover sempre mantenere un filo conduttore, direi quasi integralista. E comunque non stiamo parlando di un evento che spazia dal folk al death, ma pur sempre di matrice metal. Certo, qualche ‘duro e puro’ ci ha fatto notare il suo malcontento, ma in generale la risposta è stata assolutamente positiva”.

SICURAMENTE AVRETE PENSATO AD ABBINARE I COAL CHAMBER AI KORN E SPOSTARE I BULLET FOR MY VALENTINE AL FLAMEFEST (EVENTI DEL 19 E 26 GIUGNO)… COSA VE L’HA IMPEDITO ?
“No, non ci abbiamo pensato perché le disponibilità delle band non coincidevano. Ed inoltre sono stati i Korn che hanno espressamente chiesto di avere i Bullet For My Valentine come special guest delle date italiane”.

DA ESPERTO DEL MESTIERE: SAI DIRCI PERCHE’ L’EUROPA E’ INVASA DA TOUR E FESTIVAL SOLO NEL MESE DI GIUGNO? PERCHE’ NON ESISTONO EVENTI A LUGLIO E AGOSTO, COME INVECE AVVIENE REGOLARMENTE NEGLI STATI UNITI ?
“Perché tradizionalmente le band riservano come periodo estivo i mesi di giugno e luglio all’Europa, mentre all’America sono riservati agosto e settembre. Per cui nel corso degli anni il mercato si è incanalato su questi binari. Il mondo dei concerti è un po’ come il circuito tennistico. Annualmente ripete gli stessi eventi negli stessi periodi. Questo accade perché gli artisti, suonando il tutto il mondo, devono programmare la loro attività con largo anticipo e quindi una volta che si è instaurata una routine, quella rimane. Un po’ come per tutte le cose della vita, oserei dire”.

COM’E’ STATO RECEPITO IN TERMINI DI PREVENDITE L’ANNUNCIO DEL CONCERTO DEI BLACK SABBATH, CONSIDERATO IL RECENTE ANNULLAMENTO DELL’ANNO SCORSO?
“Devo dire che mi aspettavo una certa freddezza, proprio a causa del problema di Tony Iommi dello scorso anno. Invece le vendite sono partite alla grande, i metal fan si sino riversati in massa e credo proprio che lo show registrerà un bel sold out. D’altro canto, chi se non i mitici Sabbath meritano un’accoglienza del genere? Rappresentano la storia della musica, e non mi riferisco solo al metal, parlo di musica in generale. Parliamo di una delle band più influenti di tutti i tempi che ha abbattuto le barriere dei generi ben prima dell’avvento delle nuove tecnologie di cui parlavo prima. Un’autentica icona vivente, uno show a cui non si può mancare”.

VUOI DESCRIVERCI COM’E’ ATTREZZATA L’AREA FIERA MILANO LIVE PER I CONCERTI INDOOR? QUAL E’ LA CAPIENZA ? IL PADIGLIONE DELLA FIERA HA UN’ACUSTICA ADATTA AI CONCERTI DAL VIVO ?
“Ho letto alcuni commenti che si scandalizzavano del fatto che facessimo suonare i Sabbath in un magazzino. Forse chi ha detto ciò non ha mai visitato la nuova Fiera di Milano, che è attualmente la più grande in Europa. I padiglioni sono quanto di più grande si possa immaginare per uno spazio al chiuso in Italia. La capienza è di 13.200 persone ed è al momento lo spazio indoor più capiente in assoluto del nostro paese. Pertanto chi è spaventato del fatto che solo pochi eletti possano partecipare allo show può rasserenarsi. Lo spazio è quanto di più capiente abbiamo a disposizione. Recentemente abbiamo fatto due concerti di musica elettronica alla Fiera Milano Live di Rho: David Guetta e Paul Kalkbrenner, entrambi sold out. Lo spazio viene allestito di volta in volta in base alle esigenze del concerto. Per cui, nel caso dei Sabbath, ci sarà il palco dei Sabbath e tutti i loro allestimenti. Per il pubblico saranno presenti numerosi stand di ristorazione, oltre al merchadising e le altre attività tipiche dei concerti”.

