LANDMINE MARATHON – Dietro Le Linee Nemiche

Davanti al nome Landmine Marathon, ovviamente si pensa in primo luogo all’indemoniata frontgirl Grace Perry, che, con la sua (bella) presenza e la sua effettiva abilità dietro al microfono, sta pian piano contribuendo a portare la death metal band dell’Arizona fuori da quelle paludi dell’underground in cui, sino a poco tempo fa, essa risiedeva. Tuttavia, non va dimenticato che alla base del sound dei Nostri vi siano gli sforzi e l’esperienza del chitarrista Ryan Butler, musicista ben più anziano che da sempre è il principale autore delle canzoni, nonchè il responsabile della produzione di tutti gli album sin qui pubblicati (e di quelli di altre realtà della scena come Exhumed, Phobia o Misery Index). L’intervista che segue, organizzata in seguito all’ascolto dell’ultima opera dei Landmine Marathon, “Gallows”, è dunque prevalentemente incentrata sul background di questa vecchia volpe dell’underground, il quale da anni porta avanti un suo coerente discorso, sia in studio che sul palco…

ALLORA, COME PARAGONERESTI “GALLOWS” AI PRECEDENTI LAVORI DEI LANDMINE MARATHON?
“A livello di esecuzione, è sicuramente il nostro album più evoluto. Tutto è suonato meglio ed più curato, anche grazie all’apporto del nuovo batterista Andy York, che è stato essenziale per lo sviluppo del nuovo materiale. Sul fronte musicale, è invece un disco più brutale dei precedenti… è molto più diretto”.

È DIFFICILE PER VOI CREARE NUOVI RIFF O TROVARE NUOVE IDEE SUONANDO OLD SCHOOL DEATH METAL?
“Non mi è difficile comporre canzoni, perchè suono metal e cose simili dai primi anni ’90, ma è certamente un’impresa ardua il creare riff che siano completamente differenti da quanto fatto in passato da tante altre band. Nel nostro campo è ormai davvero dura progredire su tutti i fronti”.

PENSI CHE I VALORI DELLA MUSICA METAL SIANO CAMBIATI DAGLI ANNI ’90 AD OGGI?
“In qualche modo… la vera passione e l’originalità sono prerogative di pochi gruppi. Inoltre, questa musica non è più qualcosa di oscuro, che va scoperto giorno dopo giorno: è alla portata di tutti ormai, e quindi ha forse perso un po’ del suo fascino. È lo stesso per chi la suona… chi fonda una band sa più o meno dove sta andando a parare, non ci sono più rischi o avventure”.

PENSI CHE L’UNDERGROUND ESISTA ANCORA?
“Esiste ed è sicuramente in forma, anche se ci sono varie fasce di underground oggigiorno”.

SE POTESSI VIVERE L’UNDERGROUND DEATH METAL DEL 1988-1994, C’E’ QUALCOSA CHE FARESTI IN MANIERA DIVERSA? PENSI CHE UN PERIODO SIMILE A QUELLO TORNERÀ PRIMA O POI?
“Non credo, quei giorni sono ormai andati. Come dicevo prima, non vi è più quelll’audacia e, per certi versi, quell’ingenuità che caratterizzava la prima ondata death metal. Se fossi quattro anni più vecchio, avrei potuto vivere in pieno quel periodo, dato che non sono un ragazzino. Ho iniziato a suonare e ad andare in tour seriamente nel ’93, ma mi sono avvicinato al grind e al metal estremo solo nel ’94. Prima suonavo sludge e hardcore-punk, ma ero ancora molto inesperto”.

PENSI CHE IL METAL SIA CICLICO?
“Oggigiorno lo è sicuramente, ogni tanto viene riscoperto un certo sottogenere. Sono poche le band che inventano realmente qualcosa e che portano il metal su livelli nuovi. Ovviamente noi non facciamo parte di questa piccola schiera, non sono così sordo o arrogante”.

COSA PENSI CHE GLI HELLHAMMER VOLESSERO DIRE CON “ONLY DEATH IS REAL”?
“Che la morte è l’unica cosa concreta e certa della vita. Penso che Tom e soci avessero questo in mente”.

COME HAI IMPARATO A SUONARE?
“Ho fatto parte dell’orchestra della scuola per anni, sia alle elementari che al liceo. Non ho frequentato molte lezioni di chitarra, a dire il vero, ma ho comunque fatto in modo di apprendere i rudimenti. Recentemente Matt degli Exhumed mi ha detto che il mio vibrato è troppo rigido, ma d’altronde ho imparato certe cose suonano Mozart con una viola! Ormai è troppo tardi per cambiare”.

I TUOI RIFF SUONANO SPESSO COME UN POSSIBILE INCROCIO TRA BOLT THROWER ED ENTOMBED. QUALI ASCOLTI CONSIGLIERESTI A UN GRUPPO CHE VUOLE SUONARE DEATH METAL VECCHIO STAMPO?
“Bolt Thrower, Entombed, Carcass, Autopsy, Repulsion, Atrocity, Napalm Death… più qualsiasi cosa partorita da Stoccolma e dalla Gran Bretagna degli anni ’90. Penso che molti di quei gruppi, almeno agli inizi, cercarono di prendere l’hardcore di Ripcord ed Heresy e di renderlo più brutale. Se non ascolti un minimo di hardcore, probabilmente non potrai mai suonare old school death metal nella maniera giusta; inizierai a dar troppo peso alla tecnica e concepirai qualcosa senza palle e anima…”.

I LANDMINE MARATHON HANNO ORMAI DIVERSI ALBUM FUORI. AVETE UN’IDEA DI COME MUOVERVI NEL PROSSIMO FUTURO? VI È UN OBIETTIVO COMUNE ALLA BASE DELLA BAND?
“Vogliamo solamente continuare a suonare death metal da cavernicoli, andare in tour e divertirci. Obiettivi molto semplici…”.

VI È INVECE UN CREDO O UNA SORTA DI BACKGROUND POLITICO O FILOSOFICO CHE VI UNISCE?
“Non siamo un gruppo apertamente politicizzato, ma siamo tutti fortemente contro le religioni organizzate. Inoltre, io Grace e Dylan siamo vegetariani, mentre Matt è vegano, ma tutto ciò non ha  un vero e proprio riscontro in ciò che proponiamo a livello musicale e lirico”.

NON SIETE MAI VENUTI A SUONARE IN EUROPA. A QUANDO IL VOSTRO PRIMO TOUR DA QUESTE PARTI?
“Ci stiamo lavorando, purtroppo il momento giusto e l’offerta giusta non sono ancora arrivate. Personalmente non vedo l’ora, non suono in Europa dal ’99″.

CONOSCI QUALCHE BAND ITALIANA?
“Adoro Raw Power e Cripple Bastards. La mia vecchia band, gli Unruh, una volta suonò con un gruppo chiamato Bluid dalle vostre parti, il quale mi fece un’ottima impressione. Purtroppo non conosco granchè della scena di oggi”.

SENTIREMO MAI GRACE CANTARE CON LA SUA VOCE PULITA SU UN VOSTRO ALBUM?
“Fuck, no”.

GRAZIE, RYAN…
“Grazie a voi per lo spazio e l’interesse. Io, Grace e gli altri non vediamo l’ora di venire a suonare nel vostro paese a forma di stivale. Speriamo di vederci presto!”.


Ultimi contenuti correlati

Consulta l'archivio per: LANDMINE MARATHON