RETALIATION – Non Solo Technical!

Un debutto davvero interessante è quello dei Retaliation, band tedesca che con il loro technical death in salsa Necrophagist, si è guadagnata un contratto con la sempre attenta Unique Leader. Abbiamo contattato via mail Dennis Schneider, disponibile chitarrista della band, con il quale abbiamo cercato di scoprire qualche curiosità in più su questa nuova realtà.

 

CIAO RAGAZZI!BENVENUTI SU METALITALIA.COM. DATO CHE QUESTA E’ LA VOSTRA PRIMA INTERVISTA PER IL NOSTRO PORTALE, VI ANDREBBE DI FARE UNA BREVE INTRODUZIONE ALLA BAND PER I NOSTRI LETTORI?
“Ciao, qui è Dennis (chitarrista, ndR). Prima di tutto grazie per l’intervista! Allora, i Retaliation si sono formati nel 2005 come una band a cinque elementi dedita ad un melodic death metal. Nel 2008 la line-up è cambiata in quella attuale, aggiungendo un secondo cantante e facendo passare il batterista come chitarrista solista. In seguito a questo cambiamento la musica è diventata più tecnica e progressive, senza dimenticarci delle nostre radici melodiche. I Retaliation ora suonano una sorta di modern progressive death metal, con ogni membro che aggiunge qualcosa di propriamente suo al sound della band”.

QUANTO TEMPO AVETE IMPIEGATO A SCRIVERE “SEVEN”?
“La prima canzone è stata composta verso la fine del 2007, ma la maggior parte del materiale è stato scritto nel 2008 dal compositore principale Julian (chitarrista) e me. La fase di scrittura è terminata verso la primavera del 2009, direi che tutto il processo è durato all’incirca un anno”.

LA MIA CANZONE PREFERITA DI “SEVEN” E’ “THE TRANSIENCE OF EXISTENCE”. SECONDO TE QUALI SONO LE MIGLIORI CANZONI DEL VOSTRO DISCO?

“E’ una domanda molto difficile. Secondo me ogni singola canzone ha la sua distinta personalità, quindi è davvero molto complicato per me citarne una preferita. Credo che ognuno abbia una sua preferita diversa, ma personalmente penso che ‘Transience’ sia un pochino sopra le altre… E penso anche che nella traccia di apertura ‘Hope Of Zion’ ci siano un bel po’ di particolari che è difficile notare ad un primo ascolto”.

IL VOSTRO SOUND E’ MOLTO TECNICO. SIETE AUTODIDATTI O AVETE STUDIATO MUSICA?
“Per lo più siamo autoditatti. Alcuni di noi hanno preso alcune lezioni ai primi tempi, ma la maggior parte di noi ha avuto svariate esperienze in altre band locali prima di entrare a far parte dei Retaliation, e questo ci ha permesso di fare molta esperienza, che forse è servita più di molte lezioni teoriche. Per quanto riguarda la tecnica, credo che sia qualcosa che arriva mentre progredisci come songwriter. Non cerchiamo in maniera conscia di scrivere musica tecnica, ma ci focalizziamo su stacchi e melodie che catturino l’attenzione dell’ascoltatore. La tecnica e la velocità sono realmente soltanto un risultato naturale della musica che  proviamo a scrivere”.

COMPONETE LE VOSTRE CANZONI TUTTI INSIEME, OPPURE E’ SOLTANTO UNO DI VOI A SCRIVERLE? CI PUOI DIRE QUALCOSA RIGUARDO AL VOSTRO PROCESSO DI SONGWRITING?
“Il principale compositore della band è il nostro chitarrista Julian. Lui butta giù le sue idee usando un programma chiamato Guitar Pro, e gradualmente le costruisce prima che si inizi a lavorarci tutti insieme. Successivamente mi incontro con lui e ripercorriamo altre idee in lungo e in largo, scriviamo le varie melodie fino a quando non siamo pienamente soddisfatti. Finito questo processo mandiamo il prodotto che ne è uscito agli altri membri, i quali effettuano altri cambiamenti per adattare le canzoni al loro stile e se le imparano. Finiamo di scrivere il tutto nella nostra sala prove e proviamo a sentire a come renderanno le canzoni in una situazione live cambiando, se necessario, gli ultimi dettagli – anche se il più delle volte non è nulla di realmente drastico”.

