SUBSCRIBE – Imperatori D’Ungheria

I Subscribe sono una vera e propria istituzione in Ungheria, la loro terra madre. Sono probabilmente la metal band più famosa e apprezzata e il loro vivacissimo progressive-core è quanto di più piacevole ci sia capitato di ascoltare nel corso di questo 2012. Dopo aver composto un album come “Bookmarks”, che potrebbe essere apprezzato dagli estimatori di band come Between The Buried And Me o Protest The Hero, i Subscribe stanno tentando in ogni modo di varcare i confini della madre patria per esportare la loro musica in tutta Europa e farsi conoscere a quanta più gente possibile. Noi di Metalitalia.com crediamo nella bontà della loro musica e riteniamo doveroso fare la nostra parte per cercare di aiutare questi simpatici ragazzi; dunque, abbiamo intercettato Balint, uno dei loro vocalist, e di seguito vi riportiamo il resoconto della nostra chiacchierata.

 

 

CIAO BALINT E BENVENUTO SU METALITALIA.COM. PRIMA DI TUTTO COMPLIMENTI PER “BOOKMARKS”, UN DISCO CHE CI E’ DAVVERO PIACIUTO. NON SIETE ANCORA MOLTO POPOLARI AL DI FUORI DEI CONFINI UNGHERESI, MA ABBIAMO LETTO SULLA VOSTRA BIOGRAFIA E VISTO DAI VOSTRI VIDEO CHE SIETE DELLE SPECIE DI STAR NEL VOSTRO PAESE. COSA AVETE INTENZIONE DI FARE PER ESPANDERE LA VOSTRA POPOLARITA’ ALL’EUROPA? A PROPOSITO, SAPETE CHE LA VOSTRA BIOGRAFIA SU FACEBOOK E’ ANCORA IN UNGHERESE?
“Non so davvero come sia potuto succedere, ora abbiamo risolto la cosa. Grazie per avercelo fatto notare! Ora sì che siamo un po’ più vicini alla fama mondiale (ride ndR). E a proposito della tua domanda, facciamo del nostro meglio per essere conosciuti nel mondo, nella misura in cui i nostri soldi ce lo permettono. Detto così può sembrare deludente, ma la verità al giorno d’oggi é che il denaro é ben più importante del talento. E i Subscribe sono più dotati del secondo. Proviamo a raggiungere quanti più giornali e siti possibili attraverso varie agenzie, i nostri dischi sembrano piacere e di questo siamo molto orgogliosi. Questa pare esssere l’unica maniera di farsi pubblicità da sè, ed è anche quella che funziona di più. Oltre a questo proviamo a fare concerti all’estero, in genere riusciamo a fare una trentina di show all’anno al di fuori dell’Ungheria”.

CON “BOOKMARKS” AVETE AGGIUNTO UN NUOVO MEMBRO ALLA VOSTRA FORMAZIONE, ZOLTAN CSERI AL PIANO E ALLE TASTIERE. PENSATE DI RIMANERE STABILMENTE IN SETTE D’ORA IN POI? COME SIETE ARRIVATI ALLA VOSTRA FORMAZIONE ATTUALE?
“In realtà, Zoli si é unito a noi già nel 2007, quando abbiamo registrato il nostro secondo disco dal titolo ‘Stuck Progress To Moon’. Ha frequentato la stessa scuola di musica del gruppo e ha studiato jazz. Sapevamo che era fantastico e che non aveva avuto niente a che fare col rock and roll da allora, e questo rendeva la collaborazione con lui ancor più stimolante. Speva esattamente cosa doveva o non doveva suonare dalla prima all’ultima nota di una canzone. E sembrava divertirsi, così abbiamo deciso di invitarlo alla festa per il lancio del nostro disco. Quando é iniziato il concerto é letteralmente impazzito per l’energia sprigionata dal pubblico e la devastazione del metal dal vivo sul palco. Si vedeva che era la sua prima volta! E da allora abbiamo deciso di essere sette. Per il resto, io e gli altri ragazzi eravamo compagni di scuola, abbiamo deciso di formare un ‘gruppo rock’  ma quasi nessuno sapeva suonare uno strumento. Tutto quello che avevamo era la nostra amicizia e la nostra determinazione, e questo é tuttora quello che porta avanti la nostra band”.

