PSILOCYBE LARVAE – Penombra allucinogena

I russi Psilocybe Larvae, probabilmente la scoperta più interessante della Buil2kill Records, l’etichetta che fa capo alla Nadir Promotion di Trevor dei Sadist, ci hanno ben impressionato con il loro nuovo lavoro, il particolare “The Labyrinth Of Penumbra”, quarto album di una band che vede i suoi natali nel bel mezzo degli anni Novanta. Anni che sicuramente, come evidenziato in sede di recensione, hanno lasciato il segno nel background di Vitaly ‘Larv’ Belobritsky e compagni: il loro sound, infatti, si dirama coraggiosamente attorno al gothic metal progressivo dei fu Tiamat e dei Novembre e al techno-death-con-tastiere proprio dei nostri Sadist, aggiungendo qua e là una cospicua dote di personalità e originalità, che spesso le formazioni dell’Europa dell’Est si portano appresso quale caratteristica. Abbiamo dunque avvicinato via email proprio il cantante-chitarrista della formazione di San Pietroburgo per scoprire tutto quello che c’è da sapere sugli Psilocybe Larvae…

Psilocybe Larvae - intervista band - 2013

CIAO VITALY! BENVENUTO SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM! E’ QUASI CERTO CHE LA MAGGIOR PARTE DEL PUBBLICO ALLA LETTURA NON CONOSCA PER NULLA I PSILOCYBE LARVAE – OLTRE A TROVARE QUESTO MONICKER PIUTTOSTO DIFFICILE DA PRONUNCIARE. TI VA DI RACCONTARE UN PO’ DELLA VOSTRA STORIA?
“Ciao Metalitalia! Sono Vit, dalla metallica San Pietroburgo! E’ vero, qualche volta faccio fatica anche io a pronunciare il nostro nome (ride, ndR), ma è stato una nostra scelta…quindi occorre tenersela! Dunque, la band è stata fondata da me nel 1996, a Vyborg, una piccola cittadina ai margini del confine russo con la Finlandia. La storia dei Psilocybe Larvae è molto rock’n’roll style: alti e bassi, incontri e addii (compresa la dipartita del nostro precedente bassista), alcol e droga, registrazioni e concerti… E può essere divisa in due parti distinte, la prima svoltasi a Vyborg, in cui abbiamo registrato due album, distribuiti poi dall’etichetta russa Black Side Productions: ‘Stigmata’ nel 2001 e ‘Agony’ nel 2003, entrambi bene accolti e poi ri-distribuiti dalla CD-Maximum, importante label del nostro paese, nel 2005. La seconda parte invece, che dura attualmente, è segnata dal trasferimento a San Pietroburgo e da un corposo cambio di formazione: nel 2007 abbiamo pubblicato ‘Non-Existence’, edito dai tipi della Mazzar Records e disponibile in Russia, Ucraina e Bielorussia; altri due anni e sempre ‘Non-Existence’ ha trovato distribuzione internazionale attraverso l’americana Dark Harvest Records. Infine, dopo un biennio di lavoro intensissimo, siamo ritornati con il nuovo disco ‘The Labyrinth Of Penumbra’, rilasciato dalla vostra Buil2kill Records a novembre 2012. Abbiamo anche alle spalle una buona carriera live, che ci ha portato a suonare in quasi tutto l’Est Europa, comprese le repubbliche baltiche e la Finlandia, supportando gruppi quali Anathema, Sadist, Sinister, Swallow The Sun, Norther, Vesania e altri. Ecco tutto!”.

FERMIAMOCI UN ATTIMO ANCORA SUL VOSTRO MONICKER, CHE SE E’ VERO CHE SI RICORDA FACILMENTE COME ‘STRANO’, E’ PUR VERO CHE DIFFICILMENTE RESTA IN MENTE… SO CHE L’AVETE ESTRAPOLATO DAL BRANO DEI TIAMAT “WHATEVER THAT HURTS”; E’ SOLO UN TRIBUTO O C’E’ DIETRO QUALCOS’ALTRO?
“Hai ragione, il nostro nome è stato preso da ‘Whatever That Hurts’ dei Tiamat e…be’, non ti so spiegare perché! Quelle parole mi hanno semplicemente conquistato all’epoca, mentre stavo leggendo i testi dell’album, e mi sono rimaste in testa. Sì, adoro ‘Wildhoney’, è vero, ma ti confesso che non apprezzo molto quello che stanno facendo i Tiamat negli ultimi anni. Comunque, il nostro nome è strano come la nostra musica, quindi perché non dovrebbero stare bene assieme (ride, ndR)?”.

