BULLET – Felici di piacervi così

A solo un anno di distanza da “Highway Pirates”, disco che ha aumentato la notorietà dei Bullet, ecco che gli svedesi pubblicano immediatamente un nuovo album. “Full Pull”, questo il titolo dell’opera, è l’ennesimo disco clone della sacra famiglia Accept-AC/DC-Judas Priest, troika dal quale il gruppo non ne vuole sapere di affrancarsi. E così, con la carica che li contraddistingue, la band scandinava è finita nuovamente nella sezione Hot Album di Metalitalia.com. Per sapere se dovremo aspettarci qualche cambiamento in futuro, abbiamo parlato con il chitarrista dei Bullet Hampus Klang, tipo di poche parole che ha risposto a ogni nostra domanda esordendo con un “what can I say?”. Che dire?… se non lo sa lui, cosa dire in casa Bullet!

E QUINDI UN ALTRO ALBUM DEI BULLET È STATO PUBBLICATO GIUSTO UN ANNO DOPO LA RELEASE DI “HIGHWAY PIRATES”. SIETE UN GRUPPO MOLTO PRODUTTIVO O NO?
“È quello che facciamo per vivere! Ora abbiamo una nuova etichetta e una nuova booking agency quindi volevamo subito un nuovo album per andare di nuovo in tour. Ad ogni modo noi scriviamo nuove canzoni regolarmente e quindi non c’era motivo di rallentare le cose”.

QUESTO È IL VOSTRO PRIMO ALBUM SULLA NUCLEAR BLAST RECORDS, COME HAI DETTO: CHE VE NE PARE FIN’ORA?
“Non sappiamo ancora nulla visto che l’album non è ancora stato pubblicato (l’intervista è stata raccolta prima della release, ndR)”.

PERÒ  IMMAGINIAMO CHE IN QUANTO A PROMOZIONE GIÀ SI VEDA LA DIFFERENZA… 
“Ovviamente sì, fanno molta più promozione. Su questo non c’è niente da dire”.

PENSIAMO CHE, SE COMPARATO CON IL PRECEDENTE LAVORO, QUESTO “FULL PULL” ABBIA UN FEELING ROCK MAGGIORE CON MENO PARTI HEAVY METAL MA SOPRATTUTTO CONSTI DI MOLTE CANZONI MID-TEMPO, COSA CHE RENDE L’ALBUM UN PO’ PIÙ RAGIONATO. COSA NE PENSI?
“Sì, sono sicuramente d’accordo”.

MA SOSTANZIALMENTE NON CI DISCORDIAMO TANTO DA “HIGHWAY PIRATES”… COSA PENSI DELLE BAND CHE CAMBIANO SPESSO?
“Cosa posso dire? Penso che ci siano grandi differenze… oddio, grandi forse no. Ci sono delle differenze, insomma. È più rock and roll questo lavoro specie per il suono che abbiamo trovato il produttore. In generale non mi piacciono le band che cambiano tanto, le band dovrebbero rimanere più o meno sul proprio sentiero”.

NELLA RECENSIONE ABBIAMO SCRITTO: SE VUOI ASCOLTARE GLI AC/DC IN SALSA DEATH METAL ALLORA SI ASCOLTANO I SIX FEET UNDER, SE VUOI ASCOLTARE I LORO CLONI ALLORA SI ASCOLTANO GLI AIRBOURNE, MENTRE SE SI VUOLE ASCOLTARE LA BAND DEI FRATELLI YOUNG IN VERSIONE HEAVY METAL CI SI RIVOLGE AI BULLET. CHE NE PENSI?
“(ride, ndR) Hai sicuramente ragione! Assolutamente”.

NON VI HANNO STUFATO QUESTI CONTINUI ACCOSTAMENTI ALLA BAND AUSTRALIANA?
“Mah, gli AC/DC sono una delle mie band preferite, questo paragone quindi viene abbastanza naturale”.

