SONISPHERE, BLACK SABBATH, SYSTEM OF A DOWN e gli eventi estivi: intervista ad Andrea Pieroni di Live Nation

Pubblicato il 15/05/2013

Quella che sta per arrivare sarà un’estate densa di eventi, con meno festival ma con tantissime band protagoniste di date da headliner. In pochissimi mesi passeranno sul suolo italico: Iron Maiden, Megadeth, Ghost B.C., Rammstein, System Of A Down, i riuniti Coal Chamber, Korn, Limp Bizkit, Slayer e tanti altri per culminare con l’attesissima data dei Black Sabbath a dicembre. Dietro tutto questo c’è quello che ormai possiamo considerare un veterano del settore, ovvero Andrea Pieroni, Managing Director di Live Nation Italia che puntualmente, come ogni anno, ci concede un’intervista per toglierci qualche curiosità…

live nation - logo - 2012

PARTIAMO SUBITO CON QUELLO CHE NON C’È. NIENTE GODS OF METAL QUEST’ANNO. COME MAI ? RITORNERÀ I PROSSIMI ANNI ?
“Il mercato italiano è quello che è, piccolo. E l’estate italiana tutto sommato è molto corta. Si riduce a due mesi soltanto, giugno e luglio, perché agosto è consacrato alle vacanze e settembre è un mese che tradizionalmente non vede in giro grosse metal band. Pertanto proporre due grossi festival a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro non ha senso. Il pubblico si divide e nessuno ne beneficia. Né noi promoter che perdiamo soldi, né gli artisti che suonano di fronte a poca gente e nemmeno il pubblico che si trova in location pensate per un certo numero di persone e dove invece ce ne sono molte meno, perdendo quindi quella magia, quell’atmosfera particolare che è parte integrante di un festival. GODS OF METAL è certamente un brand importante, sul quale stiamo investendo dal 1997, per cui non è assolutamente nelle nostre intenzioni farlo morire. Il festival tornerà. Al momento non so dirti se sarà nel 2014 o più tardi, ma sicuramente tornerà. Diciamo che dopo sedici anni di onorata carriera era giusto che il vecchio Gods si prendesse un periodo di vacanza. Quando tornerà, sarà un’edizione come si deve”.

IN COMPENSO TORNA IL SONISPHERE, CON UN BILL DI TUTTO RISPETTO MA ASSOLUTAMENTE SENZA BAND ITALIANE. COME MAI ?
“Con Sonisphere, che è un marchio paneuropeo, abbiamo un accordo per diversi anni. E, anche in questo caso, il festival si farà quando ci saranno tutte le condizioni ottimali per farlo. Quest’anno si è verificata la congiunzione astrale disponibilità IRON MAIDEN-disponibilità di un grosso spazio a Milano nello stesso giorno. Un’occasione che non potevamo farci sfuggire. Gli IRON MAIDEN mancano da Milano dal 2006, portano lo show “Maiden England”, credo che nessun metal kid possa mancare ad uno show di questo tipo. Per quanto riguarda le band italiane, in realtà sono presenti gli Amphitrium che, forse pochi lo sanno, ma si sono da poco esibiti all’House of Blues di Los Angeles incendiando la platea. Sono forti. Purtroppo il tempo a disposizione e la voglia di dare alle band la possibilità di un’esibizione cospicua in termini temporali non ci ha permesso di aggiungere altre band italiane”.

