CIEMENTIFICIO – Tra il serio e il faceto, c’è il thrash!

Niente, neanche a sforzarsi di fare le cose in maniera professionale, a distanza, senza una birra di mezzo ad alleggerire il clima, loro proprio non ce la fanno. Sono i Ciementificio e difettano di serietà. Ma cosa importa quando è la loro musica a parlare? Suonano del sano thrash metal made in Italy, non delocalizzano niente che non siano i loro fisici show e, partiti da Pescara, vorrebbero conquistare il mondo. Vanno in spiaggia a Silvi Marina, cantano in italiano prendendo in giro e prendendosi in giro, e fanno tutto ciò senza vergogna perché poi quando c’è da suonare thrash metal non fanno rimpiangere le tante altre band maggiori che noi tutti idolatriamo. Ok, basta preamboli altisonanti: hanno fatto un nuovo disco e tocca sorbirci la loro sequela di stronzate. A loro la parola, a voi la lettura.

 

ciementificio - band - 2012


FIN DALLA VOSTRA NASCITA AVETE DECISO CHE AVRESTE AVUTO UN APPROCCIO GOLIARDICO ALLA MUSICA?

“Sinceramente non so risponderti, viviamo la musica nell’incoscienza più totale. Dovendo ragionare a posteriori, comunque sì, l’eventualità di non sembrare dei buffoni non ci è mai neanche passata per l’anticamera dei cervelletti. Dei grandi cervelli in effetti. Abitabili”.

NON PENSI CHE IL FAN MEDIO DEL METAL NON RIESCA A PRENDERE SUL SERIO DELLE BAND CHE HANNO UN APPROCCIO PIÙ SCANZONATO, COME NEL CASO DEI TANKARD AD ESEMPIO? MOLTE VOLTE QUESTI GRUPPI RISCUOTONO MENO SUCCESSO RISPETTO AD ALTRE BAND DI MINOR VALORE…
“Premettendo che se mi sentissi anche solo per cinque minuti un ‘fan medio del metal’ mi tufferei nel lavandino dalla vergogna, chi non vuole prenderci sul serio fa solo bene! Suoniamo così solo perché troviamo che nel 2013 questa sia la sola maniera onesta di suonare thrash metal: energia, casino e volume alla faccia del conformismo. La nostra musica, come quella dei Tankard, è li, basta ascoltarla con onestà o meno. Il successo poi ormai è già successo. Sembra quasi che per farci piacere qualcosa dobbiamo sempre avere l’approvazione di altri, che siano stampa, mercato o pianerottolo”.

PERCHÉ UN FAN ACCANITO DEL THRASH METAL DOVREBBE ASCOLTARE I CIEMENTIFICIO?
“Costiamo poco, siamo portabili, talvolta profumati, spesso anche piacenti”.

E IL “TRENO DELLA MORTE”? PERSONALMENTE SPERAVO FOSSE UNA CANZONE DEDICATA AI TANTI PENDOLARI… INVECE DI CHE PARLA?
“Lo so, lo so…dovremmo fare più denuncia! E invece siamo stupidi. In effetti il testo parla di niente: ‘Locomozione infame / ti ha dato un bel mestiere / perché controllore tu / sei la stella del potere'; ora, con il senno di poi, una frase del genere vorrà pure voler dire qualcosa, solo che noi non ce ne siamo accorti. Del resto siamo seri: ho capito che fanno schifo, ma come si scrive un testo contro i treni? Boh”.

AVETE COMPOSTO ANCHE UN’AUTENTICA SUITE, “IO E TE TRE METRI SOTTO TERRA”, CHE PASSA DAL NEOMELODICO PURO AL THRASH PIÙ SCHIETTO. COME NASCE QUESTA CANZONE?
“Intanto ti amiamo tantissimo per apprezzarla e anche per chiamarla suite, fa molto Briatore. Scriviamo tutto il materiale assieme e in sala prove, quindi anche esperimenti un po’ particolari come ‘Io E Te…’ escono fuori con naturalezza. Anche su ‘Rosso Sangue, Bianco Ossa’ avevamo provato a fare qualcosa del genere, e anche con ‘Vacche, Zopito, Cemento’, quindi è ufficiale che la durata non è un problema per noi. ‘Io E Te…’ è nata mattone per mattone e ovviamente tanto cemento, è sicuramente il nostro pezzo preferito dell’album”.

E INVECE PARLIAMO DI “I LOVE YOU THRASH METAL”: È LA VOSTRA “ONE” POTREMMO DIRE? UNA CANZONE CHE RIESCE A COMMUOVERE, TALE È IL TRASPORTO EMOTIVO VERSO IL GENERE DA NOI TUTTI AMATO…
“Una rotonda sul mare, il nostro disco che suona, da cosa nasce cosa, eccetera eccetera… Diciamo che è il pezzo da ballo di fine anno che tutti abbiamo sempre sognato. Concordo su ’One’, ma quella degli U2: è una canzone d’amore!”.

