DOWNFALL OF GAIA – Fiumi di grigio

I Downfall Of Gaia non sono nuovi sulle pagine di Metalitalia.com: da tempo, infatti, il nostro portale segue le gesta di questa formazione tedesca, che, partendo da lidi prettamente crust hardcore ha via via diversificato e raffinato il proprio stile, finendo per scomodare recentemente paragoni con realtà “post” e black metal. Il contratto con la Metal Blade Records per la pubblicazione del nuovo “Suffocating In The Swarm Of Cranes” ha quindi consacrato definitivamente il buon momento della band, ora più che mai sulla rampa di lancio per diventare un punto di riferimento importante per tutti gli appassionati di sonorità crude e desolanti. Riaccogliamo quindi sulle nostre pagine i bravi Downfall Of Gaia, qui ancora una volta rappresentati dal chitarrista/cantante Dominik Goncalves dos Reis…

“SUFFOCATING IN THE SWARM OF CRANES” È IL TITOLO DEL VOSTRO NUOVO ALBUM; UN TITOLO PIUTTOSTO ALTISONANTE. CHE COSA NASCONDE? QUALI SONO LE TEMATICHE DEL LAVORO?
“‘Suffocating In The Swarm Of Cranes’ è a tutti gli effetti un concept album. Il disco narra la storia di un individuo che precipita in una crisi e perde sè stesso a causa di questa società frenetica e della continua pressione che il mondo capitalista mette sulle persone, che si sentono sempre in dovere di ‘apparire’ o di offrire prestazioni assurde, che vanno oltre la logica compresione e fattibilità. Questo sfocia in insonnia e  altri disturbi e da qui il protagonista perde definitivamente il controllo sulla propria vita”.

A LIVELLO MUSICALE, INVECE, QUALI OBIETTIVI VI SIETE POSTI?
“Abbiamo semplicemente voluto scrivere un album che ci soddisfasse sotto ogni punto di vista. Non abbiamo mai avuto obiettivi specifici nemmeno per i lavori precedenti. Questa volta, comunque, era importante catturare in studio dei suoni molto aggressivi e credo che ci siamo riusciti”.

COME COMPONETE I VOSTRI BRANI? INIZIATE CON IL CONCEPT, UN RIFF O CHE ALTRO?
“Di solito qualcuno si presenta con un riff o con un’idea e da lì tutta la band inizia a lavorarci sopra. Si tratta sempre di un lavoro di squadra: non sappiamo mai dove andremo a parare quando iniziamo a lavorare su un pezzo. Solitamente non abbiamo alcun concept di partenza, anche se cerchiamo di ricreare un’atmosfera che leghi tutto il materiale”.

NOTO SEMPRE PIÙ INFLUENZE BLACK METAL NELLA VOSTRA MUSICA. QUALCOSA CHE HO INIZIATO A NOTARE DALLO SPLIT CON GLI IN THE HEARTS OF EMPERORS. ANCHE LE CANZONI PAIONO PIÙ LUNGHE E VARIEGATE CHE MAI. C’È QUALCOSA O QUALCUNO CHE HA PORTATO QUESTE NOVITÀ IN SENO ALLA BAND?
“Penso si tratti principalmente di una maturazione spontanea di tutta la band. Abbiamo sempre cercato di ampliare il sound, lavoro dopo lavoro, e di non ripeterci. Con questo nuovo album siamo chiaramente partiti dallo split e abbiamo utilizzato la nuova esperienza accumulata da allora per dare ai brani uno svolgimento ancora più fluido, in modo che le trame potessero respirare maggiormente. Probabilmente avverrà lo stesso anche per la prossima opera”.

PENSI CHE IL LUOGO DOVE VIVETE INFLUENZI LA MUSICA CHE SCRIVETE?
“Penso che il mondo in generale sia un’influenza. Che sia una giungla urbana o un posto molto silenzioso, questo avrà un impatto su quello che facciamo. Vale lo stesso per le persone che si incontrano. La vita genera contrasti ed emozioni e tutto questo finisce per rappresentare un’influenza”.