PER LA DATA DEI BLACK SABBATH PUOI DARE UN INDIZIO SU CHI CI SARÀ DI SPALLA ?
“Al momento non saprei. E’ una decisione che spetta alla band. Ancora non ci hanno comunicato niente, penso lo faranno a breve e ovviamente sarà nostra cura darne notizia”.

L’ULTIMA VOLTA IL CONCERTO DEI SYSTEM OF A DOWN E’ STATO UN SUCCESSO. VI ASPETTATE DI RIPETERLO ?
“Be’, sì! I System sono una delle band più amate nel nostro paese. Ogni volta che sono venuti hanno esaurito rapidamente. Anche questa volta le vendite procedono spedite e in linea di massima ci aspettiamo gli stessi numeri della volta scorsa. Vi ricordo poi che Serj Tankian sarà in tour in Italia con il suo progetto solista accompagnato da un’orchestra di quarantotto elementi. Faremo tre teatri prestigiosi, come l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Teatro Comunale di Firenze e il Gran Teatro Geox di Padova. Tre occasioni per vedere e ammirare Serj in una veste insolita”.

NEL PAESE DELLE SPIAGGE E DEL MARE, VEDREMO MAI UN EVENTO METAL DI GRANDI DIMENSIONI IN LOCALITÀ MARITTIME ?
“Mai dire mai, però bisogna tener conto che i grossi bacini d’utenza sono Milano e Roma, pertanto in prima battuta saranno sempre queste due le città toccate dal maggior numero di concerti. Questo vale per qualsiasi genere, non solo per il metal. Fare un bel festival in una località di mare, dove il pubblico abbia la possibilità di dedicarsi anche ad altre attività che non siano esclusivamente solo quelle musicali, sarebbe molto bello e probabilmente è il sogno di tutti noi operatori del settore. Poi però dobbiamo anche fare i conti con la realtà, parlare con le varie amministrazioni pubbliche e ti assicuro che il percorso da intraprendere è molto lungo e tortuoso. Non mi sento di escludere questa possibilità a priori, ma sicuramente è un’operazione molto a lungo termine”.

CHE POSSIBILITÀ CI SONO DI VEDERE IN ITALIA QUESTE BAND IN UN FUTURO NON TROPPO LONTANO ? VAN HALEN, IMMORTAL, DEF LEPPARD, POISON, TOOL, CARCASS, RUNNING WILD, TWISTED SISTER.
“Per ovvi motivi non posso fare nomi, ma ti posso dire che per una delle band che hai citato annunceremo a brevissimo uno show in autunno. Con altre due siamo in trattativa molto avanzata che ci auguriamo di chiudere nelle prossime settimane, mentre per le altre quattro al momento non ci sono grosse possibilità. Devono capire che il mercato italiano non ha gli stessi numeri del mercato nord europeo, pertanto se desiderano esibirsi nel nostro paese devono fare in modo che le loro richieste siano commisurate all’economia che producono in questo mercato”.

QUAL E’ LA BAND CHE HA DATO PIÙ PROBLEMI DA CHE HAI A CHE FARE CON CONCERTI ?
“Mah, guarda, non li definirei problemi, si tratta di professionalità. Ormai tutte le band hanno raggiunto un livello di professionalità tale che necessitano un trattamento accurato su ogni aspetto del business. Niente deve essere lasciato al caso. In questo caso i più minuziosi sono sicuramente i Metallica, seguiti a ruota dai Rammstein”.

IN ITALIA CONVIENE ORGANIZZARE CONCERTI METAL, O MEGLIO DARSI AD ALTRI GENERI ?
“Il metal è un genere come un altro che risponde esattamente alle stesse logiche di mercato di tutti gli altri generi. Per cui ci sono concerti in cui si guadagna e concerti in cui si perde. L’importante è mantenere un equilibrio, possibilmente un po’ in positivo, in modo da far in modo che l’azienda possa andare avanti. Per quanto mi riguarda, io sono nato con il metal, e nonostante ormai faccia parte di una multinazionale come Live Nation che ha sedi in tutto il mondo e produce concerti e spettacoli di ogni tipo, i concerti che produco direttamente per conto dell’azienda sono ancora in gran parte metal. Come si suol dire, al cuor non si comanda, però bisogna farlo con sale in zucca. Per cui i conti devono essere necessariamente in ordine”.