CONOSCETE QUALCHE GRUPPO ITALIANO, O AVETE MAI SUONATO CON UNO DI ESSI? C’E’ UN PARALLELISMO DIVERTENTE CON UNA BAND MOLTO POPOLARE IN ITALIA, GLI EXTREMA: ENTRAMBI I VOSTRI GRUPPI HANNO UN MEMBRO CHE LAVORA ALL’INTERNO DI UN CANALE TELEVISIVO DEDICATO AL ROCK E AL METAL. ESSERE UNA DELLE BAND UNGHERESI PU’ SIGNIFICATIVE PER QUESTO GENERE E LAVORANDO ANCHE “DIETRO LE QUINTE” SICURAMENTE AVRETE UN’IDEA MOLTO CHIARA DELLO STATO DELLA MUSICA METAL NEL VOSTRO PAESE. COSA CI POTETE DIRE A PROPOSITO? CI SONO GRUPPI UNGHERESI CHE VORRESTE CONSIGLIARE AI NOSTRI LETTORI?
“Purtroppo i gruppi di modern metal vanno e vengono qui in Ungheria. Praticamente siamo gli unici che vanno ancora avanti, che non si sono ancora sciolti, o che sono abbastanza popolari da essere menzionati. Ma se vi piace il prog rock c’è roba molto buona. Uno dei miei gruppi ungheresi preferiti sono i Turbo, cercateli. E poi ci sono i The Grand Mexican Warlock che sono una grandissima band secondo me. Un tempo ascoltavamo un sacco i Linea 77 e ci piacevano molto, ma non abbiamo mai suonato con loro purtroppo, e nemmeno con altri gruppi italiani. Nello show televisivo che conduco ho ospitato gli Zippo! E’ stato molto divertente perchè sia il gruppo che il nostro staff erano completamente ubriachi (ride ndR)”.

UN ALTRO FATTO CURIOSO CHE ABBIAMO LETTO NELLA VOSTRA BIOGRAFIA E’ CHE AVEVATE (O FORSE AVETE ANCORA?) UNA COVER BAND DEI RAGE AGAINST THE MACHINE. COSA MI DICI A PROPOSITO DI QUESTA COSA?
“Quando i Rage si sono sciolti nel 2000 abbiamo deciso di formare una tribute band perchè siamo dei grandi fan. Dopo qualche mese, lo Sziget Festival ci ha invitati come unico tributo ungherese ai RATM. E’ stato il nostro primo concerto e la gente lo ha adorato, così abbiamo deciso di andare avanti. A quell’epoca non riuscivamo ancora a fissare molte date per i Subscribe, ma con la tribute band riuscivamo ad arrivare praticamente in ogni locale del paese, così abbiamo deciso di aiutarci in questo modo. Oggi però abbiamo solo poche date con la tribute band, sia in Ungheria che in Europa”.

PARLIAMO DI “BOOKMARKS”. LA PRIMA DOMANDA E’ PIUTTOSTO SCIOCCA: C’ERA UNA “ANXIETY FOUND SHAPE IN CONTRADICTIONS ACT I” NEI VOSTRI PRIMI ALBUM? COSA POTETE RACCONTARCI DI QUESTA SAGA?
“Sì, avevamo fatto un EP prima di Bookmarks, si chiamava “Contradictions”. La traccia con il primo capitolo si trova lì. E’ la storia di un cavaliere del primo medioevo e racconta della caduta di un regno, Mercia, il cui re Phaiba sta per morire e ha due figli che lottano per il potere. Tutta la storia é una grande metafora, accade tutto nella testa e nell’anima del nostro altro cantante Maté e la storia vuole rappresentare una parte molto difficile della sua vita. Ogni persona della storia é un suo sentimento o pensiero. Il reame simboleggia la mente di Maté, il re morente, la sua coscienza e i due figli dovrebbero essere il lato buono ed il lato cattivo di Maté che si interrogano sui grandi temi. Come vivere la propria vita? Cosa é giusto e cosa non lo è? Che sentiero scegliere? La saga porta alla soluzione finale attraverso cospirazioni e battaglie, come accade nelle tipiche storie medioevali”.

DOVE PRENDETE L’ISPIRAZIONE PER I VOSTRI TESTI? C’E’ QUALCUNO IN PARTICOLARE CHE LI SCRIVE? CI PIACE MOLTO IL TITOLO “GAY RODEO”!
“Scrivo io i testi. Penso che l’ispirazione maggiore sul mio lavoro sia il cambiamento. Le cose, le persone, gli eventi che mi circondano, tutto questo mi cambia. Può essere l’amore o la perdita di una persona cara. Può essere il raggiungere qualcosa o semplicemente il crescere e rendersi conto di quanto siamo ignoranti e deboli. Anche cambiare ambiente mi porta molta ispirazione. ‘Gay Rodeo’ parla di me. E’ come se cantassi allo specchio. Provo a venire a patti con la mia parte più distruttiva ed egoista, il chè non é facile, perché spesso questa parte di me é molto gioiosa ed ispirante. In questa canzone mi affronto. Ed il titolo, ‘Gay Rodeo’, rappresenta un po’ la mia vita: é come se fossi sempre in un rodeo e tutto quello che cavalco é la vita. Gay perché un sacco di gente pensa che io sia gay. Quindi é un po’ una presa per il culo”.

