NICKELBACK – I Ragazzi D’Oro

Già immaginiamo l’espressione di disgusto della maggioranza dei lettori quando, vicino ad Aborted, Grim Monolith e Eagleheart, leggeranno il nome “Nickelback”. Un gruppo che nel Belpaese è rimasto marchiato a fuoco dal successo di “How You Remind Me”, cadendo successivamente in quell’immobilismo irreale tipico delle meteore. I canadesi però non si sono mai fermati, e il loro successo è stato letteralmente travolgente, tanto da realizzare con costanza vendite pazzesche consolidate da uscite solide e concrete, fatte di un rock radiofonico che è sì patinato, ma racchiude anche sostanza e, udite udite, muscoli. Chi si prendesse la briga di andare oltre i singoli si accorgerà che i Nickelback sono realmente una band di rock duro e chi li vedrà dal vivo sarà consapevole della loro dimestichezza con il metal vero e proprio (leggete qui sotto il perchè). Metalitalia.com partecipa dunque volentieri alla round table dove Chad Kroeger e Ryan Peake, voce e chitarra della band milionaria, presentano l’ultimo arrivato “Here And Now”. Qui sotto un riassunto della chiaccherata…

Un grazie a Valentina Piccione per la collaborazione.

 

 

IL COMUNICATO STAMPA CITA UN PERIODO STORICO TURBOLENTO: COME LA CRONACA DEI GIORNI NOSTRI E’ ENTRATA NELLA MUSICA DEL GRUPPO?
“Gli accadimenti in Giappone, Libia e Africa ci hanno scosso nel profondo, è impossibile esserne immuni. I Nickelback sono conosciuti per avere un approccio positivo, per donare gioia attraverso le canzoni, ma sono anche influenzati da queste turbolenze, ed è da quelle che nascono canzoni come ‘When We Stand Togheter’”.

IL VIDEO DELLA CANZONE E’ STATO GIRATO IN UN POSTO COSI’ PACIFICO PER DARE UNA SENSAZIONE DI SPERANZA ALLA GENTE?
“Esattamente. La location non è caratterizzata, potrebbe essere ovunque nel mondo. Il video presenta molte sfumature, anche in contrasto con quello che è il testo della canzone, che è sarcastico e ha dei passaggi piuttosto cinici, ma che alla fine termina su una nota positiva, quella dell’unione tra le persone”.

QUESTO SARCASMO E CINISMO CHE AVETE CITATO RIFLETTE ANCHE IL VOSTRO APPROCCIO ALLA VITA?
“Nella vita di tutti i giorni siamo persone scherzose, ci prendiamo in giro costantemente, non siamo affatto seri come possiamo apparire a volte in certi video o attraverso certe nostre canzoni”.

PENSATE SIA VERO CHE IL NUMERO DI PERSONE CHE ODIA I NICKELBACK SIA DIRETTAMENTE PROPORZIONALE AL VOSTRO SUCCESSO?
“No (risate generale, ndR). Facciamo la musica che ci piace fare per la gente a cui piace ascoltarla. Anche a band come i Coldplay accade di avere persone che professano odio puro per la loro musica, fa parte del gioco. Anche agli U2 capita di essere definiti come ‘gruppi che scacciano ogni tipo di passione’… siamo in buona compagnia secondo me!”.

PERCHE’ AVETE SCELTO DUE SINGOLI, RILASCIATI IN CONTEMPORANEA, PER INTRODURRE L’ALBUM?
“E’ stato difficile scegliere una canzone che potesse rappresentare un album così vario, tanto che lo definirei quasi schizofrenico. La scelta più ovvia è stato quindi scegliere due brani, uno più rock (‘Bottoms Up’) e uno più calmo (‘When We Stand Togheter’), dove si trattano temi sociali”.

PER OGNI VOSTRO ALBUM LA MAGGIOR PARTE DELLE CANZONI SONO HEAVY, MA I SINGOLI ESTRATTI RESTANO QUASI ESCLUSIVAMENTE LE CANZONI PIU’ POP…
“Questa è una scelta che ricade totalmente sull’etichetta. Il nostro compito è fare musica, il loro di promuoverla. E’ difficile per una casa discografica lavorare, spingere le vendite su una canzone rock. E’ per questo che molti ci considerano un gruppo pop, si può realizzare che i Nickelback siano una band rock ‘n’ roll solo nel momento in cui ci si vede su un palco, con la potenza del suono, i fuochi d’artificio, il sudore… solo lì mostriamo la nostra vera essenza”.

