GRIEF OF EMERALD – Grida dall’Inferno

Questa volta sono ritornati davvero. Dal girone infernale più profondo riemerge con tutta la sua forza la creatura Grief Of Emerald, che dopo tanti anni ritorna a fare le cose seriamente e ci regala un album nuovo di brani inediti. Era ora! Si sentiva infatti la mancanza di questa creatura demoniaca svedese capace in passato di infuocare il panorama death/black metal con frustate letali sin dall’album di debutto “Nightspawn”. Ora con il nuovo “It All Turns To Ashes” c’è un ritorno a quelle sonorità, alle sonorità che solo questa band possedeva: un concentrato mostruoso di velocità, atmosfere maestose ed una violenza death/black metal difficile da riscontrare altrove. Il chitarrista Christer Bergqvist cerca di svelarci i segreti di questa rinascita che a molti sarà graditissima…

grief of emerald - band - 2013

BENVENUTI SU METALITALIA.COM, GRIEF OF EMERALD! COME AVETE REAGITO AI COMMENTI DEI MEDIA E DEI VOSTRI FAN ALL’INDOMANI DELL’USCITA DEL NUOVO ALBUM? SIETE SODDISFATTI DEL RISULTATO FINALE CHE AVETE OTTENUTO?
“Ciao! La reazione generale all’uscita del nostro nuovo album è stata grandiosa. I nuovi brani hanno convinto sia i nostri fan che la critica specializzata e noi siamo davvero molto orgogliosi di aver dato alle stampe questo lavoro!”.

“IT ALL TURNS TO ASHES” SI APRE CON IL BRANO DEVASTANTE “AND YET IT MOVES”, CHE SEMBRA TRATTO DAL VOSTRO VIOLENTISSIMO ALBUM DI DEBUTTO. COSA PUOI RACCONTARCI NEL DETTAGLIO SU QUESTA GRANDISSIMA CANZONE?
“La canzone ‘And Yet It Moves’ riprende la celebre frase di Galileo Galilei ‘eppur si muove’ quando venne tacciato di eresia per aver sostenuto che fosse la Terra a girare attorno al Sole e non viceversa. Il suono che si sente alla fine della canzone è stato ripreso da una registrazione del cosmo”.

QUESTO BRANO RAPPRESENTA FORSE NEL MIGLIOR DEI MODI IL VOSTRO SOUND ATTUALE?
“Siamo convinti che tutte le canzoni dell’album siano valide e che rappresentino al meglio il nostro sound. In particolare, ‘And Yet It Moves’ è stato l’ultimo brano che abbiamo scritto, ma abbiamo subito pensato che si trattasse di un brano esplosivo adatto ad aprire la release. Non so però se si tratta a tutti gli effetti della miglior canzone di ‘It All Turns To Ashes’”.

DOPO AVERE RIFORMATO I GRIEF OF EMERALD, USCI’ “THE DEVILS DEEP” CHE PERO’ NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO UN ALBUM NUOVO A TUTTI GLI EFFETTI IN QUANTO CONTIENE SOLTANTO UN BRANO INEDITO. ADESSO FINALMENTE POSSIAMO ASCOLTARE IL NUOVO MATERIALE, E DOBBIAMO DIRE CHE E’ VERAMENTE OTTIMO! OGGI COME OGGI NON CI SONO TANTI GRUPPI IN CIRCOLAZIONE CHE SUONANO IN QUESTA MANIERA, FORSE SOLO I NAGLFAR E POCHI ALTRI HANNO UN SOUND COSI’ ESPLOSIVO. SEI D’ACCORDO?
“Credo che in circolazione ci siano tanti grandi gruppi, inclusi ovviamente i Naglfar. Per me è davvero difficile paragonare i Grief Of Emerald ad un’altra band, penso sia molto più facile farlo per un ascoltatore che non per un musicista. Ad ogni modo la tua considerazione la giudico un bel complimento, ti ringrazio”.

QUANDO AVETE REALIZZATO CHE I GRIEF OF EMERALD AVREBBERO POTUTO RINASCERE COME BAND E SUONARE ANCORA CANZONI DI ALTO LIVELLO?
“A dir la verità i Grief Of Emerald non sono mai ‘rinati’, abbiamo avuto gravi problemi di formazione e per via di ciò ne sono seguiti a ruota degli altri. Non appena siamo riusciti a risolverli ci siamo messi d’impegno per scrivere i nuovi brani. Eravamo fiduciosi di poter scrivere un buon album dopo tanto tempo di inattività. Per rispondere in modo specifico alla tua domanda, diciamo che abbiamo capito di poter tornare attivi sulla scena durante il 2008”.

CI SONO ALCUNI ELEMENTI CHE FANNO GRANDE IL VOSTRO SOUND: I RIFF VELOCI, L’USO DEI SYNTH ED UN RITMO INFERNALE. HO FORSE TRALASCIATO QUALCOSA?
“Io aggiungerei l’utilizzo del doppio cantato: la voce è stata registrata due volte per essere ancor più incisiva e per creare un maggior contrasto con la linea melodica ed oscura dei brani. Ci piace molto la presenza di questo dualismo”.