IL TUO CONSIGLIO PER CHI VOLESSE INIZIARE A ORGANIZZARE EVENTI, OVVIAMENTE PIÙ PICCOLI DEI VOSTRI
“In generale non amo i consigli, non mi piace fare il saputello. Credo comunque che in questo lavoro la passione sia fondamentale, ma che debba essere accompagnata anche da una razionalità di base. Far convivere queste due stati dell’animo umano è la cosa più difficile, ma è fondamentale per la buona riuscita di ogni evento”.



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  • karletto999

    PIERONI, RHO FIERA FA CAGARE METTITELO IN TESTA!!! PRENDI SPUNTO ED ESEMPIO DAGLI ALTRI FESTIVAL EUROPEI…FANNE UNO SOLO DI DIVERSI GIORNI E CONCENTRA TUTTO LI, MAGARI NON IN UN PARCHEGGIO ASFALTATO E 15 EURO DI PARCHEGGIO NON CUSTODITO. E NON DICIAMO CAZZATE SUL FATTO CHE CI SONO CONCERTI PROLIFERI E ALTRI NO…TUTTI SANNO CHE OGNI ANNO CHE LA LIVE ORGANIZZA CONCERTI è SEMPRE IN ROSSO, PROVA DIMOSTRA IL BIGLIETTO PIT TICKET PAGATO DI PIU’… GLI ABBONAMENTI SCRAUSI….E TUTTE LE ALTRE GENIALATE CHE VI STATE INVENTANDO…ALMENO ABBI LA DIGNITA’ DI NON PRENDERCI PER IL CULO

  • http://twitter.com/devu Francesco Castaldo

    Caro Karletto,
    secondo me uno sfogo di questo tipo è inutile: non vedo in che modo possa aiutare un promoter ad andare incontro alle richieste dei clienti. Non solo per quanto riguarda il contenuto ma anche per l’attegiamento.

    “FANNE UNO SOLO DI DIVERSI GIORNI E CONCENTRA TUTTO LI”

    Nell’intervista si dice che con un festival di più giorni sarebbe aumentato sensibilmente il prezzo del biglietto, ma non è un’annata adatta a biglietti da 150 euro (come invece costano all’estero i festival di più giorni).

    NON IN UN PARCHEGGIO ASFALTATO

    E’ l’unica area disponibile per concerti a Milano. L’idroscalo non viene più concesso. E quando piove all’idroscalo si cammina nella melma… già provato. Che si fa quindi? Si salta il sonisphere perché a qualcuno l’area concerti di Rho non piace?

    15 EURO DI PARCHEGGIO NON CUSTODITO

    Qui mi sembra fosse Trotta di Barley Arts (altra agenzia) che aveva spiegato che l’azienda che ha in concessione la gestione dei parcheggi della fiera non ne vuole sapere di fare dei prezzi convenzionati con gli organizzatori di concerti. Ma si può parcheggiare alla fermata della metro di molino dorino per un paio di euro e farsi due fermate di metro, se uno non è di milano e deve arrivare in macchina.

    E NON DICIAMO CAZZATE SUL FATTO CHE CI SONO CONCERTI PROLIFERI E ALTRI NO…TUTTI SANNO CHE OGNI ANNO CHE LA LIVE ORGANIZZA CONCERTI è SEMPRE IN ROSSO

    Credo che Live Nation, come le altre agenzie che organizzano concerti, non siano delle onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) ma delle imprese. Se un’impresa ha il bilancio sempre negativo, chiude o fallisce.

    IL BIGLIETTO PIT TICKET PAGATO DI PIU’… GLI ABBONAMENTI SCRAUSI….E TUTTE LE ALTRE GENIALATE CHE VI STATE INVENTANDO

    Aggiungo i meet & greet a pagamento… tutti servizi accessori venduti in UK e USA da anni ed importati di recente in italia. Gli abbonamenti poi fanno risparmiare sul costo dei singoli biglietti per festival di più giorni… proprio non capisco il problema.

