EYE OF SOLITUDE – La discesa all’Inferno

Gli Eye Of Solitude, con il loro terzo full length, hanno regalato alla scena doom uno dei migliori dischi degli ultimi mesi. Il loro doom/death trasuda oppressione e disperazione, in un modo che spesso risulta quasi difficile da tollerare; cosa che, nel genere, non può che essere avvisaglia di un ottimo disco. Abbiamo scambiato qualche impressione sul disco e sugli Eye Of Solitude con Daniel Neagoe, voce e leader (nonché compositore principale) della band. Daniel si è rivelato una persona gentile e disponibile, a dispetto dell’oscurità della sua musica. almeno finché non si toccano alcuni punti sui quali, forse, il coinvolgimento personale è troppo ed una sorta di chiusura si pone tra lui e noi. Comunque Daniel è indiscutibilmente un artista completo e profondo e la sua musica ne è una prova tangibile.

EOS

PER PRIMA COSA, VUOI DIRCI QUALCOSA SULLA BAND E SULLE SUE PRINCIPALI INFLUENZE ?
“Certo! Gli Eye Of Solitude si sono formati nel 2010 ed abbiamo fin’ora pubblicato tre album e due EP. Le nostre influenze sono abbastanza variegate, dato che molti di noi suonano anche in altre band death o black metal; comunque l’influenza principale è il doom metal”.

“CANTO III” È IL TERZO LAVORO IN TRE ANNI ED IL TERZO CAPOLAVORO NEL SUO GENERE. DOVE TROVI L’ISPIRAZIONE PER TUTTI QUESTI PEZZI ?
“Ti ringrazio, è davvero un piacere sentire parole del genere sulla nostra musica. L’ispirazione, per fortuna. è qualcosa che non ci è mai mancata. Lavoriamo duro e cerchiamo di mettere insieme tutte le nostre idee, da questo viene la moltitudine di canzoni che abbiamo registrato. Può esserci ispirazione ovunque, se la cerchi, allora arriverà. Richiede solo attenzione ed una completa apertura. Il resto è facile”.

IN “ACT I” UNA PARTE DEL TESTO È L’INIZIO DELLA DIVINA COMMEDIA (E LO STESSO TITOLO DEL DISCO RIMANDA AL POEMA DI DANTE). COME MAI AVETE SCELTO DI UTILIZZARE QUESTA PARTE ?
“Tutto il disco è collegato all’Inferno di Dante. E’ stato il vero elemento ed il più rappresentativo su cui abbiamo potuto concentrare la nostra storia musicale. ‘Canto III’ parla della morte e dell’essere morti, nella terra dei morti. Volevamo rappresentare, in musica, una piccola parte di ciò che si può provare ad essere all’inferno. Possiamo ritenerci fortunati se siamo riusciti a rappresentarne almeno l’uno percento”.

PER CURIOSITÀ, HAI TROVATO DIFFICILE USARE LA LINGUA ITALIANA? NON CAPITA SPESSO CHE BAND INGLESI SI CIMENTINO CON LA NOSTRA LINGUA…
“Io sono rumeno ed il rumeno è una lingua neolatina. Ci sono enormi similitudini tra italiano e rumeno, quindi non è stato troppo difficile. Il nostro batterista, poi, è italiano ed aiutava ogni qualvolta qualcosa non suonava bene come avrebbe dovuto”.

OK. TORNANDO AL NUOVO DISCO: DI COSA TRATTA ? C’È UN COLLEGAMENTO TRA LE CANZONI ?
“Come ti dicevo, tutto il disco si prefigge lo scopo di essere una rappresentazione musicale dell’Inferno di Dante; parla di desolazione, del senso di vuoto e di sentirsi inerme e soverchiato davanti agli orrori dell’inferno. I testi sono intesi per essere una storia che parla del viaggio nella Terra Del Non Ritorno, dal momento in cui chiudi gli occhi per l’ultima volta fino al termine del viaggio verso l’inferno”.

LA VOSTRA MUSICA SPAZIA DA PARTI FUNERAL DOOM A PARTI DEATH PIÙ VELOCI, MA LE PRIME SEMBRANO ESSERE IL VERO CUORE DELLA VOSTRA MUSICA, MENTRE LE ALTRE, PER COSÌ DIRE, SEMBRANO PIÙ FUNZIONALI AL RIMARCARE LE ATMOSFERE LENTE ED OPPRIMENTI…
“Hai perfettamente ragione. E’ esattamente come la nostra musica viene pensata (ride, ndR). Non saprei aggiungere nulla di più alla tua descrizione”.

IN “ACT IV” C’È UN LUNGO PIANTO, NEL MEZZO DELLA CANZONE. COME SEI RIUSCITO A REGISTRARLO ? E’ MOLTO INTENSO E SI PUÒ DAVVERO SENTIRE SOFFERENZA E DISPERAZIONE…
“Mi scuso per la risposta breve e triste, ma preferirei non parlarne. Tutto quello che posso dirti è che, a volte, devi essere veramente vicino all’orrore per raggiungere quel momento che puoi trovare su ‘Act IV’”.

OK. DANIEL, TU FAI PARTE DI TANTISSIME BAND DOOM (E NON SOLO). E’ DIFFICILE FAR PARTE DI COSÌ TANTE BAND ?
“A dire la verità sono solo due ed è estremamente difficile. Non è tanto per il tempo che devo dedicare ad esse… devi tener presente che nessuna musica fatta da me ha l’intento di piacere a qualcuno. I miei progetti personali sono estremamente intimi, privati e sono strettamente legati alle persone che fanno parte della mia vita o ad eventi che mi sono accaduti e che mi hanno cambiato per sempre”.

ASCOLTI BAND DOOM ? O BAND ITALIANE ?
“Ci sono dozzine di band italiane che ascolto e di cui sono amico, per esempio gli Echo e gli Enoch, che fanno doom. Molte altre band fanno death metal, ma sono comunque buoni amici ed italiani (ride, ndR)”.

STATE PER ANDARE IN TOUR CON I MARCH FUNEBRE, UN’ ALTRA BAND DOOM. NON È FACILE TRASPORRE LE ATMOSFERE DI UNA BAND COME LA TUA IN UN LIVE. COME FARETE ?
“Detto molto semplicemente: con passione ! E l’atmosfera si riesce a ricreare”.

E DOBBIAMO ASPETTARCI UN QUARTO ALBUM PER IL 2014 ?
“Assolutamente sì!”.

OK, ABBIAMO FINITO. VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA ?
“Vorrei ringraziarvi per il vostro interesse e per il vostro supporto. Continuate sempre in questo modo e supportate la scena underground!”.



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  • Blessed are the sick

    E quindi posso aspettare un altro disco, molto bene dato che “Canto III” mi è piaciuto molto!