NIGHTWISH – The Greatest Show(s) On Earth

Pubblicato il 20/12/2016 da

L’errore ortografico inserito nel nostro ammiccante titolo è del tutto voluto: abbiamo voluto infatti giocare con il titolo della bellissima suite che chiude l’ultimo album dei Nightwish e i due show, registrati rispettivamente a Tampere in Finlandia e alla Wembley Arena di Londra, inclusi invece nell’ultimo DVD live “Vehicle Of Spirit”. Senza sbilanciarsi come noi a definire quei due concerti come i ‘più grandi spettacoli  sulla terra’,la bella Floor Jansen ce li racconta lo stesso con molto orgoglio in questa breve intervista, soffermandosi anche sugli  interessanti aspetti di come un artista affermato come lei possa vivere occasioni particolari come le serate di Wembley e Tampere.    

Artista: Nightwish | Fotografo: Enrico Dal Boni | Data: 12 settembre 2016 | Venue: PalaBAM | Città: Mantova

IN GENERE QUANDO SI DECIDE DI REGISTRARE UN DVD LIVE SI SCEGLIE LA VENUE OVE CIÒ AVVERRÀ CON ANTICIPO, IN MODO DA PORTARE IN LOCO TUTTO IL MATERIALE NECESSARIO. COME NASCE LA SCELTA DI REGISTRARE DUE SERATE DIVERSE? ERAVATE PARTITI CON L’IDEA DI REGISTRARNE DUE E PUBBLICARE LA MIGLIORE E POI NON AVETE SAPUTO SCEGLIERE O L’IDEA INIZIALE ERA PROPRIO QUELLA DI REALIZZARE ALMENO UN DOPPIO DVD?
“L’idea originale quando si pianificò il tour fu originariamente quella di registrare lo show di Tampere. suonare in uno stadio così grande,in madrepatria per i ragazzi della band, aveva fatto subito pensare ad una occasione perfetta per un DVD dal vivo. Poi però si è presentata a possibilità di Wembley, e anche quella ci è sembrata imperdibile. Così, quando abbiamo pianificato le date per le registrazioni e le riprese, abbiamo subito valutato se si sarebbero potuto fare entrambe”.

CAPITO! MA SE TI CHIEDESSI DI DIRMI QUALE DEI DUE SHOW A TE È PIACIUTO DI PIÙ? SIA COME SHOW CHE COME RIPRESE? RIUSCIRESTI A DIRMELO?
“Non credo che riuscirei a dirtelo. Alla fine sono state entrambe serate fantastiche, e ciascuna delle due registrazioni cattura perfettamente la magia di quelle notti e presenta ciò che è la vera magia dei Nightwish. Entrambi i concerti si sono tenuti in location davvero grandi, ma si è trattato di momenti assolutamente diversi: quello di Tampere  in un grande stadio, all’aperto, in Finlandia, e l’altro invece in una venue leggendaria, al chiuso, con un pubblico diverso e un ospite speciale… no, non credo proprio che saprei scegliere un preferito”.

AVETE FATTO UN BUON LAVORO NELLA SCELTA DELLE SCALETTE. CONTANDO CHE AMBO LE REGISTRAZIONI SONO FINITE NELLO STESSO PRODOTTO, AVERE CANZONI DIVERSE NELLE DUE SETLIST È STATA UNA MOSSA AZZECCATA. MA LA SCELTA DELLE SCALETTE È STATA PIANIFICATA CON QUEST’OTTICA O SEMPLICEMENTE VI PIACE CAMBIARE SETLIST DURANTE IL TOUR E QUINDI QUESTE DUE PARTIVANO IN ORIGINE GIÀ DIVERSE?
“Direi un po’ entrambi. All’inizio del tour abbiamo fatto una serie di incontri per definire quali pezzi si sarebbero suonati ad ogni show e quali slot invece lasciare liberi per modifiche a seconda del concerto. In genere gli slot fissi vanno sempre sui cosidetti cavalli di battaglia, canzoni storiche molto amate, ma questa volta abbiamo optato per mantenere fissi tra i concerti quasi esclusivamente i brani di ‘Endless Forms Most Beautiful’, lasciando liberi gli altri slot. Questa band ha tantissimi brani per riempire gli slot liberi, e ne abbiamo approfittato. Penso, al di là della registrazione poi su DVD, che muoversi così abbia reso le cose interessanti sia per noi che per il pubblico. Di sicuro noi non ci siamo annoiati!”.