BENE, COMINCIAMO A PARLARE DI “THE LABYRINTH OF PENUMBRA”, ALLORA. TITOLO E ARTWORK: IN CHE MODO SONO CONNESSI FRA LORO? A CHE TIPO DI LABIRINTO FATE RIFERIMENTO?
“Al labirinto della mente umana: un mondo creato dalle nostre fobie, dalle nostre superstizioni, dal dolore, dalla paura e dagl’incubi. Si deve attraversare questo labirinto per infine trovare l’illuminazione, raggiungere la realizzazione e arrivare al proprio Shambhala. Il concept filosofico ha qualcosa in comune con la trilogia di ‘Matrix’, i libri di Carlos Castaneda e la mitologia azteca. Il labirinto di Penumbra è il mondo degli esseri inorganici: noi viviamo in un sogno, in un programma creato dalle creature di Penumbra e siamo il loro biocombustibile; solo durante il sonno è possibile camminare per il labirinto e tentare di crackare il programma, liberando così mente e anima. Non è stato così facile immaginare tutta la storia narrata nel disco. Ho scoperto che alcune tavole del Codice Borgia (l’antico manoscritto meso-americano) raffigurano un preciso sacrificio rituale ad un Dio che assomiglia alla mia idea di Penumbra. Così abbiamo deciso di reinterpretarlo con uno stile ovviamente più moderno. Credo che il nostro disegnatore abbia fatto un bel lavoro: sulla cover, infatti, ora si può vedere un mostro che allunga i propri tentacoli, risucchiando l’energia vitale dalle anime degli umani. Ok, c’è anche un po’ di richiamo a Lovecraft, lo ammetto…”.

RIMANENDO SU QUESTI TEMI, DEVO DIRE CHE PROPRIO I TESTI MI HANNO AFFASCINATO PARECCHIO, IN QUANTO NON SONO CERTO LE TRITE E RITRITE BANALITA’ COMUNI. VOLEVO CHIEDERTI SE ABBRACCI QUALCHE FILOSOFIA DI VITA PARTICOLARE, QUALCHE APPROCCIO GNOSTICO MAGARI…
“Mah…credo che più vecchi si diventi più si pensi riguardo la propria vita e il proprio destino, i loro scopi, i loro veri motivi d’essere. Sono certo che tutto succede per una ragione e ciò mi porta ad essere fatalista. La mia strada è già scritta, il mio labirinto di Penumbra è qui con me, la mia lotta personale contro i demoni anche. Diciamo che la posso identificare come la mia filosofia. Per il resto, tutto ruota attorno al fatto che questi argomenti sono ciò che mi viene da esprimere nelle lyrics”.

VENENDO ALLA MUSICA, FINALMENTE…TROVO PIUTTOSTO DIFFICILE DARE UN NOME AL VOSTRO STILE, IN QUANTO SI TRATTA DI UN MIX BEN EQUILIBRATO DI VARI ELEMENTI. UN INDIZIO CHE PERO’ TROVO UTILE METTERE IN EVIDENZA E’ CHE RICORDATE DIVERSI GRUPPI ESTREMI DEI NINETIES CON CARATTERISTICHE SPERIMENTALI E ORIGINALI PIUTTOSTO MARCATE (ES.: TIAMAT, SADIST, CYNIC). SEI D’ACCORDO?
“Anche io non riesco a definire con esattezza la nostra musica, ma soprattutto ti dico che non spetta a me (ride, ndR)! Vero, sono e siamo più legati al periodo che citi tu, ma non posso dire che siano stati proprio un’influenza per me i gruppi che dici. Mi piacciono molto ma quello che abbiamo in comune si ferma alla volontà di sperimentare. Oltretutto, va anche detto che i Psilocybe Larvae sono nati in quegli anni, quindi siamo coevi di quelle formazioni!”.

QUINDI MI TOCCA FARTI LA CLASSICA DOMANDA SULLE INFLUENZE… QUALI SONO I GRUPPI, LE BAND CON I QUALI I MEMBRI DEI PSILOCYBE LARVAE SONO CRESCIUTI E SI SONO FORMATI MUSICALMENTE?
“Guarda, noi non ci fermiamo solo al metal, ma ascoltiamo quasi tutto lo scibile musicale. Non abbiamo influenze principali o idoli che siano, ma esistono molte grandi formazioni e musicisti in generale a cui certamente dobbiamo fare un inchino. Chiaro che il subconscio è sempre influenzabile, ma io spero per noi di essere abbastanza originali. Ho iniziato ad ascoltare metal nei primi anni Ottanta ed era NWOBHM: Iron Maiden, Judas Priest, Motorhead. Poi ci fu il thrash americano di Metallica, Anthrax, Slayer e Megadeth e, allo stesso tempo, scoprii l’hard rock psichedelico dei mostri sacri Pink Floyd, The Doors, Led Zeppelin, Black Sabbath e Deep Purple. Poi il doom britannico, il black metal norvegese e così via…e sono quindi arrivato ad avere un solido background su cui poter dire la mia. Ora ti posso citare, come artisti che seguo attentamente, Devin Townsend, Katatonia, Septicflesh e Porcupine Tree. Che io sappia poi, il nostro secondo chitarrista Andrey è un grande fan di Peter Tagtgren, il batterista Alan adora Dave Lombardo e alcuni drummer prog-metal, il bassista Alex ascolta Red Hot Chili Peppers, Alice Cooper e Morgoth, e infine Dmitry, il nostro tastierista, segue la musica classica e l’avantgarde”.