  • darko

    Paragonare l’arena di Rho a location come il RAR è imbarazzante..a parte il fatto che a giugno/luglio le temperature in Germania sono leggermente diverse, ma poi volete mettere l’organizzazione tedesca con il caos che regna qui ogni volta?

  • sciacallo010

    Quante.
    Puttanate.

  • Brunaccio

    io non sono un fan di rho come location, anzi… però se BENE attrezzata, ci può stare, almeno come capienza. Certo dev’essere BENE attrezzata anche perchè, comunque, il ticket costa… Senza voler rompere preferivo comunque Imola quando era aperto tutto il circuito, non come il 2011. dai suoi ragionamenti, bacino d’utenza e palle varie non ha neanche torto.
    Il problema dei troppi concerti singoli è che uno è obbligato economicamente a scegliere o è forzato a scegliere a seconda di chi suona di mercoledì lontano o di sabato vicino, almeno per chi lavora.

    Magari un altro festival da un giorno, nell’arco dell’estate, ci poteva stare. (festival open air si intende)
    Mi sembra che abbia parlato bene. Poi è solo un’opinione personale

  • http://www.facebook.com/dave.swamps Dave Swamps

    metaldays, hellfest..imparate a farli questi concerti, poi se ne parla. Qui da noi sull’asfalto li fanno. ma morite, merde!

  • Smegma

    io gli avrei fatto questa domanda: “ci racconti come ci si sente quando la sera, di rientro da una dura giornata lavorativa, si siede davanti al caminetto con un bel calice di Chianti e si rende conto di essere l’artefice della morte della musica live in Italia”.

  • alcarin747

    a quanto pare si prosegue a difendere a spada tratta l’arena di Rho! mah, sarà che io sono un semplice appassionato e non uno dei più grandi organizzatori di eventi in europa, ma io in rho vedo più lati negativi che positivi.
    1) costo della zona: sicuramente costa poco sia come affitto che come logistica (e vorrei ancora vedere!!!): a questo punto però bisognerebbe investire i soldini “risparmiati” nell’attrezzare in maniera degna aree di ombra, acqua e anche, perchè no, dei bei palchi rialzati! Altrimenti è sempre un po’ un supplizio. Personalmente preferirei una location irrangiungibile ma degna di questo nome: che se ne frega se devo prendere sei treni, partire alle 6 e tornare alle 4: se poi il concerto mi ripaga di tutto e questo sarà sempre una delle migliori esperienze della mia vitaccia! è vero che siamo in bolletta sparata ma 20 euro in più o in meno non ci cambiano la vita, per quel giorno che decidiamo di prenderci una pausa dalle miseriacce della vita, vorrei che fosse organizzato bene.
    Inutile dire, già rimarcato altre 10000 volte, che lo stadio di monza era la location migliore in assoluto… seguita, ma questo è un parere abbastanza questionabile, dal Parco Nord di BO.
    2) rapporto date singole/festival: business is business… la live deve produrre soldini e pertanto questo ci becchiamo… il pieroni c’entra poco.
    3) sulla parte interna dei padiglioni di rho invece devo dire che sono in effetti abbatanza curioso: spero vivamente ci sia una buona acustica! cavoli i black sabbath in italia… speriamo in bene. naturalmente non ci sono mai stato però, pertanto non sparo a caso dicendo che sia un bene o un male.
    4) sul pit ticket invece zero su tutta la linea, siamo metallari non fans di ligabue (con tutto il rispetto), queste cose da noi non si fanno.
    Alcarin747

  • http://www.facebook.com/matteo.berra.39 Matteo Berra

    Il problema è che che certa gente piange e si lamenta e basta, anche a me Rho fa schifo però se c’è solo quella scelta che devo fare? Non vado? Mi adeguo sperando che sia migliore della volta precedente!
    Se poi in futuro dovessero esserci altre location ben vengano. :)

    Cmq rimane sempre la solita solfa alla fine ossia: NESSUNO obbliga qualcun’altro ad andare a festival se non se la sente.

