SEPTEM – Arriva la tempesta

Pubblicato il 08/01/2017 da

L’underground italiano è sempre pieno di giovani realtà che lottano per emergere dall’anonimato e ricavarsi il cosidetto ‘posto al sole’ nella sempre più affollata scena metal… e quando a provarci sono una band focalizzata e decisa come i Septem c’è da rizzare le orecchie perchè potremmo sentirne delle belle. Forti di un album valido come il loro “Living Storm”, il bravo gruppo heavy spezzino ci racconta qualcosa su di sè, attraverso le parole del singer Armanini.

E’ LA PRIMA VOLTA CHE VI INTERVISTIAMO PER METALITALIA.COM: VI CHIEDEREMMO DI PRESENTARE LA BAND AI NOSTRI LETTORI, RACCONTANDOCI QUALCOSA DI VOI E DI COME VI SIETE UNITI SOTTO QUESTO MONICKER…
Daniele Armanini:
“Ciao a tutti e grazie dell’ospitalità. I Septem sono composti da me, alla voce, Francesco Scontrini alla chitarra e al growl,Enrico Montaperto seconda chitarra, Andrea Albericcial basso e Matteo Gigli alla batteria. La band si forma a La Spezia nel lontano 2003, e sin da subito abbiamo avuto come proposito quello di creare musica propria ed originale. Dopo le inevitabili e fisiologiche trasformazioni di line-up,la formazione si stabilizza finalmente nel 2009 e grazie ad un lento ma inesorabile lavoro, sia concertistico che in studio,arriviamo ad esordire su full-length nel 2011 con un demo e dopo finalmente nel 2013 con il nostro album omonimo. Dopo il recente cambio di batterista abbiamo ripreso a lavorare duramente, con tanto entusiasmo e rinnovato vigore,arrivando infine a produrre questo nuovo lavoro dal titolo ‘Living Storm’. Inutile dire che ne siamo davvero fieri!”.

RIMANENDO SUL VOSTRO NOME, IL 7 È UN NUMERO PARTICOLARE, PIENO DI SIGNIFICATI ANCHE ESOTERICI INFERIORI IN NUMERO SOLO AL 3. C’È UN PARTICOLARE SIGNIFICATO DEL 7 AL QUALE VOLEVATE ISPIRARVI CHIAMANDOVI SEPTEM?
“Ci sono diversi motivi per cui è stato scelto questo nome…e uno di questi è che all’inizio i membri della band erano appunto sette! A parte l’ovvia ironia – che è comunque e sempre una nostra caratteristica – il concetto che hai espresso nella domanda è proprio quello di dare un significato a questo numero. Il numero 7 è un numero potente, denso di significati e di simbolismi in tutte le culture del mondo.Per ogni civiltà, antica e moderna, il numero 7 ha rappresentato o dato forma all’espressione dell’universalità,dell’equilibrio perfetto e, a seconda delle culture o delle discipline, gli è sempre stato conferito un potere sia magico che spirituale. Gli esempi sono innumerevoli. In ultima analisi a noi piace l’idea che questo nome non ci identifichi o colleghi immediatamente a un genere musicale ben preciso,creando curiosità e aumentando magari la voglia di scoprire la nostra musica anche nei confronti di chi non segue metal o rock. Magari ascoltarci potrebbe risultare una bella sorpresa!”.

 E’ GIUNTO IL MOMENTO DI PRESENTARE L’ALBUM… COME SI È ARRIVATI A “LIVING STORM”? CHE PASSI IN AVANTI VEDETE RISPETTO AL COMUNQUE VALIDO PREDECESSORE?
“Dopo il cambio di line-up alla batteria,con l’abbandono di Graziano Mariotti e l’entrata del sostituto Matteo,ci siamo messi al lavoro con tanta grinta e tante idee. Abbiamo composto tutto molto velocemente,cercando di tirare fuori il meglio da noi stessi. Credo che questo album rispetto al precedente sia più compatto ed equilibrato. Mentre ‘Septem’ era stato scritto in momenti diversi e le sue canzoni – considerati i continui cambi di formazione – erano state arrangiate in molti modi prima di arrivare al risultato finale, ‘Living Storm’ ha subito meno scossoni e stravolgimenti. Il debutto era una sorta di best of della band lungo tutto il percorso seguito dagli esordi fino a quel momento, ‘Living Storm’ invece mostra una maggior compattezza e freschezza di idee. Direi che con questo secondo album vince la coesione e potenza di una band che ha trovato il proprio equilibrio e che lavora ancora per migliorarsi. A livello sonoro poi, grazie al lavoro di Tommy Talamanca dietro il mixer,‘Living Storm’ gode di un’ulteriore e accresciuta qualità sonora. Il disco è allo stesso tempo potente,melodico ed equilibrato”.

