SUFFER IN SILENCE – La Dura Realtà


Da sempre siamo abituati a considerare Rimini e la riviera romagnola come la capitale del divertimento e delle notti insonni passate in discoteca: ebbene, da qualche anno a questa parte proprio in riviera si é sviluppata una scena estrema che consta di diverse piccole ma promettenti realtà in ambito doom, black e death metal. I Suffer In Silence si possono tranquillamente inserire in quest’ultimo filone e sono un mome che ogni amante delle melodie di matrice svedese dovrebbe appuntarsi per il futuro. I ragazzi, attivi già da parecchi anni (seppure con uno scioglimento alle spalle), arrivano all’esordio discografico solo nel 2009, sotto l’occhio attento della SG Records. Il death dei nostri, come spiegheranno a più riprese loro stessi nell’intervista, é influenzato soprattutto dagli At The Gates e a livello lirico é ammantato di un pessimismo cosmico e di un’amarezza che traspare già dal titolo e dal nome della band. A loro la parola dunque…

SIETE ATTIVI DAL 2002 MA SOLO ORA SIETE RIUSCITI A PUBBLICARE IL PRIMO ALBUM: COSA AVETE FATTO NEL FRATTEMPO?
“Ciao, nell’autunno del 2002 Patrick (cantante/chitarrista e membro fondatore della band) cominciò a scrivere canzoni in collaborazione con il primo batterista, da lì a poco la band si completò e iniziò a fare concerti in locali della zona. Purtroppo però non era nei pensieri di tutti e quattro andare avanti con questo progetto e così la band si sciolse nel 2004. Dopo un anno di silenzio Patrick rimasto da solo non si arrese e si mise a una dura ricerca di musicisti, in pochi erano all’altezza e/o interessati e dopo tante prove solo alla fine del 2005 i S.I.S. tornarono con una formazione completa, ma questa volta con componenti diversi. Finalmente ora tutti all’interno del gruppo credevamo nella nostra musica e così nel 2006 andammo a registrare il nostro primo omonimo demo. Nel frattempo continuammo ad esibirci dal vivo e a comporre nuove valide canzoni perché era nostro desiderio far uscire un album e così fu nel maggio 2009, quando tornammo al Fear Studio a registrare, e nel novembre dello stesso anno firmammo un contratto con la SG Records, completamento delle nostre fatiche”.

PERCHÉ AVETE SCELTO UN MONICKER COME SUFFER IN SILENCE?
“Il nome della band è stato dato da Patrick, è un nome che si addice alla musica che proponiamo e alla maggior parte delle tematiche che trattiamo. In alcune nostre parti melodiche si manifesta la sofferenza e in altre più violente si scatena la rabbia e viene fuori il dolore che teniamo dentro e che nascondiamo. Il soffrire in silenzio coinvolge molte persone e quindi ci sembra giusto avere un monicker che rappresenti un serio problema piuttosto che uno inventato e non reale”.

COME SI È SVOLTO IL SONGWRITING? CHI HA SCRITTO, PRINCIPALMENTE, LE MUSICHE DEL DISCO?
“Le musiche sono tutte scritte da Patrick, nasce tutto dalla sua mente. Naturalmente ogni membro del gruppo poi ha contribuito esprimendo le proprie idee per cercare di rendere le canzoni con soluzioni più belle possibili”.

DI COSA TRATTANO I TESTI?
“Patrick nei suoi testi parla della vita di tutti i giorni, prendendo ispirazione dalle cose ingiuste che viviamo e che ci accadono sotto ai nostri occhi, a volte senza poter fare nulla. Il dolore, la ribellione e l’odio sono tra i principali argomenti.. eccezion fatta per una canzone intitolata ‘Without Gods’, che parla dello star bene senza avere bisogno e l’aiuto di un dio, contare solo su se stessi e sulle proprie forze ed essere liberi senza dover obbedire a delle regole”.

QUANTO SONO IMPORTANTI I TESTI PER VOI? IN CHE MISURA I TESTI INFLUENZANO LE MUSICHE E VICEVERSA?
“I testi sono importantissimi per noi perché fanno capire totalmente quello che esprimiamo e che abbiamo dentro, nel nostro caso poi alcune canzoni sono vere, esperienze realmente vissute sulla nostra pelle. Di solito noi aggiungiamo le parole solamente una volta completata la musica, perché è la musica stessa con le sue note più o meno melodiche che ci dà la giusta ispirazione per un racconto da trattare. Solo in pochissimi casi abbiamo testi già pronti prima delle musiche, e in ogni caso comunque vanno adattati al tempo che stiamo suonando”.


AVETE ORGANIZZATO QUALCHE TOUR O QUALCHE CONCERTO PER PROMUOVERE IL DISCO?
“Qualche concerto c’è stato, attualmente stiamo continuamente cercando posti dove potere esibirci anche insieme ad altri gruppi. Colgo l’occasione per dire a band e locali che noi siamo disponibili e promettiamo devastanti concerti”.

