INGRAVED – La Forza del Cambiamento

I pugliesi Ingraved hanno fatto un bel cambio di rotta, sono passati da un death metal brutale ed efferato ad un metal di stampo decisamente più moderno, che strizza vagamente l’occhio a certo metalcore e che in fin dei conti sembra essere un abito più adatto a questi ragazzi. Abbiamo raggiunto i Nostri per una chiaccherata via mail e con loro abbiamo parlato sia del cambiamento stilistico che dei loro progetti come band. 

 

CIAO RAGAZZI, PRIMA DI TUTTO BENVENUTI SU METALITALIA.COM E CONGRATULAZIONI PER IL VOSTRO ULTIMO DISCO. PER INIZIARE CHE NE DITE DI UNA BREVE PRESENTAZIONE DELLA VOSTRA BAND AI NOSTRI LETTORI CHE ANCORA NON VI CONOSCONO?
“Ciao e grazie per i complimenti. Ci piace pensare alla band come ad un gruppo di amici che da diversi anni a questa parte ha intrapreso un percorso musicale partendo dal death metal dei primissimi lavori fino a sfociare in un ibrido di metalcore, thrash e hardcore nel quale attualmente siamo assolutamente a nostro agio. Abbiamo un paio di lavori alle nostre spalle e siamo attualmente in fase si promozione del nostro nuovo album ‘Onryou’, uscito da alcuni mesi su Power Pain Records”.

“ONRYOU”, APPUNTO, SEGNA UN BEL CAMBIAMENTO STILISTICO NEL SOUND DEGLI INGRAVED. LA VOSTRA E’ UNA SCELTA CORAGGIOSA E, A MIO PARERE, ANCHE PREMIANTE. CHE COSA VI HA SPINTO VERSO QUESTA DIREZIONE?
“Con il passare del tempo sono cambiate diverse cose: i nostri ascolti, l’approccio alla composizione dei brani, il modo stesso di suonare. Quello che proponiamo come band riflette i cambiamenti della nostra vita di ogni giorno, è impossibile mantenere le cose separate”.

E IL VOSTRO PUBBLICO COME HA REAGITO A QUESTA SCELTA? IMMAGINO CHE ABBIATE RICEVUTO ANCHE QUALCHE PARERE CONTRARIO…
“Sì, qualcuno non è stato molto entusiasta della cosa ma la stragrande maggioranza dei nostri ascoltatori ha apprezzato la cosa. Come ho già detto si è trattato di una scelta fatta con il cuore e certe cose non le puoi sbagliare…”.

COSA E’ CAMBIATO NEL VOSTRO PROCESSO DI SCRITTURA DEI BRANI RISPETTO AL PASSATO?
“In passato parecchi dei nostri pezzi erano il frutto di jam session tenute nella nostra sala prove. Oggi preferiamo che sia uno dei membri a scrivere l’intero brano o almeno la sua architettura principale per poi limare il tutto durante le prove. Si tratta di un metodo che ha velocizzato parecchio le cose e a nostro parere anche la qualità della musica ne ha risentito positivamente”.

E’ PASSATO QUALCHE ANNO DALLA VOSTRA PRIMA USCITA DISCOGRAFICA. VI SIETE PRESI UNA PAUSA O I BRANI DI “ONRYOU” ERANO GIA’ PRONTI?
“Alcuni dei brani di ‘Onryou’ erano già pronti da un paio d’anni, due di essi sono infatti già presenti sul precedente promo ‘Moe Agare’. Non ci siamo mai presi pause, tuttavia ci sono periodi in cui la band si chiude in se stessa, suonando poco dal vivo, soprattutto quando siamo in fase di registrazione di nuovo  materiale o di stesura dei nuovi brani”.

CI SONO BAND (RECENTI E NON) DA CUI VI SENTITE IN QUALCHE MODO ISPIRATI?
“Ci piace la musica di band come Devildriver, The Haunted, Parkway Drive, mentre molte delle parti vocali pulite nascono dalla dark wave anni ’80, ascoltandole attentamente infatti le troverai molto diverse dai classici cantati puliti metalcore. Se invece parliamo degli ascolti dei singoli membri della band, be’, sono parecchio vari e sarebbe un elenco più lungo dell’intera intervista. Abbiamo tutti in comune l’amore per le band che hanno traghettato il metal nel nuovo millennio, senza perderne lo spirito aggressivo ma in modo fresco ed innovativo”.

DI CHE COSA PARLANO I VOSTRI TESTI?

“Si tratta di testi introspettivi, riflettono quelli che sono i momenti, soprattutto difficili della nostra esistenza e di quello che facciamo per affrontare queste difficoltà. Sono quindi dei testi fondamentalmente positivi, o meglio, hanno un fine positivo. In un certo senso è come se avessimo percosso le tenebre, fino a farle sanguinare luce. Come siamo romantici, eh?”.

QUANTO E’ IMPORTANTE LA DIMENSIONE LIVE PER GLI INGRAVED?

“È indubbiamente fondamentale, non c’è niente come un buon concerto con un buon pubblico per portare alle stelle il morale della band, così come è purtroppo vero il contrario. Esistono inoltre delle sfaccettature che non è possibile sentire su disco e che vengono apprezzate realmente solo dal vivo. Lo stesso brano, suonato in maniera identica, può cambiare radicalmente a seconda dell’approccio di chi sta sul palco, per questo teniamo molto al ‘sudore’, a mostrare alla gente che la nostra musica è veramente sentita e porta un messaggio che vogliamo condividere con il pubblico”.

NEI VOSTRI CONCERTI PROPORRETE SOLTANTO NUOVO MATERIALE OPPURE DARETE SPAZIO ANCHE ALLE CANZONI PRESENTI SUL VOSTRO PRIMO DISCO?

“Al momento suoniamo solo pezzi tratti da ‘Onryou’ e qualche inedito. Stiamo valutando il modo ideale di proporre qualcuno dei vecchi brani di ‘Hatred form Outside’, ma sicuramente si tratta di pezzi che necessitano di parecchio lavoro per essere adattati al nostro sound attuale”.

E ORA? COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE DAL PROSSIMO DISCO DEGLI INGRAVED? UN RITORNO ALLE ORIGINI, UNA ULTERIORE EVOLUZIONE SONORA O CHE ALTRO?

“Con ‘Onryou’ abbiamo raggiunto una certa stabilità nel nostro sound, ma questo non significa che intendiamo fossilizzarci su questi elementi. Stiamo già lavorando su parecchio materiale nuovo e continuiamo a sperimentare soluzioni diverse dai soliti canoni. Pur mantenendo intatte le radici della nostra proposta, siamo sempre aperti verso qualunque cosa ‘suoni bene’ e porti freschezza ed energia nella nostra musica”.



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