CHAOS INCEPTION – Tradizione e fierezza

“The Abrogation” degli statunitensi Chaos Inception è stato uno dei migliori album death metal del 2012 ed è quindi con estremo piacere che accogliamo la band sulle nostre pagine per un’intervista. Matt Barnes, il chitarrista del gruppo, ci ha risposto come tutti i veterani di questa scena sono soliti fare, ovvero con grande entusiasmo e impegno. Davvero interessante leggere le sue risposte, colme di considerazioni e aneddoti; un peccato non essere riusciti a farla dal vivo, ma l’augurio è quello di poter rimediare in occasione di un concerto, qui o dall’altra parte dell’Oceano. Nel frattempo, tocca “accontentarsi”, magari mentre si ripassa il suddetto “The Abrogation”, piccola perla che tutti gli amanti di Morbid Angel, Hate Eternal, Krisiun e Hour Of Penance non dovrebbero lasciarsi sfuggire.

I CHAOS INCEPTION SONO PROBABILMENTE UN NOME NUOVO A TANTI LETTORI DI METALITALIA.COM. INIZIAMO CON UNA BREVE INTRODUZIONE ALLA VOSTRA BAND…
“Siamo tutti veterani della scena metal di Huntsville. In passato siamo stati coinvolti in gruppi come Fleshtized, Spinecast, Blood Stained Dusk e Temple of Blood. Ad un derto punto, tutti questi progetti si sono dissolti, ma la voglia di suonare è rimasta, così come quella di dare lustro a un circuito che a noi ha dato tanto. Quindi abbiamo formato questa nuova band, abbiamo scritto qualche nuova canzone e tenuto alcuni show. Un giorno, Ricardo della Brutalized Records è venuto a vederci supportare i Diabolic qui ad Huntsville – penso si trovasse negli USA per andare al Maryland Deathfest con Evan della Deathgasm Records – e ci ha offerto un contratto dopo averci visto all’opera. Ora non so se i lettori abbiano idea di cosa voglia dire firmare un contratto per un gruppo underground come il nostro: in pratica, lui ha stampato mille copie del CD e ha commissionato l’artwork, mentre noi abbiamo finanziato le registrazioni del disco di tasca nostra. Quindi abbiamo ricevuto 200 copie del CD come contributo. Tutto qui. In seguito, Jan della Lavadome si è messo in contatto con noi e ci ha detto che gli sarebbe piaciuto lavorare su un nuovo album… e qualche anno dopo abbiamo appunto pubblicato ‘The Abrogation’ su Lavadome Records”.

“THE ABROGATION” È INFATTI IL VOSTRO SECONDO ALBUM. COME DESCRIVERESTI LA VOSTRA EVOLUZIONE MUSICALE DAGLI ESORDI A OGGI?
“La produzione è migliorata rispetto al debut e anche le composizioni si sono fatte più sciolte. Abbiamo pensato poco al risultato finale, concentrandoci maggiormente su ogni singola traccia e credo che il tutto ne abbia giovato. Talvolta, davanti a una serie di brani veloci, pensi che ci starebbe bene un pezzo più doom, ma personalmente non amo questo genere di soluzioni, quindi perchè mai sforzarsi per farlo? Personalmente sono sempre in cerca dei brani più furiosi mentre ascolto un album. Certo, è vero che le parti veloci risaltano maggiormente se poste accanto ad altre lente, ma questi sono problemi da gruppo maturo e ‘arrivato’. Io non ascolto gruppi ‘maturi’ e generalmente acclamati, preferisco quelli affamati”.

QUALI SONO LE TUE FONTI DI ISPIRAZIONE?
“Scrivo la maggior parte della nostra musica e, quando lo faccio, cerco di combinare aspetti dei generi estremi più disparati, da quelli iper tecnici al war metal. Anche se amo il genere, non scriverei mai qualcosa sulla scia di Benediction o Cancer, ad esempio – quello sarebbe troppo generico e noioso per me. Amo ascoltare gruppi come Blut Aus Nord, Beherit o Deathspell Omega e da loro cerco di mutuare il feeling oscuro e malato. Tuttavia, sono anche un grande amante di sonorità classiche e mi piace suonare la chitarra sui modelli di Iron Maiden, Michael Schenker, Vinnie Moore, Uli Roth, ecc, quindi sono solito aggiungere spesso assoli e interludi su quello stile. Il tutto però deve essere sempre funzionale al songwriting, non una sequenza di varie parti senza senso. Qui entrano in gioco i Morbid Angel, maestri nel comporre musica personale e spontanea. Sono fondamentali: non sono slam, non sono prog, sono unici. Nel metal sono importanti tanto quanto Black Sabbath o Judas Priest. Così come ogni doom band deve tutto ai Sabbath e ogni power metal band deve Priest, qualsiasi death metal band deve tutto ai Morbid Angel. In ogni caso, non voglio sottovalutare nemmeno gli input degli altri membri della band: in particolare, il nostro drummer, Gary. Quest’ultimo ci tiene che la band sia molto concreta, quindi non posso sperimentare più di tanto sul versante noise. Il suo stile ha le radici negli anni ’90 e nei primi 2000: non ha comprato un solo nuovo album dal 2003, a parte Nile ed Hate Eternal since 2003. Per il suo compleanno gli ho regalato un CD dei Brain Drill e mi ha detto che è una delle cose peggiori che abbia mai ascoltato”.