DI CHI SONO QUEI VOCALIZZI, POI, SU QUESTA CANZONE?
“Se ti riferisci a quei deliziosi acuti in stile power metal anni ’90, sono tragicamente miei e del gustosissimo Eddy Cavazza”.

COME SONO STATE LE REAZIONI AL VOSTRO DEBUTTO?
“Alcuni illuminati recensori hanno immediatamente riconosciuto l’epocale rivoluzione che si celava dietro la provocatoria idea di serigrafare a grandi caratteri e direttamente sul supporto ittico un termine ambiguo ma dalla forte carica simbolico-rivoluzionaria come ‘VERBATIM’. Credo che questo sia stato il tramite attraverso cui il nostro messaggio subliminale ha avuto vita facile ad insinuarsi nelle case degli italiani. A questo punto è difficile capire se le nostre subdole strategie sarebbero andate a buon fine anche se ‘Rosso Sangue Bianco Ossa’ fosse stato un album più scarso, ma la storia non si dà con i se e non si ma, fa per tre. Il potere è dove gli uomini credono che risieda. Rosso di sera bel tempo si spera. Lupus in fabula. Ecciù”.

NOTO UNA PRODUZIONE MIGLIORE, UNA PROFESSIONALITÀ MAGGIORE IN QUESTO NUOVO LAVORO. COSA VI HA CONVINTO A INVESTIRE DI PIÙ SUL DEBUTTO VERO E PROPRIO?
“Fondamentalmente ci piace proprio tanto quello che facciamo, quindi cerchiamo per natura di farlo nel miglior modo possibile, abbiamo investito tutti quelli che abbiamo trovato. Detto questo, avevamo decisamente più esperienza questa volta e, soprattutto, un duo di produttori trooooppo bravi con cui siamo entrati in grande sintonia. Hanno lavorato in California con gente tipo Logan Mader, Anthony Philips, Dino Cazares e un’altra serie di surfisti e paninari della zona, quindi produrre un gruppo di cretini come noi è stata una novità per tutti (anche noi non avevamo mai lavorato con noi). Alla fine è stata un’esperienza molto stimolante e il risultato ha sorpreso un po’ tutti. A questo punto mi piacerebbe dirti anche come si chiamano, ma hanno numerosi pseudonimi in base ai vari continenti in cui appaiono. Metalitalia.com viene distribuito anche nelle edicole asiatiche? Non vorrei incappare nei famelici avvocati-squalo della Dualized Dysfunction…”.

AVETE TROVATO ANCHE UN’ETICHETTA E UN AGENZIA DI PROMOZIONE, SE NON SBAGLIO. COSA PENSANO DI VOI E DELLE VOSTRE POTENZIALITÀ?
“Pr Lodge e Zeta Factory non possono che essere fieri di loro stessi per questo genere di importanti attività sociali a sostegno di musicisti come noi, ingabbiati dalla mancanza di talento e dal cattivo gusto. Non sono mancati ovviamente momenti di imbarazzo – tipo la prima riunione in cui abbiamo esposto le nostre idee sulla linea di merchandising – ma alla fine la filantropia e il bisogno di aiutare i disagiati hanno vinto. Le carriolate di petroldollari che stanno già incassando da qualche mese non han fatto che confermare la bontà della loro decisione”.

AVVERTITE UN SINCERO E PROFONDO BISOGNO DI DENUNCIARE LE NEFANDEZZE DELL’ITALIA DI OGGI CON I VOSTRI TESTI?
“Siamo inadeguati, e non solo noi. La generazione che ci ha preceduto ha distrutto questo posto mentre noi rimanevamo a guardare, inebetiti. Ammalati di conformismo e di comodo nichilismo, abbiamo pensato che le cose si sarebbero risolte da sole, mentre noi potevamo continuare a zappare l’orto o smanettare in cameretta a spese di qualsiasi oggetto smanettabile disponibile. Oggi è un casino, le porcherie che continuano a succedere si sono mischiate a tentativi di cambiare le cose che, a mio modesto parere, sono ancora più tremende. La realtà sembra dire che non riusciamo a fare a meno delle convenzioni, dei modelli preconfezionati, di scuse per lasciare il cervello spento e drogarci aspettando la fine, fidandoci intanto di chi ci sa vendersi meglio. Non te lo nascondo: non è con i Ciementificio che ne usciremo, non siamo meno scadenti della società che ci ha prodotti. Questo però non vuol dire che non abbiamo anche noi la nostra versione dei fatti. Mi chiedevi sopra del senso che possono avere gruppi come noi o i Tankard. Siamo un test per la libertà mentale: se, ad esempio, il metal è ancora qualcosa di eternamente e deliberatamente contro, basta rinunciare ad alcuni cliché ed ingigantirne altri per neutralizzarlo? Noi pensiamo di no. Il nostro ruolo di giullari è quello di mostrare come l’abitudine e la paura ci separino dal libero arbitrio. Per tornare a dare un senso alle cose dobbiamo iniziare dal capire qual è la nostra parte in tutto questo. I tanti shampoo al cervello ci hanno fatto perdere contatto con la realtà e quindi anche con noi stessi, non sempre belli, vittime e con le mani legate come vorremo sembrare”.

