“Vortex è sempre rimasto un nostro ottimo amico, anche dopo la sua dipartita dalla band, e ho sempre saputo che le nostre strade si sarebbero nuovamente incrociate”.
"La cosa che contraddistingue un po’ gli Antropofagus è sempre stato il cercare di rendere un brano brutal il più vicino possibile all’essere definito ‘canzone’".
“Quando raggiungi certi livelli di coinvolgimento, entri in simbiosi quasi totale con l’artista e spesso, andando oltre, riesci a scoprire meglio anche l’uomo”.
"Siamo un band molto fortunata. Facciamo ciò che amiamo, ma lo facciamo quando ci pare, e in libertà totale, e questo è un lusso che poche band possono permettersi".
“L'album rappresenta un percorso di consapevolezza dell'essere umano circa gli schemi più complessi che regolano le principali forme dell'universo, dall'apparenza caotica alla sezione aurea, fino alle strutture frattali”.
"La partecipazione ad 'American Idol' era una cosa che sentivamo di dover fare, abbiamo portato per anni il metal in giro per il mondo e suonare lì significava proprio questo...".
"Vogliamo che quando il pubblico ci vedrà anche dal vivo possa entrare al 100% nell’atmosfera del nostro disco e soprattutto in quella delle nostre montagne!".
Nuova intervista doppia, appuntamento che punta il faro sulle migliori realtà dello Stivale, questa volta dedicato a sonorità moderne e ai confini del nostro genere preferito...
"Siamo d’accordo che la società in cui viviamo non sia la migliore possibile, ma ci sembra che la maggior parte della gente usi male le libertà che già possiede".