MAYAN – Aprite gli occhi!

Sono davvero convinti della loro nuova creatura Mark Janssen, Frank Schiphorst e Jack Driessen, i tre musicisti che, forti della rispettiva militanza in diverse band famose della scena metal olandese, hanno dato vita nel 2011 a questo progetto/band chiamato MaYaN. E fanno bene ad esserlo, anche perché la loro proposta fatta di death melodico e metal sinfonico non ha mancato di far parlare la gente, raccogliendo buoni riscontri da parte di quasi tutta la critica. Senza perdere tempo, i tre musicisti olandesi sono tornati subito al lavoro, portandoci come novità non solo il nuovo album “Antagonise”, ma anche una nuova formazione, che conta ora sulla presenza di ben tre cantanti fissi. Se ci aggiungiamo poi che questo secondo album è un ardito e polemico concept, incentrato sui governi mondiali e sulle bugie che essi ci propinano attraverso la stampa, un’intervista con due dei tre compositori della band non poteva che rivelarci dei pensieri interessanti…

mayan - band - 2014

IL NUOVO ALBUM “ANTAGONISE” SEGUE A STRETTO GIRO IL DEBUTTO “QUARTERPAST” E CI CONFERMA CHE I MAYAN SONO UNA BAND VERA E PROPRIA, E NON SOLO IL PROGETTO DI MARK JANSEN, COME QUALCUNO INSINUAVA. COME VI SENTITE NELL’AVER RISPETTATO UNA TEMPISTICA COSÌ BREVE PER ARRIVARE AL SECONDO ALBUM?
Frank Schiphorst: “In effetti abbiamo lavorato alla scrittura di ‘Antagonise’ in maniera molto rapida, ma senza particolare sforzo. Mark (Jansen, growl, ndR), Jack (Driessen, tastiere, ndR) ed io abbiamo scoperto una forte empatia musicale tra di noi, una sorta di alchimia che fa sì che le idee per nuova musica scorrano senza sforzo alcuno, sia mentre stiamo assieme, sia quando ognuno di noi è nel privato di casa propria. Riusciamo a capirci l’un l’altro in una maniera tale per cui le discussioni non sono mai necessarie… è un po’ come se fosse una magia, un piccolo incantesimo! E come se non bastasse, anche Rob (van der Loo, basso, ndR), ha composto un pezzo a casa propria e ce l’ha presentato. L’abbiamo condito con un po’ di ‘salsa Mayan’… e il gioco era fatto! Eccoci con in mano la bellissima opener del disco! Insomma, tutto ciò per dirti che la parte compositiva non ci ha dato nessun problema, e che anche dal punto di vista della registrazione siamo stati più efficienti rispetto al debutto. A parte le voci femminili e le tracce di batteria, ogni altra parte dell’album è stata registrata presso i rispettivi studi personali dei musicisti coinvolti… lavorando ognuno a casa propria abbiamo potuto impegnarci più duramente, e registrare magari contemporaneamente le varie canzoni, pur stando tutti in posti diversi”.

QUANTO TEMPO È STATO QUINDI IMPIEGATO ESATTAMENTE PER LE REGISTRAZIONI DI “ANTAGONISE”? CI DATE DELLE TEMPISTICHE PIÙ PRECISE?
Frank: “In realtà registriamo non appena c’è del tempo libero. Il beneficio degli studi casalinghi di cui ti parlavo è che ti danno la massima libertà nel gestire la fase di scrittura, rendendola un processo continuo. Avevamo un sacco d’idee pronte già da quando si era appena finito di registrare ‘Quarterpast’, ma ad esempio una delle canzoni che trovi su ‘Antagonise’ è stata composta solo pochi giorni prima di cominciare le registrazioni. In pratica, scriviamo nuova musica di continuo! Come tempistiche precise, abbiamo cominciato a registrare le tracce di batteria il 26 luglio 2013. Appena pronte, in agosto, io ho cominciato immediatamente a sovrapporci le mie tracce di chitarra nel mio studio personale, mentre Jack metteva a punto le parti di tastiera. Le tracce sono state poi spedite a Rob per aggiungere il basso, e nel frattempo Mark ha registrato le proprie vocals. Dopo aver aggiunto anche le altre linee vocali, per la prima metà di ottobre potevamo già iniziare la fase di mixing, mentre per il 25 dello stesso mese avevamo già in mano il master finito”.