CHI SI OCCUPA DEI TESTI DELLA BAND? TI ANDREBBE DI PARLARCENE UN PO’?
“Il nostro bassista Heiko scrive la maggior parte dei testi, alle volte assistito dal cantante Johannes (come ad esempio in ‘Omnious Greed’)”.
Heiko: “Prima di tutto: siamo consci del fatto che i nostri testi non hanno nulla in comune con i testi del death metal in generale. Piuttosto cerco di scrivere testi che abbiano un senso o per lo meno aderiscano a una storia. La maggior parte delle liriche sono basate su testi di letteratura come Goethe, Hauptmann o Huxley. Inoltre ci sono testi inventati che riguardano la rivincita o la scoperta di se stessi. La maggior parte di queste (a parte ‘Transcience of Existence’ e ‘Oninious Greed’) sono scritte da me. I testi di queste infatti sono scritte dal nostro cantante Johannes Schwarzkopf e sono anche tra i miei preferiti poiché Johannes preferisce scrivere testi riguardanti soggetti ambientalistici, e credo che lui abbia un modo di scrivere a riguardo di queste cose, che ti stimola a rifletterci. Per tornare al punto principale della domanda, mi sento di poter dire che i nostri sono testi intelligenti che tutto sommato vale la pena di leggere”.

RETALIATION: COME MAI AVETE SCELTO QUESTO NOME PER LA VOSTRA BAND?

“Be’, non c’è nessuna storia realmente speciale dietro a questo nome. E’ stato scelto qualche anno fa, nel 2005, e quando la cosa è iniziata a divenire un po’ più seria avevamo già un fanbase nella nostra area che ci conosceva con il nome di Retaliation, quindi non abbiamo avuto nessuna ragione particolare per cambiarlo”.

QUALI SONO LE BAND CHE VI INFLUENZANO MAGGIORMENTE?
“E’ difficile dirlo, perché ognuno di noi ha preferenze musicali differenti. Personalmente amo ascoltare una parte estesa di generi metal, a partire dal technical death di band come Beneath The Massacre o Obscura, fino ad altre come Katatonia, Hatesphere, o shred degli anni ’80. Penso che la vastità di influenze differenti sia quello che ci aiuta maggiormente ad avere un suono tutto nostro, che non ci limiti in alcun modo. Anche se ascoltandoci sicuramente potrai sentire influenze di gruppi come Death o Necrophagist”.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA UNIQUE LEADER?
“Abbiamo semplicemente inviato un nostro promo contenente alcune tracce di ‘Seven’ con un pezzo di carta dove si richiedeva un accordo per registrarci… Non c’è molto altro dietro”.

NON ABBIAMO ANCORA AVUTO LA POSSIBILITA’ DI VEDERVI ALL’OPERA IN SEDE LIVE. COSA CI POSSIAMO ASPETTARE DA UN VOSTRO CONCERTO?
“Energia! Sebbene la nostra musica alle volte sia molto tecnica, e quindi impegnativa, ci divertiamo molto on stage, e proviamo a trasmetterlo al pubblico che ci ascolta. Penso che suonare musica dal vivo non significhi necessariamente riproporre in maniera fedele al cento per cento ogni singola nota (anche se questo dovrebbe essere l’obiettivo), ma piuttosto cercare di far vedere al pubblico uno show divertente e coinvolgente. Se volessi ascoltare la perfezione totale allora mi ascolterei un disco, ma quando assisto a un concerto preferisco vedere una band energica che davvero riesce ad attirare la mia attenzione”.

E ORA, QUALI SONO I VOSTRI PIANI PER IL FUTURO?
“Suonare quanti più concerti possibile, tra tour e festival, e contemporaneamente iniziare a scrivere materiale per il secondo disco. Abbiamo già un mucchio di materiale scritto e presto presto ve lo faremo sentire. Stay tuned!”.



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