VOIVOD: il nuovo “Target Earth” traccia per traccia!

A cura di: Luca Filisetti

Nel tardo pomeriggio del 20 ottobre, poco prima del concerto dei Voivod al Bloom di Mezzago, abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima il nuovo lavoro della band canadese, ovverosia l’atteso “Target Earth”. In pratica, un nuovo inizio per Away e soci, dato che questo è il primo album che al proprio interno non ha nemmeno una singola nota scritta dal mai troppo rimpianto Piggy. Inoltre la formazione si è rinnovata, ed ora, accanto a Snake e ad Away, ci sono il cavallo di ritorno Blacky al basso e Chewy – Daniel Mongrain – alla chitarra, già in tour con la band da qualche tempo a questa parte. La stampa viene ospitata all’interno della sala cinema del Bloom, dove siedono attenti alle reazioni anche tre membri dei Voivod, con Blacky che invece fa capolino solamente nell’ultima parte della listening session. Si avrà costantemente l’impressione che proprio il bassista sia una sorta di scheggia impazzita, quasi un corpo estraneo che conduce un’esistenza parallela nel microcosmo sociale dei Voivod. I restanti tre membri invece si sono dimostrati estremamente affabili ed amichevoli e durante l’ascolto dei nuovi brani si è notato l’entusiasmo e la passione che i Nostri hanno messo dietro ogni singola nota. L’album si annuncia come una sorta di punto di incontro tra un po’ tutte le fasi dei Voivod e – anche se siamo consci che un solo ascolto per una musica del genere non può essere sufficiente – vi lasciamo con le nostre impressioni.

VOIVOD
Snake
– Voce
Chewy
- Chitarra
Blacky
- Basso
Away
- Batteria
http://www.voivod.com/

“Target Earth”
Etichetta: Century Media
Data di pubblicazione: 21/01/2013

1. TARGET EARTH (06:05)
L’opening track non è una traccia facile né immediata. Dopo una intro industriale parte il basso pulsante di Blacky, seguito dagli altri strumenti. Accordature molto ribassate rendono il brano cupo, con buone aperture melodiche all’altezza del refrain. La chitarra di Chewy è sugli scudi e disegna arabeschi dissonanti in pieno stile Voivod, oltre ad essere autrice di un solo pregevolissimo.

2. KLUSKAP O’KOM (04:24)
Away piazza subito un pattern di batteria eccellente, i tempi sono piuttosto sostenuti e la traccia si imbastardisce ulteriormente all’altezza del chorus – non riuscitissimo a nostro avviso. Chewy è molto rispettoso del passato della band ed adegua di conseguenza il suo guitar work; Away da spettacolo dietro le pelli, ma il brano è fin troppo diretto per colpire nel segno. Si odono echi del materiale contenuto in “Infini”.

3. EMPATHY FOR THE ENEMY (05:46)
Primo brano veramente ottimo. Dopo un’entrata spagnoleggiante atipica, si parte con un classico Voivod tune e, dopo un cambio di tempo, Snake inizia a cantare sopra un tappeto chitarristico morbido e melodico, che acquisisce peso e potenza con il passare dei minuti. Brano abbastanza semplice, ma molto ficcante ed efficace, con delle atmosfere morbose eccellenti disegnate da Chewy. Straordinario il lavoro ritmico della coppia Away/Blacky. Efficacissimo.

4. MECHANICAL MIND (07:36)
Primo singolo estratto da “Target Earth”. Anche qui gli stilemi che hanno reso mitici i Voivod vengono ripresi ed elaborati nell’ottica di un thrash metal dissonante ed avanguardistico. Le ritmiche sono molto solide e quadrate, al contrario delle chitarre che viaggiano nello spazio e creano visioni apocalittiche. Snake dietro al microfono impreziosisce il tutto con la propria timbrica nasale. I ritmi sono medio alti, con molti cambi di direzione al proprio interno; il solo di Chewy è di ottima fattura ed il brano in sé a suo modo è altamente evocativo. Siamo al crocevia tra “Nothingface”, “The Outer Limits” e “Voivod”.