CHE TIPO DI FEEDBACK AVETE RICEVUTO DALLO SCORSO ALBUM? LE BUONE CRITICHE RACCOLTE VI HANNO MOTIVATO DURANTE LA CREAZIONE DI “ANTAGONISE”?
Frank: “Sì, direi che praticamente ogni commento a ‘Quarterpast’ è stato positivo. Certo, abbiamo raccolto anche noi qualche recensione negativa, ma leggendole si capiva che forse non era il caso di prenderle molto sul serio (sorride, ndR). Comunque, al di là di questo, che può sempre far piacere, mi sento di dire che siamo sempre motivati nel comporre e nell’inventare nuove idee. E’ quello che facciamo da quasi tutta la vita. Siamo musicisti, dopotutto. Poi, non ti nego che le critiche positive abbiano un loro importante ruolo nell’aiutarti a proseguire con determinazione, ma è solo quello. La motivazione viene da te stesso, non dai complimenti”.

IMMAGINO CHE ORA INIZINO I LAVORI DI PROMOZIONE DAL VIVO DELL’ALBUM… SAPETE GIÀ SE PASSERETE DALL’ITALIA?
Frank: “No, niente è ancora confermato. Di sicuro abbiamo almeno pianificato di passarci, poi vedremo cosa succede! Non esitate a contattarci, comunque, se avete delle proposte, noi vogliamo suonare ovunque sia possibile!”.

LA FORMAZIONE È CAMBIATA IN MANIERA ABBASTANZA RADICALE. DELAHAYE SE NE È ANDATO, E HENNING BASSE E LAURA MACRÌ SONO STATI INVECE CONFERMATI, PORTANDO IL NUMERO DEI CANTATI A BEN TRE. CI PARLI UN PO’ DI QUANTO ACCADUTO, E DEI BENEFICI CHE SUPPONIAMO QUESTI SCONVOLGIMENTI HANNO PORTATO ALLA BAND?
Frank: “La volontà di Henning e Laura di unirsi ai Mayan in pianta stabile ha giovato molto al songwriting, perché finalmente conoscevamo gli ingredienti con i quali avremmo dovuto lavorare. Ci sono molte più linee vocali di Henning su questo album che in ‘Quarterpast’. Tra l’altro lui e Laura si completano perfettamente l’uno con l’altra, ed esprimono ottimamente ciò che vogliamo realizzare con i Mayan. Con tre cantati dall’approccio così diverso puoi arrivare ovunque, puoi disporre di un range espressivo altissimo. Mark poi si è veramente superato con i growl su quest’album, Henning si è rivelato un monumento alla versatilità e all’emozionalità, e la timbrica e l’estensione di Laura sono davvero incredibili. Possiamo veramente arrivare ovunque vogliamo con questa formazione!”.

HENNING È UN CANTANTE DECISAMENTE INTERESSANTE. IL SUO STILE VOCALE HA SUBITO FORTI MODIFICHE DAI SUOI ESORDI NEI METALIUM, ARRIVANDO A QUESTO STILE COSÌ ORIGINALE E PERSONALE. PENSI CHE QUESTA VERSATILITÀ SIA IL SUO PUNTO FORTE?
Mark: “Sì, è vero. E’ un cantate dalla grandissima versatilità, in grado di cantare su svariati registri. Gli abbiamo dato molta libertà per le sue linee vocali, anche su pezzi già composti, in modo da vedere con cosa se ne sarebbe uscito. L’incontro tra lui e me è avvenuto durante alcuni show di supporto che i Sons Of Seasons fecero durante un tour degli Epica. Vederlo cantare mi lasciò veramente colpito, e seppi fin da subito che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui su qualche progetto. Quando Frank e io discutemmo delle voci maschili da usare per i Mayan, feci ascoltare a lui e Jack un paio di prestazioni di Henning su YouTube, e anche a loro piacque fin da subito. Lo contattammo, e gli chiedemmo di lavorare su ‘Quarterpast’, su un paio di pezzi. Per fortuna ha accettato… il resto è storia recente”.

ANCHE FLOOR JANSEN E MARCELLA BOVIO SONO DELLA PARTITA SU “ANTAGONISE”. COLLABORARE SEMBRA IMPORTANTE PER VOI… PENSI CHE CIO’ AIUTI LO SVILUPPO DELLA VOSTRA MUSICA?
Mark: “Scegliamo di lavorare con cantanti diversi ogni volta, ma solo perché questo dona colori inattesi alla musica e aggiunge una diversità che non può che essere positiva. Ma finiamo di registrare le parti vocali solo una volta che le canzoni sono già pronte, quindi questo non incide sulla parte compositiva, se è quello che vuoi sapere. E’ solo dopo che si è composto un brano che chiediamo ad un artista se vuole esibirsi su una parte di esso, e lo facciamo solo se pensiamo che il suo contributo doni una maggior ricchezza al risultato finale”.