CI SEMBRA ANCHE CHE IL FESTIVAL ABBIA DIMENSIONI RIDOTTE RISPETTO ALL’EDIZIONE PRECEDENTE: C’E’ UN MOTIVO PRECISO?
“Se ti riferisci ai giorni, è vero. Infatti sarà di un solo giorno. Il motivo principale sta nel fatto che, in un momento di difficoltà per tanta gente nel nostro paese, abbiamo preferito creare un evento di un solo giorno per non gravare troppo sulle tasche dei metal kid. Ci rendiamo conto che i prezzi dei biglietti hanno raggiunto livelli molto alti per un’economia piuttosto povera come quella italiana, quindi un festival di due giorni avrebbe scoraggiato molta gente. Non è solo il prezzo del biglietto, sono anche tutte le altre spese che una persona da fuori Milano deve affrontare: pesano molto, se non di più. Un’edizione di un giorno solo, più snella, dove proponiamo due giganti del metal come Iron Maiden e Megadeth, accompagnati da altre due grandi band come Mastodon e Ghost B.C., oltre a tre nuove promesse, ci sembra un bill di tutto rispetto e più adatto al momento storico che stiamo vivendo nel nostro paese. Due o tre giorni di concerti con decine e decine di band, e un prezzo del biglietto commisurato all’esborso economico, non avrebbero funzionato. Al momento posso dire che i fatti ci stanno dando ragione. Abbiamo già venduto quasi 30.000 biglietti e contiamo di arrivare a 40.000 per il giorno dello show. Di questo passo è di gran lunga il festival di maggior successo in Italia degli ultimi dieci anni, alla pari con il Gods del 2005, che, guarda caso, vedeva i Maiden nelle vesti di headliner”.

DAI PRIMI EVENTI ALL’ARENA DI RHO, CHE OSPITERA’ LA MAGGIOR PARTE DEGLI EVENTI ESTIVI, CI SONO STATI DEI MIGLIORAMENTI SULL’OSPITALITA’ DELLA LOCATION (PIU’ OMBRA E ACQUA). CI SARANNO ALTRE NOVITA’ QUEST’ANNO ?
“Quest’anno a Rho faremo tre grandi concerti, in ordine cronologico: Green Day, Iron Maiden e System Of A Down. Tre grandi band che necessitano di grandi spazi “all standing”. Cerchiamo sempre di imparare dalle esperienze precedenti e quindi di migliorare sia la fruibilità delle location sia per il pubblico che per gli artisti. Detto questo, permettimi però di dire che sull’Arena di Rho sono stati dati giudizi eccessivi, a mio avviso, in certi frangenti. E’ vero, è uno spazio sul cemento e questo, in caso di sole cocente, è un lato negativo. In caso di pioggia, però, è un fatto ampiamente positivo. Ricordo ancora il Gods 2007 all’Idroscalo, quando il giorno dei Motley si svolse sotto una pioggia torrenziale. Ovviamente l’area era piena di fango, puoi immaginare, quasi ventimila persone su un prato… In quel caso fummo attaccati perché appunto l’area era piena di fango. Oppure ricordo il Sonisphere in Svizzera. Lì non c’era il fango: c’erano le cascate del Niagara di fango! Per non parlare dei grandi festival del nord, da Glastonbury a Reading eccetera. In molte nazioni europee festival e concerti si svolgono sul cemento. Il Primavera Sound di Barcellona, che l’anno scorso ha vinto tutti i premi possibili e immaginabili come miglior festival europeo, si svolge in un’area industriale né più né meno come quella di Rho. Il See Rock festival in Austria (con i Maiden) è sul cemento. Rock Am Ring è sul cemento. Ne potrei citare decine. Inoltre l’arena di Rho è facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo di trasporto. La fermata della metro è attaccata alla fiera, la stazione ferroviaria a qualche centinaio di metri, l’uscita autostradale idem. In più, a livello organizzativo, lavorare sul cemento è più veloce e più economico e ciò ci permette di non gravare troppo sul prezzo del biglietto. Ricordo infatti che l’ultimo show dei Maiden da headliner con i soli Labyrinth di supporto, agosto 2010 a Villa Manin a Codroipo, location sull’erba, aveva un biglietto a 60 euro. Qui abbiamo Maiden + Megadeth + Mastodon + Ghost B.C. + altre tre band, allo stesso prezzo, 60 euro. Per cui capisco chi si lamenta per via del cemento, però credo che si debba anche essere obiettivi e guardare tutte le facce della medaglia, non solo una. In ogni caso, ripeto, anche quest’anno miglioreremo la fruibilità dell’arena”.

IN GENERALE QUEST’ANNO CI SONO MENO FESTIVAL E PIU’ DATE “SINGOLE”. UNA SCELTA VOLUTA O FIGLIA DEI TEMPI CHE CORRONO E DELLE ABITUDINI DEL POPOLO MUSICALE ITALIANO ?
“Diciamo che è stata una concomitanza di vari fattori. Molto ha anche influito la scelta di concentrarsi su un festival di un solo giorno. Giocoforza siamo praticamente stati obbligati a ragionare in termini di singoli show per tutte le altre band. I mesi di giugno e luglio sono tradizionalmente pieni di band che vanno in tour, appunto perché sono i due mesi in cui si concentrano la maggior parte dei festival europei. E’ chiaro che noi, avendo un solo festival a disposizione, per giunta di un solo giorno, con sette posizioni disponibili, abbiamo poi dovuto programmare con le date singole l’attività live di tutte le altre band”.

