OBITUARY – Una vita per il death metal

Pubblicato il 01/09/2014 da

Sono ancora in pista dopo 30 anni di carriera passati a suonare death metal senza cedimento alcuno verso altre influenze. Sono gli Obituary e ovviamente vengono dalla Florida. Gli ultimi lavori hanno deluso un po’ la loro nutrita base di fan, che però ora, con il nuovo album “Inked In Blood” in uscita ad ottobre, torna a sperare in un lavoro all’altezza della storia della band, la quale di recente ha rinsaldato la formazione, con un nuovo chitarrista che, stando a quanto ci ha dichiarato John Tardy, si è inserito perfettamente nel contesto Obituary. Abbiamo incontrato quest’ultimo qualche minuto prima che salisse sul palco del Traffic di Roma, dove la band, in tournée estiva, ha tenuto uno show infuocato e incentrato sui classici del passato, lasciando intendere sia di essere ancora in ottima forma, sia che il death metal scorre ancora nellesue vene.  

Obituary2013band

ALLORA, INIZIAMO PARLANDO DEL VOSTRO NUOVO ALBUM, RACCONTACI TUTTE LE NOVITÀ…
“Il nostro nuovo album si chiama ‘Inked In Blood’, è stato registrato, missato e consegnato. Uscirà a fine ottobre per Relapse Records. La data d’uscita coinciderà con l’inizio del tour americano che faremo con i Carcass”.

CHI HA PRODOTTO IL NUOVO LAVORO?
“Abbiamo fatto tutto da soli. Abbiamo provveduto in autonomia a registrare e mixare questo nuovo capitolo della nostra discografia”.

UN’IDEA DI COME SUONERÀ QUESTO NUOVO “INKED IN BLOOD”?
“Heavy as balls!”.

RIPROVIAMO. QUESTO NUOVO ALBUM ASSOMIGLIA A QUALCHE PRECEDENTE VOSTRO LAVORO?
“L’album ha il classico suono Obituary in alcune parti mentre in altre ha sonorità più moderne. Ad ogni modo per me è un lavoro difficile da giudicare visto che ci abbiamo lavorato a lungo, per circa tre anni. Quel che posso dire è che ‘Inked In Blood’ è un lavoro molto pesante, questo è sicuro”.

AVETE REALIZZATO L’ALBUM DA SOLI IN PRATICA, MA QUINDI VI AFFIDERETE A UNA ETICHETTA PER LA DISTRIBUZIONE…
“Sì, abbiamo un accordo con la Relapse Records. L’album come detto è tutta farina del nostro sacco, ma la Relapse ci ha catturato per quanto riguarda distribuzione e marketing. Siamo felici di questo, considerata la loro capillarità nella distribuzione, così noi potremo preoccuparci solamente di andare in tour e suonare”.

PER RACCOGLIERE I SOLDI NECESSARI PER LA PRODUZIONE DEL CD VI SIETE AFFIDATI A UNA CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI, TRAMITE KICKSTARTER. È STATA UNA DECISIONE DETTATA DALLA TOTALE VOGLIA DI AUTONOMIA NELLE SCELTE?
“Abbiamo impiegato molto tempo a scrivere l’album, come detto, circa 3 anni. Nessuna fretta quindi, anche grazie al fatto che abbiamo raccolto i fondi tramite la campagna. Produrre la nostra musica senza che nessuno ci dicesse cosa fare, lasciando a noi tutte le decisioni, è stata una cosa fantastica. Ora ci sono i ragazzi della Relapse che ci metteranno a disposizione i loro mezzi per far ascoltare a tutti questo nuovo lavoro. Il supporto dei fan ovviamente in questa operazione è stato grandioso. È stata una esperienza interessante, considerato tutto”.

AVETE RACCOLTO DI PIÙ DI QUANTO CHIEDEVATE. VI ASPETTAVATE QUESTO RESPONSO DA PARTE DEI FAN?
“Abbiamo raccolto di più, è vero. C’è stata una grande partecipazione dei fan ma abbiamo messo a loro disposizione in cambio delle donazioni dell’ottimo materiale, anche questo è vero”.

E DEI SOLDI EXTRA RISPETTO A QUANTO CHIEDEVATE, CHE NE FARETE?
“La maggior parte è stata spesa fra registrazioni e miXaggio. Abbiamo avuto tante cose da fare fra registrazione, miXaggio e altre cose. I soldi sono andati via molto in fretta”.