AVETE FIRMATO PER METAL BLADE RECORDS: UN PASSO DAVVERO GROSSO PER LA BAND. COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON QUESTA IMPORTANTE CASA DISCOGRAFICA? QUALI SONO I PRO E I CONTRO DEL LAVORARE CON QUELLA CHE È TUTTO SOMMATO UNA “MAJOR”?
“Non ce lo saremmo mai aspettati. La Metal Blade ci ha contattati e ci ha manifestato il proprio interesse nel lavorare con noi. Ciò è avvenuto poche settimane prima che entrassimo in studio per registrare ‘Suffocating In The Swarm Of Cranes’. Per ora non so dirti quali siano i pro e i contro della situazione; credo sia ancora troppo presto per tracciare bilanci. Vedremo che cosa succederà in futuro…”.

I DOWNFALL OF GAIA FANNO PARTE DELLA SCENA DIY DALLA NASCITA. COME HANNO REAGITO I VOSTRI FAN O VECCHI COLLABORATORI ALLA NOTIZIA DEL CONTRATTO CON LA METAL BLADE? VI SIETE IMBATTUTI IN QUALCHE CRITICA?
“No, assolutamente. Ci aspettavamo ben peggio, a dire il vero! Nessuno ha detto nulla di male a riguardo e tutti i nostri amici e vecchi partner non hanno fatto altro che augurarci buona fortuna. Inoltre, va sottolineato che non abbiamo firmato un contratto dopo la prima email: ci siamo presi del tempo per discutere l’accordo e per valutare ogni suo aspetto. Dopo una buona comunicazione da entrambe le parti, ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda”.

QUAL È IL TUO PRIMO RICORDO LEGATO AL METAL O ALL’HARDCORE?
“Sono cresciuto con il punk. Uno dei primi concerti ‘importanti’ a cui sono andato sono stati i NOFX negli anni Novanta. Per me rappresentavano tutto in quegli anni. Il primo disco che ho acquistato è stato uno dei Green Day nel 1994. Poco dopo ho scoperto la musica underground e queste esperienze mi hanno cambiato la vita. Sino ad allora non potevo saperlo, ma ero in cerca di qualcosa che sposasse passione ed aggressione. Da quando ho trovato certa musica niente è stato più lo stesso”.

ULTIMAMENTE MI HA SORPRESO PARECCHIO LO STATO DI SALUTE DELLA SCENA “POST” E HARDCORE TEDESCA. TU COME LA VEDI?
“Penso che in Germania le cose vadano alla grande, grazie a una scena underground e a un circuito DIY molto attivi. Tutti noi della band, ad esempio, siamo impegnati nell’organizzazione di eventi e concerti e ciò ci porta a essere sempre molto aggiornati su ciò che sta succedendo e su quali band stanno facendo qualcosa di interessante. Ho sentito il nuovo album dei Planks pochi giorni fa, ad esempio, e sono rimasto piacevolmente impressionato. Sono in grado di fare cose davvero originali, pur avendo una sola chitarra”.

A LIVELLO DI PROSSIME REGISTRAZIONI E/O USCITE, CHE COSA POSSIAMO ASPETTARCI DA VOI?
“Credo che abbiamo trovato un sound base che probabilmente resterà con noi sino alla fine, tuttavia siamo sempre in cerca di sfide e di nuovi input, quindi non so dirti dove andremo a parare con esattezza. Per adesso non abbiamo in programma nuove pubblicazioni. Vedremo tra qualche mese…”.

AVETE MAI PENSATO DI REGISTRARE UNA COVER? NEL CASO FOSTE COSTRETTI A FARLO, QUALE BAND O ARTISTA OMAGGERESTE?
“Non abbiamo mai pensato a qualcosa di simile. Penso che, in generale, bon siamo grandi fan di cover song. Penso che se ci trovassimo nella situazione di doverne registrare una, opteremmo per un gruppo che tutti noi amiamo. Magari gli Isis, chissà…”.

AVETE RIMPIANTI IN CARRIERA, SINO AD ORA?
“Non credo, anche se non ci ho mai effettivamente pensato… penso che sia i rimpianti che i grandi risultati siano cose da mettere in conto nella vita di una band. Tutti hanno un senso e ti portano a qualcosa. Sono lezioni che vanno imparate e che ti fanno crescere, in un modo o nell’altro”.



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