NON C’E’ IL RISCHIO CONCRETO CHE CON TUTTE QUESTE DATE SINGOLE IL PUBBLICO SIA OBBLIGATO TROPPO SPESSO A UNA SCELTA?
“Ormai il mercato italiano è pieno di concerti ogni giorno dell’anno, in questo senso non ha niente da invidiare ai mercati del nord Europa. Per cui il rischio c’è, ma è un rischio che esiste in qualunque momento dell’anno. Con l’avvento delle nuove tecnologie, nella maggior parte dei casi, il pubblico non è più settario come lo era negli anni ’80 e ’90. Non esiste più la categoria ‘metallaro’, ‘punk’, ‘dark’, eccetera. Negli anni ’80, se ascoltavi i Maiden mai e poi mai avresti ascoltato i Cure, e viceversa. E quindi non saresti mai andato ad un loro concerto. Oggi non è più così. La maggior parte del pubblico ascolta tutto e vede di tutto. Recentemente abbiamo fatto due concerti di Paul Kalkbrenner, uno dei maggiori esponenti della scena elettronica berlinese, quindicimila persone a data. Ti assicuro che ho visto centinaia e centinaia di persone con magliette dei Metallica, Maiden, Rammstein e Slipknot, tanto per citare i primi quattro nomi che mi vengono in mente. Poi, esiste anche un a parte di pubblico fondamentalista, ma si tratta una nicchia. La maggioranza ormai ha sdoganato i generi. Ascolta tutto. Pertanto il rischio che il pubblico debba scegliere c’è, ma non è limitato al fatto di selezionare cosa vedere tra Slayer e Korn, bensì cosa vedere tra Slayer, Korn, Muse, Radiohead, Skunk Anansie, Rammstein, David Guetta e Armin Van Buuren. Siamo in un mercato globale, dove la comunicazione e la fruizione della musica è velocissima. Pensare di controllare e in qualche maniera calmierare il mercato semplicemente facendo due festival invece che uno, è un’utopia che ormai non risponde più alle logiche moderne”.

COME MAI E’ STATO RIESUMATO IL “FLAME FEST” ?
“Inizialmente è partito tutto da un’idea dell’agente inglese con cui abbiamo pianificato il cast del festival, e con cui avevamo già collaborato per le scorse edizioni. Potendo contare su una rosa di gruppi che rientravano perfettamente nei generi proposti dall’evento in passato ci siamo detti ‘perché no?’. Poi si è consolidata in noi la voglia di poter sviluppare un evento che, seppur di minore entità rispetto al fratello maggiore Gods of Metal, potesse dare buona visibilità a band nuove e/o di culto”.

CON TUTTA PROBABILITA’ IL FLAME FEST E’ IL VOSTRO ESPERIMENTO PIU’ AUDACE DEL 2013 PER L’ETEROGENEITA’ DELLA PROPOSTA: IL PUBBLICO ITALIANO SARA’ PRONTO ?
“Bisogna sfatare questa leggenda per cui il pubblico italiano è settoriale: gli italiani sono i primi ad affollare i festival stranieri, notoriamente eterogenei. Per cui non si può, secondo me, tessere le lodi dei festival stranieri in termini di proposta musicale variegata e poi aver timore di proporre la stessa formula sul suolo italico. Solo qui pensiamo di dover sempre mantenere un filo conduttore, direi quasi integralista. E comunque non stiamo parlando di un evento che spazia dal folk al death, ma pur sempre di matrice metal. Certo, qualche ‘duro e puro’ ci ha fatto notare il suo malcontento, ma in generale la risposta è stata assolutamente positiva”.