  • deathiscertain

    Che si chiami Gods Of Metal o Sonisphere poco cambia…se non è zuppa è pan bagnato!La scelta di Rho è conveniente agli organizzatori sia per logistica che per costi e soprattutto sono convinto che sia anche una scelta “politica”.Due volte a Rho mi sono bastate…grazie di tutto(si fa per dire) LiveNation, ma quest’anno Metaldays A Tolmin.E per favore non confondete gli stracci con la seta…quando anche in Italia ci sarà un festival che possa competere con i vari Brutal Assault,Metalcamp o Hellfest ne riparliamo. p.s. i Pit Ticket sono un insulto al popolo metal!!!

  • DoomStyme

    Bah, dica quello che vuole, ma se anche lui si accorge che gli italiani se ne vanno all’estero per i festival, forse è ora di cambiare radicalmente qualcosa.

  • http://www.facebook.com/gian.battaglia Gian Claudio Battaglia

    i festival in italia sono una merda

  • http://twitter.com/devu Francesco Castaldo

    Qualcuno in un altro commento ha ricordato lo stadio di Monza. Quella sì che era una bella location, ma forse più difficile da ottenere rispetto a Rho. Sarei proprio curioso di sapere se Live Nation ci ha pensato e se sì, che problemi ci sono nel noleggiare quello spazio.

  • karletto999

    Caro matteo sei mai stato ad un festial all’estero??? ti lamenteresti anche tu credimi… poi anche io sono dell’idea che se questo è quello che offre l’italia prendere e stare zitti…. ma che mi viene messo giu’ un comunicato come quello che ho letto mi fa solo ridere…. “non è un annata adatta a 150 euro di biglietto……” perche’ è un annata da 80 e passa euro per un pit ticket solo per i maiden e i megadeth??? dai……… per favore…… aiutare un promoter??? eh si…. vedo come ascolta i fan…. ho visto negli ultimi anni… e sento soprattutto la gente che ne pensa della live…compreso chi ci ha lavorato…

  • WalkingContradictionFrom86

    “In caso di pioggia, però, è un fatto ampiamente positivo.” certo, come l’anno scorso che per due gocce di pioggia hanno cancellato il concerto dei Rancid (organizzava Hub Music Factory, but still…)

  • http://twitter.com/GospodBrezno Gospod Brezno

    Rho è indecente come location di un festival e ti parlo con cognizione di causa, dato che ne ho frequentati parecchi in diversi Paesi. Diciamo che, a differenza del Gods of metal dell’anno scorso, dura, fortunatamente, un solo giorno, pertanto almeno non si porrà il problema del pernottamento per più giornate. In questo momento non mi sovviene un festival estivo che non dia a disposizione un area per il campeggio, dove non si spendono spropositi per pernottare (anzi, a dire il vero, la maggioranza dei festival offre aree per il campeggio gratuite). La maggioranza degli altri festival, anche quelli piccolissimi, è organizzata poi in maniera ottimale per quel che concerne i servizi, le zone d’ombra e le aree riservate agli espositori; in Italia sembra di essere nel terzo mondo. Per questi motivi, ho deciso che, finché le cose non miglioreranno, non andrò più a spender soldi per i vari Gods of Metal, Sonisphere, ecc. Infine, per concludere polemicamente, in Italia non esiste solo Milano, anzi, per questo tipo di festival sarebbe decisamente meglio trovare un luogo che non coincida con i grandi centri urbani. Ma scusate avete visto dove si tengono i festival grossi negli Altri Paesi? Clisson ha 5.939 abitanti, Wacken 1.797, Tolmin 3.525, Jaromer 12.618, e si potrebbe continuare a lungo, ma ritengo che gli esempi siano esplicativi e che se quasi dappertutto di tende ad optare per un determinato tipo di scelta, un motivo ci sarà. Non sarà magari che i grandi centri urbani sono inadatti a questo tipo di eventi per una lunghissima serie di motivi? Siamo forse gli unici ad essere furbi?

  • Smegma

    si va beh..ma infatti questo dimostra che il sig. Pieroni il Rock am Ring l’ha visto solo in cartolina. Hanno giustamente una sola cosa in comune: l’essere entrambi su asfalto..per il resto il RAR “asfalta” sotto ogni punto di vista qualsiasi live-event presente in Italia.