COME NASCE DI SOLITO UN BRANO DEI PSILOCYBE LARVAE? E’ PIU’ UN LAVORO INDIVIDUALE O SI TRATTA DI GIOCO DI SQUADRA?
“Di solito sono io a portare idee e riff alla causa. Ci lavoro un po’ su e poi registro un demo per far sentire agli altri ragazzi della band cosa ho composto. A quel punto loro dicono il loro parere e poi ci chiudiamo in sala prove e facciamo tutti gli arrangiamenti e gli aggiustamenti del caso. Quindi è chiaramente un lavoro di gruppo, sebbene l’idea di partenza sia quasi sempre mia. Per quanto riguarda le lyrics, invece, me ne faccio carico in toto io”.

COSA TI/VI INTERESSA ESPRIMERE MAGGIORMENTE CON LA TUA/VOSTRA MUSICA? C’E’ QUALCHE SENTIMENTO O SENSAZIONE CHE CERCHI DI METTERE CON PIU’ FORZA NELLE COMPOSIZIONI DEI PSILOCYBE LARVAE?
“Per me è più o meno come fosse una terapia: la fuga dalla realtà deprimente. Mi libero dai sentimenti negativi tramite la composizione, ma cerco anche di esprimere, ad esempio, le mie esperienze ricettive nei confronti di un film, di un concerto, di un libro che mi sono particolarmente piaciuti, oppure semplicemente quello che mi fa provare la visione delle luci notturne di una città. A volte è proprio un mix strambo di diverse emozioni. Ad essere onesto, non ho mai pensato a queste considerazioni. Tutto ciò che posso dire è che tutto sorge spontaneo e che la mia musica mi esprime completamente, anche in versione positiva, dato che comunque scrivo e scriviamo canzoni che devono anche essere divertenti da suonare, non certo per compiacere qualcuno”.

IN CHE MODO IL POSTO IN CUI SI VIVE CONDIZIONA LA MUSICA CHE SI CREA, OPPURE IL PROPRIO GUSTO MUSICALE? E’ ANCORA DIFFICILE, IMMAGINO, ESSERE UNA METALBAND IN RUSSIA…OPPURE STA MIGLIORANDO LA SITUAZIONE PER QUANTO RIGUARDA LOCALI, PROFESSIONALITA’ E LOGISTICA?
“Sicuramente l’ambiente può condizionare la musica. Ora noi viviamo in una grande città, San Pietroburgo, che ha un’atmosfera unica da bellezza necro-romantica, con paesaggi urbani e un clima umido e tenebroso. Credo che queste particolarità vengano riflesse nella nostra musica. La seconda parte della domanda: sai, credo che qualsiasi band underground di musica estrema abbia più o meno gli stessi problemi di sopravvivenza. Il fulcro del discorso sono sempre i soldi, perché ti servono gli strumenti, l’amplificazione, i costi delle registrazioni e così via. E’ ovvio che negli States o nell’Unione Europea funziona tutto un po’ meglio che in Russia, dove è più difficile realizzare i propri sogni artistici. Le due scene principali, da noi, sono a Mosca e a San Pietroburgo. Non c’è un’industria musicale ben stabilizzata e organizzata da noi e spesso le band restano nelle loro regioni d’origine, in quanto il Paese è enorme e le distanze dispendiose. Ad esempio, per noi è semplicissimo arrivare in Scandinavia o nei Paesi Baltici, ma è quasi impossibile raggiungere la Siberia o l’Est asiatico…”.

CONCLUDIAMO CON DUE PAROLE SULLA VOSTRA ATTIVITA’ LIVE: RIUSCITE AD ESIBIRVI CON REGOLARITA’? AVETE QUALCOSA IN PROGRAMMA PER PROMUOVERE L’ALBUM NUOVO?
“Be’, ci stiamo riscaldando e preparando per il nostro Penumbra Divisus Tour 2013, che include sei concerti in Bielorussia. Il tour sarà a febbraio (l’intervista si è svolta agli inizi di febbraio, ndR) e non vediamo l’ora di essere in giro con i nostri amici Deathbringer. Poi, in primavera, abbiamo pronta una manciata di show in Russia”.

BENE, VIT, TI RINGRAZIO PER L’AMPIA DISPONIBILITA’ E LASCIO A TE IL COMPITO DI CHIUDERE L’INTERVISTA…
“Grazie per aver riservato dello spazio alla nostra band, per noi è un grande onore. Un saluto a tutti i fan italiani! Credo che prima o poi riusciremo a visitare il vostro bellissimo paese e a fare qualche killer show! Non dimenticate di visitare i nostri siti http://psilocybe-larvae.com, http://www.facebook.com/psilocybelarvae, e sentitevi liberi di contattarci per qualsiasi domanda. Stay metal!”.

 



Ultimi contenuti correlati

Consulta l'archivio per: PSILOCYBE LARVAE

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.