 “LIVING STORM” PESCA TANTO DALL’HEAVY CLASSICO QUANTO DALL’HARD ROCK, DAL PROGRESSIVE O DALLA SCENA ESTREMA. COME NASCE UN SIMILE MIX? E’ LA SUMMA DI INFLUENZE A LIVELLO PERSONALE DEI SINGOLI MUSICISTI O È UNA DESTINAZIONE CUI VOLEVATE GIUNGERE?
“Hai colto bene l’idea citando quelle influenze. Ti rispondo subito: noi siamo cinque ragazzi con una spiccata personalità ed un diversissimo background musicale.Tutto questo concorre a far sì che, in maniera del tutto naturale,le nostre influenze si mescolino e si traducano in musica in quella maniera. Io faccio sempre il paragone dei genitori e dei figli… Portiamo dentro di noi i cromosomi di nostro padre e di nostra madre ma siamo comunque un individuo nuovo. Anche per noi come band, musicalmente parlando,il discorso è lo stesso. Abbiamo assimilato la lezione dei nostri artisti e dei nostri gruppi,ma in fondo è sempre solo la nostra personalità che poi viene a galla. Deep Purple, Queen, Black Sabbath, Pantera, Lamb Of God, Dream Theater e mille altri… appartengono a generi musicali completamente diversi, ma fanno tutti parte della nostra cultura,ed ecco che quello che esce sono semplicemente le idee,l’originalità e la musica dei Septem”.

IN CHE MODO COMPONETE? C’È UNA PENNA PRINCIPALE O È UN LAVORO DI SQUADRA?
“Non abbiamo un metodo standard, ma il lavoro possiamo dire sia assolutamente di squadra. Le idee dei singoli vengono sempre rielaborate da tutta la band. Tutti quanti partecipiamo alla creazione di ogni brano, indipendentemente da chi nasce l’idea.E’ una creazione in simbiosi, infatti i brani sono firmati Septem proprio per ribadire questo concetto. Ognuno di noi cinque è libero di esprimere e di portare una propria personale ispirazione compositiva che viene recepita da tutta la band, assimilata, analizzata e rielaborata fino a quando non si è tutti soddisfatti del risultato finale. Possiamo partire dal classico riff di chitarra,da una melodia vocale,da un pattern di batteria o forse addirittura da una lirica… Questo modo di lavorare ci permette di non avere vincoli preordinati e di poter esplorare,da più angolazioni diverse, un vasto campo musicale. Siamo tutti ugualmente partecipi e questo si riflette sulla coesione globale della band e sulla solidità delle canzoni”.

I TESTI PAIONO ESSERE PARTICOLARMENTE CURATI, NON SONO ASSOLUTAMENTE BANALI. CHE IMPORTANZA RIVESTONO NELL’ECONOMIA DELLA VOSTRA MUSICA?
“Per i Septem i testi hanno sicuramente grande importanza. Musica, testi, copertina… ognuno di questi elementi è legato agli altri, e tutto fa parte del nostro mondo musicale e viene ugualmente curato. Come già spiegato per la parte compositiva,non abbiamo un metodo definito col quale stendiamo i testi. Ogni cosa può essere di ispirazione e di spunto per scrivere una lirica interessante. E’ vero che io, in quanto singer, sono il maggior responsabile della stesura delle liriche,ma anche Andrea (Albericci, basso, ndR) mi fornisce supporto e aiuto in questo, scrivendo o suggerendomi argomenti. Il mio modo di scrivere è tendenzialmente molto immaginifico. Mi approccio alla scrittura come un pittore a una tela, e cerco di descrivere a parole colori e paesaggi in modo che, anche attraverso i testi, l’ascoltatore possa mentalmente visualizzare la musica. Anche sulle liriche ci diamo una totale libertà di espressione. Ci possiamo occupare di fatti reali: storici,cronaca, società, vita ed esperienze personali, oppure lavorare a visioni fantastiche,storie, sogni… L’importante è che quanto si scrive sia consono al mood della canzone su cui si sta lavorando”.