DALL’INGRESSO DI DANIEL ADAIR NELLA BAND SI E’ NOTATO UN GRANDE MIGLIORAMENTO NEL VOSTRO IMPATTO LIVE…
“Senza dubbio l’aggiunta di Daniel ci ha fatto progredire al ‘livello successivo’, come si suol dire. Oltre ad essere un batterista fenomenale Daniel trasuda passione, la sua energia dimostra quanto ami stare su un palco. Nel frattempo, visto che i nostri fan chiedono sempre di più, abbiamo cercato di offrire sempre di più a livello di spettacolo, più luci, più fiamme, più effetti pirotecnici… più ‘Las Vegas’ insomma. Non possiamo di certo tornare indietro e deludere le aspettative dei nostri leali sostenitori”.

VI VEDREMO SUONARE DI NUOVO IN ITALIA?
“Ci piacerebbe molto, come ci piacerebbe tornare in paesi dove siamo assenti da parecchio tempo. Prima del nostro ultimo tour siamo mancati dal Giappone per ben 7 anni. La situazione in cui ci troviamo oggi è quella di venire a suonare in Italia o in Francia e trovarci a riempire arene di dimensioni medio/piccole, oppure andare in Germania e Inghilterra e riempire grandi arene e stadi. Il nostro management è stato più per la seconda opzione fino ad oggi, ma siamo perfettamente consapevoli della necessità di suonare, anche in posti meno capienti, per far crescere la nostra base di fan, farci conoscere, farci amare anche in Italia. Il primo passo lo stiamo già facendo con questa intervista”.

RECENTEMENTE LA SUPERSTAR DEL R’N’B TIMBALAND HA ESPRESSO IL DESIDERIO DI COLLABORARE CON VOI: COME VEDETE L’OPPORTUNITA’ DI CONFRONTARVI CON GENERI COMPLETAMENTE DIVERSI DAL ROCK?
“Adoro collaborare con artisti diversi, e ti confesso che ho collaborato davvero con Timbaland poco tempo fa, così come in passato con artisti come Carlos Santana, Tommy Lee, Chris Daughtry. Ogni volta che si realizza una collaborazione, vedendo come un altro artista lavora, si impara qualcosa di importante, soprattutto quando si ha a che fare con artisti eccezionali come quelli che ti ho appena citato”.

E’ VERO CHE LA TUA CASA DISCOGRAFICA TI HA IMPEDITO DI PUBBLICARE UN DUETTO CON SANTANA?
“Ho registrato due canzoni con Carlos. Una è finita nel suo disco, l’altra avrebbe dovuto finire nel disco dei Nickelback. Siamo usciti sul mercato coi singoli contemporaneamente, e il singolo di Santana andò al numero 1 in classifica, noi ‘solo’ al numero 2. La mia casa discografica si arrabbiò moltissimo, tanto che mise due versioni della nostra canzone nell’album, e mi imposero di chiamare un altro cantante per cantare al posto di Carlos. Non mi ha sicuramente fatto piacere, ma capisco le motivazioni dell’etichetta e le accetto, da professionista”.

CHE EFFETTO FA ESSERE LA SECONDA BAND DI SEMPRE, DOPO I BEATLES, AD AVER VENDUTO PIU’ DISCHI NEGLI STATI UNITI?
“Non l’ho ancora realizzato. Sono numeri molto lusinghieri, io tento di non pensarci altrimenti rischio di perderci la testa”.

CHAD, DURANTE I TUOI SHOW C’E’ SEMPRE UN SIPARIETTO (DI SOLITO QUANDO ‘SPARATE’ DELLE MAGLIETTE AL PUBBLICO) DOVE ACCENNI “SEEK N DESTROY”, “COWBOYS FROM HELL” E ALTRE. QUANTO TI SENTI METALLARO?
“Anni fa, quando abbiamo iniziato a suonare, ascoltavamo solo Metallica, Guns, Megadeth, Anthrax. Erano loro i ‘big’. Tutti noi eravamo fan appassionati di musica metal. Quando sono arrivati i Nirvana è cambiato tutto, e ci siamo spostati verso quella scena. Anche dopo questa transazione, però, non abbiamo mai perso del tutto la nostra passione per il metal. Adoriamo letteralmente i Metallica, e siamo andati da pochissimo a vedere concerti di Anthrax, Megadeth, Slayer. Con somma gioia siamo anche riusciti a farci una chiaccherata con Dave Mustaine, un personaggio che di solito non è tanto facile avvicinare!”.



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