BLASPHEMER – Guerra in Paradiso

Pubblicato il 17/12/2016 da

Aspettando un 2017 che si preannuncia ricchissimo per la scena death metal italiana (ricordiamo in ordine sparso gli imminenti comeback di Antropofagus, Devangelic, Haemophagus, Hideous Divinity, Hour of Penanc e Logic of Denial), ci godiamo l’annichilente carneficina perpetrata da “Ritual Theophagy”, secondo full-length album dei lombardi Blasphemer giunto tra noi a ben sei anni di distanza dall’EP “Devouring Deception”. Un concentrato di metallo della morte a dir poco blasfemo e contagioso, che ci restituisce una band abilissima nel riarrangiare la lezione di colossi come Deicide, primi Deeds of Flesh e Dying Fetus, con quel pizzico di orecchiabilità che è ormai tipico dei gruppi estremi provenienti dalla nostra penisola. Risponde alle nostre domande il bassista Clod ‘The Ripper’ De Rosa, come sempre disponibile nel parlare del passato, del presente e del futuro della band…

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BENVENUTI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM. QUESTA E’ LA VOSTRA PRIMA INTERVISTA PER IL NOSTRO SITO, INIZIAMO QUINDI CON IL PRESENTARE LA BAND AI LETTORI: COME, QUANDO E PERCHE’ NASCONO I BLASPHEMER?
“I Blasphemer nascono in Brianza sul finire degli anni Novanta dall’incontro dei poco più che adolescenti Paolo e Simone, col solo intento di fare musica estrema sia dal punto di vista musicale che lirico. Io (Clod) entrerò a far parte della band nel 2006”.

SONO TRASCORSI BEN SEI ANNI DALLA VOSTRA ULTIMA PUBBLICAZIONE UFFICIALE, L’EP “DEVOURING DECEPTION”. CHE E’ SUCCESSO NEL FRATTEMPO?
“Cosa NON è successo (ride, ndR). Poco prima dell’uscita dell’EP ‘Devouring Deception’ decisi di lasciare la band per scazzi col batterista di allora e di concentrarmi sugli altri miei progetti (Modus Delicti e Septycal Gorge) e soprattutto sul mio lavoro di tatuatore (che mi porta spesso all’estero e che per un paio di anni mi ha impegnato anche a livello televisivo). Da allora fino al 2013 i Blasphemer hanno subito vari cambi di line-up, senza però mai smettere la loro attività live (tour negli Stati Uniti, festival europei e in Russia). Nel frattempo Simone è entrato a far parte dei Beheaded, riuscendo comunque a comporre il 90% del nuovo materiale. Nel 2013 la band era però nuovamente senza una line-up stabile, e in una sera d’estate io, Simone e Paolo, tra una birra, una sigaretta e qualche malinconico ricordo dei vecchi tempi, decidemmo di riunire la ‘unholy trinity’. Lasciando credere a tutti che i Blasphemer fossero una band ormai morente, orfani di batterista, bassista e secondo chitarrista, abbiamo ripreso in mano i nuovi pezzi di Simone per riarrangiarli, scrivere i testi e comporre le ultime canzoni. Mancava però ancora un batterista; fu allora che proposi ai ragazzi di contattare Darren Cesca, che dal canto suo accolse la nostra proposta con grande entusiasmo. Nel 2014 siamo entrati in studio per registrare le chitarre e poi, mano a mano che arrivavano le parti di batteria dagli States, abbiamo inciso il basso, le voci, eccetera, fino ad arrivare ad oggi”.

ARRIVANDO A PARLARE DI “RITUAL THEOPHAGY”, COSA POTETE DIRCI RIGUARDO LA COMPOSIZIONE E LE REGISTRAZIONI DEL DISCO?
“Questo disco rappresenta il giusto anello di congiunzione tra i Blasphemer di ‘On the Inexistence of God’ e quello che sarà il nostro futuro! Canzoni come ‘I Deny’ o ‘Worship in the Void’ hanno il tipico carattere Blasphemer: riffing intricato, strutture complesse e ferocia in puro stile brutal californiano della seconda metà degli anni 2000. Poi ci sono song come ‘Suicide for Satan’ ed ‘Obscuring the Holy Light’ che sono un deciso passaggio verso un sound death metal di metà anni Novanta. Le strutture sono più semplici e quadrate e i riff decisamente più orecchiabili. In generale, abbiamo voluto focalizzarci maggiormente sugli arrangiamenti per creare canzoni più riconoscibili e con un carattere unico. Abbiamo composto pensando all’interezza del disco e non alla singola canzone; crediamo che un disco sia un percorso di ascolto, e non vi è bisogno di buttare tutto in una canzone come se fosse l’unica della nostra vita! Non so se riesco a spiegarmi… ci siamo resi conto che un disco è un susseguirsi di canzoni, e che ognuna di esse fa parte di un disegno più ampio, che è poi l’album completo”.

SONO RIMASTO ABBASTANZA COLPITO DALLE VOCI. NON SONO LE SOLITE URLA DA SUINO SGOZZATO E RICORDANO DA VICINO QUELLE DI GLEN BENTON, UNA SCELTA CHE PERSONALMENTE HO MOLTO APPREZZATO…
“Ci fa molto piacere questo paragone perchè è esattamente quello che avevamo in testa noi. Volevamo ricreare un ‘Legion’ 20 anni dopo, e a quanto pare ci siamo andati vicini, perchè in molti hanno sottolineato questa analogia con lo stile di Benton. Andando più nello specifico, io non ho registrato alcuna voce perchè la mia timbrica è ormai lontana dal nuovo sound e Marco Hasmann (nostro ex chitarrista) non ha ovviamente inciso i suoi tipici scream. Non volendo rinunciare alle screaming vocals, abbiamo contattato il nostro amico Andrea Marino (frontman dei Bastard Saints) che ha affiancato Paolo e Simone nelle registrazioni di ‘Ritual Theophagy’”.

