HOLY GRAIL – Living metal

Se il debutto del 2010 dei californiani Holy Grail, “Crisis In Utopia”, aveva lasciato un certo amaro in bocca a causa di un songwriting ancora troppo acerbo, con il nuovo “Ride The Void” la band è riuscita finalmente ad esprimere buona parte del suo potenziale, che si poteva già intravedere nel disco precedente. Questi ragazzi non hanno la pretesa di reinventare l’heavy metal, ma riescono a risultare credibili e freschi nonostante lo stile da loro proposto abbia più di qualche decade sulle spalle. Di questo e molto altro abbiamo parlato con il disponibilissimo chitarrista Eli Santana.

Holy Grail - band - 2013

 

ELI, GLI HOLY GRAIL ORIGINARIAMENTE NASCONO DA UNA COSTOLA DEI WHITE WIZZARD; COSA VI DIFFERENZIA DA LORO?
“Si può dire che all’inizio le due band fossero come le due metà della stessa mela, questo per via delle influenze molto simili riconducibili a Judas Priest e Iron Maiden e dei componenti dei gruppi stessi, essendo che gli Holy Grail sono stati fondati da ex musicisti dei White Wizzard, escluso Blake (il bassista NdR). Ma se i White Wizzard hanno deciso di abbracciare un periodo ed uno stile specifico dell’heavy metal, gli Holy Grail hanno optato al contrario di portare un pò di aria fresca nel genere. Insomma, negli ultimi venticinque anni il metal si è evoluto ed è nostra intenzione suonare classici richiamando tutti gli stili nati negli anni come il death, il thrash, il prog e il doom, tutti generi che possono essere facilmente riconosciuti nella nostra musica”.

PENSO INFATTI CHE GLI HOLY GRAIL ABBIANO ASSORBITO LO SPIRITO DEGLI EIGHTIES E LO ABBIANO RIPROPOSTO IN MANIERA PERSONALE NEL NUOVO MILLENNIO…
“Non posso che essere d’accordo. Siamo tutti molto appassionati e grandissimi fan della NWOBHM, di alcune delle prime band black e death e anche di glam. Penso proprio che siamo riusciti a fare nostri i cori e le melodie di quegli anni e riproporle col nostro stile”.

AVEVATE QUINDI IN MENTE SIN DAGLI INIZI UN SOUND SPECIFICO DA PROPORRE?
“Sì, su una solida base di NWOBHM è stata sin da subito nostra intenzione inserire nella nostra musica tutti i generi che ci è sempre piaciuto ascoltare. Il nostro desiderio era proprio formare una band di questo tipo”.

A PARTE LA PASSIONE PER GLI STESSI GENERI MUSICALI, C’ERA FORSE ANCHE UN’IDEOLOGIA COMUNE CHE VI HA SPINTO A FORMARE UNA BAND INSIEME?
“Diciamo che avevamo tutti tanta voglia di divertirci e la volontà di non prendere le cose troppo seriamente, questo per non creare troppe pressioni e rovinare poi le nostre performance. Siamo consci del fatto che non abbiamo inventato nulla di nuovo, ma abbiamo comunque voglia di divertire e divertirci con la nostra musica”.

SONO CONVINTO CHE “RIDE THE VOID” MOSTRI UN SONGWRITING MOLTO MIGLIORATO RISPETTO AL VOSTRO DEBUTTO “CRISIS IN UTOPIA”. CHE NE PENSI? QUALI CREDI SIANO LE DIFFERENZE PIU’ EVIDENTI TRA I DUE DISCHI?
“Tutti noi siamo molto orgogliosi di ‘Crisis In Utopia’, ma devo ammettere di essere d’accordo con te, questo perchè sento che abbiamo dato tutto noi stessi per comporre ‘Ride The Void’. Abbiamo anteposto le esigenze di songwriting al riff; non di rado abbiamo infatti cambiato il riff alla base di una canzone per far rendere al meglio una melodia vocale. Grazie al nostro produttore Matt Hyde, abbiamo avuto la massima attenzione per ogni singola nota, verificando che fosse sempre messa al posto giusto: abbiamo dedicato molto tempo al processo di pre-produzione prima ti entrare in studio. Nel momento in cui vi siamo entrati, avevamo un arsenale che aspettava solo di esplodere!”.