TI CONFERMO IL MIO APPREZZAMENTO SULLA SCELTA. TRA L’ALTRO, SECONDO ME, “ENDLESS FORMS MOST BEAUTIFUL” È UN ALBUM ANCHE ABBASTANZA LIVE ORIENTED, COSA CHE FORSE VI HA FACILITATO LA SCELTA DEGLI SLOT FISSI. FORSE CON ALTRI ALBUM SAREBBE STATO PIÙ DIFFICILE…
“Beh, sul fatto che ‘Endless Forms Most beautiful’ sia un album live oriented ci sarebbe molto da discutere. Non sono d’accordo con questa frase in effetti. E’ piuttosto un album che contiene alcune canzoni in grado di funzionare perfettamente dal vivo, ed è su queste abbiamo puntato. Ma molti altri brani da quell’album non hanno per niente un approccio live: ‘The Eyes Of Sharbat Gula’ ad esempio non è per niente un brano adatto ad essere portato in concerto, ‘Our Decades in The Sun’ nemmeno, e neanche ‘Edema Ruh’. Quello che possiamo dire è che, ecco, le canzoni più pesanti e che ben si prestano alla riproposizione dal vivo come ‘Yours Is An Empty Hope’ o ‘Weak Fantasy’ si sono poi rivelate delle vere bombe!”.

LA SCELTA DI METTERE “THE GREATEST SHOW ON EARTH” ALLA FINE DI OGNI CONCERTO È TEATRALE QUANTO AMBIZIOSA. DI SOLITO I CONCERTI SI FINISCONO CON LA BOTTA DI ENERGIA DATA DA PEZZI MOLTO NOTI GIÀ SUONATI UN MILIONE DI VOLTE… CON UN BRANO COSÌ STRUTTURATO DI OLTRE VENTI MINUTI, POSTO ALLA FINE DI UN CONCERTO MOLTO LUNGO NON AVETE MAI SOFFERTO IL FATTO DI DOVERVI CONCENTRARE SU OGNI SUO SINGOLO PASSAGGIO?
“Penso che abbiamo raggiunto un livello di professionalità ed esperienza tale da non doverci preoccupare di riproporre senza errori una nostra canzone… (purtroppo dal tono Floor sembra infastidita, la domanda è evidentemente stata fraintesa giacchè non volevamo certo insinuare questo, ndR). Comunque, riferendoci a ‘The Greatest Show On Earth’, la questione è forse un po’ diversa. Tu la vedi come una lunga traccia di venti minuti, ma in realtà quando la suoni dal vivo è più facile pensarla come tre, quattro, canzoni più corte che si seguono in posizione fissa in scaletta. I singoli movimenti hanno una struttura più standard, non certo confondente, e quindi il rischio di perdersi anche solo per la stanchezza non si corre”.

Artista: Nightwish | Fotografo: Enrico Dal Boni | Data: 12 settembre 2016 | Venue: PalaBAM | Città: Mantova

GRAZIE PER AVER RISPOSTO A QUESTA DOMANDA APPARENTEMENTE STUPIDA. VOGLIO PERÒ APPROFONDIRE IL MODO IN CUI ARTISTI CON UN SEGUITO COME IL VOSTRO RIESCONO A TENERE COSÌ BENE UN PALCO, SFUGGENDO ALLE APPARENTI TRAPPOLE CHE SI CREANO DURANTE UNA PERFORMANCE. AD ESEMPIO, TE CHE SEI CANTANTE, COME RIESCI A PORTARE SUL PALCO L’EMOZIONALITÀ DEI TESTI DEI NIGHTWISH ANCHE SE MAGARI MENTRE CANTI PROVI SENSAZIONI DIVERSE? COME SI FA AD INTERPRETARE IL DOLORE DI UNA CANZONE TRISTE SE CI SI SENTE ESALTATI DALLO SHOW?
“La canzone comanda sull’emozione che provi. Il tutto sta a studiarla, a capirla, ed entrare nel suo mood. La canzone in qualche modo entra a far parte dei te, dei tuoi sistemi vitali, e quando la riesegui, riesci sempre a darle l’emozionalità con cui era pensata originariamente. Se la canzone è parte di te, sei indipendente dal posto dove la esegui e anche dalle sensazioni che provi, ti verrà sempre con il significato e il linguaggio emozionale che deve avere. E poi, molto del lavoro arriva anche dagli strumenti: se la musica che accompagna le tue parole è stata composta per veicolare un emozione, per te è più facile cantarla nel modo giusto”.