QUAL E’ LA VISIONE DEL MONDO CHE SI CELA DIETRO ALL’ALBUM INTITOLATO “IT ALL TURNS TO ASHES”?
“L’inferno sulla terra causato da avidi schiavisti che usano la religione e altri mezzi per creare un loro profitto: questo è il messaggio del nostro nuovo album!”.

COSA MI PUOI DIRE RIGUARDO AI TESTI PRESENTI SULLA NUOVA RELEASE? QUALI ARGOMENTI AVETE TRATTATO?
“Per la maggior parte dei casi si tratta di semplici frustrazioni che abbiamo voluto mettere per iscritto. Alcune sono di pura fantasia, altre invece si riferiscono a qualcosa di realmente accaduto. Ma ciò che ci tengo a sottolineare è che noi con i nostri testi non vogliamo insegnare niente a nessuno”.

CREDI CHE IL NUOVO ALBUM SIA IL MIGLIORE TRA TUTTI QUELLI PUBBLICATI DAI GRIEF OF EMERALD? PERCHE’?
“Sì, ne sono convinto. Credo che tutti all’interno del gruppo siano cresciuti come compositori, su quest’album ognuno ha dato il suo contributo attivo e abbiamo lavorato tutti assieme di comune accordo. Anche la produzione questa volta è migliore rispetto a quelle del passato, mentre la musica ha ancora maggior energia e soprattutto credo che sia più matura dal punto di vista compositivo”.

DURANTE TUTTI QUESTI ANNI LA VOSTRA LINE UP E’ MOLTO CAMBIATA, MA SIETE SEMPRE RIUSCITI A MANTENERE IL VOSTRO TRADEMARK DISTINTIVO. QUANTA FATICA VI E’ COSTATO MANTENERE NEL TEMPO LO STESSO SOUND?
“A dire il vero non è stato difficile. In genere suoniamo ciò che vogliamo e ciò che ci piace. Pensiamo a come dovrebbe suonare un brano dei Grief Of Emerald e lo facciamo. Ciascuno di noi, durante il processo di creazione dei brani, presenta le proprie proposte e poi decidiamo quali possono essere le idee giuste per il nostro sound da portare avanti per poter essere sviluppate”.

POSSIAMO CONSIDERARE I GRIEF OF EMERALD UNA BAND SATANISTA? QUAL E’ LA RELAZIONE CHE VI LEGA AL MONDO DELL’OCCULTISMO E DEL SATANISMO?
“Non ci consideriamo un band satanica, ma sicuramente siamo blasfemi. Tematiche come l’occultismo ci interessano molto, ma non lo pratichiamo. Nei nostri testi utilizziamo moltissime metafore quando descriviamo le diverse nature del Male: avidità ed egoismo. Ma non è nostra intenzione modificare il modo di pensare delle persone o di predicare loro qualcosa in particolare”.

QUANDO AVETE RIFORMATO LA BAND DOPO DIECI ANNI, COME AVETE RITROVATO LA SCENA EXTREME METAL CHE AVEVATE MOMENTANEAMENTE ABBANDONATO? COSA E’ CAMBIATO MAGGIORMENTE?
“Oggi ci sono tanti generi musicali nuovi e ormai nessuno più acquista i CD, abbiamo seguito l’evolversi della situazione, ma non abbiamo notato altre differenze rispetto ad alcuni anni fa”.

DA DOVE NASCE TUTTO L’ODIO CHE VI FA SCRIVERE BRANI COSI’ VIOLENTI?
“Nasce da dentro di noi, è un sentimento che proviamo profondamente!”

L’USO CHE FATE DEI SYNTH E’ MOLTO CLASSICO, SUONATE ALLO STESSO MODO CHE SI USAVA DURANTE I PRIMI ANNI DEL BLACK METAL. COME MAI CONTINUATE AD UTILIZZARE QUESTI TAPPETI SONORI SENZA SVILUPPARE UN MODO PIU’ COMPLESSO? COMUNQUE IL RISULTATO E’ UGUALMENTE STREPITOSO…
“Ti ringrazio per il complimento. In effetti hai ragione, il modo di suonare le tastiere è davvero molto semplice, elementare, ma ci piace proprio per questo motivo!”.

GRAZIE PER LA VOSTRA DISPONIBILITA’. CREDETE IN FUTURO DI VENIRE A SUONARE NEL NOSTRO PAESE?
“Grazie per l’intervista e per lo spazio concessoci. Sarebbe davvero una grande esperienza poter venire a suonare nel vostro paese, se qualcuno è in grado di organizzare un evento del genere non esiti a contattarci!”.



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  • Giovanni Conte

    THE JOY OF SATAN