INTERVISTA DOPPIA – Last Code vs. Replosion

Metalitalia.com come Le Iene? Ebbene, in un certo senso sì. Ispirati dalla famosa invenzione mediatica del programma di denuncia e satira di Italia1, abbiamo pensato di proporvi una tantum un’intervista doppia a band italiane. E’ questa infatti la caratteristica fondamentale di questo tipo di articoli: porvi in evidenza formazioni dello Stivale che ci hanno colpito in positivo, senza però trovare spazio fra i nostri Hot Album del martedì o senza farci gridare particolarmente al miracolo. Band che, semplicemente, si pongono bene sotto diversi aspetti e che meritano la vostra attenzione.
Vediamo quali sono i gruppi protagonisti di questa nuova tornata!

 I primi “concorrenti” del nostro ciclico appuntamento risultano essere i siciliani Last Code, autori di un disco dall’interessante concept introspettivo intitolato “Heritage Of Pain”, che nelle liriche e nell’artwork scomoda anche le profezie Maya, tanto in spolvero in questo momento.

 I Replosion invece ci presentano in questa occasione il loro debutto “Resting Place Of Illusion”, eclatante aspetto di come si possa suonare progressive senza rimanere per forza vincolati a schemi precostituiti o percorsi da altre band… Anche per loro è importante a livello lirico il focus posizionato sull’individuo e sui rapporti con se stesso, e con gli altri.

Insomma, un bel menù per tutti gli amanti delle sonorità progressive e delle tematiche più introspettive ed intelligenti! A voi la lettura…

BENVENUTI ALL’INTERVISTA DOPPIA DI METALITALIA.COM! A VOI LA PRESENTAZIONE DELLA VOSTRA BAND CON UN PO’ DI BIOGRAFIA…
Last Code: “I Last Code hanno visto la loro formazione definitiva nell’estate del 2009. Ognuno di noi, già rodato da precedenti progetti musicali, era ai tempi conoscitore ed ascoltatore di gruppi principalmente di stampo heavy, symphonic e soprattutto progressive. Questa comunanza di gusti musicali è stata di fondamentale importanza per maturare quella coesione, quella tecnica esecutiva e anche quella maturità (peraltro in costante aumento) che una vera band deve avere. E’ anche per questo che nacque subito l’idea di uscire con un full-length anziché con la classica demo”.
Replosion: ”Un saluto a tutti i lettori, ai Last Code, e un grazie a Metalitalia.com per questa intervista! In brevissimo: i Replosion sono nati da un’idea che io e mio fratello Gianmarco(Galletto, chitarra) avemmo da giovanissimi, la line-up attuale si completò però solo dopo molto tempo per via delle solite difficoltà nel trovare i musicisti adatti. Con la formazione attuale, dopo la pubblicazione di una prima demo, abbiamo purtroppo subìto l’incendio (doloso) della sala prove, perdendo con esso l’intera strumentazione e i materiali pronti per il disco. Per questi motivi siamo arrivati un po’ ‘lunghi’ all’esordio poiché, a seguito del fattaccio, siamo dovuti ripartire praticamente da zero, lavorando ed insegnando per ricavare gli investimenti necessari a questo primo (sudato, è il caso di dirlo) album”.