LA QUANTITÀ DI RIPRESE DIVERSE CHE ABBIAMO VISTO NEI DUE SHOW REGISTRATI CI FA PENSARE CHE IL NUMERO DI TELECAMERE USATO SIA STATO ALTISSIMO.
“Ce ne erano davvero un sacco! Abbiamo registrato davvero tantissimo materiale con tutte quelle macchine, e quindi quando c’è stato da lavorare al montaggio del prodotto definitivo si è dovuto scegliere tra una quantità davvero enorme di immagini, angoli, riprese ed effetti. Tieni conto che ognuna delle telecamere presenti ha registrato tutto lo show”.

QUINDI IL LAVORO DI MONTAGGIO È STATO DIFFICILE COME PENSIAMO LO SIA STATO?
“Non so come pensi che sia stato, ma di sicuro è stato molto, molto lungo. Si è ragionato tanto su diversi passaggi, alcune riprese ci sembravano molto belle ma non erano adatte al contesto in cui erano state registrate, altre invece qualcuno di noi le voleva scartare del tutto anche se ad altri piacevano… non so quante volte abbiamo visto e rivisto il tutto, prima di avere tra le mani il risultato finale. Comunque diciamo che l’importante è stato proprio definire il ‘look and feel’ di quello che si voleva trasmettere con ogni brano, abbiamo lavorato molto su quello. Per fortuna lo staff era lo stesso con cui avevamo lavorato sul DVD ‘Storytime, Showtime’ e questo ci ha aiutato, perché ci conoscevamo di già e sapevamo già come lavorare assieme”.

TOGLIMI UN ULTIMA CURIOSITÀ: MA ALLA FINE, NON È STRANO VEDERE UNO SHOW CHE HAI GIÀ VISSUTO ATTRAVERSO OCCHI CHE NON SONO I TUOI? QUANDO RIVEDI I VIDEO, NON TI ACCORGI DI QUALCOSA CHE NON AVRESTI POTUTO VEDERE DAL TUO PUNTO DI VISTA, QUALCOSA CHE MAGARI TI ERA SFUGGITO MA CHE POI HAI TROVATO BELLO O BRUTTO?
 “Dipende. Certo, alcune cose si vedono in modo diverso, ma la sensazione generale del momento rimane sempre quella. E’ una domanda interessante, è qualcosa su cui mi interrogavo anche io. Alla fine, ho notato che, nel momento in cui lo show lo vivi, costruisci delle memorie su di esso e ci leghi delle sensazioni. Quando riguardi il girato per fare il montaggio, vedi diversi punti di vista dello stesso momento, e questi punti di vista si fissano nel tuo cervello, si fissano all’emozione che hai provato sul palco, come se l’avessi vissuta. Non so, un esempio può essere un momento in cui una ripresa ha mostrato Emppu che mi stava guardando: io non me ne ero accorta sul palco, ero rivolta al pubblico, ma da quando ho visto il montaggio, se risento quel particolare pezzo, so che Emppu mi guardava. La sensazione che ho ora è quasi come se lo avessi saputo già sul palco… è una cosa strana. E vale un po’ per tutto il concerto, adesso quando ripenso ad alcuni momenti dello show, so esattamente Marco o Troy dove erano sul palco, magari invece al momento della performance non potevo saperlo, sapevo solo che erano dietro di me da qualche parte. Insomma, a rivedermi in un video non trovo troppe differenze  e sopratutto non scopro cose o emozioni nuove, però ammetto che un po’ i miei ricordi dello show si modificano dopo aver visto il montaggio, quello sì”.

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