  • Smegma

    studiando nel settore, stra-quoto le tue ultime 10 righe.

  • falzmen

    “Ricordo infatti che l’ultimo show dei Maiden da headliner con i soli Labyrinth di supporto, agosto 2010 a Villa Manin a Codroipo, location sull’erba, aveva un biglietto a 60 euro. Qui abbiamo Maiden + Megadeth + Mastodon + Ghost B.C. + altre tre band, allo stesso prezzo, 60 euro.”

    peccato che ti sei dimenticato dei 15 euro del parcheggio CHE E’ UNA VERA LADRATA!!

  • http://www.facebook.com/matteo.berra.39 Matteo Berra

    Karletto che dirti…, no, non sono stato ad un festival all’estero ma ne leggo sempre bene, ma come dice tanta gente è anche una questione di mentalità, forse noi in Italia siamo meno “organizzatori” e più “contabili”, magari all’estero non è così, io sinceramente non me la sento di scagliare tutte le mie freccie contro la Live, ripeto, se mi piace il Bill io vado anche all’Arena di Rho, anzi “Arena” di Rho, se no amen, la mia lamentela non fa cambiare idea nè agli organizzatori, nè ad altre persone ed il fatto è visibile dal pienone che faranno gli Iron, Green Day e SOAD.
    Purtroppo siamo scarsi con le strutture, questo è evidente, colpa della mediocrità della nostra Musica e della nostra organizzazione a livello di Festival? Boh…
    Poi di lavoro non faccio il Promoter di Eventi Musicali, non è il mio pane, e quindi non so dire quali siano i problemi veri e propri o se siano solo dei “finti profeti” e che sotto sotto vogliono solo i soldini dei “Metal Kid” e basta!
    RnR!

  • http://www.facebook.com/Ivan.Abominio Ivan Beltrame

    e dei 12 euro di prevendita. LADRI.

  • Gs

    a zappare li manderei questi sono senza faccia….
    e noi ci facciamo prendere in giro….
    loro dovrebbero andare all’estero ma in esilio.

  • The Beard

    CONTINUANO A PRENDERCI PER IL QULO

  • alcarin747

    il fatto è sempre e solo puramente economico. La pioggia può anche cadere e se il terreno di gioco è in terra battuta non drenante sono cavoliper il festival, specie se non si è organizzati tipo Sonisphere Svizzera. Dal punto di vista pratico invece si può fare:
    1) location con pit leggermente inclinato, tipo Tolmin: lì sono presenti anche ampie zone di collinetta eove chiaramente l’acuqa non può stazionare e pertanto l’unica parte esposta è il paterre.
    2) preparare la paglia e dei mezzi per spargerla se le previsioni meteo sono infauste. Fatto da millenni a Wacken, e sempre funzionato.

    Il fatto che dà fastidio p che ogni tanto Pieroni sembra citare esclusivasmente gli esempi negativi e mai quelli positivi: che lo dica chiaramente: fare una location in un posto con erba è più costoso e ci costa troppo. Amen. Ci becchiam location da poveracci come l’arenaq di Rho: ma almeno allestila un minimo decentemente: è vero che la pioggia a diretto dà fastidio MA ANCHE IL SOLE COCENTE SENZA OMBRA NON E’ DA MENO!! E indovinate un po’… quale dei due fenomnei meteo (pioggia battente/sole cocente) è statisticamente più probabile in Lombardia a giugno?
    ;)

  • ale-is-rock

    ma secondo voi fra le band citate nell’intervista … di quale verrà fatto un annuncio a brevissimo? … :O

  • angus81

    i festival all’esteero hanno costi di gestione nettamente inferiori in italia costa tutto di più e chi si lamenta gli proporrei di organizzare un piccolo festival e quant’altro e vedere a quante difficoltà si va in contro per dirti poche settimane fa sono andato ai vader e conosco chi ha organizzato ,risultato 20 spettatori paganti circa forse meno,tu hai idea quanti soldi ci ha rimesso?ti assicuro parecchi

