
“Il feedback da fan e media è stato davvero molto positivo, siamo contentissimi. L’album inoltre mi soddisfa ancora tanto, sia a livello di songwriting che di produzione. Per me si tratta di un grandissimo album ancora oggi”.
“Non proprio, perchè il cambio di nome non è coinciso con una netta svolta musicale. Piuttosto si è trattato di una serie di coincidenze: poco dopo aver cambiato nome abbiamo firmato per la Massacre, che ci garantisce una promozione più massiccia rispetto alla nostra ex label. Poi siamo entrati in un periodo molto esaltante e redditizio sotto il profilo del songwriting… abbiamo iniziato a comporre brani sempre migliori e questo ha fatto sì che il nome Legion Of The Damned diventasse sin dall’inizio sinonimo di musica di qualità. I fan se ne sono accorti e ora ne stiamo raccogliendo i frutti”.
“E’ stato fantastico, una sensazione indescrivibile. Sono molto orgoglioso di ciò che stiamo ottenendo con la band negli ultimi tempi. Avere tra i propri fan una leggenda come Mille Petrozza è un sogno per ogni thrasher. Cercheremo di non deludere nessuno!”.
“Stiamo definendo i dettagli della ristampa di ‘Elegy For The Weak’: quello è davvero un grande album e merita di tornare disponibile con il nostro nuovo nome. Non ci interessa invece ristampare ‘Enemy Within’ e il resto del vecchio materiale… per quanto ci riguarda, può essere tutto dimenticato”.
“E’ vero, i due album sono usciti a breve tempo l’uno dall’altro, ma devi sapere che ‘Malevolent Rapture’ è arrivato nei negozi molto dopo il suo completamento. Inizialmente doveva uscire sotto il nome Occult, ma poi sono accadute varie cose tra cui il cambio di moniker e di etichetta, con il risultato che è stato pubblicato diversi mesi dopo la conclusione delle registrazioni. All’epoca eravamo già al lavoro su del nuovo materiale ed ecco perchè non ci è voluto molto per dare alle stampe il suo successore”.
“Credo che la principale differenza risieda della produzione: quella di ‘Sons…’ è molto più curata. Per il resto trovo i nuovi brani un po’ più dinamici e variegati di quelli di ‘Malevolent Rapture’, ma nel complesso si tratta sempre di thrash metal aggressivo nel nostro classico stile”.
“Non sono importantissimi per noi… non a caso, vengono scritti da una persona esterna alla band. Mi basta che siano consoni al tipo di musica che proponiamo, quindi che siano oscuri, misteriosi e maligni”.
“E’ stato un tour favoloso. Come avrai intuito, sono un grande fan dei Kreator: essere stati scelti personalmente da loro per aprire questo tour è stato un grande onore. Apprezzo anche i Celtic Frost, ma i Kreator per me e per l’intera band sono un nome fondamentale”.
“Parecchi festival in Germania e nord Europa, ma nessun tour vero e proprio. Per quello se ne riparlerà più avanti”.
“Non abbiamo obiettivi particolari… ci basta riscuotere successo a sufficienza per poter incidere altri album e continuare a suonare live di frequente. In molti ci chiedono se stiamo pensando di firmare per una label più grossa o se abbiamo in mente qualcosa di speciale per i prossimi lavori. Non so mai che cosa rispondere a queste persone: di certo faremo del nostro meglio, ma non amiamo pensare troppo in grande. Non ci interessa vendere migliaia di copie o essere considerati un gruppo importante… siamo dei semplici metalhead a cui piace suonare thrash. Siamo prima di tutto dei fan di questa musica e ci piace divertirci… siamo persone coi piedi per terra”.
















