NOVEMBRE – Amore e dolore

Pubblicato il 14/07/2015 da

L’annuncio del rientro sulle scene dei Novembre ha elettrizzato il panorama metal italiano e non. Dopo tanti anni di silenzio, interrotti soltanto da sgradite voci di scioglimento, la formazione capitanata da Carmelo Orlando, da sempre considerata una delle più valide mai uscite dal nostro paese, è finalmente in procinto di dare alle stampe un nuovo album, successore dell’apprezzato “The Blue”. Dal 2007 ad oggi sono cambiate tante cose, sia in seno al gruppo – vedi la dipartita dello storico batterista Giuseppe Orlando – che nella scena e nel mercato discografico, quindi ci è sembrato logico metterci in contatto con il leader dei doom-death metaller capitolini per cercare di fare chiarezza il prima possibile su questo nebuloso periodo appena trascorso. Intercettato nel mezzo delle registrazioni del disco (ancora senza titolo, ma presumibilmente nei negozi in autunno tramite Peaceville Records), il cantante/chitarrista si è gentilmente concesso ad alcune nostre domande…

novembre - band - 2015

SONO TRASCORSI OTTO ANNI DALLA PUBBLICAZIONE DI “THE BLUE” E LA DOMANDA CHE TUTTI SI SONO FATTI È UNA SOLA: CHE COSA VI È SUCCESSO? RICORDO CHE UN TOUR EUROPEO CHE DOVEVA VEDERVI PROTAGONISTI CON I TIAMAT VENNE ANNULLATO. POI SI SONO RINCORSE VOCI DI LITIGI E DI SCIOGLIMENTO. TI VA DI FARE CHIAREZZA?
“In realtà, come dici tu, sono passati tanti anni e, sì, effettivamente c’erano dei tour che ci erano stati offerti, ma alcuni saltarono grazie alla disorganizzazione di qualcuno e a mafie fra case discografiche. Sicuramente questo buttò un po’ giù il morale della band. Poi i tempi cambiarono. Il mercato discografico è completamente cambiato: i CD non si sono più venduti, i negozi di musica cominciarono a chiudere, le riviste cartacee cominciarono a chiudere e probabilmente è stato lì che abbiamo iniziato a chiederci che senso avesse fare album per buttarli via. Così abbiamo deciso di prenderci un periodo di riflessione, che effettivamente è durato più di quanto pensavamo. Sono passati 8 anni e neanche ce ne siamo accorti. Però poi la situazione si è normalizzata, si è cominciato a capire in che modo distribuire la musica senza disperderla e pian piano è ricominciata la voglia di produrre. Così, un paio d’anni fa, ho iniziato a mettere insieme quest’album e con l’aiuto di Massimiliano abbiamo portato a termine il lavoro”.

MOLTI FAN SONO RIMASTI DISPIACIUTI ALLA NOTIZIA DELLO SPLIT CON TUO FRATELLO GIUSEPPE. QUESTO CAMBIO DI LINEUP È STATA UNA DELLE CAUSE DELLA VOSTRA LUNGA ASSENZA O SI TRATTA DI QUALCOSA CHE È MATURATA SOLO IN UN SECONDO MOMENTO? TE LO CHIEDO PERCHÈ GIUSEPPE DA UN PAIO D’ANNI È COINVOLTO NEI THE FORESHADOWING…
“Ci sono piu motivi concomitanti per questa cosa. Stiamo bene così”.

OGGI LA LINEUP UFFICIALMENTE COMPRENDE SOLO TE E MASSIMILIANO PAGLIUSO. VI METTERETE ALLA RICERCA DI NUOVI MEMBRI O L’IDEA È DI CONTINUARE COME DUO PER POI TROVARE DEI TURNISTI A SECONDA DELLE OCCASIONI?
“Questa è una cosa che ancora dobbiamo capire bene. Effettivamente è difficile trovare gente adatta a noi. Col tempo abbiamo maturato esigenze che difficilmente possono essere soddisfatte da un musicista con poca esperienza. Abbiamo pensato di contattare qualcuno, ma per adesso preferisco non pensarci. Preferisco concentrarmi nel portare a termine l’album… tutto quello che riguarda l’aspetto della copertina, mixaggio, organizzazione e uscita dell’album. Effettivamente entrambe le opzioni che hai nominato sono sul tavolo. Vedremo più avanti”.