  • http://www.facebook.com/andrea.andrei.7547 Andrea Andrei

    macchè scarsi con le strutture? ma GLI STADI ? CAZZO GLI STADI BISOGNA DARLI SOLO ALLA PAUSINI O A RAMAZZOTTI? L’iatalia è il paese del calcio con stadi fino alla serie Z possibile che prendere uno stadio come han fatto nel 2000 al brianteo è cosi’ difficile? è questione di idiozia………….quello ha pure il coraggio di paragonare gli eventi che organizza lui ai festival esteri aahahahaahhahaahahahhahahahahaahhahahahahahahahahaahahah

  • http://www.facebook.com/andrea.andrei.7547 Andrea Andrei

    e guai a chi gli viene sete o fame ……….c’è “il cartello” dei prezzi all’interno e a meno di 5 euro puoi solo mangiare i sassolini di asfalto………proprio come al wacken,al metalcamp caro pieroni guarda…………proprio uguale…….sei andato tu la hai visto come funziona e poi hai cercato di farlo MEGLIO vero?………bravo piu’ passa il tempo e meglio è, complimenti per il discorsone

  • http://www.facebook.com/dottor.thomas.58 Dottor Thomas

    A me la Spagna non sembra essere messa molto meglio di noi a livello economico, eppure sono previste due date del Sonisphere con una lineup migliore (sia Anthrax che Avantasia non sono proprio due band economiche). L’Italia sarà anche un mercato piccolo, ma ci sono nazioni più piccole (e meno “metal”) di noi in grado di creare festival competitivi a condizioni dignitose. Infine, siamo il paese del calcio, uno stadio di medie dimensioni non lo si poteva trovare? Lì il fango non si crea (al Gods del 2000 al Brianteo aveva piovuto per entrambi i giorni e non c’erano stati problemi). Io sinceramente sono più propenso ad ipotizzare che la Live abbia stipulato una convenzione a prezzi competitivi con l’area fiera di Rho. Loro assicurano continuità degli eventi, strappano un prezzo migliore per l’affitto della zona e noi ci becchiamo l’asfalto, le line up risicate e i servizi da terzo mondo. Però lo fanno per il nostro bene, non si sa mai che possa cominciare a piovere e l’area si possa ricoprire di fango. Insomma, ci pisciano in testa e ci dicono che piove.

  • http://www.facebook.com/andrea.andrei.7547 Andrea Andrei

    vero quel gods fu fantastico dal punto di vista location……..l’ho sempre detto…….ma poi gli ac dc nel 2010 han suonato allo stadio di udine, i maiden nel 2009 a roma,i metallica idem a padova…….grossi nomi=location adatte…….vuoi qualcosa di piu’ ristretto? ok:2 gruppi di media popolarità=stadio di serie B o C……..gli stadi di serie c ospitano tranquillamente 4-5000 persone non vedo tutta questa scarsità di location per fare concerti grandi e piccoli tanto piu’ che d’estate i campionati sono tutti fermi………ma sto pieroni continua imperterrito a prenderci per il culo……..siii l’anno prossimo quello è capace di dire che i suoi eventi li organizza talmente bene che la gente accorrerà in massa in questo bel paese a vedere il suo gods of metal che è IL PIU’ BELLO DI TUTTI.Caro Dottor Thomas secondo me oltre alla convenzione che hai citato tu sulla location il signor pieroni l’ha fatta pure con i paninari …….cosi’ possono fare i prezzi che vogliono (DA PURA DENUNCIA)in cambio dello spazio espositivo………….che vada pure a raccontarla a qualcun altro l’intervista…..vah

  • http://www.facebook.com/Ivan.Abominio Ivan Beltrame

    Vero. Per un panino ed una birra partono ALMENO 10 euro.

