"Per quanto mi riguarda, gli Heaven Shall Burn sono principalmente propaganda e attivismo politico. Usiamo la nostra musica per divulgare dei messaggi per noi importanti".
"E’ difficile che l’arte moderna sia ‘oggettivamente’ apprezzata: questo tipo di accettazione arriva solo dopo, quando già l’arte di cui si sta parlando fa ormai parte del passato...".
“Quando una band inizia a pensare che è arrivata a livelli top, che ha fatto quello che andava fatto…be’, si sta dirigendo nella direzione sbagliata, stanne certo!”.
"Se paragoni il nostro album al 90% della roba prodotta oggi dai vecchi gruppi vedrai noi li spazziamo via in termini di performance e in termini di scrittura di vere canzoni thrash metal".
"Scrivere canzoni è difficile: le canzoni sono il prodotto di un duro lavoro, per ogni giorno produttivo ce ne sono 3 o 4 in cui non riesci a comporre niente di buono".
"... la forza della band è sempre stata appunto quella di non chiudersi in un campanilismo senza prospettive, ma mettersi in discussione affacciandosi sul mercato globale".
"Abbiamo sentito una notevole pressione nel momento di iniziare il songwriting, in quanto sentivamo, grazie alle voci di insoddisfazione, che era giunto il momento di fare qualcosa di diverso".
"Noi abbiamo solo strumenti, luci e impianto. Loro con quelle basi registrate... non fanno nemmeno più un concerto rock, è come essere a un concerto pop".
"Il discorso che in pochi sanno è che fin dalla fondazione dei Long Distance Calling la presenza di un cantante era voluta! Ne abbiamo provati diversi nei primissimi anni, ma all'epoca nessuno ci convinse".