IN GENERE, QUANDO SI SCRIVONO TESTI LEGATI AD EVENTI ATTUALI O SENSAZIONI/STATI D’ANIMO, ESISTONO DUE APPROCCI: RACCONTARE QUALCOSA OPPURE TRASMETTERE UN MESSAGGIO. NEL PRIMO CASO C’È PIÙ INTROSPEZIONE, SI PARLA DI CIÒ CHE ACCADE A SE STESSI, NELL’ALTRO SI CERCA DI COSTRUIRE IL TESTO IN MODO DA COMUNICARE UN’OPINIONE… VOI DA CHE PARTE STATE?
“Da nessuna parte! (ride, ndR). Come ti dicevo la libertà che ci riserviamo non ci vincola ad una metodologia precisa… Io credo fortemente che l’espressione artistica di una band debba essere libera, e non debba per forza veicolare un messaggio. Spiego il concetto con un esempio. Se capitasse che io abbia voglia di esprimere un messaggio senza lo scopo di indottrinare nessuno, solamente cioè per esprimere un concetto che in quel determinato momento creativo mi andasse di sviscerare, allora va bene così. Viceversa potrei aver necessità di inventare qualcosa di nuovo e di scrivere una storia che magari ha un significato per me, ma non necessariamente porti un messaggio ad altre persone. Quello che cerchiamo veramente è di dare sfogo a qualcosa di buono e bello, facendosi sì che questo dia la possibilità a chi ci ascolta di goderne e parteciparne”.

CREDETE DI AVERE FORTI IDEE SOCIALI O POLITICHE? PENSATE CHE QUESTI ARGOMENTI INFLUENZINO IL TIPO DI MUSICA CHE PRODUCETE?
“No. Credo che esistano altri luoghi e altri modi per impegnarsi in quel senso. Non voglio dire che siamo superficiali o ‘leggeri’ socialmente… solo che ognuno di noi ha le proprie idee extra-musicali, ma che queste non rientrano nella nostra condizione di musicisti. Quello che pensiamo o facciamo nel campo sociale lo lasciamo alla vita di tutti i giorni. Nella musica riversiamo invece le nostre energie, i nostri sogni, la voglia di scrivere belle canzoni per divertirci e per far divertire la gente che viene ai nostri concerti o che compra ed ascolta i nostri album. I ragazzi, le ragazze di oggi hanno bisogno divertirsi, di cantare, di pogare, di bere birra, di limonare e di scopare! Con la nostra musica vogliamo regalare gioia, divertimento e passione. Vogliamo donare momenti di libertà e di sollievo da ogni preoccupazione e problema. Non è forse compito dell’arte, in questo caso della musica, quello di elevare l’individuo al di sopra della miseria umana? Io credo di sì. Sano divertimento e semplice godimento sono già di loro un buon messaggio da divulgare, senza entrare su messaggi sociali o politici”.

QUALI SARANNO LE MOSSE FUTURE DELLA BAND? COME VI MUOVERETE A LIVELLO DI PROMOZIONE, CI SARÀ UN TOUR CON DELLE DATE LIVE?
“Stiamo programmando un tour che partirà all’inizio di febbraio per supportare al meglio ‘Living Storm’. Partiremo da La Spezia, la nostra città e proseguiremo in giro per l’Italia e per l’estero. Toccheremo Albania, Grecia, Inghilterra e anche altri paesi. Siamo proprio adesso in piena fase di schedulazione ed ogni giorno c’è la possibilità di aggiornare la situazione”.

QUALE DIRESTI CHE SIA LA PARTE PIÙ ECCITANTE E SODDISFACENTE DELL’ESSERE UN MUSICISTA? E QUELLA PIÙ SCORAGGIANTE?
“La più scoraggiante è non suonare! Vorrei ci fosse qualche cellulare in meno e affluenza in più durante i concerti delle band emergenti come la nostra, perché in giro ce ne sono parecchie valide e con grandi idee.  Di incoraggiante c’è però il fatto di vedere apprezzata la propria musica e vedere come la gente si diverta sotto il palco. L’emozione di un applauso per qualcosa che hai creato è sicuramente una delle cose più gratificanti che ci siano. Poi magari vendere un milione id copie non sarebbe male… ma non si può volere tutto(risate, ndR)!”.

SIAMO ARRIVATI ALLA CONCLUSIONE. VI VA DI LASCIARE UN MESSAGGIO AI NOSTRI LETTORI?
“Vi ringraziamo per lo spazio che ci avete dedicato. Un saluto a te, alla redazione e a tutti i lettori. Comprate il nostro disco, alzate il volume al massimo e giù di headbanging! I Septem vi salutano e ricordate…be good, drink beer, fuck and Rock’n’Roll! Alla prossima!”.

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