SICURAMENTE AVRETE PENSATO AD ABBINARE I COAL CHAMBER AI KORN E SPOSTARE I BULLET FOR MY VALENTINE AL FLAMEFEST (EVENTI DEL 19 E 26 GIUGNO)… COSA VE L’HA IMPEDITO ?
“No, non ci abbiamo pensato perché le disponibilità delle band non coincidevano. Ed inoltre sono stati i Korn che hanno espressamente chiesto di avere i Bullet For My Valentine come special guest delle date italiane”.

DA ESPERTO DEL MESTIERE: SAI DIRCI PERCHE’ L’EUROPA E’ INVASA DA TOUR E FESTIVAL SOLO NEL MESE DI GIUGNO? PERCHE’ NON ESISTONO EVENTI A LUGLIO E AGOSTO, COME INVECE AVVIENE REGOLARMENTE NEGLI STATI UNITI ?
“Perché tradizionalmente le band riservano come periodo estivo i mesi di giugno e luglio all’Europa, mentre all’America sono riservati agosto e settembre. Per cui nel corso degli anni il mercato si è incanalato su questi binari. Il mondo dei concerti è un po’ come il circuito tennistico. Annualmente ripete gli stessi eventi negli stessi periodi. Questo accade perché gli artisti, suonando il tutto il mondo, devono programmare la loro attività con largo anticipo e quindi una volta che si è instaurata una routine, quella rimane. Un po’ come per tutte le cose della vita, oserei dire”.

COM’E’ STATO RECEPITO IN TERMINI DI PREVENDITE L’ANNUNCIO DEL CONCERTO DEI BLACK SABBATH, CONSIDERATO IL RECENTE ANNULLAMENTO DELL’ANNO SCORSO?
“Devo dire che mi aspettavo una certa freddezza, proprio a causa del problema di Tony Iommi dello scorso anno. Invece le vendite sono partite alla grande, i metal fan si sino riversati in massa e credo proprio che lo show registrerà un bel sold out. D’altro canto, chi se non i mitici Sabbath meritano un’accoglienza del genere? Rappresentano la storia della musica, e non mi riferisco solo al metal, parlo di musica in generale. Parliamo di una delle band più influenti di tutti i tempi che ha abbattuto le barriere dei generi ben prima dell’avvento delle nuove tecnologie di cui parlavo prima. Un’autentica icona vivente, uno show a cui non si può mancare”.

VUOI DESCRIVERCI COM’E’ ATTREZZATA L’AREA FIERA MILANO LIVE PER I CONCERTI INDOOR? QUAL E’ LA CAPIENZA ? IL PADIGLIONE DELLA FIERA HA UN’ACUSTICA ADATTA AI CONCERTI DAL VIVO ?
“Ho letto alcuni commenti che si scandalizzavano del fatto che facessimo suonare i Sabbath in un magazzino. Forse chi ha detto ciò non ha mai visitato la nuova Fiera di Milano, che è attualmente la più grande in Europa. I padiglioni sono quanto di più grande si possa immaginare per uno spazio al chiuso in Italia. La capienza è di 13.200 persone ed è al momento lo spazio indoor più capiente in assoluto del nostro paese. Pertanto chi è spaventato del fatto che solo pochi eletti possano partecipare allo show può rasserenarsi. Lo spazio è quanto di più capiente abbiamo a disposizione. Recentemente abbiamo fatto due concerti di musica elettronica alla Fiera Milano Live di Rho: David Guetta e Paul Kalkbrenner, entrambi sold out. Lo spazio viene allestito di volta in volta in base alle esigenze del concerto. Per cui, nel caso dei Sabbath, ci sarà il palco dei Sabbath e tutti i loro allestimenti. Per il pubblico saranno presenti numerosi stand di ristorazione, oltre al merchadising e le altre attività tipiche dei concerti”.

PER LA DATA DEI BLACK SABBATH PUOI DARE UN INDIZIO SU CHI CI SARÀ DI SPALLA ?
“Al momento non saprei. E’ una decisione che spetta alla band. Ancora non ci hanno comunicato niente, penso lo faranno a breve e ovviamente sarà nostra cura darne notizia”.