PER LE REGISTRAZIONI DEL NUOVO ALBUM AVETE INTANTO COINVOLTO DAVID FOLCHITTO DEGLI STORMLORD E FABIO FRASCHINI. QUEST’ULTIMO, TRA L’ALTRO, INCISE GIÀ LE PARTI DI BASSO SU UN PAIO DI VECCHI LAVORI. PER QUALE MOTIVO VI SIETE RIVOLTI PROPRIO A LORO?
“A dire la verità, con Fabio mi ero già messo d’accordo un paio di anni fa per cominciare a mettere su quest’album. Addirittura il coinvolgimento di Massimiliano è arrivato dopo. Però poi le cose si sono sviluppate diversamente: lui aveva i suoi impegni e io ho imparato a gestire tutto l’aspetto tecnico della registrazione multi traccia. Perciò il lavoro che avrebbe dovuto essere fatto in due ho potuto farlo da solo. Perciò Fabio è stato ricoinvolto recentemente. Ha imparato i pezzi in brevissimo tempo, ha messo delle partiture, dei fraseggi di una bellezza rara nel nostro genere. David, di cui già conoscevo bravura e stile, mi è stato consigliato da più parti. Mi dicevano che è un batterista versatile, capace di suonare qualsiasi genere, e di grandissima professionalità e così è stato. Ha un’esecuzione incredibile, è stato in grado di registrare 12 pezzi in 3 giorni. Si è prestato a partiture che non sono molto familiari al genere che suona solitamente con gli Stormlord, ma non ha avuto alcun problema con parti jazzate, ghost-note, ecc. Meglio di così non poteva andare”.

HAI COMPOSTO MUSICA REGOLARMENTE IN TUTTI QUESTI ANNI? OPPURE HAI SCRITTO “SERIAMENTE” SOLO QUANDO HAI VISTO CHE ERA ORMAI POSSIBILE RIENTRARE SULLE SCENE?
“No, in realtà non ho mai smesso di scrivere”.

NEL CASO TU E MASSIMILIANO ABBIATE DA PARTE MOLTO MATERIALE, POSSIAMO ASPETTARCI UN ALTRO ALBUM NEL GIRO DI POCO TEMPO DALLA PUBBLICAZIONE DEL PROSSIMO?
“Sì, effettivamente con la Peaceville abbiamo parlato della possibilità di pubblicare un mini-CD a stretto giro, stavolta scritto a quattro mani con Massimiliano”.

PER IL MIXAGGIO E IL MASTERING DEL NUOVO ALBUM VI RIVOLGERETE A DAN SWANÖ, COLUI CHE PRODUSSE “WISH I COULD DREAM IT AGAIN…” E “ARTE NOVECENTO”. TORNERETE A LAVORARE CON LUI PERCHÈ LE NUOVE CANZONI HANNO STILISTICAMENTE QUALCOSA IN COMUNE CON QUELLE DI QUEI DISCHI? CHE COSA TI ASPETTI DA QUESTA NUOVA COLLABORAZIONE?
“Mah, torniamo a lavorare con lui perché ho sentito i lavori che ha fatto negli ultimi anni e ho visto che è migliorato incredibilmente. Secondo noi le sue produzioni sono migliori di tutti questi studi molto costosi che vanno di moda ultimamente, che alla fine danno dei prodotti molto compressi e con poca dinamica, con dei rullanti-fustino-del-Dash che poco hanno a che vedere col metal. Questi studi sono trendy e allora la gente ci va, ma a mio avviso non ti danno quelle trovate geniali che posso anche renderti un disco unico. Mentre Dan tutte queste particolarità le ha sempre avute. Ti mette un chorus, un flanger, dove non te lo aspetti: è un fonico dalle mille risorse e questo aspetto mi è sempre piaciuto. E’ quell’aspetto chè ha caratterizzato i nostri primi 2 album e quello dei primi lavori di Katatonia, Opeth, Dissection, ecc. Sono contento che si sia messo a lavorare in maniera costante per tornare ai vecchi fasti. E’ stato naturale pensare di contattare lui”.

