TWILIGHT FORCE – Difendendo il power metal

Pubblicato il 03/01/2017 da

Quando si intervistanp artisti più o meno famosi in ambito rock e metal, dopo un po’ ci si aspettano certi tipi di risposte. E se non proprio le risposte complete, quantomeno si possono prevedere il tenore che esse avranno. ‘Questo è il nostro album migliore’, ‘comporre il disco in questa maniera ci è venuto naturale’, ‘non vogliamo svenderci’: è la fiera della banalità, ci rendiamo conto, ma anche questo tipo di atteggiamento fa parte del gioco. Poi però capita di incontrare gente come i folli Twilight Force, che magari dicono le stesse cose ma in un modo che non ci si aspetta. Tra dichiarazioni e toni che anche i Manowar troverebbero imbarazzanti, frasi motivazionali di bassa lega e stalattiti che cadono rischiando di impalare batteristi all’opera, portiamo un po’ di follia sulle pagine di Metalitalia.com grazie a questa simpatica intervista.

(Nota del Redattore: l’intervista, effettuata via mail, non è volutamente stata firmata da un membro della band. L’intento è dichiaratamente quello di far passare queste dichiarazioni per collettive, quindi ogni riferimento ai singoli musicisti sono sempre in terza persona singolare).  

 twilight force - band - 2016

PARTIAMO DAL VOSTRO ESORDIO COME TWILIGHT FORCE E DEL TEMPO CHE NE È SEGUITO… NON VI SEMBRA CHE SIA VOLATO? TRA “TALES OF ANCIENT PROPHECIES” E “HEROES OF MIGHTY MAGIC” È PASSATO DAVVERO POCO TEMPO…
“In realtà i nostri destini sono stati già decisi molto tempo fa, prima che il tempo stesso esistesse. La creazione dei Twilight Force era una cosa inevitabile, le tempistiche di questa alleanza erano già scritte da tempo immemore all’interno delle Profezie stesse. Lungo tutta la Storia fino ad adesso, si sono mosse piccole pedine ai bordi della nostra coscienza, e forze insondabili hanno gettato le basi per ciò che sarebbe stato. La nostra conoscenza e la nostra maestria si sono accresciute con il tempo, uno a uno abbiamo guadagnato la saggezza necessaria a prepararci per le avventure che stiamo affrontando, e ora che il tempo è giunto, siamo stati finalmente riuniti sotto la luce delle stelle più propizie. Ora con la nostra potente alleanza, assieme ai nostri fratelli ‘Knights Of Twilight’s Might’, porteremo magia, luce e gloria nel Reame degli Uomini. E’ questo il nostro destino. ‘Tales of Ancient Prophecies’ è stato pensato e composto su un periodo lungo diversi anni umani, pezzo per pezzo, finché non siamo stati pronti a donarlo al mondo. La risposta a questa nostra prima creazione è stata incredibile, e da quei gloriosi giorni in avanti, il viaggio è stato un avventura celere e eccitante! E’ una febbrile ricerca fatta di duro lavoro e di faccende noiose, ma l’apprezzamento e il senso di completezza che proviamo ogni volta che completiamo un canto ci riempie i cuori di orgoglio e di gioia. Speriamo infatti che queste primi febbrili battute non siano che l’inizio del nostro vero viaggio!”.

CI PARLATE UN PO’ DEL GENERE CHE SUONATE? NON MOLTI LETTORI HANNO FAMILIARITÀ CON CONCETTO DI ‘ADVENTURE METAL’.
“’Adventure Metal’ è la nostra creazione e il nostro sigillo. Portiamo avanti l’eterna fiamma del power metal da decenni, ma siamo investiti anche dell’onere di rappresentare al meglio la forza e la saggezza che un tempo erano parte integrante di quel genere. ‘Adventure metal’ è la più pura e intensa manifestazione del power metal, l’essenza e il pinnacolo della sua evoluzione. E’ la sinergia e la fusione perfetta tra i suoni classici e un linguaggio tonale cinematografico. Cerchiamo di immergere l’ascoltatore in un mondo pieno di entusiasmanti ricerche e di incredibili meraviglie. Parliamo di leggende, di eroi e di sapienza perduta. Vogliamo introdurre i nostri fan ai loro sentieri di gloria, onore e vittoria, attraverso terre magiche e cieli splendenti”.