“ANTAGONISE” HA UN SUONO PIÙ DIRETTO E POTENTE RISPETTO AL PROGRESSIVO “QUARTERPAST”. PENSO SI AVVICINI MAGGIORMENTE AL SOUND DEGLI EPICA… SIETE D’ACCORDO?
Frank: “E’ divertente che tu lo pensi, perché in realtà stavolta ho scritto io la maggior parte delle parti di chitarra e delle ritmiche, compreso il programming della batteria, e io non scrivo certo per gli Epica. Lo stesso vale per Jack, che ha dato una mano fondamentale nella stesura delle tastiere e anche lui non fa parte di quella band. Però può darsi che l’apporto compositivo di Mark, il suono distintivo del suo growl, e lo stile ritmico di Arien sui tamburi possano aver contribuito nel creare questo senso di déjà-vu che tu dici”.

PER DESCRIVERE IL VOSTRO SOUND, SI È USATO IL TERMINE ‘DEATH METAL SINFONICO’. VI SENTITE PIONIERI DI UN NUOVO GENERE DI METAL, O CONSIDERI QUESTA DEFINIZIONE COME UN SEMPLICE MEZZO CHE LA STAMPA HA PER DESCRIVERE LA VOSTRA MUSICA?
Frank: “No, direi che è una semplice definizione utilitaristica. E’ sempre difficile descrivere la musica, e in generale ogni tipo d’arte, con le sole parole. Inventare un nuovo genere di metal… mah, non so. La nostra musica è una combinazione di ciò che ci piace come musicisti, ed è il risultato dell’unione dei nostri stili. Siamo felici che questo ci dia un nostro suono distintivo, ma è tutto qui”.

DURANTE IL PROCESSO DI SCRITTURA, SENTITE MAI IL BISOGNO DI BILANCIARE LA VOSTRA MUSICA? AD ESEMPIO SE UNA CANZONE VI SUONA TROPPO SINFONICA, O TROPPO DEATH, E MAGARI VOLETE TROVARE UNA VIA DI MEZZO …
Frank: “Per quest’album siamo stati forse un po’ più critici su questo aspetto. Se una parte di tastiera ci suonava troppo morbida su una parte heavy, non ci siamo fatti problemi a bocciarla e a provarne un’altra. Anche la mia tendenza a scrivere pezzi molto aggressivi e veloci nei ritornelli, accompagnandoli con blast-beat o parti in doppio pedale è stata mitigata a tavolino, preferendo a queste soluzioni delle parti dal sound meno estremo, ma più dinamico. L’importante è scrivere una bella canzone, e mettere assieme i nostri diversi input confrontandoli, penso porti proprio a quel risultato”.

COME INDIVIDUI, AVETE FORTI CONVINZIONI POLITICHE O RELIGIOSE? LE VOSTRE IDEOLOGIE PERSONALI INFLUISCONO SUL PROCESSO DI SCRITTURA?
Mark: “No. Prima lavoriamo alla musica, solo dopo, quando la parte strumentale è terminata, passo a buttar giù quello che mi ispira per le liriche. E’ vero, nei testi dei Mayan, spesso parlo di situazioni reali, odierne. Ma non punto il dito in una direzione precisa, e non dico a nessuno in cosa deve credere. Voglio però che le persone siano informate, che si sentano spronate a iniziare un confronto tra loro. Nei miei testi cerco di gettare una luce su argomenti caldi, ma lo faccio da prospettive diverse, quindi è difficile estrarre dai testi la mia vera opinione come individuo. Inoltre, spesso gioco anche a fare l’avvocato del diavolo qui e là, cosa che rende ancora più difficile farsi un’idea delle nostre ideologie…”.

QUINDI, QUANDO VI SIETE FORMATI, NON ESISTEVA UN’IDEOLOGIA O UNA CORRENTE POLITICA SPECIFICA CHE PENSAVATE CHE TUTTI DOVESSERO CONDIVIDERE?
Mark: “No, ognuno di noi è libero di pensare e credere in ciò che vuole. Non accetteremmo mai nella band persone estremiste, come fondamentalisti o nazisti, però i membri dei Mayan devono integrarsi solo da un punto di vista musicale e personale, non ideologico. Sotto questo fattore ognuno di noi ha la piena libertà delle proprie scelte”.

