THE FLIGHT OF SLEIPNIR – Tales from the North

Pubblicato il 31/08/2013 da

Il duo statunitense dei The Flight Of Sleipnir ormai da anni si è ritagliato un piccolo spazio all’interno della scena doom più eterodossa e legata da un lato al black nordico e dall’altro al folk. Con l’ultimo “Saga” tutte le componenti del sound dei Nostri sono state amplificate, andando così a creare una musica altisonante e crepuscolare al tempo stesso, frutto di arrangiamenti minimali e di una capacità di sintesi nel songwriting davvero invidiabile. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Clayton Cushman, facendoci spiegare i motivi di questo amore per le mitologie scandinave e per la loro messa in musica. Pur provenendo dal Colorado, infatti, è proprio alle saghe norrene che i Nostri tendono sia liricamente che musicalmente, facendolo peraltro meglio ed in maniera più convinta di molte altre band provenienti dal nord Europa. A lui la parola, quindi.

The Flight Of Sleipnir - band - 2013

QUANDO TU E DAVE CSICSELY AVETE INIZIATO A FARE MUSICA INSIEME?
“Ci siamo incontrati nel 2004, quando io entrai a far parte dei Throcult. Successivamente Dave mi ha chiesto se volevo suonare con lui nei recentemente riformati Acheronian Dirge ed io accettai. Dopo anni passati a suonare insieme abbiamo deciso di dare vita ai The Flight Of Sleipnir”.

CON “SAGA” AVETE COMPOSTO IL VOSTRO ALBUM PIU’ MELODICO E MALINCONICO, OLTRE AD AVERE INCREMENTATO LA COMPONENTE FOLK; SEI D’ACCORDO?
“La componente folk del nostro sound non è stata incrementata di proposito; come per i nostri precedenti album, ci siamo limitati a scrivere e ad arrangiare con estrema naturalezza e ad onor del vero in ‘Saga’ ci sono degli spot tra i più pesanti mai composti dalla band”.

BRANI QUALI “REAFFIRMATION”, “REVERENCE” O “HEAVY REST THE CHAINS OF THE DAMNED” VI MOSTRANO ALLE PRESE CON AMPIE PARTITURE ACUSTICHE CHE RIMANDANO ADDIRITTURA A NEIL YOUNG. SIETE PER CASO SUOI FAN?
“Sì, Neil Young mi piace abbastanza. Non è che lo ascolti molto spesso, ma nella casa dove sono cresciuto la sua musica veniva ascoltata con regolarità, quindi credo lo si possa considerare come una sorta di mia influenza inconscia”.

IN “THE MOUNTAIN” AVETE DECISO DI NON UTILIZZARE LA BATTERIA. CI POTRESTI SPIEGARE I MOTIVI DI TALE SCELTA?
“Quello che hai sentito sull’album equivale perfettamente alla traccia demo con l’aggiunta di basso e voce. Se ben ricordo fu David a decidere di mantenerla così, senza batteria. Ho composto il brano in una seduta e l’ho registrato al primo tentativo e quando è venuto il momento di metterlo sull’album abbiamo ritenuto di dover mantenere l’essenzialità originaria”.

D’ALTRO CANTO BRANI QUALI “JUDGEMENT” E “DEMISE CARRIES WITH IT A SONG” VERTONO SU TERRITORI PIU’ AFFINI AL DOOM ED AL BLACK. DURANTE IL SONGWRITING VI PREOCCUPATE DI BILANCIARE LE VOSTRE VARIE COMPONENTI O IL PROCESSO E’ PIU’ NATURALE ED ORGANICO?
“Nel 99% dei casi il materiale composto è frutto di un processo organico. A volte ci accorgiamo che quando scriviamo determinati passaggi magari non si sposano bene con il resto della traccia e quindi li cambiamo; oppure ci pare di suonare troppo simili ad altre band, nel qual caso le idee vengono presto scartate. Comunque non cerchiamo mai di bilanciare i generi o roba del genere”.

“SAGA” E’ IL VOSTRO MIGLIOR LAVORO A LIVELLO DI PRODUZIONE. COME VI SIETE ORGANIZZATI A TAL PROPOSITO? CLAYTON, CI PARE CHE TU IN PRIMA PERSONA TI SIA OCCUPATO DELLA COSA…
“Sì, abbiamo fatto tutto da soli nel nostro studio di registrazione: registrazioni, mixing e mastering. Mi sono occupato della produzione ma anche David ha avuto una parte rilevante nella scelta dei suoni”.

CHE OBIETTIVI CERCATE DI RAGGIUNGERE ATTRAVERSO LA VOSTRA MUSICA?
“Credo che ogni musicista vorrebbe essere ricordato dalle generazioni future per ciò che ha fatto. Onestamente però io scrivo musica perché non riesco ad immaginare la mia vita senza di essa. E’ una parte fondamentale della mia esistenza”.

GUARDANDOVI INDIETRO, RITENETE CHE VI SIANO DEI VECCHI BRANI CHE AVREBBERO MERITATO PIU’ ATTENZIONE O VISIBILITA’?
“Direi di no. Siamo soddisfatti di tutto quello fatto in passato e dei risultati ottenuti. Ogni album ed ogni brano erano la fotografia esatta della band in quel particolare momento. Ci capita di riarrangiare vecchi brani per suonarli dal vivo, dato che li la band cambia completamente pelle e consta di più elementi. La musica creata per due elementi spesso non permette di sprigionare dal vivo tutta la potenza necessaria alla riproposizione”.

IL LUOGO DOVE VIVETE INFLUENZA IN QUALCHE MODO LA VOSTRA MUSICA?
“I paesaggi del Colorado sono splendidi e possono essere ispiranti, ma direi che non hanno una grande importanza nell’economia della band. Nei dintorni ci sono molte buone band ed ottimi negozi di dischi e quello è decisamente più importante per noi”.

COME E’ NATA LA VOSTRA PASSIONE PER LA MITOLOGIA NORDICA?
“Sono cresciuto in una famiglia pagana, quindi ho avuto accesso a quella letteratura sin da piccolo”.

NON AVETE MAI PENSATO DI AMPLIARE LA FORMAZIONE A DUE, MAGARI INSERENDO QUALCHE VOSTRO MUSICISTA LIVE?
“I membri live della band sono essenziali e sono parte integrante dei The Flight Of Sleipnir, non potremo farne a meno. Detto questo, sono piuttosto esitante a cambiare la formazione a due in studio, per il semplice motivo che questa situazione pare funzionare bene per noi”.

SPESSO VENITE PARAGONATI AGLI AGALLOCH: COSA NE PENSATE?
“Posso capirlo. La gente ha sempre il bisogno di creare paragoni perché è il modo migliore e più semplice per descrivere una band a qualcuno che non la conosce. Non possiedo nemmeno un album degli Agalloch, ma quello che ho potuto sentire mi piace ed il paragone non mi offende. Me la prendo a male quando qualcuno pensa che noi siamo i cloni di qualcun altro, quello mi dà veramente fastidio”.

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