HO RACCOLTO ALCUNI COMMENTI SUI SOCIAL NETWORK SULLA VOSTRA TOURNÉE IN ITALIA. QUALCUNO DICEVA CHE IL VOSTRO ULTIMO ALBUM BELLO È “THE END COMPLETE”, CHE NE PENSI?
“Per me i fan dovrebbero ascoltare tutti gli album. È ovvio che per me sono tutti buoni, non mi piace l’idea di pensare di aver fatto un album brutto. Mi piace invece l’idea che ogni fan abbia un album preferito, e non sempre lo stesso. Ne scelgono diversi fra la nostra discografia per differenti ragioni. Comunque ‘’the End Complete’ è un bell’album”.

UN ALTRO COMMENTO DICEVA CHE DAL VIVO ORAMAI SUONATE PIANO, SOLO CANZONI LENTE PERCHÉ SIETE VECCHI E STANCHI. UN’ALTRA STUPIDAGGINE?
“(Ride ndR). Be’, stasera in scaletta avremo ‘Intoxicated’ e ‘Back To One’, fra le altre… non proprio brani lenti. E poi avremo tre nuove canzoni da suonare, di cui una è veramente veloce. Quindi credo sia un’idiozia quel pensiero. Suoneremo canzoni dai nostri primi tre album in questa tournée. È dura scegliere la setlist, ma di sicuro sarà una scaletta molto più pesante del solito”.

COME TI RELAZIONI CON I SOCIAL NETWORK, VISTO CHE OGNI PROCESSO DELLA NOSTRA VITA SEMBRA DOVER PASSARE PER TRAMITE DI QUESTI?
“Internet è cool, ci permette di stare facilmente in contatto con tutti. Io rispondo alle email dei nostri fan tramite il sito web direttamente, tanto è vero che loro poi mi dicono: ‘John, ma seri veramente tu?’. Non ho un grande rapporto con Facebook, ma tengo la pagina degli Obituary su questo social network aggiornata. È una cosa fantastica questa. Non sono, ripeto, un grande fan di Facebook, ma bisogna stare aggiornati su tutto di questi tempi. Ma se vai sul mio profilo personale non troverai granché”.

AVETE MAI PENSATO AL RITIRO CONSIDERATO CHE QUALCHE BAND CHE HA INIZIATO COME VOI HA GIÀ FATTO SAPERE CHE NON SUONERÀ ANCORA A LUNGO?
“Tutte le cose buone arrivano prima o poi alla fine. Toccherà anche a noi. Guardando al passato credo di non aver mai pensato che un giorno sarei arrivato dove sono ancora, per tutto questo tempo. Quando quello che facciamo non sarà più divertente allora lasceremo. Oggi sono ancora entusiasta, specie per questo album, per il tour con i Carcass e per il ‘Death to all tour’ che seguiranno in America. E poi dopo ciò saremo di nuovo in Europa a inizio anno. Non vedo l’ora di partecipare a questi appuntamenti. E poi ripartiremo di nuovo, con impegni vari, come sempre”.

SEMBRA CHE GLI ALBUM MIGLIORI DEL GENERE ANCORA OGGI SIANO ANCORA QUELLI DELLE BAND CHE SUONAVANO 20 O 30 ANNI FA, COME GLI OBITUARY. COME MAI I GIOVANI FATICANO A RAGGIUNGERE I VOSTRI LIVELLI?
“Buona domanda. Anche io sono molto fissato con il passato per quanto riguarda gli ascolti. Ascolto spesso Celtic Frost e primi album dei Venom. Amo il vecchio metal, forse perché è con quello che sono cresciuto. E poi la gente vuole ascoltare roba vecchia, come gli Slayer. Non so spiegarmi per bene questo fatto”.

E POI QUESTA COSA SI RIPROPONE PARIMENTI IN SEDE LIVE…
“Lo scorso anno abbiamo suonato in grandi festival e sono sempre le stesse band a suonare per ultime. I fan del metal li amano, c’è poco da fare”.

COME SI È INSERITO IL NUOVO CHITARRISTA, KENNY ANDREWS?
“Conosciamo Kenny da molto tempo; è un chitarrista fantastico e il suo stile e la sua personalità si adattano perfettamente con gli Obituary. La formazione di adesso è ottima, perfetta al 100% e Kenny si è inserito perfettamente con il suo stile di suonare la chitarra”.

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