IN GENERALE, COSA POSSIAMO ASPETTARCI DAL MATERIALE DI QUESTO NUOVO ALBUM? TROVERANNO POSTO SIA GROWLING CHE CLEAN VOCALS, AD ESEMPIO?
“In generale potete aspettarvi un tipico album dei Novembre, solo che questa volta è stato curato molto meglio grazie anche al fatto che ho potuto seguirlo al 100%, al contrario che in passato. In questi anni ho imparato a registrare le mie cose da solo, con un laptop e un semplice Audacity, mentre prima componevo tutto in mente e molti dettagli andavano persi. Così ho potuto avere pieno controllo su tutto ciò che sono i dettagli degli arrangiamenti, i volumi fra le varie voci, fraseggi di chitarra, ecc. In passato ci riducevamo sempre all’ultimo minuto e tante cose andavano trascurate. È un album che fila dall’inizio alla fine, che scorre gradevolmente. Ci sono le parti di voci pulite, growls, screams, parti veloci, lente, come sempre… C’è anche un pezzo strumentale che mi sono reso conto di aver scritto quasi vent’anni fa. L’ho tenuto in mente per tutti questi anni perché probabilmente era troppo avanguardistico per i tempi, e in realtà magari non avrei saputo neanche come realizzarlo. Mentre adesso che ho più padronanza degli strumenti, della tecnologia, sono riuscito a metterlo insieme. Anche se è stata un’impresa (risate, ndR)!”.

AD OTTO ANNI DI DISTANZA, COME VEDI OGGI “THE BLUE”? CAMBIERESTI QUALCOSA IN QUEL DISCO?
“È un buon disco. Purtroppo ha avuto un missaggio che non mi ha soddisfatto al 100%. Troppo distorto, un missaggio troppo confuso. E’ stato trattato come un album semplice, tipo Nightwish, mentre avrebbe avuto bisogno di una maggiore attenzione. Certo c’è anche il fattore budget, che, come si sa, non sono mai milionari. È un fattore che dà un incognita al risultato che otterrai. Comunque, avrei sgrossato qualcosa qui e lì, ma tutto sommato mi piace”.

PENSI DI AVER ASSORBITO DELLE NUOVE INFLUENZE IN QUESTO TEMPO? HAI ASCOLTATO DEI NUOVI GRUPPI CHE HANNO FINITO PER ENTUSIASMARTI? QUALI SONO I DISCHI DEGLI ULTIMI ANNI CHE PIÙ TI SONO PIACIUTI?
“Non mi ricordo di aver sentito delle grandi novità: giusto gli Isis, che da piu parti mi si dice non essere affatto una novità (risate, ndR)! A ripensarci, però, direi anche God is an Astronaut: l’ultimo album è qualcosa che lascia senza parole. Poi i liguri Plateau Sigma, un gruppo incredibile; riescono a suonare moderni e old-school allo stesso tempo, e la Avantgarde Music – che da sempre ci vede lungo – non se li è fatti sfuggire. E poi ascoltate i Dreadnought dal Colorado, un gruppo che spazia attraverso mille generi. C’è una cantante polistrumentista che va dai clean agli screams e una tastierista/cantante che ad avercene da queste parti! Dai, qualcosa si muove!”.

QUALI ASPETTATIVE HAI NEI CONFRONTI DI QUESTO NUOVO ALBUM? PENSI CHE RIUSCIRETE A GUADAGNARE DEI NUOVI FAN? ORA CHE BAND COME ALCEST, CHE PALESEMENTE SI ISPIRANO A VOI, HANNO UN GRANDE SUCCESSO, PREVEDI CHE ANCHE IL NOME NOVEMBRE RIUSCIRÀ AD IMPORSI COME E PIÙ DI PRIMA?
“Non è una cosa che mi interessa”.

I NOVEMBRE TORNERANNO AD ESSERE PRESENTI ANCHE DAL VIVO? VI È MANCATO IL PALCO?
“A me non è mancato affatto. Se fossi stato un amante del palco avrei fatto cose alla Kiss. Ma credo che faremo il sacrificio (risate, ndR)! Non so quando nè come, ma torneremo a suonare”.

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