DATO CHE HAI NOMINATO MATT, APPROFFITO PER FARTI QUESTA DOMANDA: PENSI CHE LA SUA INCLINAZIONE VERSO SONORITA’ PIU’ THRASH ED OSCURE ABBIA MIGLIORATO LA RESA SONORA E LO STILE DEL DISCO?
“Devo dire che siamo più che soddisfatti del lavoro svolto con Matt; lui ha capito subito cosa volevamo ottenere e ci ha aiutati a raggiungere il miglior risultato possibile. Non credo che avremmo potuto realizzare un album di simile livello senza il suo aiuto. Questa volta le nostre canzoni presentavano un’anima più oscura, e lui era certamente la persona più adatta per rappresentare al meglio queste vibrazioni. La sua esperienza con questo tipo di sonorità è maturata nel corso di anni di lavoro e sacrifici e conosce tutti i metodi e i segreti per far rendere al meglio certe inclinazioni sonore. Abbiamo veramente imparato tanto durante la realizzazione di questo disco”.

QUELLO CHE SEMBRA ESSERE DAVVERO LETALE IN “RIDE THE VOID” E’ IL LAVORO DELLE DUE CHITARRE E LA PROVA ALLA VOCE DI JAMES-PAUL LUNA, SEI D’ACCORDO?
“Il fatto che io sia insieme ad Alex uno dei due chitarristi, non può che rendermi davvero orgoglioso per quello che hai appena detto. Con questo disco abbiamo realizzato tante di quelle cose che non posso che esserne soddisfatto. Penso però che dei buoni riff non possano fare a meno di accattivanti linee vocali e di un grande cantante. Ecco, io penso che Luna sia riuscito ad integrare alla perfezione la sua performance con i nostri riff e, lasciamelo dire, credo che tutto ciò sia adattissimo ad essere riproposto dal vivo”.

VISTO CHE HAI ACCENNATO AI LIVE, VOLEVO FARTI QUESTA DOMANDA: VOI AVETE SUONATO CON NOMI IMPORTANTI COME BLIND GUARDIAN E DRAGONFORCE E, RECENTEMENTE, CON ANTHRAX ED EXODUS. QUALI DI QUESTE BAND TI HA IMPRESSIONATO MAGGIORMENTE E PERCHE’?
“Siamo stati molto fortunati ad avere la possibilità di suonare con band che sono già leggenda e con altre che lo saranno presto. Se devo proprio nominarti dei ragazzi che mi hanno molto impressionato, questi sono i 3 Inches Of Blood. Sono la prima band con cui abbiamo fatto un tour e ci hanno offerto da subito amicizia e aiuto. Suonare dal vivo è fondamentale, ti fa maturare molto come musicista e ti fa scoprire tecniche e strumentazioni a cui non avevi mai pensato”.

TI VA DI DIRCI QUALI BAND HANNO CONTRIBUITO ALLA TUA FORMAZIONE MUSICALE E QUALI STAI APPREZZANDO ORA?
“Da piccolo ho iniziato ascltando gruppi classic rock e soul. Lynyrd Skynyrd, Grandfunk Railroad, Tower Of Power, Doobie Brothers e War erano i miei artisti preferiti. Quando mi è capitato di vedere i videoclip di Kiss, Quiet Riot e Def Leppard ho iniziato ad ascoltare musica più heavy e deciso che da grande avrei fatto il musicista rock. Da quel momento i miei ascolti si sono fatti sempre più pesanti e ho iniziato con Metallica e Maiden, per passare a Sepultura, Slayer e Megadeth per arrivare infine a Cannibal Corpse e Death. Nell’ultimo periodo sto ascoltando tantissimo i Neurosis  e l’album solista di Scott Kelly, Converge, Pallbearer, Chelsea Wolfe, The Faceless, Uncle Acid And The Deadbeats, Kadavar e Tomahawk”.

COSA SPERI DI REALIZZARE CON GLI HOLY GRAIL?
“Spero che gli Holy Grail riescano un giorno a ritagliarsi un piccolo spazio nella storia dell’heavy metal; ora, più realisticamente, mi auguro che più persone possibili abbiano la possibilità di ascoltare ‘Ride The Void’”.

GRAZIE PER L’INTERVISTA, ELI. CONCLUDI PURE COME PREFERISCI.
“Grazie tante per l’interesse che avete mostrato nei nostri confronti e speriamo di vederci presto on the road! Thrash on!”.



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