5. WARCHAIC (07:01)
Altro brano eccellente, molto cupo e con il basso di Blacky in bella evidenza. Inizialmente la band viaggia di cesello, con arpeggi di chitarra, atmosfere soffuse ed inquietanti, batteria appena accennata; presto le dissonanze prendono il sopravvento, richiamando a tratti alla memoria le cose fatte con Eric Forrest in line up, come già avveniva nella title track. Ancora ottimi i cambi di tempo in un brano che gioca con il prog ed il thrash in eguale misura. Le chitarre che lavorano in controtempo rispetto alle ritmiche sono una gioia per le orecchie ed è proprio questo che ci si aspetta da una band come i Voivod. Ottimo.

6. RESISTANCE (06:46)
Mid upper tempo piuttosto canonico e rimembrante alcune cose di “Infini”. Si nota un certo gusto per la semplicità, che a tratti viene a galla qua e là. Il break centrale a firma Chewy/Snake è decisamente riuscito ed apprezzabile. Sul finale arriva un rallentamento clamoroso che non riesce comunque a risollevare appieno le sorti di un brano che si rivela uno dei più deboli del lotto, sebbene alcune atmosfere claustrofobiche siano decisamente azzeccate.

7. KALEIDOS (06:28)
Il riffing si dipana su tempi dispari e complessi; il brano alterna passaggi più leggeri e melodici e momenti estremamente tellurici sopra ai quali vengono costruite atmosfere alienanti. Anche questo rimane un episodio inferiore a quanto sentito fino ad ora, ma contenente talmente tante idee a livello di ricerca dei suoni che altri ci avrebbero creato un intero album. La cosa migliore della traccia è l’interpretazione vocale di un Blacky raramente così espressivo.

8. CORPS ÈTRANGER (04:36)
La partenza è marziale e guidata da Away, poi il brano si trasforma in un uptempo di ottima fattura, infarcito delle solite atmosfere dissonanti. Straordinari i cambi di tempo ed i break progressivi sopra ai quali Snake procede con una grinta incredibile. Chewy – se ci passate la boutade – è “piggiest than Piggy” in questo frangente. La traccia è una delle più brevi dell’album, ma è talmente ben costruita ed orchestrata da riuscire a dire tutto quello che occorre in un tempo relativamente ristretto.

9. ARTEFACT (06:26)
Il brano migliore del lotto arriva praticamente in conclusione. Si viaggia sui livelli di eccellenza grazie all’ennesima traccia che dona centralità al basso e viene costruita attorno ad atmosfere plumbee e pesanti, come se le strutture di “Nothingface” incontrassero la negatività di “Phobos”. Anche qui le dissonanze la fanno da padrone, ma si sa che questo è il marchio di fabbrica che distingue la band dalle altre realtà thrash in circolazione. Away è addirittura istrionico in alcuni passaggi, Blacky sempre molto intenso ed in primo piano. Straordinario punto di incontro tra l’ariosità del prog e la claustrofobia messa in musica. Superba.

10. DEFIANCE (01:21)
Poco più che un outro. Claustrofobico, lento ed inesorabile, dal flavour quasi cinematografico. Poi i ritmi si alzano ed i Voivod in 40 secondi riescono a racchiudere tutta l’essenza della loro musica, fino alla dissolvenza finale che ci accompagna alla fine di un album che al primo ascolto ci pare decisamente riuscito.



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  • deathiscertain

    Se non sbaglio “Kluskap o’kom” l’hanno fatta dal vivo ed è una mazzata nei denti!! Il singolo “Mechanical..” l’ho praticamente consumato!In poche parole non vedo l’ora che esca questa bomba!

  • MattiaAlagna

    le chance che avevavo di sostituire piggy degnamente erano una su un milione. il lavoro fatto da mongrian in questo senso e incredibile!

  • davidgilmour

    Mi sa che presto avremo tra le mani un discone!

  • http://www.facebook.com/animaedarkend Animæ ≈ DarkEnd

    Che dire… non vedo l’ora che rendano disponibile il preorder per cominciare a pregustarne il possesso! Sembra un discone da come è descritto… e quoto totalmente Mattia, il fatto che siano riusciti a sostituire in maniera egregia Piggy ha dell’incredibile!

  • DiscipleOfTheWatch

    Su Chewy sono d’accordo con voi, grande stima per il lavoro che sta facendo.
    Il disco mi pare di capire che possa essere una summa del loro suono ed allo stesso tempo una ripartenza, la curiosità cresce.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1649324822 Marcello Ravaglia

    waiting