LANDMINE MARATHON – Il Fascino del Death Metal


Hanno una delle frontgirl più “hot” dell’odierno panorama metal, ma, essendo la loro proposta totalmente anti-commerciale per gli standard odierni, gli statunitensi Landmine Marathon continuano a rimanere una realtà underground o poco più. Peccato… ma, avendo scelto come principali padri ispiratori gente come Bolt Thrower o Napalm Death, siamo certi che il quintetto dell’Arizona sia ben consapevole che un successo su larga scala sia altamente improbabile! Insomma, old school death metal e fieri di esserlo, nonostante la radiosa Grace Perry sia arrivata anche a posare per il noto Revolver Magazine! Abbiamo parlato di questo e altro in una breve intervista via email con il chitarrista e principale compositore Ryan Butler!

 

“SOVEREIGN DESCENT” VEDE I LANDMINE MARATHON SPINGERSI IN TERRITORI MUSICALI PIÙ HEAVY E CUPI. CERTE SOLUZIONI ERANO GIÀ PRESENTI SU “RUSTED EYES AWAKE”, MA ORA IL VOSTRO SOUND RISULTA PIÙ MATURO. SEI D’ACCORDO?
“Sì, credo che il motivo di questa evoluzione sia stato il mio ingresso in formazione: avevo composto qualcosa per ‘Rusted Eyes Awake’, ma ho scritto ‘Sovereign…’ per intero e credo che con questo album abbiamo finalmente iniziato a trovare un nostro sound. Solitamente ogni band impiega qualche disco per trovare un suo stile ed è lo stesso per noi. Comunque non credo che ci fermeremo qui, non vogliamo ripeterci troppo”.

VI È UN CONCEPT ALLA BASE DEL DISCO?
“È sostanzialmente un concept sull’ascesa e la caduta delle monarchie nel corso degli anni. È tutta opera di Grace. Musicalmente, il concept è Bolt Thrower, Entombed, Carcass, Autopsy e Discharge (ride, ndR)!”.
 
DA DOVE SIETE SOLITI TRARRE ISPIRAZIONE? E COME TRAMUTATE ISPIRAZIONE IN MUSICA?
“La fonte primaria di ispirazione si chiama old school death metal, soprattutto europeo, ma anche vecchio hardcore, punk rock, etc. Solitamente penso a come vorrei che una canzone suonasse, magari rifacendomi ad altra musica o avendo in mente un tipo di emozione. Poi imbraccio la chitarra e vedo che succede. Se ciò che esce mi piace, lo registro e poi provo ad arrangiarlo. L’ultimo passaggio è sottoporlo alla band e sentire che ne pensano”.

DUNQUE A OGGI TU SEI L’UNICO COMPOSITORE DELLA BAND?

“Sì, io scrivo tutti i riff, poi però l’ultima parola spetta alla band al completo. A volte mi vengono ulteriori idee proprio mentre discuto con gli altri ragazzi”.

COME HAI ACCENNATO, SUONATE UN MIX DI OLD SCHOOL DEATH METAL E GRINDCORE, ISPIRATO IN PRIMIS DAI VECCHI MAESTRI INGLESI. NON È MOLTO COMUNE VEDERE UNA BAND AMERICANA EMERGENTE CIMENTARSI IN UN GENERE COME QUESTO. LA VOSTRA SCENA ESTREMA AL MOMENTO SEMBRA PER LO PIÙ DOMINATA DA GRUPPI DEATH-CORE O TECHNICAL DEATH METAL…
“Questa è una considerazione che viene spesso fuori quando si parla di noi… ma devi sapere che io compierò 34 anni tra pochi mesi, che Matt ne ha anch’egli 34, mentre Mike 30. È vero, siamo una band emergente, ma non siamo dei ragazzini, a parte Grace. Matt e io siamo cresciuti con il vecchio death metal e con grosse dosi di crust, grind, punk e hardcore. Questa è la musica con cui ci indentifichiamo.  Anche Mike è nella scena da diverso tempo. Grace e Dylan, come dicevo, sono più giovani, ma ascoltano musica simile sin da quando erano ragazzini. Insomma, siamo americani, ma non abbiamo nulla a che fare con ciò che va di moda oggi dalle nostre parti. Tuttavia, abbiamo sempre più alleati ultimamente!”.

ABBIAMO ACCENNATO A GRACE… CREDO CHE AVERE UNA RAGAZZA COME LEI IN LINEUP POSSA AIUTARVI A DESTARE QUALCHE INTERESSE IN PIÙ. È EFFETTIVAMENTE COSI’?
“Amiamo Grace perchè, a dispetto dell’apparenza, è più dura di tutti noi della band e della maggior parte delle persone che vengono ai nostri show. Riceviamo sia critiche che complimenti nei suoi confronti… per molti è uno scherzo, per altri una grande cantante. Di certo questa cosa ci mette sotto i riflettori un po’ di più rispetto ad altre band dedite al nostro sound. Ho conosciuto Grace agli inizi degli anni 2000, tramite amici in comune. All’epoca cantava in un gruppo demenziale chiamato Osama Bin Sars e anche Matt stava dando loro una mano. Quest’ultimo le ha chiesto di entrare a far parte della band e lei ha accettato”.
 
PRESUMO CHE LA PROMOZIONE DEL NUOVO ALBUM SI BASERÀ SOPRATTUTTO SU DATE LIVE. AVETE GIÀ IN PROGRAMMA QUALCOSA?
“Saremo in tour negli USA in estate, ma speriamo di riuscire ad arrivare in Europa nei prossimi mesi. Non vediamo l’ora di dividere il palco con tante ottime band”.

VI CONSIDERATE UNA LIVE BAND? AMATE ANDARE IN TOUR?

“Suoniamo live molto meno di quanto vorremmo… purtroppo, come dicevo, non siamo tutti dei ragazzini. Abbiamo dei lavori regolari e dei conti da pagare. Io possiedo uno studio di registrazione e collaboro con diverse band, ad esempio. In ogni caso, stiamo cercando di trovare una soluzione… d’ora in avanti vorremmo essere in tour almeno per qualche mese ogni anno”.

QUALI SONO LE VOSTRE ASPETTATIVE NEI CONFRONTI DI “SOVEREIGN DESCENT”?
“Nessuna in particolare… non pensiamo di vendere chissà quante copie. Purtroppo il download sta uccidendo la musica come la si intendeva una volta. È meglio far buon viso a cattivo gioco e pensare ad altro”.

ULTIMA DOMANDA… DOVE AVETE TROVATO IL VOSTRO CURIOSO MONIKER?
“I ragazzi hanno provato a mettere assieme varie parole, trovando combinazioni divertenti. Landmine Marathon è stata quella che più di ogni altra è riuscita a far presa su tutti. Oggi è molto difficile trovare un nome originale, ma penso che il nostro rientri fra quelli”.

GRAZIE PER L’INTERVISTA! LE ULTIME PAROLE FAMOSE?
“Shred hard and listen to ‘Left Hand Path’!”.

 



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