SUICIDE SILENCE – Ending is the Beginning: Mitch Lucker Memorial Show

Pubblicato il 26/03/2014 da

Dopo la tragica dipartita di Mitch Lucker, amato frontman dei Suicide Silence strappato alla vita la notte di Halloween 2012 per un incidente motociclistico, la comunità metal si è raccolta per raccogliere fondi a favore della piccola Kenadee, orfana del padre a soli 5 anni. Il documento audio/video testimonia in maniera fedele il concerto tenuto il 21 dicembre 2012 al Fox Theater di Pomona, California. L’evento, intitolato “Ending is the Beginning: Mitch Lucker Memorial Show”, vede alternarsi diversi vocalist della scena deathcore/metalcore alla band, per la riproposizione dei brani più significativi del gruppo. Oltre ad essere una testimonianza della vastità della scena, il live apre gli occhi sull’impatto che Lucker e soci hanno lasciato in una decina d’anni di attività (non dimentichiamo che “The Cleansing” è stato uno dei debutti che ha venduto di più nella storia della Century Media). Nell’impressionante lista di ospiti, tutti amici e compagni di tour, spicca di certo Tim Lambesis, incapace di unire le braccia al corpo, in un’ottima versione di “Wake Up”. Notevoli anche l’opener “Destruction of a Statue”, affidata a Jonny Davy dei Job for a Cowboy, “Disengage”, interpretata dal producer dubstep Big Chocolate, e “Unanswered” con Phil Bozeman dei Whitechapel. Viene naturale chiedersi se l’occasione sia stata anche una sorta di audizione per il nuovo cantante: in questo caso, escludendo il grandissimo Eddie Hermida che ha poi ottenuto il microfono, il nostro voto sarebbe andato a Ricky Hoover (“Bludgeoned to Death”), con menzione speciale ad Austin Carlile per la fisicità. Non tutte le ciambelle escono col buco in ogni caso: se artisti come l’ex Bury Your Dead Myke Terry e Danny Worsnop degli Asking Alexandria sono palesemente inadatti a fronteggiare i Suicide Silence, almeno la loro prova è del tutto convincente, soprattutto per il coinvolgimento del pubblico; non riescono a fare lo stesso Chad Grey, imbolsito, gonfio e piegato per tutta “Fuck Everything” (doveva forse leggere il testo?) e Max Cavalera, che offre una delle peggiori versioni di “Roots Bloody Roots” immortalate su video. Che dire poi di “Engine n.9” dei Deftones con la voce del compianto Lucker e un figurante sul palco che finge di cantare? Non abbiamo capito. Ci pensa Robb Flynn, con una sentita cover dei Sabbath in acustico, a risollevare le sorti della serata, e il grandissimo Randy Blythe a concludere in maniera maiuscola con il classico “You Only Live Once”. Il concerto è introdotto brevemente da Jose Mangin, voce radiofonica di Sirius XM Octante e Liquid Metal, nonchè veejay per MTV Headbangers Ball, Fuse TV e volto di Affliction Clothing. Nessun contributo dietro le quinte, nessuna intervista ai protagonisti o intermezzo e soprattutto nessuna traccia del tributo proiettato durante la serata, almeno nella preview che abbiamo visionato. Il concerto è invece filmato con perizia, in un palco abbastanza spoglio e molto illuminato. La sezione audio è perfetta, forse decisamente troppo perfetta, tanto da far pensare a pesanti sovraincisioni. A questo punto saprete già se l’acquisto fa al caso vostro o meno, il bundle CD+DVD è effettivamente ghiotto e dal prezzo ragionevole. Concludiamo con le parole di Randy Blythe: “Tonight, we are alive, motherfuckers. Rest in peace Mitch. We miss you brother“.

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