MA È SEMPRE STATO COSÌ? FIN DALL’INIZIO DELLA VOSTRA CARRIERA?
“Sì”.

E DURERA’ FINO ALLA FINE DELLA VOSTRA CARRIERA?
“(ride, ndR)”.

HAI AFFERMATO CHE LA TUA CANZONE PREFERITA DEL NUOVO LAVORO È “ROLLING HOME”, BRANO  CHE PARLA DEL VOSTRO MAGNIFICO TOUR BUS, GIUSTO?
“Sì, vero, è un bus del 1964 e ha decisamente uno stile molto metal”.

INOLTRE QUESTA CANZONE PRESENTA DELLE PARTI DI PIANOFORTE NEL FINALE, UNA NOVITÀ IN CASA BULLET…
“È il produttore che ha proposto l’idea, penso che ci stia molto bene nel finale della canzone”.

E DEL TITOLO CHE CI DICI?
“È quello che ci diciamo ogni sera, ‘Let’s do the full pull!’”.

AVETE REGISTRATO L’ALBUM IN UN NUOVO STUDIO. LE NUOVE CANZONE HANNO UN FEELING MOLTO RETRO, PULITO E POTENTE MA CON UNO STILE CHE SA DI VECCHIO. SEI D’ACCORDO?
“Sì, decisamente, è la prima volta che registriamo fuori dalla nostra città. Siamo stati quattro settimane a Stoccolma questa volta. Il suono che ne è uscito fuori si presta benissimo alla nostra musica”.

E DELLA COPERTINA COSA DI DICI? CI TENETE PARTICOLARMENTE?
“È un leone e ha sempre a che vedere con il titolo dell’album. Sì che ci importa della copertina, penso che la nostra sia meglio del 90% delle cover delle altre band di oggi!”.

SIAMO TUTTI CRESCIUTI ASCOLTANDO I CLASSICI DI AC/DC, ACCEPT, MOTORHEAD E VIA DICENDO. OGGIGIORNO PERÒ QUESTE BAND NON SUONANO MOLTO POTENTI COME AI LORO ESORDI, UN PROBLEMA D’ETÀ NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI. È GIUSTO QUINDI RIVOLGERSI ALLE NUOVE LEVE CHE COPIANO IL LORO STILE COME VOIALTRI?
“In un certo senso hai decisamente ragione. Noi abbiamo cercato di fare la nostra musica basandoci sulle nostre influenze ma di sicuro suoniamo quello che ci piace. È ovvio che gruppi come quelli che hai menzionato diventano vecchi ma penso ad esempio che i Judas Priest erano meglio trent’anni fa, eppure sono ancora oggi una grande band”.

I TUOI GRUPPI PREFERITI?
“AC/DC e Judas Priest. Loro sono i re”.

“BLACK ICE” TI È PIACIUTO?
“Ha delle ottime canzoni ma è troppo lungo. Adoro gli album con sette, otto brani”.

PUOI DIRCI COME SI SVOLGE LA CLASSICA SETTIMANA DEI BULLET? AVETE OGNUNO UN PROPRIO LAVORO?
“Personalmente ho lasciato il lavoro dieci anni fa quando ho iniziato con i Bullet che sono, oggi, la mia unica fonte di guadagno. Anche se non facciamo molti soldi”.

HAI SUONATO INOLTRE NEI BIRDFLESH, GIUSTO?
“L’ho fatto in passato. È una delle mie band preferite, molto divertenti”

CHE RICORDI DEL LIVE A MILANO DI UN ANNO FA?
“Grande clima, bagni molto puliti, nessun rimpianto”.

DOVRESTI PROVARE ANCHE ROMA, DAL VIVO…
“Vedremo di tornare presto, ci dispiace che non ci sia l’Italia nelle date già confermate ma torneremo di sicuro”.

FARETE UN NUOVO ALBUM NEL 2013?
“Credo di no, più probabile nel 2014 visto che staremo in tour per oltre un anno”.

 



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