C’È STATA UNA CANZONE A CUI TENEVATE PARTICOLARMENTE, UNA ALLA QUALE VI SIETE DEDICATI CON IMPEGNO MAGGIORE, MAGARI PER UN TESTO?
“Non che io ricordi. Ovviamente ‘Io E Te…’ ha richiesto fisicamente più lavoro anche solo perché da sola dura quanto ‘Rosso Sangue Bianco Ossa’, però mediamente i pezzi ci hanno assorbito tutti parecchio. Prima di avere il disco fra le mani ero molto curioso di sentire Bonasone gridare a squarciagola ‘Chuck Billy sposami!’ su ‘I Love U Thrash Metal’, ma alla fine le aspettative hanno bruscamente lasciato posto allo sgomento. Sgo. Mento”.

ANCHE ALL’INTERNO DELLE STESSE CANZONI ALTERNATE PARTI PIÙ ‘SERIE’ A STACCHI UN PO’ PIÙ ‘GODERECCI': SCELTA PRECISA, PONDERATA O STRIMPELLATE E QUEL CHE VIENE VIENE?
“No, questa è troppo difficile”.

COM’È CHE AVETE DECISO DI DARE IL VOSTRO ALBUM IN DOWNLOAD GRATUITO PER DIVERSI MESI?
“[Lunga analisi storico-sociale sulla crisi del mercato discografico] …e quindi ci è sembrata la scelta più naturale: regalare per alcuni mesi il disco in formato MP3, poi mettere a pagamento il disco fisico e la versione speciale su iTunes che contiene in regalo anche ‘Rosso Sangue Bianco Ossa’. Già il fatto che qualcuno mostri interesse verso quello che facciamo ci lusinga (e al tempo stesso imbarazza) enormemente. Per noi questo ha un valore assoluto e non vogliamo mortificarlo in alcun modo”.

E COME È STATO IL RESPONSO A QUESTA INIZIATIVA?
“Molto molto positivo, più di quello che speravamo”.

COSA RISERVA IL FUTURO AL VOSTRO GRUPPO? WEEKEND SHOW? TOUR? ALTRO DISCO?
“Tutto questo e molto di più! Intanto abbiamo un nuovo sito pieno di colori, cioccolatini sparsi e biografie piccanti (http://www.ciementificio.com/banda/). Poi stiamo preparando un nuovo video e abbiamo già iniziato a lubrificare i nostri diti e capelli per il prossimo album. Se tutto va bene, non ci metteremo altri cinque anni”.

ARGOMENTO CALCIO: ANCHE IN QUEST’ALBUM C’È UNA CANZONE DEDICATA AL CALCIO, O MEGLIO AD UNO DEGLI ASPETTI PEGGIORI, I “TAFFERUGLI”. IL BRANO, IL PIÙ DURO DI “MARCIA MARCIA”, È DEVASTANTE. COM’È NATO? PERCHÉ CHIAMARLO COSÌ POI?
“Ehm…è nato perché…volevamo un….non c’era il….. Rileggendo il testo, è il modo del Cemento di vedere la vita e la violenza, accentuando ogni lato oscuro delle cose che ci circondano per portare all’eccesso il loro lato paradossale… O forse era semplicemente una scusa per cantare ‘andiamo in giro la notte / come i guerrieri del film famoso”. Potevamo anche chiamarlo ‘Bay Area Be My Angel’, oppure “Ci sentiamo cattivi ma siamo cretini”, o ancora ‘Pugno di Ferro, Cuore di Panna’. Ad ogni modo, piace un sacco anche a noi!”.

RIPRENDERESTE ZEMAN AL PESCARA?
“Solo se viene a cantare un pezzo sul nostro prossimo album. C’è una persona che però lo rivorrebbe più degli altri: il tabaccaio sotto casa mia. Zeman abitava in zona e da quando il Boemo ha fatto la fuga, il mio amico tabaccaio, complici le sigarette elettroniche, campa solo sul bollo e sui Grattaevinci. ZZ, dacci una mano a questo pover’uomo!”.

VUOI AGGIUNGERE QUALCHE ALTRA CORBELLERIA A QUANTO DETTO FIN’ORA?
“No, ne ho dette a sufficienza. Grazie a tutti per il tempo e la pazienza, vi lovviamo di brutto. Che il dio del Thrash Metal protegga i Ciementificio, i loro milioni di fan in girotondo e Metalitalia.com, ma che protegga anche tutti gli altri. Speriamo che l’Epifania non si porti tutto via. Everybody needs somebody and Thrash Metal all night long”.



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  • Amon The Varyag

    Grandissmi!

  • http://www.stuz.it Stuz

    Ma Bonasone non era partito per andare a vivere a Londra!?
    Come cavolo fate ora a fare n’altro album?