DITECI TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SU “THE RESTING PLACE OF ILLUSION” E “HERITAGE OF PAIN”. COMPOSIZIONE, REGISTRAZIONE, IDEE, SCELTE MUSICALI, TESTI, ARTWORK…
Last Code: “’Heritage Of Pain’ è un progetto ambizioso, proposto in chiave di concept album, nato principalmente dalla passione che noi in primis nutriamo verso la storia, la mitologia e l’archeologia. Parla del rapporto anacronistico che l’uomo ha con i rimorsi prodotti dalla propria coscienza, e di quanto tutto ciò venga oggi fomentato anche alla luce del ‘countdown’ profetizzato dai Maya per l’anno in corso: questo è in poche parole un rozzo dipinto di ‘Heritage Of Pain’. La composizione di ogni brano è passata integralmente dalle mani di Piero (Virzì, chitarra, ndR) e Diego (Galati, tastiera, ndR), ma poi ognuno è stato arrangiato da tutti quanti nel nostro amato box. Il processo è stato molto spontaneo ma, considerata la complessità del nostro genere musicale e il ‘rischio banalità’ parlando delle tematiche trattate nei nostri testi, abbiamo fatto parecchie revisioni successive al materiale prodotto, allungando di conseguenza i tempi di pubblicazione. A voler essere sinceri, una pecca (consapevole) che è rimasta nonostante tutta la cura dedicata è risultata la qualità della produzione definitiva; sapevamo benissimo che sarebbe stata una delle critiche, ma vogliamo affrontare la nostra crescita in maniera costruttiva, e nelle recensioni che abbiamo ricevuto (almeno, in quelle degne di essere così definite) abbiamo colto spunti impliciti ed anche espliciti per migliorarci anche sotto questo aspetto. I testi sono opera del nostro cantante Salvo (Santoro, ndR), e ripercorrono idealmente la strada che l’uomo medio, un qualunque soggetto non identificato, compie verso la consapevolezza dei propri errori passando quindi, appunto, anche attraverso i propri rimorsi. Questa base lirica è infarcita da un input cosmico/mitologico… nel nostro caso il Virgilio della situazione è un’apparizione onirica del dio Maya Kukulkàn. L’artwork stesso richiama questo background, con la rappresentazione della piramide di Chichen Itza apparentemente inondata da uno tsunami, con orologi analogici sullo sfondo che richiamano il concetto di ciclicità del tempo così caro a quella popolazione mesoamericana, i Maya”.
Replosion: “La creazione dell’album ha richiesto un lasso di tempo talmente lungo, per i motivi già spiegati, da rivelarsi tale da permettere addirittura la percezione di un’evoluzione musicale tra i singoli brani che lo compongono, fatta salva però una certa coesione di base. L’idea iniziale era quella  di dedicarci ad un genere che avesse elementi progressive, sgravati di alcuni dei cliché più abusati per favorire un ascolto più leggero e anche perché siamo troppo pigri per il cosiddetto ‘tecnicismo sempre e comunque’! L’etichetta e i produttori della dysFunction Records hanno interpretato molto bene le nostre idee, compiendo sul disco un ottimo lavoro, dalla registrazione fino al mix finale. I testi sono collegati concettualmente all’individuo e alle sue estensioni (intese verso Dio, verso altre persone, verso situazioni di conflitto culturale e altro…). La copertina dell’artista Andrea Franzoni rappresenta alla perfezione tutto questo, anche se l’intero artwork si può dire che sia stato concepito all’insegna del minimalismo: volevamo di fatto ‘alleggerire’ anche questo aspetto, tenendo solo il disco, l’ascoltatore e la musica”.

COME VI SI PUO’ INQUADRARE A LIVELLO BACKGROUND/INFLUENZE? CON QUALI GRUPPI SIETE CRESCIUTI E QUALI HANNO PIU’ AVUTO IMPORTANZA NELLA CREAZIONE DEL VOSTRO SOUND?
Last Code: “Le nostre influenze comuni parlano di Dream Theater e Symphony X, due pionieri del progressive metal come lo intendiamo noi. Ma sicuramente sono da annoverare anche Iron Maiden, Shadow Gallery, Royal Hunt, Pain Of Salvation; cosi come anche molti altri…”.
Replosion: “La nostra componente progressive non deriva da una predominante passione per tale genere, piuttosto è stata semplice conseguenza del voler mischiare le influenze di tutti. Il nostro background è pertanto molto eterogeneo: dai Queen ai King Crimson, dai Deep Purple ai Savatage, passando per Angra, Opeth e tantissimi altri nomi delle varie scene metal… proseguiamo poi con tutti gli ascolti fuori dal metal, che per ciascuno di noi rappresentano quantomeno la metà di ciò che ascoltiamo, e alla fine sono questi a portarci gli spunti più originali per la nostra musica: fusion, jazz, afro-latin, pop, musical, musica elettronica…”