HAI ACCENNATO AGLI ASSOLI E ALLE PARTI MELODICHE E, INFATTI, QUESTO È UN ASPETTO CHE HO MOLTO GRADITO NELLA VOSTRA MUSICA. OGNI BRANO HA UNA SUA IDENTITÀ, MA NON MANCA DI AGGRESSIVITÀ. QUALI SONO STATI I TUOI OBIETTIVI PRIMARI DURANTE LA CREAZIONE DI “THE ABROGATION”?
“Durante la stesura di questo album sono giunto a un bivio nella mia carriera. Ero stufo di suonare musica altrui: volevo esclusivamente cimentarmi in qualcosa di mio, in qualcosa che mi piacesse e che mi facesse ridere. Solitamente quando tiro fuori un buon riff, mi viene da ridere! Non ho cercato di compiacere nessuno, nè di essere originale ad ogni costo. ‘Pazuzu Eternal’ è un buon esempio: il titolo era qualcosa di provvisorio per un brano molto old school e – lo ammetto – ridicolo. Un titolo del genere è un tributo alla vecchia maniera di scrivere testi: nessuno scrive più di Pazuzu, dannazione! Rispolverate il fantasy, non me ne frega un cazzo delle vostre poesie e dei vostri sentimenti! Comunque, quello era appunto un titolo provvisorio. Per esso volevo scrivere qualcosa di malato, ma che suonasse anche come una rock song. Non so spiegare come sia uscito quel riff portante: ho pensato suonasse come una rock song al crack. E l’ho tenuto, senza cambiare una virgola. Mi fa sorridere constatare le diverse percezioni tra band e audience. Tanta gente ci vede come un gruppo sulla scia di Hate Eternal o Nile, ma io penso: quando mai gli Hate Eternal hanno scritto una Chuck Berry death metal song che mi ha fatto ridere? Non rido mai quando ascolto la loro musica. E, inoltre, non ho mai sentito un breakdown alla Vinnie Moore in un pezzo dei Nile. In ogni caso, è bello leggere commenti sui nostri album… non pensavo nemmeno che qualcuno potesse persino essere interessato a intervistarci”.

PENSI CHE OGGI SIA DIFFICILE ESSERE ORIGINALI O CREARSI UNO STILE PERSONALE ALL’INTERNO DEL DEATH METAL?
“È difficile solo se pensi esclusivamente a quello e se componi per la critica. Noi scriviamo solo per noi stessi, perchè non ci interessa diventare famosi. Siamo rassegnati a rimanere una realtà underground. Dobbiamo scrivere e suonare musica che ci piace, altrimenti che senso ha continuare? Tuttavia, veniamo paragonati a Nile, Hate Eternal, Autopsy, Death, Obituary, Perdition Temple, Immolation… tante band differenti. Ci fa sorridere… a chi ci accosteranno la prossima volta? La gente non sa più che la musica è prima di tutto intrattenimento. Se posti un clip su YouTube, il primo commento sarà ‘Questa band suona come quella band’. Bravo! Date una medaglia a questo ragazzo! Quindi? Chi se ne frega? Puoi mettere questo pezzo al massimo, sfrecciare a tutta velocità sull’autostrada, sfuggire alla polizia e investire una vecchia? Puoi ascoltare questo pezzo e sentirti trasportato in un girone infernale? Sì? Bene, allora è un buon pezzo. Non mi interessa se suona simile a qualcos’altro. Non ho bisogno che qualcuno venga a dirmi che assomiglio a qualcun’altro, perchè già lo so. Io mi preoccupo solo di scrivere belle canzoni e per raggiungere l’obiettivo mi ci vuole del tempo. Quindi, tornando alla tua domanda, è questo il compito che trovo difficile”.