IN QUESTO DISCO C’E’ UN’ENORME QUANTITA’ DI INFLUENZE MUSICALI. SICURAMENTE SIETE MUSICISTI MOLTO ESPERTI PER PRODURRE UN RISULTATO DEL GENERE. QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI INFLUENZE, E COME RIUSCITE A METTERLE INSIEME?
“Atish, il nostro chitarrista, MIke, il nostro bassista, ed io scriviamo le canzoni. Io faccio il lavoro a casa con la mia chitarra, le mie tastiere ed un laptop. Anche Atish lavora allo stesso modo. La maggior parte dele volte io scrivo e registro tutta la canzone e poi la faccio sentire agli altri. Loro ci mettono dentro le loro idee e tolgono le parti che non piacciono, poi iniziamo a jammare fino a quando non raggiungiamo il risultato e il suono che desideriamo. Mike di solito scrive principalmente i riff più groove piuttosto che canzoni intere, quindi ci completiamo. A me piace molto il prog e lo psychedelic rock. Atish ama tutto ciò che é tecnico e Mike é un purista del funk e del jazz”.

L’ANNO SCORSO AVETE SUONATO UN CONCERTO CON UN’ORCHESTRA SINFONICA. E’ UNA COSA CHE ABBIAMO VISTO FARE RECENTEMENTE IN ITALIA CON GRANDE SUCCESSO DA SERJ TANKIAN. DI CERTO CREDETE NELLE CONTAMINAZIONI MUSICALI. COM’E’ STATA QUESTA ESPERIENZA? VI PIACEREBBE REGISTRARE UN ALBUM CON UNA VERA E PROPRIA ORCHESTRA PRIMA O POI?
“E’ sempre stata una nostra speranza poter registrare con un’orchestra sinfonica, come i Metallica o i Led Zeppelin. Dopo aver esplorato i costi di un’orchestra intera (viaggi, prove, cachet eccetera) abbiamo capito di non potercelo permettere. Così il nostro bassista e il manager Miklos hanno avuto l’idea di suonare tutte le canzoni con stili diversi dall’originale, e accompagnarle con un po’ di musicisti ospiti. Il nostro tastierista Zoltan si é preso in carico il compito di riarrangiare le canzoni. Abbiamo registrato qualche demo con le nuove versioni e le abbiamo mostrate al management del Palace of Arts di Budapest, che ci ha immediatamente fissato uno show. Il primo é andato sold out in pochi giorni, e ce ne hanno fissato un altro, e di questo siamo molto orgogliosi”.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA EMI PUBLISHING? QUESTA DISTRIBUZIONE VI STA AIUTANDO A PORTARE LA VOSTRA MUSICA ALL’ESTERO?
“Beh, la EMI Publishing non é pari alla EMI come etichetta, ci aiutano a distribuire l’album, questo sì. Ci danno una mano anche con la nostra carriera all’estero. Fino ad ora però non abbiamo avuto molto successo da questo punto di vista, purtroppo”.

SUONERETE IN ITALIA PROSSIMAMENTE? COSA DOBBIAMO ASPETTARCI DA UN VOSTRO LIVE? VI CONCENTRATE MAGGIORMENTE SULLA TECNICA O SULL’ENERGIA E SUL CONTATTO COL PUBBLICO?
“Sicuramente abbiamo in progetto di suonare in Italia quest’anno, siamo in contatto con una famosa band italiana e speriamo di concludere con loro per almeno un concerto, probabilmente sarà in estate nel nord Italia. Da un nostro concerto dovreste aspettarvi l’esperienza di vivere momenti reali, non una semplice performance. Questo perché la nostra musica é sì tecnica, ma solo al punto da poter essere suonata dal vivo con tantissima energia! Adoriamo i piccoli club dove abbiamo la possibilità di entrare in contatto con il pubblico il più possibile. Il palco é loro, il pubblico é il nostro campo da gioco”.

BENE, ABBIAMO TERMINATO CON L’INTERVISTA, A TE L’ULTIMA PAROLA PER CONCLUDERLA!
“Venite a vedere i Subscribe e scoprite perché vostra madre non voleva che diventaste un musicista rock!”.

 



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