IL POWER METAL DI CUI CI PARLATE IN QUESTI GLORIOSI TERMINI VEDEVA LA PROPRIA EPOCA D’ORO UN PAIO DI DECENNI FA, NEGLI ANNI ’90. VOI ORA PENSATE DI STAR CREANDO QUALCOSA DI NUOVO PARTENDO DA QUESTA BASE O VI SENTITE PIÙ CHE ALTRO PRODI ALFIERI DI UN SUONO CHE PERÒ APPARTIENE ORMAI AL PASSATO?
“E’ il genere che ognuno di noi ha amato più di ogni altro per molti anni della nostra adolescenza. Il power è uno stile di metal ancora in grado di veicolare ed esprimere delle emozioni particolari in un modo unico. Per noi è stato un processo naturale scegliere quel sound come nostra base musicale. Con ‘Tales Of Ancient Prophecies’ avevamo una visione chiara di ciò che volevamo suonare, e questa visione proveniva certo dagli album che avevamo amato in giovinezza. Ora tentiamo però di attualizzare il power metal in qualcosa di diverso, lavorando davvero al meglio delle nostre possibilità. Alla luce del modesto successo della nostra prima opera, abbiamo capito che è nostro compito ampliare la nostra visione musicale e il concetto che la nutre. Vogliamo insomma espandere la nostra formula anche in altre direzioni. Abbiamo introdotto nel nostro secondo lavoro più magia, più arrangiamenti orchestrali, sempre più maestosi e complessi, e abbiamo raggiunto un approccio sonoro più… ‘avventuroso’ appunto. Noi crediamo di aver creato qualcosa di moderno e fresco con questo disco, pur mantenendo le radici ancorate ad un genere forse più in voga qualche tempo fa”.

COME MUSICISTI AVETE UN BACKGROUND CLASSICO? SUPPONGO CHE ALMENO BLACKWALD CE L’ABBIA…  QUESTO TIPO DI INFLUENZA POI, CHE IMPATTO HA SULLA VOSTRA MUSICA?
“Blackwald e Lynd vengono entrambi da approfonditi studi di musica classica. E’ qualcosa di assolutamente vitale per la nostra musica. Capire le dinamiche di un orchestra sinfonica e l’interazione degli strumenti classici all’interno di armonie complesse è ciò che ci da la possibilità di formare la nostra musica così come dovrebbe essere. Sarebbe limitante comporre usando le chitarre o i semplici strumenti classici del genere power metal; scrivere la nostra musica sul pianoforte o addirittura col supporto degli strumenti dell’orchestra è decisamente più versatile, e penso liberi veramente la nostra creatività. Questo approccio influenzato dalla musica classica è proprio la caratteristica che ci permette di attualizzare il power metal come dicevamo prima”.

COME PARLERESTI DI QUEST’ALBUM IN RAPPORTO AL VECCHIO? IO PENSO CHE “HEROES OF MIGHTY MAGIC” SIA DECISAMENTE PIÙ MATURO DELL’ESORDIO.
“Beh, grazie! Anche a noi piace pensarla così. La quantità di lavoro riversata su questo album è incalcolabile. Anche se abbiamo lavorato duro per mantenere e anzi enfatizzare gli elementi chiave della nostra musica – cioè le melodie memorizzabili, i ritornelli e un linguaggio musicale perlopiù accessibile – la complessità e la stratificazione degli arrangiamenti e delle strutture di questo nuovo album è davvero un gradino sopra quella del debutto. Abbiamo lavorato duro per ottenere un quadro sonoro vivo, pieno di dettagli e di sfumature. Speriamo veramente che i nostri fan abbiano provato un certo piacere nell’avventurarsi nel nostro magico mondo più di una volta, scoprendo ad ogni passaggio nuovi ed emozionanti tesori musicali!”.

SU UNA DELLE VOSTRE CANZONI AVETE AVUTO COME OSPITE FABIO LIONE. CONSIDERATE FABIO – O I RHAPSODY NELLE LORO VARIE INCARNAZIONI – COME UNA DELLE VOSTRE INFLUENZE PRINCIPALI?
“Siamo più che onorati di avere avuto un simile titano del nostro genere musicale sulla nostra seconda opera. Questa collaborazione è stata aiutata dal fato. Fabio era in tour con i Rhapsody of Fire proprio durante il periodo in cui noi registravamo, e si sarebbe esibito da li a poco all’Open Air Festival dei Sabaton, qui in Svezia. Ciò ha fornito l’occasione per lui di fermarsi al nostro studio senza problemi logistici… era già qui in Svezia! L’abbiamo portato in regia, gli abbiamo suonato la nostra musica e la sua incredibile maestria ha aggiunto all’opera quella scintilla vitale che le necessitava per prendere davvero vita! I vari Rhapsody sono comunque una nostra influenza importante: li seguiamo da tanto, da prima dell’era ‘- Of Fire’, anche se in generale continuiamo a preferire i loro albumi di inizio carriera. Quelli, soprattutto, e anche il primo solista di Turilli, direi. Quella musica si ritrova molto nelle nostre radici, ma secondo me noi cerchiamo di sterzare su un linguaggio tonale più descrittivo, meno barocco rispetto ai Rhapsody”.

VISTO CHE LI AVETE CITATI, DELLA COLLABORAZIONE CON BRODEN DEI SABATON COSA MI DITE INVECE?
“Anche questa collaborazione ci ha portato grande gioia. Joakim e I Sabaton sono nostri amici da lungo tempo, quindi averlo avuto anche su questo album è un privilegio e un onore. Aveva già collaborato sul nostro debutto, prestando la sua voce su un brano, e visti gli ottimi risultati, sapevamo di volere il suo tonante timbro anche per questo nuovo lavoro. Abbiamo trovato nella title track una sezione perfetta per valorizzare la sua voce, e la sua prestazione incendia il brano proprio come le brucianti fiamme del leggendario arci-dragone narrato dalle leggende. Davvero incredibile”.