PENSI CHE IL METAL SIA ANCORA UNA FORMA DI RIBELLIONE O TROVI CHE ABBIA UN SIGNIFICATO DIVERSO OGGIGIORNO?
“Penso che le cose stiano andando diversamente. Il metal ormai è accettato. Ricordo quando certi album venivano censurati o persino bruciati, qui negli States… oppure quando vi erano speciali televisivi sul Satanismo che erano pieni di riferimenti e accuse a questa musica. Me lo ricordo bene e per un certo periodo ho dovuto nascondere la mia collezione. Ricordo però anche il momento in cui mi sono opposto ai miei genitori: ho detto loro che i miei voti a scuola erano buoni e che avevo la testa sulle spalle; quindi ciò che ascoltavo e come mi vestivo erano soltanto affari miei. Oggi probabilmente in pochi si trovano in queste situazioni. I suoni e le tecniche del metal sono state acquisite da gruppi che, a mio avviso, suonano tutt’altro. Ci sono mille band che usano growling vocals, ma non vedo alcuna convinzione o messaggio in esse. Non penso nemmeno che si siano impegnati pià di tanto per raggiungere certi risultati: esistono video didattici e manuali per qualsiasi cosa. Una volta si urlava perchè si voleva essere destabilizzanti: l’obiettivo era apparire come un essere demoniaco. Oggi invece sento qualcuno urlare e magari sta parlando di quando la sua ragazza lo ha lasciato. Idem per i chitarristi: ci sono ragazzi che vanno a scuola per imparare a suonare metal. Ma quando mai? Non ho niente contro il possedere un buon bagaglio tecnico, ma almeno mettici un po’ di palle! Questi assoli precisissimi a 290 bpm… perchè? Cosa significano? Che cosa dovrei provare all’ascolto?”.

PENSI CHE IL LUOGO IN CUI VIVI ABBIA UN’INFLUENZA SULLA TUA MUSICA?
“Sì, penso che non potremmo mai suonare come un gruppo scandinavo. Non so spiegarlo, ma il metal viene spesse volte influenzato dal clima. Mi piace pensare che la nostra musica sia frutto della calura del sud degli States e del sudore che generiamo”.

LA MAGGIOR PARTE DI VOI È COINVOLTA IN ALTRE BAND. TU, AD ESEMPIO, SUONI ANCHE NEI MONSTROSITY. HAI NEWS SU DI LORO?
“I Monstrosity stanno portando a termine un nuovo album. Ho contribuito al songwriting e sono molto eccitato all’idea di vederlo pubblicato. Stiamo anche pensando a un tour, probabilmente nel 2013. Per quanto riguarda tutti gli altri progetti, questi sono in stallo, visto che i Chaos Inception hanno oggi la priorità. Io personalmente ho sempre meno energie per altre band, anche se gli altri ragazzi vorrebbero cimentarsi in qualcos’altro, magari suonando strumenti diversi da quelli di cui sono responsabili nei Chaos Inception”.

CONOSCI QUALCHE BAND ITALIANA? COSA STAI ASCOLTANDO ULTIMAMENTE?
“Non ricordo se gli Imperial Sodomy sono italiani… quel disco, ‘Tormenting The Pacifist’, era spettacolare (sono francesi, ndR). Di sicuro gli Hour Of Penance sono delle vostre parti, però… davvero un’ottima band. Mi piacciono anche i Blasphemophager. Infine, conosco i Rhapsody. Compro tonnellate di CD, a volte anche intere collezioni da privati, quindi è difficile menzionare cosa sto ascoltando. Per me è un secondo lavoro”.

AVETE IN PROGRAMMA DEI CONCERTI O DEI TOUR PER IL PROSSIMO FUTURO?
“Abbiamo qualcosa in cantiere per il sud degli USA, ma è sempre difficile organizzare tour per band come la nostra, che non può permettersi grandi spese. Dobbiamo sempre sperare di poter aprire per un nome più grosso”.

STAI GIÀ COMPONENDO MATERIALE PER IL SUCCESSORE DI “THE ABROGATION”? COME PENSI CHE VI EVOLVERETE?
“Penso che scriveremo un altro album sullo stesso stile. Trovo che i Chaos Inception abbiamo trovato un loro sound e cercheremo di approfondirlo senza strafare. Escono valanghe di album che non mi dicono nulla, composti da band che fanno di tutto per apparire originali, ma che non sono capaci di scrivere una canzone. Voglio che i nostri ascoltatori si trovino davanti a un lavoro concreto e che dia emozioni, le stesse che ho provato da giovane ascoltando le cassette di ‘Leprosy’, ‘Powerslave’, ‘Effigy Of The Forgotten’, ‘Never, Neverland’ o ‘Covenant’: brividi, ispirazione e adrenaline nelle vene”.



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  • 666blackster

    intervista davvero ottima e le sue risposte altrettanto!! grande band e grande personaggio..supporto totale!

  • darkaverion

    un grandissimo del death metal,che non è solo musica…

  • http://www.facebook.com/matteo.fossati.9 Matteo Fossati

    Che pena, sarà l’ennesima Guitar Pro band che dispensa lezioni di vita su come suonare true.