L’ULTIMA VOLTA IL CONCERTO DEI SYSTEM OF A DOWN E’ STATO UN SUCCESSO. VI ASPETTATE DI RIPETERLO ?
“Be’, sì! I System sono una delle band più amate nel nostro paese. Ogni volta che sono venuti hanno esaurito rapidamente. Anche questa volta le vendite procedono spedite e in linea di massima ci aspettiamo gli stessi numeri della volta scorsa. Vi ricordo poi che Serj Tankian sarà in tour in Italia con il suo progetto solista accompagnato da un’orchestra di quarantotto elementi. Faremo tre teatri prestigiosi, come l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Teatro Comunale di Firenze e il Gran Teatro Geox di Padova. Tre occasioni per vedere e ammirare Serj in una veste insolita”.

NEL PAESE DELLE SPIAGGE E DEL MARE, VEDREMO MAI UN EVENTO METAL DI GRANDI DIMENSIONI IN LOCALITÀ MARITTIME ?
“Mai dire mai, però bisogna tener conto che i grossi bacini d’utenza sono Milano e Roma, pertanto in prima battuta saranno sempre queste due le città toccate dal maggior numero di concerti. Questo vale per qualsiasi genere, non solo per il metal. Fare un bel festival in una località di mare, dove il pubblico abbia la possibilità di dedicarsi anche ad altre attività che non siano esclusivamente solo quelle musicali, sarebbe molto bello e probabilmente è il sogno di tutti noi operatori del settore. Poi però dobbiamo anche fare i conti con la realtà, parlare con le varie amministrazioni pubbliche e ti assicuro che il percorso da intraprendere è molto lungo e tortuoso. Non mi sento di escludere questa possibilità a priori, ma sicuramente è un’operazione molto a lungo termine”.

CHE POSSIBILITÀ CI SONO DI VEDERE IN ITALIA QUESTE BAND IN UN FUTURO NON TROPPO LONTANO ? VAN HALEN, IMMORTAL, DEF LEPPARD, POISON, TOOL, CARCASS, RUNNING WILD, TWISTED SISTER.
“Per ovvi motivi non posso fare nomi, ma ti posso dire che per una delle band che hai citato annunceremo a brevissimo uno show in autunno. Con altre due siamo in trattativa molto avanzata che ci auguriamo di chiudere nelle prossime settimane, mentre per le altre quattro al momento non ci sono grosse possibilità. Devono capire che il mercato italiano non ha gli stessi numeri del mercato nord europeo, pertanto se desiderano esibirsi nel nostro paese devono fare in modo che le loro richieste siano commisurate all’economia che producono in questo mercato”.

QUAL E’ LA BAND CHE HA DATO PIÙ PROBLEMI DA CHE HAI A CHE FARE CON CONCERTI ?
“Mah, guarda, non li definirei problemi, si tratta di professionalità. Ormai tutte le band hanno raggiunto un livello di professionalità tale che necessitano un trattamento accurato su ogni aspetto del business. Niente deve essere lasciato al caso. In questo caso i più minuziosi sono sicuramente i Metallica, seguiti a ruota dai Rammstein”.

IN ITALIA CONVIENE ORGANIZZARE CONCERTI METAL, O MEGLIO DARSI AD ALTRI GENERI ?
“Il metal è un genere come un altro che risponde esattamente alle stesse logiche di mercato di tutti gli altri generi. Per cui ci sono concerti in cui si guadagna e concerti in cui si perde. L’importante è mantenere un equilibrio, possibilmente un po’ in positivo, in modo da far in modo che l’azienda possa andare avanti. Per quanto mi riguarda, io sono nato con il metal, e nonostante ormai faccia parte di una multinazionale come Live Nation che ha sedi in tutto il mondo e produce concerti e spettacoli di ogni tipo, i concerti che produco direttamente per conto dell’azienda sono ancora in gran parte metal. Come si suol dire, al cuor non si comanda, però bisogna farlo con sale in zucca. Per cui i conti devono essere necessariamente in ordine”.

IL TUO CONSIGLIO PER CHI VOLESSE INIZIARE A ORGANIZZARE EVENTI, OVVIAMENTE PIÙ PICCOLI DEI VOSTRI
“In generale non amo i consigli, non mi piace fare il saputello. Credo comunque che in questo lavoro la passione sia fondamentale, ma che debba essere accompagnata anche da una razionalità di base. Far convivere queste due stati dell’animo umano è la cosa più difficile, ma è fondamentale per la buona riuscita di ogni evento”.

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