VE L’HO CHIESTO PERCHÉ IL MESSAGGIO TRASMESSO DAI MAYAN NEI LORO ALBUM È SICURAMENTE POLITICIZZATO… POTETE PARLARCENE MEGLIO?
Frank: “I testi dei Mayan parlano dello stato del mondo nello scenario odierno: la corruzione, le bugie governative, l’intimidazione mediatica, la paura dei potenti e delle loro ripercussioni. Un esempio può essere la ‘guerra al terrorismo’, una scusa diffusa a livello mondiale per nascondere spionaggio di fatti e informazioni ai danni di tutti. Sempre con lo scopo finale della ricchezza e del potere, ovviamente. La speranza è che le liriche di Mark aprano gli occhi alle persone, e che la gente smetta di credere ciecamente a quanto presentato dai media, e che provi ad andare oltre l’informazione di massa. Solo usando un po’ di senso comune e un po’ di apertura mentale ti puoi accorgere di tutte le cazzate che ci vengono propinate ogni giorno, allo scopo di trasformarci nel branco di pecore che i politici vogliono che siamo”.

SIETE MOLTO ACCUSATORI… SE NON ERRO IL TEMA CENTRALE DI “ANTAGONISE” È PROPRIO IL SISTEMA DI DATAMINING E SORVEGLIANZA ELETTRONICA CHIAMATO ‘PRISM’, E IL COINVOLGIMENTO DELL’ NSA (NATIONAL SECURITY AGENCY) NEL TEMA DELLA SORVEGLIANZA DELLE PERSONE SUL PIANETA. E’ CORRETTO?
Mark: “Messa così è solo un’altra espressione di ciò che si sente sui media. La questione del Prism non è un opinione nostra, è un fatto provato, che dimostra che i governi ci stanno spiando. Lo fanno sotto la scusa della guerra al terrorismo, ma si tratta solo più di un modo subdolo di coprire le loro reali intenzioni. Una grande massa d’informazioni ha sempre un forte potenziale economico, basta vedere le ricerche di mercato. Conoscere tutto a proposito del mondo, delle persone che ci vivono, e di ciò di cui hanno bisogno è essenziale ai governi per trovare una maniera di controllarci tutti quanti”.

HAI MAI PENSATO DI DEDICARTI AD UN ALTRO TIPO DI MEDIA, DIFFONDENDO QUESTI MESSAGGI TRAMITE ROMANZI, ARTICOLI, O UN BLOG…
Mark: “No, mai pensato veramente. Adoro scrivere musica, e amo scrivere testi interessanti per essa. Questo mi basta. Non ho mai sentito il bisogno di tenere un blog, i social network come Facebook mi bastano per esprimere ciò che penso a livello personale. E non ho nemmeno mai avuto aspirazioni da giornalista. Lascio questo lavoro ad altri, anche se è indubbio che non tutti i giornalisti sono veramente oggettivi su tanti argomenti…”.

UN’ULTIMA DOMANDA PERSONALE. ESSERE COSÌ ADDENTRO ALLA MUSICA NON SI SCONTRA CON LA VITA FAMILIARE E CON I VOSTRI IMPEGNI? NON SENTITE MAI IL BISOGNO DI CONIUGARE MEGLIO LA MUSICA CON IL LAVORO E GLI AFFETTI?
Frank: “Eh sì, questa vita può anche essere pesante. A parte scrivere, registrare e suonare dal vivo, ci sono anche un sacco di altri aspetti da considerare. Tutto il lavoro per mantenere la band sempre attuale, ad esempio, e tutto il lavoro di promozione. Tutte cose che richiedono tempo. Noi cerchiamo di occuparcene in tre e di dividerci il lavoro, ma avendo anche un lavoro full time cinque giorni a settimana non sempre possiamo gestire le nostre agende come vorremmo. Anzi, è un’occasione assai rara che io abbia, per dire, una serata libera da passare a vedere un film con la mia ragazza. Non esistono weekend nel metal! Dai, scherzi a parte, quello che faccio lo adoro. E poi ho dei grandi amici, che la pensano come me e ne condividono il peso, quindi questa vita mi piace proprio!”.



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  • Concept Dreamer

    Bella intervista.

  • Chiara Spit

    E’ “AntagoniSe”, con la “S”.

  • Dario Cattaneo

    Scusa… corretto!