CI PARLI DEL CONCEPT CHE C’È DIETRO DIETRO LE VOSTRE… ‘LEGGENDE’?
“Noi abbiamo una nostra epica e delle nostre leggende. Queste sono la base per le liriche delle nostre canzoni. Tutto ha luogo nei ‘Twilight Kingdoms’, i Regni del Tramonto, un universo in continua evoluzione pieno di creature mitiche, di profezie leggendarie e di potenti eroi. Le canzoni dei nostri album non seguono una storyboard specifica, e nemmeno sono legate a una successione per forza cronologica, sono più che altro una raccolta di canti e di inni riguardanti le vicende di questi Regni. Sono le storie e le leggende dei Regni che ispirano le nostre liriche, non viceversa. Col tempo riusciremo a creare una raccolta abbastanza estesa da coprire grossomodo tutta la storia dei Reami. E allora preparatevi, perché avranno luogo viaggi epici ancora più eccitanti, attraverso luoghi misteriosi e altre arcane profezie!”.

COME SI È SVOLTA LA FASE DI SCRITTURA DELL’ALBUM? AVETE COMPOSTO TUTTO ASSIEME? “Tutto il materiale presente su ‘Heroes of Mighty Magic’ è stato composto e arrangiato da Lynd e Blackwald. Buona parte del lavoro è stata poi resa eterna incidendola su disco ai nostri studios, i Twilight Forge, ma anche altri luoghi sono stati usati per completare o rifinire alcune parti del lungo lavoro di produzione. Non appena la fase di composizione e di arrangiamento opera dei due bardi finiva per ogni brano, tutti gli altri membri della band potevano dire la loro, aggiungendo la propria personalità e la propria storia al pezzo. E’ un modo efficiente di lavorare, ci da la possibilità e anche il tempo di vedere e rivedere tutto il lavoro finchè tutti non sono soddisfatti”.

DA DOVE NASCE LA VOSTRA CREATIVITÀ NEL COMPORRE QUESTO TIPO DI CANZONI? VI ISPIRATE A FILM O ROMANZI?
“La creatività propriamente detta ci viene naturale, ma deve essere coltivata e nutrita per attecchire e rimanere per sempre nelle nostre vite da artisti. L’arte contemporanea e la cultura genera sicuramente ci aiutano in ciò, in modi magari non noti neppure a noi stessi. Le nostre influenze sono numerose e diversificate… possiamo dire che ognuno di noi tragga ispirazione dal mondo intero, dall’arte, dal cinema, ma anche dalla natura e dalla bellezza di mondi immaginari, nonché dalla grazie e dalla serenità dei nostri sogni e della nostra immaginazione”.

HAI PARLATO DI UNA FORTE AMICIZIA CON I SABATON E VEDIAMO CHE AVETE PARTECIPATO PIÙ VOLTE AL LORO FESTIVAL, L’ANNO SCORSO PURE IN OTTIMA POSIZIONE, SUONANDO PER ULTIMI E CHIUDENDO DI FATTO IL FESTIVAL. COME DESCRIVERESTI QUESTO ONORE?
“Abbiamo partecipato due volte a quel glorioso festival. Il Sabaton Open Air è una celebrazione emozionante, e siamo grati di aver avuto l’opportunità di parteciparvi per ben due volte. C’è sempre un emozione speciale nel combattere in casa, tra amici e parenti… e suonare dopo l’incredibile performance dei nostri fratelli Sabaton in madrepatria è certo un onore enorme, ma è forse e anche di più una sfida. L’ora era tarda, la notte scura e piena di terrori, e il freddo del gelido vento estivo delle nordiche lande pungeva la nostre pelli scoperte… ma a dispetto di queste difficoltà, fummo guidati e rassicurati dalla presenza dei guerrieri coraggiosi al nostro fianco, fratelli che ci hanno ispirato e hanno reso la nostra nottate indimenticabile e piena di gesta eroiche”.

AVETE QUALCHE MEMORIA PARTICOLARMENTE DIVERTENTE DEL PERIODO DI REGISTRAZIONE DI QUESTO NUOVO ALBUM?
“Si potrebbero raccontare numerosi aneddoti riguardanti le infinite notti passate a lavorare a ‘Heroes of Mighty Magic’. Un evento però ci è di sicuro rimasto in mente risale alla scorsa primavera. Non si tratta di una cosa divertente, anzi, è una tragica vicenda! Mentre registrava il potente suono dei suoi tamburi in una grotta, De’Azsh è stato quasi impalato da una stalattite cadente, indebolita sicuramente dal devastante suono della sua performance. I suoi poteri di teletrasporto lo hanno però salvato da morte certa, ed è riuscito anche a finire il brano! E’ stato un evento scioccante visto da fuori, ma giacchè lui è salvo ci sembra una vicenda degna di essere narrata!”.

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