COME AVETE DECISO DI CONTATTARE DARREN CESCA PER LE PARTI DI BATTERIA? COME SI E’ SVOLTA LA COLLABORAZIONE?
“Nell’altra mia band, i Modus Delicti, mi occupo della batteria, ma non mi sono mai sentito all’altezza della musica dei Blasphemer. Quando ci siamo ritrovati a dover cercare un sostituto, i ragazzi hanno chiesto un parere a me, ed io ho subito proposto Darren. Il suo songwriting è davvero perfetto per il modo di suonare dei Blasphemer, soprattutto per quanto concerne il nostro ‘vecchio’ sound più brutal e tecnico. Darren ha arrangiato e registrato le canzoni autonomamente ed in maniere ineccepibile Davvero un professionista sotto ogni punto di vista”.

FIN DAI TEMPI DI “ON THE INEXISTENCE OF GOD”, INCIDETE PER COMATOSE MUSIC, UNA DELLE ETICHETTE DEATH METAL PIU’ RISPETTATE IN CIRCOLAZIONE. COME DESCRIVERESTE IL VOSTRO RAPPORTO CON STEVE GREEN?
“Steve è a tutti gli effetti il quinto membro dei Blasphemer! Un fratello, un amico ed un gran professionista, nient’altro da aggiungere!”.

COSA VI HA AFFASCINA DI QUESTO PARTICOLARE STILE DI DEATH METAL? E QUALI SONO LE BAND A CUI VI SENTITE PIU’ VICINI?
“La brutalità e la prepotente affermazione del nostro disprezzo verso le religioni! Siamo tutti cresciuti a suon di death metal degli anni ’90, quindi ci sentiamo un po’ figli di Morbid Angel, Deicide e Suffocation, ma anche di Broken Hope, Gorgasm e Deeds Of Flesh”.

COME VEDETE LA SITUAZIONE DEL DEATH METAL IN ITALIA? SEMBRA ESSERCI GRANDE FERMENTO ALL’INTERNO DELLA SCENA…
“L’ITDM (italian death metal), per il quale ho anche disegnato il logo anni fa e le cui iniziali ho tatuato sulle dita della mano destra, sta avendo una bella rinascita! Credo che il suo apice sia stato a cavallo tra il 2005 e il 2010, poi è seguito un calo; un sacco di band si sciolsero, molti festival smisero di esistere ed i fan calarono decisamente… ma nell’ultimo periodo nuove realtà stanno prendendo forma e vecchie e nuove band stanno tirando fuori dischi validi e sempre più competitivi”.

QUANTO E’ IMPORTANTE PER VOI LA DIMENSIONE LIVE? AVETE IN MENTE QUALCHE TOUR PER PROMUOVERE “RITUAL THEOPHAGY”?
“Non toccare questo argomento, ti prego! Prima ero praticamente sempre in tour tra Blasphemer e le altre mie band, poi per anni più nulla! Personalmente sono in astinenza totale da palco, e quando ritorneremo live sarà una carneficina, te lo assicuro! Insomma, qualcosa di succoso bolle in pentola, ma – essendo noi molto scaramantici – non ti diremo proprio un cazzo (ride, ndR)”.

COME VI PONETE NEI CONFRONTI DEL DOWNLOAD ILLEGALE? A GIUDICARE DALLE NUMEROSI EDIZIONI DI “RITUAL THEOPHAGY” E DAI RELATIVI PACCHETTI ‘CD + MAGLIETTA’, SEMBRATE CREDERE MOLTO NEL SUPPORTO FISICO…
“Il popolo metal è composto principalmente da collezionisti, e questa è una cosa che amo davvero di noi metallari. Pensa che abbiamo addirittura ristampato il nostro secondo demo del 2005 in cassetta, e nonostante ad oggi sia quasi impossibile trovare un supporto dove ascoltarla, i fan lo acquistano comunque! Per quanto riguarda il download illegale non sto neanche a pensarci, è una partita persa in partenza”.

SE POTESTE SCEGLIERE, CON QUALE BAND VI PIACEREBBE CONDIVIDERE IL PALCO UN GIORNO?
“Personalmente Suffocation, Morbid Angel e Deicide, anche se ad oggi nessuna di queste band mi fa impazzire… ragionando più concretamente non vediamo l’ora di andarcene un po’ in giro a far danni con i nostri amici Devangelic, Hour of Penance, Mass Infection, Cerebral Effusion, Inherit Disease e tutte le altre band con le quali abbiamo passato dei momenti memorabili”.

I CINQUE MIGLIORI DISCHI DEATH METAL DI SEMPRE SECONDO I BLASPHEMER…
“Posso dirti i miei: ‘Pierced from Within’ dei Suffocation, ‘Legion’ dei Deicide, ‘Covenant’ dei Morbid Angel, ‘Perceptive Deception’ dei Disavowed e ‘Destroy the Opposition’ dei Dying Fetus”.

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