  • http://www.facebook.com/dottor.thomas.58 Dottor Thomas

    Quando hai detto paninari, pensavo ti riferissi a quelli degli anni 80 ;-)
    No comunque, io parlo da emiliano, ci sono un sacco di posti in cui si potrebbero fare concerti di ottimo livello. Gli stadi di Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia hanno le capienze adatte e sono ben serviti (quello di Reggio tra l’altro è a un paio di km dal casello dell’autostrada e ha il treno che arriva sotto alle curve, per non parlare dell’enorme parcheggio che nessuno ha mai sognato di far pagare). Campovolo, Parco Novi Sad, Arena Parco Nord… Addirittura lo stadio del rugby di Viadana (MN) sarebbe perfetto. Devo continuare? Nessuno che dirige queste strutture sarebbe interessato ad un bell’affitto per un pacchetto di spettacoli?
    Se la gente non va ai concerti e se il mercato si restringe è anche perchè le locations non sono adatte. Se alla fine della giornata mi devono partire più di 100 euro per soffrire e (soprattutto) sentire di merda (perchè anche l’acustica a Rho fa cagare), mi dispiace ma io sto a casa. I soldi sono pochi e la gente è sempre meno propensa a buttarne via, forse non sarebbe male se i vari promoters capissero che stanno trattando con dei clienti e non con delle bestie da macello.

  • http://www.facebook.com/paolo.ripamonti1 Paolo Druden Ripamonti

    Purtroppo da noi non funziona nemmeno così. in italia si organizzarono anni fa due festival con i controcazzi in paesini piccoli: Tradate Iron Fest ( a Tradate – varese – appunto) ed Evolution a Toscolano Maderno ( brescia ). quest’ultimo era in assoluto il miglior festival italiano di sempre come location ( sulla riva del lago di garda ) e il risultato fu che moltissima gente si lamentò che erano difficili da raggiungere. Ovviamente chi si lamentò magari non si fece problemi ad andare a Wacken, che proprio il massimo della logistica non è. Purtroppo quello che rimane ( di livello infimo, sia chiaro ) in Italia come festival ce lo siamo meritato per via della nostra mentalità anti-musicale.

  • http://www.facebook.com/andrea.andrei.7547 Andrea Andrei

    condivido……pensano che la gente debba sempre adattarsi a tutto e che abbia soldi da buttar via…….ovvio che le location contano quando si tratta di concerti e la gente ci pensa su anche da questo punto di vista cioè mica tutti si adattano a spendere per sentire e stare in un posto di merda…….il MOR del 92 era proprio a reggio……ho un bel ricordo……..eravamo sulla strada giusta e i concerti erano a livello europeo (per quei tempi) sia a livello di location che di gruppi di supporto peccato poi che dopo quel MOR tutto è passato nelle mani di quel tizio di cui sopra e invece di migliorare la situazione adesso siamo qua a commentare tutto cio’ che continua a sbagliare dopo anni e anni infischiandosene di cio’ che la gente cerca di fargli capire

  • http://twitter.com/GospodBrezno Gospod Brezno

    Guarda, per quanto le line up dei due festival fossero di ottimo livello, non puoi paragonarle con quelle di festival più importanti. Ad ogni modo, a mio modestissimo avviso, il problema è che in Italia nessuno muove il sedere, se non per i nomi più grossi (Metallica, Iron Maiden, ecc.) che sono gli unici a sposatre orde di gente. Puoi fare le scelte logistiche migliori (ci sarà sempre qualcuno che si lamenta, specialmente su internet), invitare gruppi che dal vivo sono grandiosi e fornire servizi eccellenti ai visitatori, ma se non c’è uno dei nomi per eccellenza della scena metal, la cosa è destinata a naufragare. Finché i Maiden con più o meno la stessa scaletta da decadi continueranno ad attrarre tanto anche in posti improbabili, finché non sarà la massa a richiedere servizi decenti, punendo scelte imbarazzanti, nel Belpaese non cambierà niente. Dunque concordo con te quando parli di mentalità. Senza un cambio di mentalità e di cultura musicale, queste sono le condizioni in cui siamo e saremo costretti a sopportare. D’altronde perché chi organizza questi eventi dovrebbe cambiare, se con il minimo sforzo, ottiene il massimo risultato? Siamo noi che dobbiamo chiedere miglioramenti e adottare comportamenti per far comprendere la voglia di cambiamento, altrimenti siamo destinati all’immutabilità di questa situazione.

  • Christophe Bianchi

    Minkia ma siete metallari o femminucce, la cosa bella dei concerti è proprio rotolarsi e pogare nel fango, siete mai stati al Wacken quando piove?! :)