QUALE PENSATE SIA IL VOSTRO PUNTO DI FORZA?
Last Code: “Il nostro affiatamento e la nostra coesione. Qualunque problema sorga, lo affrontiamo con approccio risolutore, con umiltà e consapevolezza dei nostri limiti. Dal punto di vista musicale, troviamo sia necessario per il nostro genere anche un bagaglio tecnico non indifferente, e credo che questo aspetto non ci manchi. L’esperienza live la si può invece acquisire solo sul palco, che non è proprio la nostra terra di provenienza, visto che né la Sicilia né la nostra nazione offrono grandi chances in questo senso. Ma per fortuna qualcosa ogni tanto sembra smuoversi, quindi cogliamo ogni occasione pur di farci le ossa anche sotto questo aspetto”.
Replosion: “Il nostro punto di forza è scrivere canzoni che non tralascino mai il discorso melodico e che non stanchino, dosando la giusta dose di prog e la nostra personalità per non indisporre l’ascoltatore e al contempo non costringere noi stessi a dei cliché che sicuro non ci rappresentano”.

COME VI MUOVETE PER GLI ASPETTI PROMOZIONALI (CONCERTI, DIFFUSIONE DI MATERIALE IN RETE, MERCHANDISE, ALTRO)?
Last Code: “In realtà ancora non abbiamo alcun merchandise se non il nostro CD di debutto, che si trova disponibile in download digitale su ITunes ed altri store virtuali, nonché distribuito fisicamente dalla NewLM records, etichetta con la quale abbiamo scelto di collaborare per quanto riguarda questo aspetto. Ci trovate anche su YouTube e FaceBook. Per quanto riguarda i concerti, ripetiamo che non ci sono chissà quali vetrine, ma pur di promuovere la nostra musica abbiamo fatto anche ore ed ore di strada per suonare magari appena quindici minuti. Questo credo descriva da sé la nostra determinazione”.
Replosion: “A livello di video abbiamo pubblicato il videoclip di ‘Turn The Page’, singolo dell’album, più vari altri video promozionali (anche per le batterie Ddrum, di cui sono endorser) più  alcuni contenuti extra a cura del nostro cantante Fil, ripresi durante le registrazioni dell’album stesso. Abbiamo affidato la promozione del disco alla PR Lodge Agency, per quanto riguarda i rapporti con la stampa e i media. Sono ragazzi come noi, gente che vive nella musica e che lavora per fare bene il proprio lavoro, non solo per fare volume di business. I risultati di questo lavoro sono visibili sulla nostra homepage sulla quale pubblichiamo anche le date dei concerti, mano a mano che esse ci vengono confermate”.

DOVE VEDETE LA VOSTRA BAND DA QUI A CINQUE ANNI?
Last Code: “Al Sonisphere? (ride, ndR)”.
Replosion: “Non ti saprei proprio dire, posso dirti soltanto che (come quasi tutti, oggi) noi facciamo musica per grande passione e non per fare le rockstar,, anche perché sarebbe totalmente anacronistico, persino le vecchie glorie non riescono più a farlo… be’, dove saremo non lo so, so solo che ci saremo, in qualche modo”.

PER CONCLUDERE, DATE IL VOSTRO MIGLIOR CONSIGLIO POSSIBILE ALL’ALTRA BAND…
Last Code: “Non smettete mai di credere nella musica, perché questa non vi tradirà mai. E siate sempre voi stessi, continuando a supportare il progressive affinché non diventi un genere da dimenticatoio o di nicchia. Complimentoni anche per il vostro lavoro d’esordio! Ben fatto sotto tutti gli aspetti…”.
Replosion: “Ragazzi, non mandate il vostro CD a Claudio Cecchetto! Scherzo, ovviamente. Dico solo di continuare a picchiare duro, senza pretendere altro che la vostra gratificazione per ciò che fate. Forse è un po’ cinico come messaggio ma… tanto si fa musica per purissima passione oggigiorno, quindi tanto vale essere totalmente sinceri. Voglio concludere stringendo la mano (idealmente) a voi dei Last Code, alla redazione di Metalitalia.com che sostenete l’underground e anche a chiunque abbia letto queste nostre righe! Ciao dai Replosion!”.



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