QUANTO È DIFFICILE, IN GENERALE, OTTENERE LA DOVUTA ATTENZIONE IN ITALIA ED ALL’ESTERO PER UN GRUPPO COME IL VOSTRO?
“Purtroppo è molto difficile e bisogna darsi parecchio da fare in tutti i modi, abbiamo visto valide band sciogliersi e questo ci dispiace, ma si deve credere nelle proprie potenzialità fino alla fine e non arrendersi mai. Per fortuna c’è un buon aiuto da internet e dalle webzine come voi”.


INUTILE NEGARE CHE LA VOSTRA MUSICA È LEGATA A NOMI QUALI AT THE GATES E SOILWORK, PER FARE DUE NOMI: SONO STATI RIFERIMENTI IMPORTANTI PER LA BAND?
“Con tutto rispetto per i primi Soilwork, noi pensiamo di non avere molto a che fare con loro anche se il nostro sound sicuramente ha influenze dalla Svezia. Gli At The Gates invece li apprezziamo molto e ci ritroviamo già di più in loro, come tutte le band anni ’90 di quel periodo hanno influenzato tantissimi gruppi… comunque un nome che forse si avvicina di più con noi nel nord Europa noi pensiamo siano gli Hypocrisy”.

TRA LE BAND ATTUALI FORSE IL PARAGONE CHE PIU’ SI E’ SENTITO IN GIRO E’ QUELLO CON I THE BLACK DAHLIA MURDER: VI PIACCIONO? E CREDETE VI SIANO DEGLI EFFETTIVI PUNTI DI CONTATTO TRA LE DUE BAND?
“Leggendo le varie recensioni del nostro disco abbiamo sentito diversi paragoni e alcuni nomi ci fanno sorridere… i Black Dahlia Murder sono bravi ma non sono tra i nostri gruppi preferiti e ci rivediamo in minima parte con loro. Come abbiamo detto prima certamente anche loro hanno preso sù le influenze degli At The Gates ma con un pizzico di hardcore americano, cosa che in noi non esiste. Noi siamo cresciuti e sosteniamo il puro metal”.

SIA IL VOSTRO MONICKER CHE IL TITOLO DELL’ALBUM DENOTANO UNA VISIONE PIUTTOSTO AMARA DELLA VITA: COSA VOLETE TRASMETTERE CON LA VOSTRA MUSICA?
“A noi piace che un nostro ascoltatore senta le nostre canzoni in parte anche sue e che ne venga coinvolto perché sono vere storie che possiamo avere ognuno di noi. Le cose ‘amare’ della vita ci fanno riflettere ma anche darci forza per combattere contro le difficoltà che incontriamo quotidianamente, quindi anche se quello che ci sta attorno non è facile bisogna andare avanti e mai voltarsi indietro”. 

LA SCENA DEL DEATH BLACK THRASH DI MATRICE SVEDESE (PERDONATE LA SEMPLIFICAZIONE) È DECISAMENTE SOVRAFFOLLATA E  MOLTE DELLE USCITE SONO DI QUALITÀ NON CERTO ECCELSA: NON TEMETE CHE ANCHE IL VOSTRO ESORDIO POSSA ESSERE SEMPLICEMENTE GETTATO NEL CALDERONE DELLE COSE SUPERFLUE? COSA RITENETE DI AVERE IN PIÙ DELLA “CONCORRENZA”?
“C’è concorrenza e anche la crisi (ride, ndR). Il black e il thrash sono tra le nostre influenze ma solo per una piccola dose, il nostro genere secondo noi è classificabile come death metal. Comunque non è appunto il solito death metal grazie a queste influenze che arricchiscono le nostre composizioni e le rendono più particolari, come le parti di orchestra che ogni tanto inseriamo, vari stacchi prog e l’utilizzo di chitarre classiche/acustiche. Pensiamo di avere una buona tecnica che mette in risalto le nostre canzoni, arrangiamenti ben studiati ed eseguiti. Non escludiamo in futuro nuove soluzioni ma non abbandoneremo mai il nostro genere, è un amore forte il nostro nei suoi confronti. Al proposito ci sono diversi punti di vista, se prendiamo i Cannibal Corpse ad esempio hanno sempre fatto tutti album molto uguali ma i loro fan li stimano e li supportano proprio per questo”.

LA SG RECORDS HA UN ROSTER PIUTTOSTO VARIEGATO: VI CI RITROVATE? E SIETE SODDISFATTI DEL LORO LAVORO?
“È da poco che siamo con la SG Records… a noi non importa se nel loro roster abbiano band differenti da noi, quello che conta è che ci possano sostenere nel migliore modo possibile e per ora stanno facendo bene il loro lavoro, speriamo continuino così”.

ABBIAMO FINITO, CONCLUDETE PURE VOI COME PREFERITE.
“Ragazzi e ragazze amanti del metal incazzato, procuratevi subito il nostro nuovo album ‘Brutal Realities’  andando sul sito della nostra etichetta SG Records, le spese di spedizione sono gratuite! Vi garantiamo che non ne rimarrete delusi, vi aspettano frenetici headbanging e ritornelli da urlare tutti in coro! Grazie per l’intervista, ciao”.



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